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Vecchio 01-10-04, 19:05   #1 (permalink)
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polizza assicurative "patti chiari"

1 ottobre 2004
Polizze assicurative, arrivano i «Patti chiari»

Più trasparenza sulle polizze assicurative. Lo prevede la circolare dell'Isvap, che da oggi impone alle compagnie nuovi standard informativi. Le novità riguardano soprattutto le polizze vita. L'Autorità di vigilanza guidata da Giancarlo Giannini ha chiesto alle assicurazioni di accompagnare con un nuovo prospetto, più approfondito, le polizze vita con forte contenuto finanziario, esplicitando chiaramente i rischi a cui vanno incontro i sottoscrittori. E' prevista una stretta anche per la pubblicità dei costi delle polizze. Le compagnie dovranno infatti pubblicare su Internet note informative, rendimenti e condizioni contrattuali, per rendere più facilmente confrontabili i diversi prodotti. Ma le novità riguardano anche le reti di vendita. La circolare Isvap introduce infatti nuovi obblighi per la formazione degli agenti, per garantire un rapporto più corretto con il cliente.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...r011004po.html
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Vecchio 02-10-04, 10:10   #2 (permalink)
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2 ottobre 2004
Assicurazioni: quei caricamenti ancora elevati e spesso opachi
Nel giro di cinque anni gli oneri medi si sono ridimensionati ma non per i prodotti di natura finanziaria



Sono molte le società che negli ultimi anni hanno promosso gli investimenti su strumenti di matrice assicurativa. Una strategia che ha trovato un certo seguito tra le fila dei risparmiatori delusi dagli scarni risultati ottenuti con strumenti di natura più strettamente finanziaria come fondi, Sicav o direttamente i titoli, duramente provati nel recente passato dalle alterne vicende dei listini di Borsa. C’è stata quindi una fase in cui la necessità di sicurezza si è trovata in maniera preponderante alla base delle scelte, lasciando però in secondo piano una variabile che non andrebbe mai trascurata: i costi. Costi che per i prodotti assicurativi non sempre sono chiari, confrontabili e, soprattutto, reperibili. Nella tabella pubblicata in pagina sono stati riportati i caricamenti medi delle polizze rivalutabili, delle unit e delle index linked. Peccato che questi numeri che si possono trovare sul sito dell’Isvap risalgano al 2000 e siano solo meramente indicativi. Va tenuto presente che i caricamenti variano in base a numerose variabili per cui per una stessa polizza ci possono essere oscillazioni anche di quattro/cinque punti. In base a una circolare Isvap del marzo 2004 (la numero 529/S) che riporta un’analisi dei costi nel quinquennio tra il 1998 e il 2002 emerge che l’incidenza dei costi sul totale dei premi sia diminuita, scendendo dal 10,2 al 6,1 per cento. Una limatura ottenuta grazie al ridimensionamento degli oneri commerciali, amministrativi e gestionali che nel decennio (1994-2004) ha avuto un effetto positivo sui caricamenti delle polizze tradizionali (rivalutabili). Questi si sono ridotti in media di circa cinque punti. La limatura dei costi non riguarderebbe invece le commissioni delle polizze di natura finanziaria che, collocate massicciamente sul mercato a partire dal ’98, erano già parametrate a costi inferiori rispetto a quelle tradizionali. Però sulle unit linked, che sono la struttura prevalente utilizzata dalle compagnie per i nuovi Pip (piani individuali previdenziali), gravano anche i costi non sempre esplicitati per l’investimento in fondi comuni. Tuttavia per il comparto assicurativo in generale non è possibile trovare una documentazione costantemente aggiornata sulle condizioni applicate, cosa che invece si può ottenere per i fondi comuni che, oltre a fornire nei prospetti un quadro molto dettagliato degli oneri a carico del sottoscrittore offrono anche un maggior livello di trasparenza, come ad esempio la pubblicazione quotidiana della quota. E lo stesso dicasi per il grado di liquidabilità di gran lunga superiore rispetto agli strumenti assicurativi.
http://www.assinews.it/rassegna/arti...021004ri2.html
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Vecchio 02-10-04, 10:11   #3 (permalink)
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http://www.assinews.it/rassegna/arti...021004ri3.html
2 ottobre 2004
BancoPosta vince la gara convenienza
Costi più bassi per il conto base, ma l’istituto compensa con gli alti guadagni
su prodotti Vita e obbligazioni



