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Vecchio 14-10-04, 11:55   #1 (permalink)
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argentina bonds

14 ottobre 2004

Cresce il fronte del sì al piano preparato dal governo di Buenos Aires

Bond Argentina verso rimborsi al 25%


Il governo sta chiudendo un accordo con le banche per avere in tasca il 35% dei voti

Continua a crescere il fronte del sì al piano di ristrutturazione del debito estero argentino. Un'avanzata che il governo di Buenos Aires sta ottenendo grazie a una politica di accordi separati con fondi pensione, banche e compagnie assicurative, e che potrebbe permettere al ministro dell'Economia argentina Roberto Lavagna di presentarsi al via con in tasca già un 35% dei voti a favore. Tradotto: per i risparmiatori italiani, se il partito del sì dovesse raggiungere, magari grazie ai tanti obbligazionisti indecisi in giro per il mondo, una maggioranza qualificata, potrebbe voler dire non avere altre alternative che accettare il rimborso di un quarto dell'investimento.
Il piano definitivo con tutti i particolari dovrebbe arrivare proprio in questi giorni alla Sec, l'authority che vigila su Wall Street, e poi alla Consob. In ogni caso ormai ci siamo. E Buenos Aires sta utilizzando molto bene questi ultimi momenti per arrivare alle votazioni con un colpo di reni. Dopo l'accordo con i fondi pensione argentini dell'Afjp, ottenuto due settimane fa dal ministro dell'Economia Roberto Lavagna, il Palacio de Hacienda y del Banco Central sta ora lavorando a un accordo con banche, compagnie assicurative e obbligazionisti del piano Brady che sarebbe ormai agli sgoccioli. E se con la prima mossa il governo si era già assicurato il sì del 20% degli obbligazionisti, con questa seconda otterrebbe un altro 15%. Insomma, una quota molto vicina a quella dichiarata (39%) dal fronte del no, il Gcab, il comitato che rappresenta gli obbligazionisti italiani (450 mila), statunitensi, svizzeri, tedeschi e giapponesi.
Durante un'audizione alla Camera, ieri, il governatore di Bankitalia Antonio Fazio ha detto che molti risparmiatori erano a conoscenza dei rischi legati agli alti rendimenti dei bond argentini. Un'affermazione comparsa subito sulle edizioni online dei quotidiani più diffusi in Argentina, il Clarin e La Nacion, che ha definito le parole di Fazio una «doccia fredda» per i risparmiatori italiani.
Massimo Sideri
http://www.assinews.it/rassegna/arti...r141004bo.html
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Vecchio 14-10-04, 14:39   #2 (permalink)
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Fazziooo fa a ca****er te e tutta la tua razza di bast***di
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Vecchio 14-10-04, 14:58   #3 (permalink)
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Originalmente inviato da kociss
Fazziooo fa a ca****er te e tutta la tua razza di bast***di

Ti vedo bello in*****so.

Posto che Fazio lo stimo proprio poco e per me può rimanere dove lo mandi finchè si consuma , in questo caso ha torto solo al 50%.

Non mi dire che tutti gli investitori in argentina sono stati tirati dentro dalle banche e non c'è stata , ai tempi, una discreta iniziativa e responsabilità personale!!!
Un minimo di responsabilità riconosciamola: non è possibile che tutti siano delle vispe terese al cospetto del mago mangiafuoco!
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Vecchio 14-10-04, 18:00   #4 (permalink)
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Le obbligazioni si pagano, le ha pagate anche l'Ucraina, se uno voleva rischiare il capitale comprava azioni. Il debitore deve fare di tutto per pagare, quello che non si accetta e' il furto, cosa direste se una persona che che vi deve dei soldi anziche' pagarvi si comprasse una bella Mercedes e vi dicesse di "non rompere"???
giancarlo55 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-10-04, 18:07   #5 (permalink)
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Originalmente inviato da giancarlo55
Le obbligazioni si pagano, le ha pagate anche l'Ucraina, se uno voleva rischiare il capitale comprava azioni. Il debitore deve fare di tutto per pagare, quello che non si accetta e' il furto, cosa direste se una persona che che vi deve dei soldi anziche' pagarvi si comprasse una bella Mercedes e vi dicesse di "non rompere"???
Giusto, ma siamo alla merce' di Ladrones e tanti Ponzio Pilato.
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Vecchio 14-10-04, 23:10   #6 (permalink)
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fazio amico di Lavagna (obbligazioni Argentina)

Io ho in carico obbligazioni Argentina al 14 % , e obbligazioni Argentina TV.

Il signor Fazio ha perso una ottima occasione per stare zitto.

Denigra gli italiani, invece di costringere uno stato sovrano a onorare i suoi debiti.

