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Vecchio 15-10-04, 17:34   #1 (permalink)
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Siamo 47esimi..non male

Secondo la classifica del World Economic Forum
in un anno siamo scesi di ben cinque punti al 47° posto
Competitività, l'Italia scivola
dietro alla Cina e al Botswana
Il Paese migliore? La Finlandia che sale sul podio, prima degli Stati Uniti. Il nostro Paese perde quota rispetto ai Paesi europei
di BARBARA ARDÙ

ROMA - Abbiamo perso cinque posizioni in un anno. Meglio di noi hanno fatto la Cina e il Botswana. E se sulla crescente competitività della Repubblica popolare cinese non c'è gran che da stupirsi, vedersi sorpassare dal Botswana in fatto di competitività inizia a preoccupare. Quasi più degli allarmi di Montezemolo, di Fazio e dello stesso presidente Ciampi. Il Botswana, stato con tanto di estensione desertica a nord della Repubblica sudafricana, è collocato al 46° posto nella classifica della competitività stilata dal World Economic Forum nel Global Competitiveness Report 2004-2005. Dopo il Botswana, in 47° posizione, c'è l'Italia.

A salire al primo posto sul podio è invece la Finlandia che straccia tutti, anche gli Usa collocati al secondo posto, prima della Svezia, medaglia di bronzo. Meglio di tutti ha fatto comunque il Giappone che entra nella "top ten" al nono posto, risalendo dal 23° del 2001.

Ma è nei confronti dell'Europa che il Belpaese paga caro il suo calo di competitività. E' infatti aumentato il distacco rispetto ai suoi maggiori concorrenti europei. Il Regno Unito guadagna quattro posti (11°), la Germania è tredicesima. E meglio dell'Italia fanno Spagna (23/ma) e Francia (27/ma), ma anche Portogallo (24/mo), Belgio (25/mo), Lussemburgo (26/mo) e Grecia (37/ma) e un drappello di Paesi dell'est europeo (Lettonia, Lituania, Slovacchia).

Che la competitività italiana fosse arrivata ai minimi storici gli industriali avevano iniziato a denunciarlo da anni. Lo studio del World Economic Forum non fa che certificare una realtà conosciuta. Quindi ne spiega i motivi e suggerisce alcun rimedi. I motivi: la burocrazia, l'inadeguatezza delle infrastrutture, l'eccessivo onere fiscale, una normativa sul lavoro troppo rigida sono tra i principali fattori che "sconsigliano" di fare bussiness in Italia.

I rimedi li ha riassunti il capo economista del Wef, Augusto Lopez-Claros che guida l'elaborazione del programma sulla competitività. "I risultati del nostro lavoro sottolineano la necessità urgente di intensificare gli sforzi in Italia affinchè si proceda con le riforme economiche e istituzionali, soprattutto in quelle aree che si troveranno ad affrontare vistose debolezze in termini di qualità delle istituzioni pubbliche e impiego delle risorse pubbliche".

Consigli che arrivano in Italia mentre infuria il dibattito sulla Finanziaria, bocciata da Confindustria perché punta poco sulla competitività e criticata dal Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio che in audizione alla Camera chiede "l'avvio immediato di interventi in grado di accrescere la produttività e la competitività". Scettici i consumatori. "Non basteranno decenni per riparare i guasti procurati all'economia del Paese e ai consumatori da un governo- la cui finanza allegra e creativa ha arricchito con il pretesto dell'euro pochi a danno di molti", ha denunciato l'Intesaconsumatori commentando i dati del World Economic Forum.

Unica consolazione sembrano essere i telefonini di cui ogni italiano, dai dieci anni in su sembra ormai fornito: è in questo campo scrive lo studio del World Economic Forum che l'Italia registra l'indice più alto.
(13 ottobre 2004)

http://www.repubblica.it/2004/j/sezi...mpe/compe.html
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