Grazie a una capillare rete di 14mila sportelli e un conto corrente in termini di costi molto competitivo, il BancoPosta conta attualmente 3,8 milioni di correntisti. In effetti, così come recita il suo slogan "più lo usi, più è conveniente", se si ipotizza un uso abbastanza completo del conto (richiesta fido, carta di credito, bancomat, deposito titoli e via di seguito), visto che solo le prime 60 scritture sono a pagamento e numerosi i servizi gratuiti, il costo annuo, comprensivo dei bolli di legge raggiunge circa 100 euro, a fronte dei 500/600 della media delle banche. Sarà forse per questo che i richiami del Governatore non hanno riguardato il BancoPosta, anche se secondo qualcuno il minor costo è dovuto a un servizio di livello inferiore a quello delle banche. Eppure negli ultimi tempi non sono pochi i risparmiatori delusi dalla "nuova" offerta del BancoPosta. Gli stessi che per tradizione si erano rivolti all’ente per sottoscrivere prodotti semplici e a zero rischio, come libretti e buoni, dal 1999 quando è partita la piccola grande rivoluzione del Bancoposta si sono trasformati in sottoscrittori di polizze Vita index linked e obbligazioni indicizzate, prodotti molto spesso complessi e difficili da capire e non sempre contrassegnati dalla massima trasparenza. Quanto alle obbligazioni indicizzate (dopo Creo del ’99, ci sono state 5 operazioni nel 2000, 9 nel 2001, 25 nel 2002 e 15 nel 2003, con un totale di raccolta che ha sfiorato i 17 miliardi di euro), proprio le prime emesse tra il 1999/2000, alla scadenza non hanno mantenuto le promesse, ma è stata garantita solo la restituzione di quanto investito. Passando alle polizze dal 1999 a oggi Poste Vita, ha raccolto premi per oltre 14 miliardi di euro, collocando due diversi tipi di contratti uno di tipo previdenziale a capitale garantito e uno di natura finanziaria, in particolare index linked. E se spesso le prime, anche se di durata ventennale, sono state proposte anche a 60-80enni, è soprattutto l’ambito delle polizze di natura finanziaria quello più sotto accusa. Perché certi prodotti, anche da Poste Spa, che ricordiamo è posseduto dal ministero del Tesoro, sono stati presentati e raccontati con nomi di fantasia che evocano facilità di guadagno (Raddoppio" e "Raddoppio Premium" polizze collocate nel 2002) a fronte di note informative che possono essere comprese bene soltanto da esperti e con un grado di rischio non sempre così basso come viene prospettato nelle informazioni promozionali (si veda anche la rubrica «Governance» a pag. 16). Certamente aver utilizzato questi nomi non significa violare delle norme ma è difficile immagine che allo sportello postale al cliente-consumatore sia stata rivelata con esattezza la vera natura di questi prodotti: le index linked sono sì strumenti che consentono di entrare sui mercati finanziari riducendo i rischi, ma rimangono uno strumento che non ha certamente finalità previdenziale.Infine, sul versante dei prodotti tradizionali vale la pena ricordare che continunano ad avere un peso non indifferente:a fine 2003 erano in circolazione circa 20 milioni di libretti di risparmio e 78 milioni di buoni postali fruttiferi e nel solo 2003 i depositi sui libretti sono stati pari a 34 miliardi di euro e le sottoscrizioni di buoni postali a 12 miliardi di euro.
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Vecchio 02-10-04, 10:12   #4 (permalink)
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2 ottobre 2004
Polizze Vita e il peso dei derivati




