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Emendamento sul market abuse
Non riesco a trovare un sito che pubblichi il testo (9 articoli) dell'
articolato che sarà presentato ai primi di ottobre in Aula dal Governo qualcuno ha un link utile o il pdf? grazie M |
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13 ottobre 2004
Market abuse, in vigore solo i regolamenti MILANO • La direttiva europea europea sui reati finanziari (market abuse) non è rimasta bloccata del tutto per il mancato recepimento del parlamento italiano. Alcune norme, relative alle politiche di stabilizzazione delle quotazioni da parte delle società ed all’acquisto di azioni proprie e che erano state oggetto di uno specifico regolamento, sono da oggi in vigore per il fatto che i regolamenti comunitari, a differenza delle direttive, non richiedono un pronunciamento dei Parlamenti nazionali. La nuova disciplina indica le operazioni che gli emittenti potranno effettuare senza che la loro condotta possa essere tacciata di manipolazione. È il concetto di safe harbour, porto sicuro, già conosciuto in altre legislazioni e che in questo modo fa il suo ingresso ufficiale anche nella regolamentazione italiana. In particolare le operazioni di acquisto di titoli propri, per ottenere il "salvacondotto" devono rispondere a determinate finalità: riduzione di capitale dell’emittente, obbligazioni derivanti dall’esercizio di obbligazioni convertibili o programmi di assegnazione di azioni ai dipendenti. Per quanto riguarda la stabilizzazione, l’esclusione dalla disciplina del market abuse è prevista solo in coincidenza con l’avvio della quotazione di un titolo (Ipo), in occasione di offerte successive di azioni o obbligazioni. Il regolamento prevede che la durata degli interventi di stabilizzazione non possa normalmente eccedere i 30 giorni. Per talune fattispecie è fissato un periodo più lungo (due mesi). La nuova disciplina introduce poi un regime di piena trasparenza imponendo agli emittenti di annunciare l’avvio delle operazioni di stabilizzazione ed il loro obiettivo nonché il responsabile della stabilizzazione che può essere eseguita anche per il tramite di un’impresa d’investimento. Le disposizioni comunitarie, che prendono il posto di una vecchia comunicazione della Consob, non intendono introdurre un nuovo regime vincolistico. Seguendo le pratiche che vengono suggerite l’emittente ha la sicurezza che le sue azioni non saranno mal interpretate come manipolazioni di mercato. Ciò non significa che comportamenti diversi saranno sanzionati. Tuttavia potranno essere oggetto di valutazioni da parte dell’autorità di vigilanza per accertarne la effettiva natura. Ad esempio nelle scorse settimane la Consob ha avviato alla magistratura le conclusioni di un’istruttoria riguardante una possibile manipolazione sui titoli della Poligrafici editoriale. La commissione, com’è suo costume, non ha rivelato l’identità degli indagati ma il periodo preso in esame coincide con acquisti di azioni proprie effettuate dalla società o con interventi del suo controllante Monrif. Se il regolamento comunitario fosse stato già in vigore la Poligrafici avrebbe saputo come comportarsi per approdare in un "porto sicuro", evitando così le indagini dell’authority. http://www.assinews.it/rassegna/arti...e131004ma.html |
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4 novembre 2004
La legge comunitaria con le norme sul market abuse sarà esaminata dopo la Finanziaria. Banca 121, il gip decide sull´archiviazione per Fazio Risparmio, slitta ancora il via alla super Consob La Super Consob resta un miraggio. L´atto di nascita dell´organismo di controllo con poteri rafforzati sugli abusi finanziari era previsto ieri alla Camera. Ma l´esame della legge comunitaria, che recepisce anche gli indirizzi europei sul "market abuse" ? i reati di turbativa dei mercati ? è stato rinviato: il provvedimento torna per la terza volta in commissione e potrà essere licenziato solo dopo il via libera della Finanziaria, non prima del 18 novembre. A chiedere un approfondimento è