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30/10/1991
Israele acconsente ad incontrare i propri vicini arabi alla Conferenza di pace di Madrid. Un processo di pace fra Israele e i Palestinesi non inizia prima dei negoziati segreti di Oslo (cartina n.4) 09/09/1993 Reciproco riconoscimento tra Stato di Israele e OLP, finalmente riconosciuta come rappresentante ufficiale dei Territori Palestinesi. (Israele-PLO Recognition) 13/09/1993 Rabin e Arafat, sotto legida della comunità internazionale, firmano a Washington i primi accordi di pace tra Israele e OLP. La Dichiarazione dei Princìpi (Israele-Palestinian Declaration of Principles) prevede un processo di pace graduale. Prima di decidere lo status finale dei Territori, si prevede una fase di transizione di 5 anni che prevede 2 periodi: Oslo I e Oslo II. Queste misure vengono accompagnate da vari accordi addizionali sulla sicurezza e sulla cooperazione economica e regionale. 13/09/1993 OSLO I Accordo sulla Striscia di Gaza e Gerico (Agreement on the Gaza Strip and the Jericho Area) Prevede il ritiro di Israele da Gaza (cartina n.7) e Gerico - Accordo sulla sicurezza (Agreement on safety) - Protocollo sulle relazioni economiche (Protocol on economic relations) - Accordo su Gaza e Jerico (Gaza-Jerico agreement) o Oslo I - Accordo di cooperazione su Gerusalemme est (Co-operation agreement on East Jerusalem) 04/05/1994 Accordo del Cairo Arafat e Rabin ratificano al Cairo le modalità di applicazione dellaccordo del 13 settembre 1993 (Accordo di Oslo I) 24/02/1994 Massacro di Hebron. 32 Palestinesi raccolti in preghiera nella Moschea vengono uccisi da Baruch Goldstein, colono emigrato dagli USA e attivista del Kach 29/02/1994 Accordo di Parigi tra Israele e OLP sulle questioni economiche 1995 Attentati rivendicati dalla Jihad e da Hamas. Israele impone il blocco totale di Gaza e della Cisgiordania 28/09/1995 OSLO II (Taba Interim Agreement between Israel and Palestinians) Arafat e Rabin firmano a Washington gli accordi che stabiliscono le modalità di espansione dellautonomia palestinese sulla Cisgiordania ed il ritiro israeliano dalle città palestinesi. Firma di un accordo interimario sullestensione dellautonomia. La Cisgiordania viene divisa in 3 aree (cartina n.5 e n.6): Zona A amministrata solo dai Palestinesi Zona B a controllo misto Zona C sotto il controllo israeliano 04/11/1995 Yitzhak Rabin viene assassinato da Ygal Amir, uno studente di estrema destra. Shimon Peres, Ministro degli Esteri, assume linterim 05/05/1996 Sharm el-Sheikh - Apertura formale dei negoziati sullo statuto finale dei territori occupati (Summit of Peacemakers Final Statement) 29/05/1996 Vittoria elettorale in Israele della coalizione di destra ed estrema destra guidata da Benyamin Netanyahu 27/09/1996 Lapertura a Gerusalemme di un galleria al di sotto della spianata delle Moschee scatena gravi violenze ottobre 1998 Dopo 28 mesi di sospensione del processo di pace, Arafat e Netanyahu firmano lIntesa di Wye Plantation sulle modalità del ritiro israeliano. Tale accordo prevede alcuni trasferimenti tra le zone A,B e C della Cisgiordania. Ma i Palestinesi non acquistano il controllo della sovranità, degli ingressi e delle uscite, dellacqua e della sicurezza in generale 1998 Inaugurazione dellaeroporto di Gaza 17/05/1999 Elezioni legislative anticipate in Israele vinte dal laburista Ehud Barak 04/09/1999 Accordo di Sharm-el-Sheik (Sharm-el-Sheik Agreement) Arafat e Barak firmano unintesa sullapplicazione dellAccordo di Wye Plantation. Definiscono il calendario di applicazione degli accordi del 1998. Laccordo prevede, tra le altre cose, il ritiro di Israele in 3 fasi dal rimanente 11% della Cisgiordania, da completarsi entro il 20 gennaio 2000, e la ripresa dei negoziati sullo status definitivo