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Normativa fallimentare
FINANZA pag. 39
"Ma la legge fallimentare non aiuta a risolvere i casi di difficoltà aziendale" studio della fitch italia Cirio, Parmalat. Sicuramente Giacomelli, forse anche Finmatica. Purtroppo, le crisi finanziarie più raramente industriali hanno riportato di attualità il tema delle leggi fallimentari, che risalgono agli anni Quaranta e che, ormai, fotografano una realtà non più attuale. Soprattutto, elemento che unisce tutti questi casi, non tengono in gran conto gli obbligazionisti, non li difendono abbastanza. Il presupposto del vecchio testo, infatti, è che le banche sono in qualche modo corresponsabili con l’impresa per una sorta di omesso controllo nell’aver determinato la situazione prefallimentare erogando credito in modo poco accorto. Un presupposto che è più difficile applicare anche ai risparmiatori che hanno sottoscritto un bond. «I nodi sono sostanzialmente due spiega Stefano Podestà, analista della Fitch ratings e coautore di uno studio dedicato proprio alle leggi fallimentari la grande difficoltà di erogare nuova finanza per facilitare la ristrutturazione di un gruppo in crisi, per il rischio delle revocatorie (aspetto parzialmente superato dalla Marzano, che però si applica solo ai grandissimi gruppi) e l’impossibilità di instaurare un dialogo tra le varie categorie coinvolte in una procedura di insolvenza. «Oggi, e si è visto anche con il caso Parmalat, gli obbligazionisti vengono chiamati ad esprimere un sì o un no, ad un piano già elaborato; invece, sarebbe molto meglio arrivare a questo punto dopo un dialogo costruttivo». Inoltre, per lo stesso meccanismo, la legge addirittura impedisce di trattare separatamente con alcune categorie o comitati di creditori, cosa che invece accade all’estero. Lo studio della Fitch sottolinea la strada seguita dal Chapter 11 negli Stati Uniti: il complesso di norme non solo difende la società dagli attacchi dei creditori, favorendone quindi la continuità aziendale futura nel caso in cui la fase di difficoltà venga superata, ma consente in tutti i passaggi di dialogare con le parti, alla ricerca della soluzione migliore. In questo modo le società vengono messe nella condizione di affrontare al meglio le difficoltà e di poter ritornare alla normalità, se ce la fanno. L’evoluzione del Chapter 11 è la nuova legge fallimentare francese, varata dopo la fortissima crisi del gruppo Astom, che "adatta" al tessuto europeo la struttura della legislazione Usa. Una strada che la società di rating auspica anche per l’Italia. (vi.p.) http://www.finanzaonline.com/forum/n...newthread&f=19 |
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Si sta discutendo da tempo della riforma (vedi un commento in Officine del Filangieri), in Spagna alcuni problemi si sono risolti con la Ley 22 del 2003, in vigore mi sembra dal settembre 2004
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