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TANZI_Parmalat:Viaggio in Ecuador
Mistero Parmalat - l'ultima riunione dei Tanzi
QUATTRO PERSONAGGI E UN INCONTRO SOSPETTO tratto da Panorama p.93 14 ottobre 2004 n. 42 articolo di Anna Boiardi Come in un film. Scena prima: Mister White, Mister Pink, Mister Blondie e Mister Brown sono sedduti attorno ad un tavolo. Hanno giacche, cravatte, occhiali scuri, e pistole nelle tasche. Stanno discutendo. Scherzano, anche, come fossero vecchi amici. Ma quella sarà l'ultima volta che si vedranno. altra scena, e non si tratta più delle Iene non c'è Quentin Tarantino dietro la cinepresa. Nessun film, ma una realtà rimasta finora segreta. E' la vigilia di Natale, 24 dicembre 2003, e a Quito, Ecuador, attorno ad un tavolo, si materializza un'altra riunione: Mister White-Re del Latte, allora patron incontrastato della multinaziona le di Collecchio, ha organizzato un vertice all'altro capo del mondo. Un viaggio rimasto un punto di domanda per gli inquirenti, poco convinti delle candide spiegazioni del cavalier Calisto Tanzi:<<Una vacanza, con una tappa breve a Lourdes, nell'imminenza del compleanno di mia moglie. contatti con la Parmalat? Nessuno. D'altronde non avevo con me neppure il cellulare. Volevamo andare alle Galapagos, ma abbiamo interrotto il viaggio tornando in Italia il 26 dicembre, aderendo all'invito dei miei difensori.>> Il giorno seguente Calisto Tanzi viene arrestato. tornerà ad essere un uomo libero solo nove mesi dopo. Una vacanza? Proprio mentre la Parmalat, azienda di famiglia costruita pezzo a pezzo per tutta la vita, a pezzo a pezzo crollava sotto gli occhi attoniti degli investori e dei mercati finanziari? Difficle a crederlo. A fare un po' di luce su un mistero ribattezzato ormai il <<tormentone del tesoro di Tanzi>> è intervenuta la Kroll, la più grande società di investigazione privata al mondo. Gli Sherlock Holmes, che nel '91 trovarono anche il tesoro di Saddam Hussein, sono stati ingaggiati dal super risanatore della nuova Parmalat, Enrico Bondi. La Kroll non ha scovato, questa volta, tesori nascosti. Ha però presentato una relazione di 5 pagine, più un dettagliato schema di intrecci di persone e società, tutte convergenti in un punto: Ecuador, 21-25 dicembre 2003.<<Difficilmente>> scrivono gli 007 <<il viaggio di Tanzi trova spiegazione nel movimento di fondi personali prima che fosse troppo tardi>>. L' Ecuador non è certamente un mercato finanziario sofisticato, nè epicentro bancario, come invece sono l'Uruguay o Panama. C'è sotto dell'altro: il meeting di Quito è stato fatto in realtà per <<ristemare la bilancia dei poteri dell'organizzazione parallela con base in Sud america>>. Un' organizzazione di cui la Kroll fa nomi e cognomi. Innanzitutto quello di Ettore Giugovaz, il vecchio amico come lo descrive Tanzi negli interrogatori. molto più di un vecchio amico, sostengono gli investigatori. Sessantatre anni, una vita tra Milano e l'Ecuador, dove ha la residenza a Guayaquil, Giugovaz è stato dall'81 a capo della Bonatti, l'azienda controllata dai Tanzi e attiva in Colombia, Ecuador e Libia. Di lui il ragionier Faustino tonna disse il 7 gennaio ai pm parmigiani:<<E' sempre stato artecefice di affari strani. Probabilmente ha spillato danaro ai Tanzi attraverso consulenze inutili, per diverse centinaia di migliaia di dollari>>. E' Giugovaz che Tanzi chiama più volte da Lisbona usando (scoprono gli investigatori ingaggiati da Bondi) il cellulare di Claudio Cattaneo, presidente di Parmalat Portogallo. Il manager ospita Calisto Tanzi e consorte il 19 dicembre, primo giorno del viaggio natalizio, fino al 21, quando la coppia prenderà un volo Iberia per Madrid con destinazione finale Quito, Ecuador. E Giugovaz lascia la famiglia a Milano e si precipita in Centroamerica. Tornerà il 26 assieme a Tanzi, volando per tutto il giorno di Natale. Un <<caro amico>>. Non l'unico presente: secondo la Kroll all'incontro c'era anche un'altra vecchia conoscenza del cavalier Calisto Tanzi, Gian Giacomo Corno. Il commercialista di Lissone, <<ha possibili collegamenti con il Vaticano attraverso l'Opus Dei>> si legge. Ul timo arrivato è Carlo Pellas. Nome spagnolizzato per il Nicaragua, dove risiede il piemontese Pella proprietario della prima banca del paese, il Banco de America Central, istituto molto usato, scrivono gli 007, dai politici italiani. Mister Pellas, miliardario finanziatore delle faroniche campagne elettorali del presidente nicaraguense Enrique Bolanos, ha in questi giorni avanzato la sua