stato ? a quanto riferisce il relatore Nino Strano, di An ? il ministro delle Politiche comunitarie Rocco Buttiglione. Ma anche l´opposizione vuole un riesame. Tarda ad arrivare, così, la tanto invocata risposta politica agli scandali che hanno mietuto vittime tra i risparmiatori, dai crac Parmalat e Cirio all´inchiesta sui prodotti ritenuti "truffaldini" della Banca 121. Un caso, quest´ultimo, che ha investito anche il governatore della Banca d´Italia, Antonio Fazio, e l´ex presidente della Consob, Luigi Spaventa, indagati dalla procura di Trani con l´accusa di non aver vigilato abbastanza. Ieri il giudice per le indagini preliminari, Michele Nardi, s´è riservato di decidere sulla richiesta d´archiviazione avanzata dallo stesso pm, Antonio Savasta. Che ha ribadito la sua posizione ricordando proprio che «Bankitalia e Consob non hanno poteri rilevanti di controllo» e perciò «non vi è condotta dolosa». Il sistema dei controlli, dice Savasta, «è monco». E i difensori di Fazio ? Franco Coppi e Nicola Marseglia ? hanno sciorinato l´elenco di tutte le ispezioni esercitate da Bankitalia, culminate anche in una sanzione di 25mila euro comminata dal ministero del Tesoro su segnalazione di via Nazionale. Se l´avvocato dei risparmiatori, Gaetano Scamarcio, insiste nel dire che «Fazio sapeva tutto», la tesi della difesa è che il Monte dei Paschi di Siena ? oggi proprietario di Banca 121 - ha sempre fatto orecchio da mercante: «Bankitalia - ha spiegato Coppi ? l´ha invitato ad adeguarsi alle contestazioni avanzate durante le ispezioni e ha ricevuto rassicurazioni; solo dopo si è accorta che Mps fingeva di collaborare». Anche la Consob, sostiene Giovanna Corrias Lucente, difensore di Spaventa, ha fatto quel che poteva: «Ha esercitato poteri ispettivi e prerogative istituzionali, ma non le competevano poteri di autorizzazione né di esame preventivo sui prodotti». Il giudice si pronuncerà «entro alcune settimane». (da.c.) http://www.assinews.it/rassegna/arti...p041104ri.html |
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Aiaf, c'è il nuovo codice
Market abuse-1 / Gli standard per i professionisti In arrivo un nuovo codice internazionale di autoregolamentazione sul tema del market abuse. L'Aiaf, l'associazione italiana degli analisti finanziari, lo presenterà a Pechino a fine novembre. Questo codice sarà adottatato dalle 25 associazioni nazionali aderenti dell'Aciia, (Association of certified international investment analysts), l'organizzazione internazionale di analisti che raccoglie la federazione europea (Effas), quella asiatica (Asaf) e quella sudamericana (Apimec) degli analisti finanziari. A coordinare i lavori di preparazione di questo nuovo codice è stata proprio l'Aiaf, l'organizzazione italiana degli analisti aderente ad Aciia. Sarà quindi il presidente dell'Aiaf Giampaolo Trasi a presentarlo al board dell'Aciia per l'approvazione. «Questo nuovo codice sancirà i principi sovranazionali di comportamento sul market abuse al quale tutte le associazioni aderenti faranno riferimento» afferma Giampaolo Trasi. «Fermo restando che resteranno in vigore i vari codici nazionali di autodisciplina». Il primo codice etico di autoregolamentazione emanato dall'Aiaf risale al 1989, codice poi aggiornato nel 2002 per adeguarlo alle "Best practice" di settore. I principi basilari che vengono sanciti in questo nuovo codice di autoregolamentazione internazionale, che sarà presentato a fine mese, «sono il rispetto delle diversità delle varie realtà locali — continua Trasi — l'indipendenza e l'integrità dell'analista e l'aggiornamento costante, quest'ultimo un elemento molto importante, perché contribuisce ad aumentare la professionalità degli associati ad Aciia. La nostra posizione sul tema dei reati finanziari è chiara — aggiunge Trasi. — Siamo convinti che i codici di autoregolamentazione associativi siano molto importanti e che riescano a circoscrivere il problema del conflitto d'interessi. Però non sono sufficienti. Occorre che ci sia un quadro normativo che rimandi nello specifico ai vari codici associativi e