Per Poste-vita si è trattato soltanto di un «fraintendimento». Per l’agenzia di rating Fitch unicamente della spiacevole conseguenza di un rating privato cui è stata data pubblicità senza che ne fosse informata. Fatto sta che la mancata pubblicazione dei report degli analisti di Fitch sulla polizza index linked "Classe 3A valore reale", emessa dalla compagnia nel 2002, ha privato per due anni il mercato di un importante strumento per valutare la rischiosità di un prodotto finanziario complesso. In una struttura che già conteneva opzioni finanziarie su carovità e indici azionari è apparso chiaro, quando Fitch ha finalmente rotto la consegna del silenzio, che il bond posto a garanzia del rimborso del capitale alla scadenza della polizza era anch’esso un paniere di sofisticati derivati sintetici, in questo caso su crediti. Era cioè costruito sotto forma di un collateralised debt obbligation (Cdo), una struttura normalmente maneggiata da investitori istituzionali e non dai poco sofisticati utenti del Banco Posta. S econdo la compagnia la sua scelta era idonea a rispettare gli standard di massima chiarezza e semplicità dei suoi prodotti finanziari. Ma tutto ciò contrasta con l’evidenza. Secondo i report di Fitch in quel paniere vi erano gli spread creditizi di circa 100 società, tra le quali quello di Worldcom, protagonosta di uno del principali dissesti della storia societaria Usa degli ultimi anni. Probabilmente quei rischi, gestiti dinamicamente da Jp Morgan — ciò che faceva assomigliare il basket ad un improprio fondo comune — avevano una correlazione positiva con i rischi insiti nel derivato azionario presente nella stessa index. Ma che importa, replica Poste vita. Su tutto fa premio l’elevata garanzia di rating (nel frattempo sceso da AAA a AA-) e la disarmante semplicità della promessa agli investitori di ottenere un capitale garantito, protetto dall’inflazione ed indicizzato alle performance azionarie. Che importa sapere come è fatta una macchina, l’importante è che funzioni. Peccato che tutto ciò non crei investitori informati, consapevoli dei rischi che corrono. Ma solo ingenue comparse di una favola finanziaria. Anche l’Isvap, il regulator assicurativo, ha le sue responsabilità. Impone l’obbligo di rating sulle index ma non il vincolo a mantenerli aggiornati nel tempo. Ha bloccato nel 2003 la commercializzazione delle strutture simili a quella di Poste vita ma nulla ha detto sui prodotti già venduti. Neppure per imporre una maggiore trasparenza ex post
http://www.assinews.it/rassegna/arti...s021004po.html
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Vecchio 05-10-04, 09:54   #5 (permalink)
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Circolare ISVAP 533/D: SNA e Unapass si oppongono
04/10/2004

Sna e Unapass hanno esaminate le disposizioni contenute nella circolare Isvap 533/D ed esprimono la loro contrarietà in relazione ai riflessi negativi che le suddette disposizioni hanno sulle reti agenziali e in particolare sul rapporto agenti/imprese.

"Nello specifico evidenziano che le norme richiamate nella circolare medesima sono limitative della autonomia imprenditoriale dell’agente di assicurazione, contrarie alle libertà delle forme di pagamento degli assicurati, peggiorative dei criteri di responsabilità nei confronti dei collaboratori agenziali.
Le suddette disposizioni, inoltre, sono in contrasto alle norme contenute nell’emanando Codice delle Assicurazioni Private, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri". Questo quanto si legge in un comunicato congiunto.

A tal riguardo, Sna e Unapass hanno proclamato lo stato di agitazione della categoria, annunciando che metteranno in atto manifestazioni sindacali a difesa del ruolo imprenditoriale degli agenti di assicurazione e dei diritti dei consumatori.
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Vecchio 06-10-04, 09:34   #6 (permalink)
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La circolare Isvap 533 rischia di provocare la nascita di un nuovo sindacato agenti: quello dei plurimandatari
06/10/2004

Mentre alcune compagnie cercano di turlupinare i propri agenti

A cura di Honny

Osservando l'espressione di Marco Fusciani, vicedirettore generale dell'Ania, durante il suo intervento al convegno dell'AIDA (Associazione Italiana di Diritto delle Assicurazioni, sezione ligure) tenutosi in S. Margherita Ligure nei giorni 24-25 settembre, ho subito pensato al gattone che si era appena pappato alcuni topolini. Nella circostanza le associazioni rappresentative degli intermediari.