offerta per rilevare la Parmalat Nicaragua dalle mani di Bondi. E cosa fanno Mr. White, Mister Pink, Mr. Blonde, Mr. Brown a quito, la vigilia di Natale? <<Money laundering>>, riciclaggio, deducono alla Kroll. Poi <<connessioni politiche>>: una per tutte quella con Donatella Dini Zingone, moglie dell'ex presidente del Consiglio Lamberto Dini, che avrebbe spinto inutili investimenti in Costa Rica. E, senza troppe spiegazioni, tirando i fili delle conoscenze di Giugovaz, gli investigatori internazionali arrivano a mafia siciliana e ai cartelli della droga colombiani. Il tramite sarebbe la M.ex.i.co (Mediterranean export import company) con base a Siracusa e presidente Bruno Gulino, già reo di bancarotta fraudolenta per la Goldwing Airlines ed ex braccio destro del senatore democristiano Graziano Verzotto, latitante di lusso per vent'anni a Parigi, dopo aver depositato denaro dell'Ente minerario siciliano nelle banche svizzere di Sindona. Alla compagnia si aggiunge il nome di Pasquale Cavaterra, commercialista specializzato in società offshore, ex dipendente di Itc&P (poi Parmatour) e manager degli affari esteri del Banco di Roma (ora Capitalia). Cavaterra, scrive la Kroll, sarebbe il possibile legame tra Tanzi e il gruppo Caltagirone. Ma nuove indagini sono in corso, in un labirinto di rapporti ancora del tutto da sbrogliare. |
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Tanzi: fantasie e infami calunnie
"Ritengo, in base alle anticipazioni del dossier della Kroll che sarà pubblicato domani su Panorama, che sia un puro romanzo di fantasia e non un rapporto investigativo". Lo ha riferito Calisto Tanzi ai suoi difensori, gli avvocati Giampiero Biancolella e Fabio Belloni, commentando quanto anticipato oggi sul rapporto della Kroll, società di investigazione internazionale ingaggiata dal commissario di Parmalat, Enrico Bondi. Calisto Tanzi, molto irritato per le "menzogne", ha aggiunto: "Leggo che nel viaggio in Ecuador avrei incontrato tal Carlo Pellas, presidente del Banco de America Central: non solo smentisco di averlo incontrato in quella occasione ma preciso di non averlo mai incontrato e nemmeno di averlo mai conosciuto". "I possibili legami con la mafia siciliana - ha proseguito Tanzi - e i cartelli della droga colombiana sono invece delle vere e proprie grandi ed infami calunnie nei miei confronti". "Non posso essere considerato un punching-ball - ha concluso Tanzi - per tutti quelli che vogliono cimentarsi in puri racconti di fantasia che mi vedono ingiustificatamente protagonista". http://www.emilianet.it/database/emi...7?OpenDocument |
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giovedì, gennaio 29, 2004
Parmalat=Caso Calvi? Parmalat: le coincidenze con i misteri di Calvi di Fabio Tamburini tratto da "Il Sole 24 Ore" del 14 gennaio 2004 Lussemburgo e ipotesi di riciclaggio, stretti legami con la politica, P2 e Vaticano, Sud America e Nicaragua, back to back e capitali misteriosi, società off-shore di ieri e di oggi: le inchieste sul crollo clamoroso della Parmalat stanno rivelando analogie con il crack del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi. Semplici coincidenze? Oppure il re del latte, ben conosciuto per la profonda fede cattolica, e il banchiere alla guida di quella che era definita "la banca dei preti" hanno percorso pezzi degli stessi percorsi, sia pure a distanza di una ventina d'anni. Certo la sensazione che il fallimento di Parmalat non sia soltanto un caso di Caporetto industriale e finanziaria è forte e acquista peso ogni giorno che passa perché si stanno delineando circostanze inquietanti. A partire dalla difficoltà di rispondere ad una domanda molto semplice: come è possibile che il gruppo abbia accumulato perdite così gigantesche? Ecco perché, ormai da un paio di settimane, l'attenzione è rivolta a verificare se c'è dell'altro. E ogni segnale viene vagliato con estrema attenzione sia da chi sta seguendo le vicende Parmalat al massimo livello investigativo sia dalla task force dell'americana Sec, arrivata in Italia il 1 gennaio scorso. In più contribuiscono ad alimentare i sospetti la ricostruzione delle ultime mosse di Calisto Tanzi prima dell'arresto e capitali misteriosi che risultano dalle dichiarazioni rese ai magistrati dallo stesso imprenditore. Vicende che ricordano alla memoria proprio il crack dell'Ambrosiano. Perchè Tanzi è volato in Svizzera e in Ecuador facendo tappa in Portogallo? E perché ha accreditato con il Sanpaolo Imi e negli interrogatori la possibilità che un imprenditore, Luigi