che renda vincolante l'applicazione delle sanzioni». A questo riguardo l'Aiaf ha partecipato a tre audizioni presso la commissione finanze del Senato per fornire spunti e suggerimenti circa il ddl Lettieri, il disegno di legge che intende regolamentare l'attività degli analisti finanziari. La Camera ha approvato il ddl già il 30 luglio 2003 e questo provvedimento è ora oggetto di modifiche da parte del Senato per armonizzarlo con la direttiva Ue sugli abusi di mercato che nel frattempo è stata approvata da Bruxelles. «Ci sono alcune discrepanze fra la direttiva Ue e il ddl Lettieri che vanno sanate — continua Trasi. — La direttiva prevede sanzioni amministrative laddove il disegno di legge in discussione al Senato prevede sanzioni penali. Una volta che la direttiva comunitaria sarà recepita e il ddl approvato, avremo finalmente una disciplina della figura dell'analista finanziario». A parte il tema del market abuse, Aiaf è molto attiva anche sull'argomento più generale della corporate governance, «il cui principio guida è quello della trasparenza informativa» spiega Anna Lambiase, consigliere di Aiaf. «L'obiettivo di una corretta corporate governance è quello di tutelare i diritti degli azionisti, soprattutto quelli di minoranza, che hanno meno voce in capitolo. Per ottenere questo scopo occorre che all'interno dell'azienda vi sia un giusto equilibrio fra proprietà e controllo, un cda con forte caratterizzazione professionale e sistema di auditing interno molto efficiente. Solo in questa maniera sarà assicurata un corretto flusso informativo che poi dovrà essere riversato all'esterno, verso il mercato». http://www.assinews.it/rassegna/arti...s201104co.html |
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20 novembre 2004
L'Isip rilancia con sue regole Market abuse-2 / Le iniziative del Cfa Institute L' Italia accelera per mettersi al passo di Stati Uniti e Gran Bretagna sul fronte dell'etica nel mondo della finanza. Le ultime due iniziative del Cfa Institute, l'organizzazione non profit che da oltre dieci anni promuove trasparenza e professionalità nel settore, sono la creazione del Centro Cfa per l'integrità dei mercati finanziari e l'adozione di un codice di condotta professionale per gli asset manager. L'obiettivo è quello di tutelare i risparmiatori e riconquistare la loro fiducia dopo una serie di scandali che hanno scosso il settore a livello globale. Il Cfa Institute è infatti presente in 120 Paesi e conta oltre 75mila associati nel mondo. L'Italian society of investment professionals (Isip), che rappresenta il Cfa Institute in Italia, intende promuovere l'adozione del codice a livello nazionale proprio per prevenire il ripetersi dei recenti scandali. «In Italia l'attenzione al mercato finanziario è più elevata che altrove a causa di casi clamorosi come Parmalat, — spiega a «Plus» Gabriele Montalbetti, presidente dell'Isip. — L'importanza dell'etica è alla ribalta e noi vogliamo essere più proattivi per garantire agli investitori una qualità certificata e un alto livello di affidabilità». Il codice di condotta, che è stato presentato a Londra e New York nei giorni scorsi, definisce alcuni standard di comportamento etico e professionale per i gestori di hedge fund, di fondi comuni e di mandati individuali. Una "lista di controllo" può essere utilizzata dagli investitori per valutare il comportamento dei propri asset manager in sei aree primarie che coprono tutti gli aspetti del rapporto tra gestori e clienti: rispetto degli interessi dei clienti, processo di investimento, transazioni, compliance, calcolo e presentazione delle performance e trasparenza. Il rispetto degli interessi dei clienti, ad esempio, esige che gli asset manager mantengano la massima indipendenza e imparzialità di giudizio e non instaurino rapporti di tipo commerciale con i clienti. Sul fronte della trasparenza il codice prevede che siano esplicitati eventuali conflitti di interesse, azioni disciplinari o sanzioni a carico della società di gestione, i principali fattori di rischio nell'investimento e tutti i costi impliciti o espliciti nella gestione. Il testo attuale verrà rivisto in seguito a discussioni tra i soci e la versione definitiva verrà pubblicata in gennaio, in tempo per essere formalmente adottato dalle società americane prima dello scadere dell'"ultimatum" della Sec a fine mese. Il codice potrà anche essere molto utile in quei Paesi dove non è richiesta una specifica registrazione o licenza per gli asset manager. http://www.assinews.it/rassegna/arti...201104co2.html |