Gli alti lai di Enrico Boglione (AIBA) sull'informazione ai clienti in merito all'incasso dei premi, la dichiarata speranza (ultima a morire) nel semplice buon senso e responsabilità della propria mandante nei confronti della rete agenziale di Giorgio Gozzi (Unapass) e, per finire, il ricordo fatto da Domenico Fumagalli (SNA) al molto bicarbonato assunto per digerire l'accordo sui contenuti del Codice delle Assicurazioni, confermano indirettamente la sensazione che l'ANIA abbia giocato le associazioni degli intermediari.

Disinformazione e mancata informazione. Gli agenti si sono visti notificare dalle rispettive mandanti le disposizioni operative necessarie (???) per uniformarsi ai dettami della citata circolare Isvap e sono andati in fibrillazione, segnatamente i plurimandatari. Ai quali dover aprire tanti conti correnti bancari e/o postali quante sono le compagnie rappresentate, nei quali far transitare incassi e pagamenti è andato decisamente di traverso, specie perché nulla era stato loro comunicato né dalle compagnie né dai Gruppi Aziendali sulla tegola che stava cadendo loro addosso, malgrado la circolare fosse loro nota da ben quattro mesi.

Quando gli Agenti potranno incassare le loro provvigioni? Ed ancora essi non hanno percepito, a giudicare dalle telefonate giunte in redazione, cosa significherà dover ricevere dalle mandanti le provvigioni a posteriori, ancorché il diritto alla provvigione sorga con l'incasso del premio. A tacere degli effetti che avranno sui clienti le comunicazioni delle compagnie raccomandanti loro, in base alle disposizioni ISVAP, il pagamento con mezzi diversi dal denaro e, comunque, intestati alle compagnie stesse. Ecc., ecc.

Diffidenza nei confronti dei Sindacati Agenti e dei Gruppi Aziendali. La lodevole, sia pur tardiva, presa di posizione congiunta di SNA e UNAPASS - come risulta ad ASSINEWS - non tranquillizza affatto i plurimandatari. Essi temono, infatti, che i due sindacati pensino soltanto ai problemi dei monomadatari, trascurando i loro.

Senza voler fare il processo alle intenzioni, è di comune conoscenza che i "pluri" non hanno mai avuto particolare attenzione da parte dei sindacati degli agenti. Non sono più considerati dei paria, come (non completamente a torto) nel lontano passato. In tempi più recenti, infatti, tale valutazione negativa è venuta meno, ma è stata sostituita - nei fatti - dalla diffidenza per i "diversi" e dal timore per chi, a torto od a ragione, viene ritenuto fruire senza merito di una maggiore competitività. In altri termini, i plurimandatari vengono visti dai colleghi "mono" quasi alla stregua dei brokers.

Passando ai Gruppi Aziendali Agenti, non sorprende affatto che a questi poco o nulla interessino le pur legittime esigenze dei "pluri", in questo essendo perfettamente assimilabili alle mandanti che si sono trovate ad aver a che fare con i plurimandatari soltanto in conseguenza dell'acquisizione di altre compagnie. In sintesi, i plurimandatari sono malvisti sia dai GG.AA. sia dalle mandanti, fatta eccezione per le rarissime compagnie che da sempre sono impostate su reti distributive costituite da brokers e, appunto, da agenti plurimandatari.

Eppure tanto i GG.AA. quanto i Sindacati nazionali incassano le quote associative dei plurimandatari e lo SNA ha addirittura fatto del plurimandato una bandiera, considerandolo, nei fatti, una sorta di panacea di tutti i mali.

