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Vecchio 01-11-04, 12:53   #1 (permalink)
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Assicurazioni, per tutte bilanci coi fiocchi

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ADRIANO BONAFEDE

Ci sono dei momenti nella vita di ognuno, persona o impresa che sia, in cui tutto gira per il verso giusto. Le compagnie di assicurazione vivono uno di questi momenti. Sì, è proprio così: tutto fila liscio, nel migliore dei modi. Le compagnie guadagnano sia nel ramo vita, loro tradizionale cavallo di battaglia, sia nel ramo danni, che negli ultimi trequattro anni ha cominciato a dare soddisfazioni dopo anni e anni di magra. A causa, soprattutto, della ritrovata redditività nel ramo Rc auto, che da solo rappresenta più del 50 per cento dell’intero segmento danni.
E così fioriscono gli utili. Secondo una ricerca di Banca Imi effettuata dal responsabile dell’Industry group research, Luigi Grignaffini, che ha analizzato l’andamento dei big del settore quotati in Borsa Alleanza, FondiariaSai, Generali, Mediolanum e Ras il primo semestre si è chiuso con una crescita dei profitti del 27,3 per cento. A fine anno, secondo le previsioni, il risultato sarà ancora più brillante: più 32,4 per cento. Nel 2004 la crescita più forte degli utili sarà appannaggio di Ras, la compagnia guidata da Mario Greco, con un balzo del 46,3 per cento sull’anno precedente. Anche Generali, il primo gruppo assicurativo d’Italia, metterà a segno un risultato eccellente: più 35,8 per cento. FonSai avrà un più 29,5 per cento e Alleanza un più 13,2. L’incremento più basso sarà per Mediolanum: soltanto l’8,5 per cento. In termini assoluti, secondo le previsioni di Banca Imi, Generali si porterà a casa 1.378 milioni di utili netti, Ras 749 (ma Greco ha fatto sapere che potrà sorpassare gli 800 milioni), Alleanza 404, FonSai 281, Mediolanum 140.
Anche il Roe (return on equity), uno dei principale indicatori di redditività delle imprese, alla fine dell’anno in corso sarà cresciuto per tutti (salvo che per Mediolanum, che però l’aveva già molto alto). Alleanza passerà da 16,3 al 16,8 per cento, FonSai dall’8,7 al 10,5, Generali dal 12,4 al 15,3, Ras dall’11,8 al 17,1. Il Roe della compagnia di Ennio Doris invece passerà dal 23,8 al 22,6 (ma attenzione: il Roe è così alto anche perché l’impresa ha qualche particolarità: ha poco patrimonio netto e non ha immobili; le altre compagnie hanno invece un maggior assorbimento di capitale, hanno un patrimonio libero e un notevole patrimonio immobiliare, tutte cose che abbassano il Roe).
I "driver" di questo ottimo momento delle compagnie sono da una parte il miglioramento del saldo tecnico dei rami danni, dall’altra il nuovo boom della raccolta vita, che non è pienamente fotografata dai soli dati sul saldo. Infatti il saldo a fine 2004 sarà positivo per soli 78 punti percentuali, ma se si depura questa grandezza dalle tante polizze in scadenza decennale o quindicennale e ci si concentra soltanto sulla capacità di stipulare nuovi contratti, vediamo che nel terzo quadrimestre 2004 questa raccolta è cresciuta del 34 per cento sullo stesso periodo dell’anno precedente. Su dove finiscano i fondi degli assicurati con polizze in scadenza non si sa molto, ma si sa che le compagnie fanno di tutto per trattenerli nell’alveo del gruppo offrendo altri prodotti come i fondi d’investimento e le gestioni patrimoniali.
Continuerà anche nel 2005 il momento positivo delle assicurazioni? «Difficile fare previsioni dice Luigi Grignaffini Il 2005 si presenta per cento aspetti con uno scenario nuovo. Bisognerà vedere se la crescita della nuova produzione vita potrà continuare a questi stessi ritmi. Probabilmente ci sarà uno sviluppo più lento. A livello di utili, noi abbiamo ancora stime di crescita, ma a tassi inferiori». Dunque l’ipotesi è che le cose vadano ancora bene, ma con un rallentamento rispetto alla corsa di quest’anno.
Il decollo della previdenza integrativa voluto da questo governo potrebbe dare un’ulteriore spinta al settore vita. Per le compagnie, infatti, si apre tutto un nuovo settore: quello del Tfr dei lavoratori dipendenti, a cui potrebbero essere venduti i Fip (forme pensionistiche individuali), per il momento poco diffusi. Si calcola che non meno di 23 miliardi di euro su 1213 di Tfr potrebbero finire alle compagnie. Tuttavia il decollo della previdenza sembra al momento ancora lontano. Almeno finché il governo non scioglierà il nodo di dove trovare le risorse finanziarie. Nelle loro rosee previsioni, comunque, gli analisti non prendono in considerazione gli eventuali effetti della previdenza integrativa.
http://www.repubblica.it/supplementi...33grandus.html
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