Vergogna!!i Vergogna !! Vergogna!!

Se lui è italiano, io non sono italiano.

Sono del primo piano della mia casa, scala b.

Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io.
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Vecchio 15-10-04, 17:27   #7 (permalink)
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15 ottobre 2004

La lunga attesa dei Tango bond
In dirittura di arrivo l’offerta di Baires




MILANO • Ultime ore di attesa, per oltre 450mila risparmiatori italiani, per la presentazione dell’offerta di ristrutturazione del debito argentino, in default dal dicembre 2001, da parte del Governo di Buenos Aires. Un’attesa che potrebbe prolungarsi fino all’inizio della prossima settimana: la data originariamente prevista era quella di oggi, ma, secondo fonti argentine, il prospetto dell’operazione, che dev’essere presentato anzi tutto alla Sec, l’organo di controllo dei mercati americani, e poi alle autorità degli altri maggiori Paesi, fra cui l’Italia, vede ancora al lavoro le banche consulenti del Governo, Merrill Lynch, Ubs e Barclays Capital. L’aspettativa che il documento possa contenere qualche elemento migliorativo rispetto all’annuncio del giugno scorso (valutato dagli analisti attorno al 25%, in valore attuale netto, del debito in default) è molto bassa, soprattutto dopo che il presidente Nestor Kirchner ha insistito fino all’ultimo che non farà concessioni ai creditori, assumendo quindi una linea dalla quale sarebbbe politicamente molto difficile fare marcia indietro. Tuttavia, osserva qualche specialista di mercati emergenti, l’Argentina ha la possibilità di introdurre qualche elemento migliorativo dell’offerta anche dopo aver consegnato il prospetto alla Sec. I mercati in genere si aspettano che qualsiasi "zuccherino" dell’ultim’ora sia comunque di modeste dimensioni. Si sono ridimensionate negli ultimi giorni anche le attese che l’Argentina possa decidere di inserire un pagamento in contanti sugli interessi non pagati dal momento del default in poi (ieri il co-presidente del Global Committee of Argentina Bondholders, la più grossa organizzazione dei creditori, Nicola Stock, ha ripetuto che Buenos Aires ha le risorse per effettuare un pagamento in contanti di 5 miliardi di dollari). Fonti di stampa argentine hanno riferito in questi giorni che il Governo potrebbe decidere di retrodatare al 1 gennaio 2004 (invece del 1 giugno) la data di emissione delle nuove obbligazioni che verranno offerte in cambio di quelle in default. Questo anticiperebbe il primo pagamento di interessi. Inoltre, consentirebbe di comprendere, nel calcolo del "bonus" di rendimento legato alla crescita economica, il dato di quest’anno, che si prevede sarà attorno al 7%. Un’altra voce circolata in questi giorni parla di offrire ai piccoli risparmiatori (quelli con un investimento sotto i 50mila dollari) una prelazione sui bond "alla pari", cioè quelli che assicurano lo stesso capitale nominale, anche se con scadenze molto più lunghe e rendimenti più bassi. Si ritiene infatti che, delle tre sul piatto (par, discount e quasi-par, quest’ultima diretta soprattutto ai creditori nazionali), questa sarà l’opzione favorita dai piccoli risparmiatori . Il Gcab è intervenuto ieri anche per contestare l’accordo, di cui abbiamo dato notizia la scorsa settimana, fra il Governo e l’associazione dei fondi pensione locali, Afjp. Questo viola, secondo il Gcab, l’impegno del Governo ad agire in buona fede, in quanto offre un trattamento più favorevole a determinati gruppi di creditori. Di fatto, sostiene il Gcab, i fondi pensione non hanno potere negoziale nei confronti del Governo, alla cui autorità regolamentare sono sottoposti. «L’Argentina — dice l’altro co-presidente del Gcab, Hans Humes — sta cercando di creare l’illusione che stia crescendo il supporto dei creditori alla offerta unilaterale di scambio». L’accordo con i fondi pensione è stato denunciato anche da diversi gruppi di risparmiatori argentini, che hanno dichiarato di voler ricorrere in giudizio contro di esso. I fondi dell’Afjp detengono un 17% circa del totale del debito. La notizia secondo cui anche banche e assicurazioni locali avrebbero aderito all’offerta non ha trovato conferma: si tratta comunque di creditori la cui percentuale del debito è largamente inferiore a quella dei fondi pensione. Fonti di mercato hanno bollato ieri come «propaganda» la notizia di stampa argentina, attribuita a fonti del ministero dell’Economia, secondo cui l’offerta potrebbe raggiungere il 70% delle adesioni. La maggior parte delle stime di mercato ritiene che, alle condizioni presentate a giugno, Buenos Aires faticherà a superare il 50 per cento.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...151004pa2.html
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