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Vecchio 16-09-04, 13:35   #1 (permalink)
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USA: competere in barba alle regole di commercio internazionale

SOTTO ACCUSA LA DISTRIBUZIONE DEI DAZI ALLE AZIENDE. IN ARRIVO MULTE PER 700 MILIONI DI DOLLARI
Il Wto condanna di nuovo gli Usa
Ue e altri sette Paesi possono applicare ritorsioni



BRUXELLES

Nuova colpo al protezionismo Usa. Ieri l'Organizzazione mondiale del Commercio (Wto) ha autorizzato l'Unione europea e altri sette Paesi a introdurre dazi punitivi contro la legge americana nota come «emendamento Byrd». La legge, approvata nel 2000 su iniziativa del senatore Robert Byrd, autorizza la distribuzione alle aziende dei ricavi dei dazi. «Illegale e scorretto» ha sentenziato il Tribunale del Wto già nel gennaio del 2003, giudicando non accettabili le misure antidumping in sé, ma ancora di più la redistribuzione del ricavato a favore delle imprese che hanno denunziato il dumping straniero. Adesso l'Unione europea e i sette partner di questa ennesima battaglia commerciale contro gli Usa (Brasile, Canada, Cile, India, Corea, Giappone e Messico) possono applicare sanzioni fino al 72% di quanto distribuito finora alle imprese americane con il ricavato delle misure antidumping (in tutto 700 milioni di dollari). Secondo le stime del Wto nel 2001 gli Usa avrebbero raccolto 231 milioni di dollari, l'anno successivo 330 e nel 2003 circa 240. Tutto denaro pubblico riversato nei bilanci delle società americane concorrenti. I prodotti presi di mira sono ancora una volta quelli legati alla produzione dell'acciaio e molti prodotti dell'industria agroalimentare, tra cui la pasta. L'Italia in questi ultimi anni ha sicuramente perduto molti dei sui ricavi sul mercato americano. Per l’organizzazione di Ginevra è una pratica scorretta tassare oltre misura prodotti in provenienza da buoni partner commerciali come l'Europa, il Giappone o il Brasile. Ma è sicuramente illegale distribuire i fondi ricavati dalle delazioni alle imprese locali. «Con l'emendamento Byrd, il Senato americano ha consentito in sostanza un doppio aiuto di Stato: la prima volta con i super dazi all'importazione, che scoraggiano i concorrenti stranieri e la seconda con la distribuzione del ricavato», spiega la portavoce del Commissario Pascal Lamy, all'origine del ricorso al Wto. Il Senato americano ha avuto a disposizione due anni e mezzo per modificare la legge, visto che il verdetto negativo del Wto era già arrivato nel gennaio del 2003. I giudici del commercio internazionale concedevano agli Usa un anno per mettersi in regola, fino al dicembre 2003. Nel frattempo niente è successo e le imprese americane hanno continuato a beneficiare del giochino. Ieri è arrivato il semaforo verde alle ritorsioni. Adesso la Commissione europea preparerà una lista di prodotti americani importati in Europa, da tassare con super dazi. Ma, come sempre, spetta ai governi l'ultima parola e non è proprio detto che, nei prossimi mesi, scattino le multe milionarie. Prima dell'estate sono ripartiti i negoziati per il nuovo round commerciale (Doha) e l'appoggio degli Usa è fondamentale all'Europa per concludere le trattative di fronte al blocco dei paesi in via di sviluppo. Inoltre in America si vive ormai in piena campagnia elettorale per le elezioni di novembre. Non sembra quindi il momento più adatto per bacchettare i senatori Usa obbligandoli a abrogare una legge che attira certamente molti voti. Lo stesso vice ministro per il Commercio estero Adolfo Urso ha espresso ieri la necessità di «concedere agli Stati Uniti i tempi supplementari», prima di varare eventuali sanzioni. «Credo che in questo periodo in cui i rapporti commerciali transatlantici sono entrati in una nuova fase sarebbe doverosa una pausa di riflessione», ha aggiunto Urso. Intanto gli Stati Uniti continuano a pagare il conto salato delle ritorsioni europee alla legge sulle Foreign Sales Corporations (Corporazioni di vendite all'estero) sempre a vantaggio delle imprese Usa contro le grosse ditte straniere impiantate nel territorio americano. Dal marzo di quest'anno l'amministrazione Bush paga al bilancio Ue dei super dazi su molti prodotti esportati in Europa, che per il solo 2004 ammonteranno a 315 milioni di dollari e nel 2005 arriveranno a 666 milioni. La nuova amministrazione americana avrà quindi interesse a correggere l'Emendamento Byrd, per evitare di subire lo stesso trattamento.
http://www.lastampa.it/search/albice...zione=Economia
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Vecchio 16-09-04, 13:38   #2 (permalink)
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Intanto gli Stati Uniti continuano a pagare il conto salato delle ritorsioni europee alla legge sulle Foreign Sales Corporations (Corporazioni di vendite all'estero) sempre a vantaggio delle imprese Usa contro le grosse ditte straniere impiantate nel territorio americano. Dal marzo di quest'anno l'amministrazione Bush paga al bilancio Ue dei super dazi su molti prodotti esportati in Europa, che per il solo 2004 ammonteranno a 315 milioni di dollari e nel 2005 arriveranno a 666 milioni.

Per conoscere la vicenda si legga un mio intervento sulla rivista al link sottostante
http://www.tidona.com/pubblicazioni/gennaio02_6.htm
Ed infatti il WTO condannò il regime
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