Ebbene, questa indifferenza (a voler essere benevoli) per le esigenze dei plurimandatari in rapporto, segnatamente, alle non condivisibili disposizioni ISVAP in materia di incasso premi, rischia di provocare l'ennesima scissione, finalizzata alla nascita di un terzo sindacato agenti, quello dei plurimandatari.

Ghironi e Gozzi devono forse darsi una mossa. Anzi, senza forse.

Nulla dispone la circolare ISVAP sui conti separati. Ad esempio, rimarcando che la circolare Isvap n. 533/D nulla dispone in merito alla necessità di aprire conti correnti cointestati all'agente e all'impresa; è solo l'art. 150, punto 1, delll'emanando Codice delle Assicurazioni a stabilire che "I premi pagati e le somme dovute dalle imprese di assicurazione sono versate in conti separati, dei quali possono essere titolari anche gli intermediari espressamente in tale qualità e che costituiscono un patrimonio autonomo rispetto a quello degli intermediari medesimi".

Non solo. Con comunicazione prot. 4050 del 27 settembre scorso, indirizzata dall'ISVAP all'ANIA, viene chiarito che i conti correnti postali "dovranno risultare espressamente intestati all'intermediario nella qualità di agente della compagnia mandataria, intendendosi in tal modo vincolare detto conto alle sole operazioni professionali autorizzate dall'impresa". Manca qualsiasi pur minimo accenno a conti correnti bancari cointestati.

In altri e più chiari termini, i sindacati dovrebbero agire con la massima tempestività per evitare che le compagnie approfittino della circostanza per imporre agli agenti nuovi vincoli operativi e conseguenti maggiori oneri a loro esclusivo vantaggio, spacciando il tutto come fedele adempimento alle disposizioni Isvap.

A proposito dov'è finita la tanto conclamata concertazione tra Ania e Rappresentanze sindacali degli agenti?!
http://www2.assinews.it:8080/testi/hon218_061004pa.html
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Vecchio 13-10-04, 12:07   #7 (permalink)
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Gli agenti, tra poco, saranno costretti a lavorare "in annuale". Potranno sopravvivere?
13/10/2004

Ma saranno problemi anche per le compagnie!

A cura di Honny

Direttiva sull'intermediazione assicurativa, Codice delle Assicurazioni e Circolare Isvap stanno per sconvolgere le attività degli intermediari assicurativi.

In questo momento, è la normativa sull'incasso dei premi ad essere in primo piano, perché diverse compagnie hanno iniziato a diramare circolari stabilendo nuovi obblighi a carico degli Agenti dei quali obblighi non si rinviene traccia nella citata complessa normativa.

Si prospetta un'azione congiunta da parte di SNA e UNAPASS tesa a promuovere incisive azioni di "disubbidienza civile" a tutela dei diritti e degli interessi degli Agenti di assicurazione.

Ancora, almeno per quanto ne so, nessuno si è soffermato a sufficienza sulle conseguenze degli obblighi di professionalità, diligenza, correttezza, trasparenza che DIA, CdA e Circolare ISVAP prevedono. In particolare sul fatto che, adempiendo a tali obblighi, sarà quasi impossibile assumere polizze con durata decennale.

Tra poco, forse pochissimo, gli agenti si troveranno a dover lavorare "in annuale" nei rami elementari, fruendo di una provvigione pari alla somma dell'aliquota d'acquisto con quella d'incasso, cosicché le provvigioni spazieranno, nell'ipotesi migliore, dal 16% nell'Incendio R.I. (4 d'acquisto + 12% d'incasso) al 22% negli Infortuni senza I.T. (10 d'acquisto + 12 d'incasso).

Il sistema assicurativo passerà dunque dal sistema provvigionale precontato a quello ricorrente, ma senza la maggiorazione tecnica delle aliquote che una soluzione negoziata avrebbe necessariamente comportato. Maggiorazione "Tecnica", perché oltre agli interessi che comporta l'anticipazione delle provvigioni d'acqusito, vi sono anche da considerare le provvigioni che le imprese non possono recuperare in diversi casi di risoluzione anticipata delle polizze (morte dell'assicurato, fallimento del contraente, ecc,).

