PattiChiari per otto servizi bancari
al via l’iniziativa
ADRIANO BONAFEDE
"PattiChiari", l’iniziativa presentata la settimana scorsa nella prestigiosa sede dell’Abi (Associazione bancaria italiana) è adesso entrata nella fase operativa. I clienti e i risparmiatori, però, non hanno ancora chiaro che cosa significhi per loro, in termini di trasparenza del mercato creditizio, questo marchio. Certo, avranno tempo per conoscerne il significato, e per appurare fino a che punto sia effettivamente qualcosa di utile: l’iniziativa, infatti, è permanente, e promette anzi di allargarsi a nuovi istituti di credito e a nuovi servizi.
I marchi PattiChiari, di cui per il momento potranno fregiarsi 42 gruppi bancari per un totale di 15 mila sportelli (circa la metà del totale), dovrebbero permettere ai clienti una facile confrontabilità dei prodotti offerti. E dunque una maggiore trasparenza del mercato. In altre parole, con prospetti unici per tutte le banche coinvolte, il cliente potrà immediatamente verificare con un colpo d’occhio la differenza tra un’azienda creditizia e un’altra.
Si tratta per il momento di otto servizi distinti e non tutti gli istituti hanno aderito a tutti e otto. Il che significa che non basta vedere un marchio PattiChiari allo sportello, occorre verificare quale singola certificazione si ha. Peraltro queste certificazioni sono caratterizzate da colori diversi e quindi diventeranno a poco poco facilmente riconoscibili a colpo d’occhio.
Le iniziative sono le seguenti. "Faro" permette di ricercare lo sportello bancomat più vicino e funzionante tramite call center. "Obbligazioni a basso rischio" è il servizio che offre strumenti di questo tipo, che attualmente sono circa mille. "Obbligazioni bancarie strutturate" consente di avere accesso e poter confrontare l’offerta degli istituti. Le altre iniziative riguardano i criteri generali di valutazione del credito alle Pmi, i conti correnti a confronto, il servizio bancario di base, i tempi certi di disponibilità delle somme versate con assegno, i tempi medi di risposta sul credito. Le certificazioni sulla bontà di questi servizi e in particolare la loro aderenza ai moduli prefissati sono effettuate da tre società esterne e indipendenti: Certiquality, Cisqcert, Dnv.
«L’industria finanziaria italiana, unica in Europa, permette la comparabilità dei costi dei servizi», ha commentato soddisfatto Maurizio Sella, presidente dell’Abi. «Abbiamo scommesso sulla crescita della concorrenza e del mercato. Ed è un’iniziativa delle stesse banche, laddove, ad esempio, in Francia si è intervenuti con una legge per le condizioni del conto corrente di base».
Il cliente ha la possibilità di far rispettare i patti, laddove la banca non li mantenesse, rivolgendosi direttamente al "Consorzio Patti chiari". Un sito (
www.pattichiari.it) e un’intesa con otto associazioni dei consumatori dovrebbero garantire ancora di più trasparenza e correttezza nei comportamenti.
I problemi sul tappeto sono sostanzialmente due: da una parte come dare pubblicità al marchio; dall’altra come far sì che anche le banche più piccole aderiscano. Finora, infatti, lo hanno fatto perlopiù i grandi gruppi.
http://www.repubblica.it/supplementi...036sellas.html