Manieri, rilevasse asset del gruppo per 3,7 miliardi di euro all'inizio del dicembre scorso? Manieri smentisce seccamente i verbali di Tanzi ma, almeno per il momento, il giallo rimane. Così come, vent'anni dopo, rimangono oscuri i veri motivi che spiegano il viaggio a Londra di Calvi. Il banchiere, dopo l'ultima cena a cui parteciparono Florio Fiorini, ex direttore finanziario dell'Eni nonché fondatore della Sasea, rilevata dal Credito svizzero e dal Vaticano, e Karl Kahane, l'uomo d'affari austriaco con interessi in mille faccende, passò gli ultimi giorni della sua vita nella capitale inglese. Con ogni probabilità, anche se non risultano conferme, cercava capitali di soccorso, stava tentando di organizzare investimenti significativi che sarebbero serviti a scongiurare, sia pure all'ultimo minuto, il crollo del gruppo. Il faccendiere Francesco Pazienza, tramite tra Calvi e l'allora capo del Sismi, Giuseppe Santovito, è arrivato ad evocare interventi dell'Opus Dei ma, in proposito, non esiste alcun riscontro. Suscita curiosità la partecipazione di Calisto Tanzi al capitale di una finanziaria lanciata da Fiorini all'inizio degli anni Ottanta, la Sidit, Società italo-danubiana d'investimenti e trading, di cui era azionista anche l'austriaco Kahane. Proprio Sidit, come hanno scritto le cronache finanziare dell'anno 1983, doveva essere il veicolo del tentativo di salvataggio dell'Ambrosiano, di cui Fiorini è stato l'artefice. E sempre Tanzi ha rilevato dal patron di Sasea una società decotta, Odeon tv, con il carico di deficit per 90 miliardi di lire che ha rappresentato uno dei primi buchi, coperto ricorrendo a falsificazioni di bilancio. Erano tempi in cui la triangolazione imprese, affari e politica generava rapporti perversi. Calvi, banchiere cattolico per definizione, finanziava massicciamente Pci e Psi. Tanzi, anche se non risultano prove di tangenti, ha sempre seguito passo dopo passo le campagne elettorali della Democrazia Cristiana e della opposizione. Ben conosciuti sono gli stretti legami con l'allora segretario della Dc, Ciriaco De Mita, che festeggiò nomine al vertice del potere brindando a casa di Tanzi, la cui Parmalat ha costruito una presenza industriale importante proprio nel feudo demitiano di Nusco, in provincia di Avellino. L'elicottero dell'imprenditore era sempre disponibile per trasportare esponenti di spicco del mondo vaticano, tra cui monsignor Agostino Casaroli, in passato segretario di Stato. E Calvi aveva come partner privilegiato lo Ior, guidato da un altro monsignore influente: Paul Marcinkus, crocevia dei sospetti su una lunga serie di attività dell'Ambrosiano. Lo strumento, fin da allora, erano operazioni back to back, sospettate di coprire finanziamenti allo lor. Back to back che risultano ricorrenti, su altri versanti, tra società Parmalat. Il network di Tanzi spaziava dal Lussemburgo, sede della finanziaria capofila delle partecipazioni estere dell'Ambrosiano, utilizzata da Calvi per controllare il gruppo, al Centro e Sud America. Nel primo caso il regno di Calvi era il Nicaragua, dove il gruppo controllava una delle maggiori banche del Paese e dove Parmalat stava considerando l'acquisto di due istituti. Per quanto riguarda il Sud America, invece, il ricordo del Banco Andino, in Perù, formidabile generatore di transazioni irregolari per conto di Calvi, è ancora ben presente, mentre Tanzi ha roccaforti in Brasile, Venezuela, Argentina, Ecuador, laboratori di operazioni sospette. Ultime analogie: i rapporti con Giuseppe Ciarrapico e i revisori della Touche Ross, poi Deloitte Touche. Ciarrapico è stato processato per concorso in bancarotta fraudolenta nel crack dell'Ambrosiano. Tanzi ha accusato il presidente di Capitalia, Cesare Geronzi, di avergli fatto acquistare la società di acque minerali Ciappazzi, controllata da Ciarrapico, ad un prezzo di gran lunga superiore al valore reale. Touche Ross, secondo Pazienza, è la società di revisione che nella sede londinese ha custodito un rapporto rimasto segreto sulle società estere dell'Ambrosiano. Deloitte Touche è una delle due società di revisione della Parmalat. |
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SUL NUMERO IN EDICOLA DI ECONOMY-AFFRETTATEVI- C'è PUBBLICATO DOSSIER DI KROLL, DEL QUALE IL GIORNALE E' VENUTO IN POSSESSO, E CHE E' STATO OGGETTO DI SEQUESTRO DA PARTE DELLA POLIZIA BRASILIANA
http://uk.us.biz.yahoo.com/rb/041028...l_kroll_1.html IN ESSO SI RICOSTRUISCONO PASSAGGI SIGNIFICATIVI |
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