Detta possibile negoziazione non c'è però stata, perché le organizzazioni sindacali degli agenti non hanno mai voluto porre in discussione la decennalità, allineandosi oggettivamente alla maggioranza delle imprese che concepisce la fidelizzazione della clientela solo come vincolo imposto a quest'ultima, non importa con quali mezzi.

Adesso tali organizzazioni saranno costrette a porre la questione provvigioni sul tavolo dell'ANIA. Ma quanto sarebbe stato più vantaggioso per gli agenti se avessero preteso, da ultimo in sede di rinnovo dell'A.N.A., il superamento della decennalità e la conseguente trasformazione del trattamento provvigionale da precontato a ricorrente.

Poveri agenti!, potevano vendere l'esclusiva quando aveva ancora un prezzo. L'hanno invece difesa ad oltranza, con una battaglia di retroguardia che si è trasformata in una debacle per l'intera categoria. L'esclusiva territoriale non esiste più. Le compagnie se la sono presa senza scucire un ghello, tanto meno l'allora possibile plurimandato nei rami danni.

In questi ultimi anni, lo SNA ha fatto un'altra battaglia; quella per il plurimandato (che qualche anno prima si poteva ottenere!), dipinto come una panacea da tutti i mali, non capendo che, invece, la vera debolezza degli agenti stava nella decennalità delle polizze, che impediva la trasmigrazione degli agenti da una compagnia all'altra, dando così ad ognuno di loro, col superamento della decennalità, una mai nemmeno sognata capacità contrattuale nei confronti delle rispettive mandanti, ancora più forte di quelle dei broker.

Ora, le catene della decennalità - che giova ricordare, oltre al cliente legano indissolubilmente l'agente alla compagnia (o alle compagnie, perché con la decennalità il discorso vale anche per i plurimandatari) - sono destinate gradatamente a svanire.

Nel giro di un quinquennio è logico attendersi che quasi tutto il portafoglio avrà durata annuale. Nel frattempo, però, gli Agenti dovranno sopravvivere, anche se non potranno più contare sul finanziamento derivante dalla nuova produzione e dalla riforma con l'immancabile prolungamento della durata della polizza.

Come farà a sopravvivere la rete agenziale, sulla quale stanno per abbattersi i non facilmente calcolabili (ma certamente elevati) maggiori costi che DIA, CdA e Circolare Isvap comportano?

Si pone, dunque, quanto meno la necessità di ristrutturare radicalmente le remunerazioni degli agenti. E le Compagnie non potranno restare sorde. Una cosa infatti è fare tentata vendita quando l'operatore può sperare in un ricavo pari al 100% del premio, altra e ben diversa cosa è quando il ricavo di riduce ad un quarto.

Quali azioni di cross selling realizzare con le attuali redemptions?

Quale riforma del portafoglio con ricavi immediati sperati ridotti del 75%?

Già il 2004 si prospetta, in termini di raccolta premi, come un esercizio ad encefalogramma piatto, immaginarsi dunque i prossimi anni.

Occorre, dunque, che compagnie ed agenti si mettano a discutere sia di ristrutturazione del sistema provvigionale, sia di aumento delle aliquote.

I bilanci delle compagnie lo consentono, ivi compreso anche quello del ramo RCA. Ed ove, in futuro, il ciclo si invertisse ed i bilanci si colorassero di rosso, ebbene si dovrà agire sui prezzi delle polizze.
Prima di scagliare anatemi, si pensi a cosa sarebbe il mercato assicurativo italiano senza la rete agenziale!
http://www2.assinews.it:8080/testi/hon219_131004pa.html
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Compagnie
ANIA: pool di magistrati anti-frode presso le procure
13/10/2004

Felice Mummolo, Responsabile del servizio antifrode dell'ANIA, ha spiegato la ricetta dell'associazione delle imprese assicurative per combattere il fenomeno delle truffe alle assicurazioni.