dei Territori Palestinesi, da concludersi entro il 13 settembre 2000 11-25/07/2000 Vertice di Camp David II (Trilateral Statement on the Middle East Peace Summit at Camp David) Scontro sulle questioni della sovranità su Gerusalemme, dei rifugiati e dei Territori. Il vertice si conclude senza un accordo 28/09/2000 - Nuova Intifada Il Presidente del Likud, la destra ebraica, Ariel Sharon visita la spianata delle Moschee a Gerusalemme. Un gesto provocatorio fatto per ribadire la sovranità israeliana su questa area. Le proteste palestinesi si sono subito trasformate in scontro aperto con le forze di sicurezza israeliane e si è esteso alla Cisgiordania e alla Striscia di Gaza. Questa rivolta esprime la volontà palestinese di mettere fine alla colonizzazione e alloccupazione. Gli accordi di Oslo prevedevano un periodo transitorio di 5 anni di autonomia della Cisgiordania e di Gaza, periodo che si è concluso il 4 maggio 1999. Non sono state messe in pratica le dichiarazioni dellaccordo di Oslo del 1993 (riduzione graduale delloccupazione). Israele si rifiuta di applicare la Risoluzione 242 del 1967 del Consiglio di Sicurezza che prevede levacuazione di tutti i territori occupati 04/10/2000 Riunione a Parigi tra Albright, Arafat e Barak 12/10/2000 Due soldati israeliani vengono linciati a Ramallah. Israele bombarda obiettivi legati allAutorità palestinese 16-18/10/2000 Vertice a Sharm el-Sheik per arrestare gli scontri e la ripresa dei negoziati 02/11/2000 Arafat e Peres raggiungono un accordo che prevede la cessazione immediata delle violenze. Esplode una bomba in un mercato di Gerusalemme. Continua lo stillicidio quotidiano dei morti, quasi tutti palestinesi 07/02/2001 Nuove elezioni in Israele. Sharon stravince le elezioni lasciando Barak a quasi venti punti di distanza. Ariel Sharon, leader dell'ultradestra israeliana, è il nuovo primo ministro israeliano. Tutto da rifare: il negoziato di pace non potrà riprendere dal punto in cui lo aveva interrotto Barak. Il Governa Sharon è tenuto a rispettare solo i patti firmati (fino a quelli di Sharm-el-Sheik del 1999). Ripartirà - a condizione che finiscano le violenze dei Palestinesi - dal suo piano che prevede accordi ad interim per anni, una sovranità palestinese sul 42% della Cisgiordania, nessuna concessione su Gerusalemme. Ora c'è la prospettiva di un "governo di unità nazionale". L'affluenza alle urne è la più bassa dal '73. Gli Arabi israeliani in massa non hanno votato. L'Intifada non si ferma. ........ Martedì 26 Ottobre 2004, 23:06 Israele, parlamento approva piano Sharon ritiro da Gaza GERUSALEMME (Reuters) - Il parlamento israeliano ha approvato oggi il piano del primo ministro Ariel Sharon per il ritiro dai territori occupati della Striscia di Gaza e da parte della Cisgiordania nel 2005. Ma a pochi minuti dal voto, Benjamin Netanyahi, il maggiore rivale di Sharon nel partito di destra del Likud, ha minacciato di dimettersi con tre altri membri del gabinetto a meno che il premier non dia l'ok a un referendum nazionale sul ritiro. Le dimissioni di quattro ministri del Likud dividerebbero ulteriormente il partito di Sharon e lo metterebbero di fronte al rischio di elezioni anticipate. Dopo un acceso dibattito durato due giorni, i parlamentari hanno votato 67 contro 45, con sette astensioni, a favore di quella che sarebbe la prima evacuazione di coloni ebrei dalle terre sulle quali i palestinesi vogliono fondare un loro stato. L'effettivo ritiro, previsto in quattro fasi entro il 2005, necessita però di un voto del gabinetto di coalizione di Sharon in calendario a marzo. Il piano prevede la rimozione di tutte le 21 colonie nella striscia di Gaza e di quattro delle 120 che Israele ha costruito in Cisgiordania. |
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