|
Fantasia impositiva e favole
Il titolo era diverso, ma visto che un giornale non l'ha pubblicato manco col titolo FANTASIA LEGISLATIVA E TASSAZIONE DA FAVOLA, lo riscriviamo qui. E scusateci lo "svarione"
Ogni tanto ai nostri governanti piace “pazziare” con leggi e leggine nuove, così da determinare un tale trambusto, da far passare quasi inosservate le più incredibili trovate di ripianamento dei debiti pubblici, dalla vendita delle strade all’affitto dei ministeri, fino a tassare i fuoristrada ed veicoli similari, perché ingombranti, inquinanti e, “digiamolo” (come Ignazio), anche un po’ cafoncelli. Ad primam vistam sballata ista notizia parebat, et versa vice solidum fondamentun habebat. E’ vero che non c’è legge che torni comoda a tutti. Ed anche il sottoscritto, cresciuto nella Napoli antica in un dedalo di vicoli (e spazzatura), da grande ha voluto forse voluto esagerare un po’ ed ha acquistato uno di quei veicoli che permettono di non fermarti mai, in nessuna situazione di inondazione (o quasi) o di bufera di neve. Sarà perché vado in montagna, sarà perché mi sento più sicuro, al sottoscritto piace così e di quel che possono pensare gli altri non frega nulla. Nei vicoli mi muovo lo stesso (fatti miei se faccio una manovra in più), non do fastidio a nessuno, perché parcheggio il fuoristrada in un garage privato, e quando vedo qualcuno in quelle auto così sportive e così basse penso che in fondo ciascuno è libero di acquistare l’automobile che crede, anche a costo di mettere i figli legati sul tettuccio.
Quel che non capisco è quale possa essere la ragione di un’imposta su di uno specifico autoveicolo, il fuoristrada, che: a) il più delle volte è più piccolo di un monovolume (che, contrariamente a quanto il termine vorrebbe far intendere, è di regola un ingombrante cubone che occupa due piazze e mezzo); b) è meno inquinante di un’auto sportiva, come si può agevolmente leggere su qualsiasi giornale di settore; c) provoca meno incidenti, perché di regola non consente alcuna guida sportiva ed è più sicuro sull’asfalto viscido. Del resto, se si sta pensando di tassare chi inquina di più, è sufficiente pensare che chi consuma più benzina di fatto già paga più tasse (l’IVA e le famose accise, che non è un insulto). Sarebbe meno illogico allora tassare l’orrendo, per compensare il disgusto che viene guardando passare una Ferrari gialla (forse perché il proprietario ha già quella rossa?), una Station Wagon nera (senza pompe funebri) o una Smart scombinata di colori. Mi è dunque venuto in mente che l’unica ragione della supertassa sul fuoristrada potrebbe consistere nel fatto che nei listini della A.R.C.N., Automobilistica Real Casa Nostra (non posso far pubblicità e senza allusioni, ovviamente, ad altre organizzazioni aventi scopi illeciti), l’unica autovettura che non compare da supertassare è proprio il fuoristrada, almeno da quando la Campagnola non è più un mezzo dell’Esercito per spostarsi sulle mulattiere ma la gentile titolare di un agriturismo.
Tuttavia, mentre producevo “in capa mia” queste strane considerazioni (sic stabant cosae et toti aspectabant finanziariam) , è arrivata improvvisamente una pseudo rettifica governativa: “pazziatus abemus ad scopum facendi clamorosum scherzum et mostrandi vulgo quae in mundo bonus humor mortuus non est”. Mi chiedo a questo punto perché non aiutare i governanti nella realizzazione di grandi pensate riformiste e così, all’idea di introdurre il senso unico per i pedoni (che nei decumani partenopei sarebbe sicuramente rispettato), aggiungo qui una breve lista di nuove fantasiose discipline, per arricchire il già pesante elenco di questa legislatura: tutela della privacy del sacchetto (eliminazione della trasparenza dei sacchetti della spazzatura per non far sapere ai vicini che cosa si smaltisce in casa); divieto di camminare sulle strisce bianche (onde evitare che i pedoni consumino la pittura più velocemente, contribuendo così ad un notevole risparmio); divieto di mettere in funzione i condizionatori d’aria durante le giornate afose (si produrrebbe più caldo per le strade in danno di molti ed a vantaggio di pochi); obbligo di etichettatura sulle confezioni di vino “attenzione fa ubriacare” (perché solo sulle sigarette?). Scriveva infatti Jean Giraudoux (in La guerre de ***** n’aura pas lieu): «il diritto è la più efficace scuola della fantasia; mai un poeta ha interpretato la natura così liberamente come un giurista la realtà». Perché allora non tassare Cappuccetto Rosso (dato il colore del cappello) e Biancaneve ed i sette nani (per occupazione del bosco)?
|