Nel corso del suo intervento al "Fraud Forum 2004", il convegno internazionale sulla frode organizzato da Experian, Mummolo ha spiegato come si stanno muovendo le compagnie per contrastare il fenomeno.

Mummolo ha così fermato l'attenzione sulla necessità di formare presso le procure dei "pool" di magistrati destinati ad occuparsi delle frodi alle assicurazioni e sull'opportunità di rivedere insieme all'ISVAP le modalità di accesso da parte delle strutture antifrode delle imprese alla Banca Dati appositamente costituita presso l'Autorità di Vigilanza "perché i sistemi attuali non consentono un efficace utilizzo dei dati contenuti per il contrasto delle truffe".

A dimostrare l'importanza che il settore assicurativo attribuisce a questa attività, Mummolo ha ricordato come l'ANIA abbia provveduto a incaricare un consigliere di coadiuvare i vertici associativi nell'adottare i progetti antifrode.
http://www2.assinews.it:8080/testi/vin85_131004com.html
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Intermediari
Circolare ISVAP 533/D: un'eccezione positiva dal GANT
12/10/2004

Riceviamo da un agente nostro lettore una nota, anche in riferimento ad una nostra pillola amara "La circolare Isvap 533 rischia di provocare la nascita di un nuovo sindacato agenti: quello dei plurimandatari", che volentieri pubblichiamo.

"Per quanto attiene la Circolare ISVAP 533/D il G.A.N.T. (Gruppo Agenti Nuova Tirrena) ha informato puntualmente la rete agenziale.

E' stato tenuto un convegno a S.Maria di Leuca nel mese di Giugno per giovani Agenti dove ne abbiamo parlato diffusamente con il concorso anche della Compagnia.

Abbiamo sensibilizzato il Sindacato (SNA) per il problema dell'autonomia della costituzione delle reti senza dover passare attraverso la preventiva autorizzazione della Compagnia che è, secondo noi, una violazione della libera contrattazione fra soggetti imprenditoriali. Il nostro contratto non prevede una preventiva autorizzazione della Compagnia per poter nominare i collaboratori d'agenzia.
Abbiamo rigettato la circolare della Compagnia il giorno stesso che ci è stata consegnata e accetteremo i pagamenti nelle forme previste dalla legge italiana.

La informiamo inoltre che sono iscritti al Gant circa 70 Agenti plurimandatari storici, più altri di fatto.

Alcuni di loro hanno ricoperto e ricoprono incarichi di Dirigenti dell'Associazione."
http://www2.assinews.it:8080/testi/t...121004int.html
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Vecchio 14-10-04, 12:02   #10 (permalink)
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Agenti Gan: grandi preoccupazioni per le ricadute della circolare 533/D
14/10/2004

Riportiamo il testo che segue da TAM TAM NEWS "SULLA NOTIZIA" - 12 OTTOBRE 2004, una newsletter pubblicata per i propri iscritti dal Gruppo agenti Gan.

La circolare 533/D sta ingenerando grande preoccupazione circa il futuro, anche immediato, degli Agenti d'assicurazione, ormai diventati i nuovi "capri espiatori".

Gli Agenti d'assicurazione, ormai è chiaro, sono al centro di un attacco senza precedenti. I nostri volti familiari e cordiali, il nostro carattere affabile, la credibilità costruita passo dopo passo sono diventati ciarpame da cassonetto dell'immondizia. Eh si, un giorno, un mattino, qualcuno si sveglia e racconta a se stesso che noi Agenti siamo l'anello debole della catena distributiva: troppo numerosi, troppo piccoli, troppo resistenti all'innovazione, troppo costosi ma con pochi soldi nei forzieri. Quindi inaffidabili, sleali, pericolosi. Forte di tante deduzioni, il giorno dopo, il mattino seguente, Mr. qualcuno decide che l'intero comparto distributivo, in gran parte ancora in mano nostra, vada completamente riformulato perché non più funzionale alle nuove strategie di un business globale che, non riuscendo più a dissimulare la propria ingordigia, mal si concilia con una raccolta di tipo tradizionale così frazionata. Cosa ti combina, allora, Mr. qualcuno? Semplice, costruisce il meteorite su misura, un gigantesco corpo celeste da scagliare addosso a tutta la categoria ed a cui viene affidato il compito di annientare, dall'oggi al domani, tutta la gran massa degli Agenti-artigiani-piccoli-medi imprenditori. Un lavoretto facile facile, pulito pulito. Come per i dinosauri: un bel "Via dai ********!" e la storia è finita…