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Market abuse, primo via libera
La Camera approva la Legge comunitaria con la direttiva Ue sulle manipolazioni dei mercati: stralciato il prospetto unico ROMA • Una Consob superdotata, rafforzata con 150 dipendenti in più, trasformata in un vero gendarme dei mercati con nuovi poteri inquisitori e investigativi come la perquisizione, la confisca di beni, l'ascolto di telefonate registrate, la visione di archivi, dati personali e persino l'accesso diretto alla Centrale dei rischi gestita dalla Banca d'Italia. In parallelo, una vigorosa stretta all'impianto deterrente tramite l'adozione di megasanzioni, elevate fino a 5 milioni di euro, e maxi-reclusioni, proiettate fino a otto anni. E un ruolo inedito sanzionatorio della commissione presieduta da Lamberto Cardia. • Questa svolta alla tutela del risparmio si è impressa ieri sul sistema-Italia in virtù dell'approvazione alla Camera della norma che recepisce la direttiva comunitaria sul cosiddetto "market abuse", abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato. Dopo una catena di clamorosi rinvìi nel corso di un iter parlamentare iniziato all'interno del ddl risparmio, dopo lo sforamento della scadenza di metà ottobre, la frettolosa sostituzione di deleghe al Governo con un testo di norme applicabili a tambur battente, la direttiva sul market abuse ha infine compiuto ieri un importante passo in avanti insieme alla Legge comunitaria che ne è il contenitore. Salvo colpi di scena, peraltro frequenti nelle vicende delle norme per il risparmio, il recepimento delle regole Ue otterrà l'ok del Senato per entrare in vigore a fine anno. Il Parlamento si è tuttavia spinto oltre i confini delineati dalla direttiva 2003/6/CE, estendendo la portata delle norme sugli abusi finanziari: il tocco made-in-Italy ha aggiunto il razzorzamento del personale della Consob, che passa da 450 a 600 dipendenti, come anche un ulteriore giro di vite dell'apparato sanzionatorio. È fallito invece il blitz, tentato dal Governo tramite un maxi-emendamento alla Comunitaria, di ancorare al market abuse il destino del recepimento di un'altra direttiva, quella sul prospetto unico. L'articolo 9, che era mirato proprio a questo intervenendo indirettamente sui poteri della Banca d'Italia, è stato stralciato. La Camera ha accolto un'iniziativa di Giorgio La Malfa, presidente della commissione Finanze alla Camera, il quale ha ricordato in Aula che «avendo all'esame tutto il complesso delle normative sul risparmio è impossibile anticiparne in questa sede una parte». La Malfa ha provato a trasferire la nuova dotazione di personale alla Consob dalla Legge comunitaria al ddl risparmio: un'operazione che avrebbe ridato vita al disegno di legge, il cui futuro ieri stesso, in seguito al disco verde della Camera sul market abuse, appariva sempre più incerto. Proprio ieri il termine per la presentazione degli emendamenti al ddl risparmio, inizialmente previsto in commissione Finanze della Camera per oggi, è stato prorogato a venerdì 10 dicembre: su richiesta di Forza Italia e opposizione, in vista di una valanga di emendamenti che rischiano secondo La Malfa di mettere a rischio il ddl. Intanto l'Ocse ha raccomandato all'Italia più rigore per combattere il falso in bilancio per evitare la corruzione di funzionari all'estero nelle loro transazioni internazionali : raccomandazioni contenute in un rapporto pubblicato ieri a Parigi dall'organizzazione internazionale. http://www.assinews.it/rassegna/arti...e031204ma.html |
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