Cosa volete che valga, Siore & Siori, un Agente d'assicurazione? Meno di niente. Morto lui, nessuno si strapperà i vestiti. Che bello! Che istruttivo! Non siamo padroni della nostra vita, il nostro futuro lo decretano altrove, magari a casaccio. Non esistono argomentazioni o confronti, solo decisioni improvvise a ramazzare per bene i cortili, le strade, le piazze. A fare selezione immediata. Senza che altri, le Compagnie, le nostre amate mamme tate zie, quelle sulla cui illibatezza spergiuriamo ogni giorno davanti ai Clienti, muovano un dito od ammettano colpe, errori di valutazione, inadeguatezze storiche, ambiguità raggelanti. Noi i capri espiatori. Noi la vergogna. Noi il maligno da estirpare…

Vabbè. Disobbedienza. Ricorsi. Sindacati. Gruppi Aziendali. Rassegniamoci a lottare, per adesso. E possibilmente imponiamo il nostro buon senso. In futuro, magari, proviamo a giocare d'anticipo. È meglio.

Le giornate cruciali dei sindacati
Anche il nostro Gruppo Aziendale, come tutti, è in attesa di ricevere, in merito alla circolare 533/D, le valutazioni dei sindacati di categoria, con i quali Presidenza e G.E.N. si mantengono in costante contatto anche telefonico. Ad entrambi gli istituti è stata comunque inoltrata una richiesta ufficiale di chiarimento e supporto "per tutte le eventuali iniziative che il G.A.A. GAN ITALIA sarà chiamato ad intraprendere a tutela delle realtà aziendali nonché della dignità professionale dei propri iscritti" .

Dato il momento difficile, le due organizzazioni di categoria ci informano che stanno operando congiuntamente con il conforto dei rispettivi uffici legali, al fine di capire, discutere e avanzare comuni richieste sui diversi aspetti della Circolare ISVAP 533/D, e, contemporaneamente, su certe disposizioni della Comunità Europea che sembrano collidere con la circolare stessa.

Frenetici e snervanti si susseguono gli incontri.

Il primo, fra i due Sindacati, si è tenuto venerdì 8 Ottobre a Milano.

Il secondo si è svolto ieri 11 Ottobre. Si è trattato di una riunione-fiume, sempre a Milano, in sede Ania, cui hanno partecipato Gozzi e Ghironi per Unapass e Sna, Fusciani (vice direttore generale), Perissinotto (a.d. Generali, qui nella veste di Consigliere incaricato area distribuzione) ed altri personaggi per l'Ania. Anticipazioni "bollenti" sull'andamento dell'incontro ci confermano momenti difficili, duri, tesi, specie quando i Sindacati hanno minacciato ricorsi al TAR e iniziative di "disobbedienza civile"; o quando hanno pesantemente attaccato l'atteggiamento fin troppo ambiguo mantenuto in tutta la vicenda dall'Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici. Comunque, per adesso, nulla di fatto. Se non un generico riconoscimento sulla giustezza delle preoccupazioni degli Agenti da parte di Perissinotto…

Oggi, 12 Ottobre 2004, i rappresentanti dei due Sindacati s'incontrano a Roma con il Presidente dell'ISVAP Giancarlo Giannini.
http://www2.assinews.it:8080/testi/t...141004int.html
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