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Vecchio 10-09-04, 17:33   #1 (permalink)
Gennarino Fan's Club
 
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Assicurazioni: documenti on line, ma non basta

Dal prossimo primo ottobre le compagnie assicurative dovranno obbligatoriamente pubblicare sul proprio sito internet le condizioni assicurative e le note informative delle polizze-vita, sanitarie e quelle riguardanti la casa. Lo sancisce la circolare Isvap 533 dello scorso 4 giugno.

Viene anche introdotto l'obbligo di pubblicare i valori delle quote dei fondi assicurativi che si trovano all'interno delle polizze unit-linked ed anche dei panieri di indici o di azioni sottostanti le polizze index-linked.

I nuovi prodotti dovranno immediatamente adeguarsi alle nuove norme, mentre per quelli già esistenti l'obbligo partira' dall'ottobre 2005. E' anche previsto l'aggiornamento tempestivo di tutti i dati e documenti immessi nel sito web.

Un piccolo passo in avanti verso la trasparenza di prodotti troppo allegramente venduti (e troppo allegramente comprati dai clienti: non sempre è colpa dei venditori), ma il vero problema resta irrisolto. Fino a quando le polizze finanziarie, che sono di fatto dei prodotti di investimento, non saranno fatte rientrare nella categoria degli strumenti finanziari, gli investitori non godranno dei diritti che dovrebbero spettare loro.

Basti pensare all'assurda esenzione che consente alle compagnie di non scrivere nei contratti le commissioni che gravano sulle polizze finanziarie. La compagnia deve comunicarlo solo se il cliente presenta un'apposita richiesta scritta, come se la trasparenza fosse un favore e non il primo degli obblighi.

Inoltre, si sarebbe potuto prevedere l'obbligo di pubblicare sul sito web anche il contratto vero e proprio e non solo la nota informativa, in cui spesso si glissa volutamente su aspetti importanti della polizza.

Le vere questioni, insomma, sono ancora irrisolte, e proprio grazie a ciò l'intera industria del risparmio gestito riesce ancora a prosperare a spese degli investitori, come i dati mensili sulla raccolta testimoniano.
Voltaire non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-09-04, 12:32   #2 (permalink)
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Originalmente inviato da Voltaire

Le vere questioni, insomma, sono ancora irrisolte, e proprio grazie a ciò l'intera industria del risparmio gestito riesce ancora a prosperare a spese degli investitori, come i dati mensili sulla raccolta testimoniano.
Non si possono risolvere.
Non si vogliono risolvere.
Non si devono risolvere.

Vuoi che il parlamento italiano legiferi avendo come obiettivo la tutela del risparmio sancita dall'art. 47 della Costituzione?

Vuoi che i vari organi di controllo facciano tutto il possibile (e di metodi semplici e diretti ce ne sarebbero) per impedire il sistematico furto con destrezza attualmente in atto nel sistema finanziario?

Vuoi che le banche/assicurazioni non utilizzino il vuoto normativo e regolamentare per ottenere ROE a due cifre?

Vuoi troppe cose mio caro Voltaire (ti leggo sempre volentieri).

Pero' a volerle siamo almeno in due.

milegio non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-09-04, 18:03   #3 (permalink)
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La circolare Isvap sull'intermediazione assicurativa
02/07/2004

A cura di Honny

Riguardo alla tutela del consumatore nel settore assicurativo, nella Relazione annuale dell'Isvap si cita la circolare n. 533 del 4 giugno 2004, "con la quale sono state fornite al mercato ulteriori precise disposizioni: sui doveri degli intermediari nell'espletamento della propria attività e delle imprese, le quali devono fornire alla rete la formazione necessaria per operare con correttezza, trasparenza, diligenza e professionalità nei confronti dell'utenza".

Il rancio è sempre ottimo, ma per la truppa. Alla "utenza" può star bene la circolare Isvap citata. Al "cliente", invece, decisamente no.

Perché mai l'Isvap non ha proposto l'introduzione di un rigoroso regime di responsabilità professionale per tutti gli intermediari?

Perché solo gli Agenti e Broker devono sottostare ad un esame per l'accertamento del possesso di una adeguata preparazione professionale, e non, ad esempio, per gli sportellisti bancari, per gli impiegati postali, per i concessionari d'auto, per i supermercati, per i promotori finanziari, ecc.?

Perché solo Agenti e Broker sono assoggettati all'obbligo di contrarre una polizza di r.c. professionale e non anche tutti gli altri intermediari? Forse che banche, finanziarie, PF, autoconcessionari e via enumerando non possono fallire?

Perché del fatto dei subagenti devono rispondere gli Agenti e, al contrario, non è stato stabilito (salvo per l'incasso dei premi) che delle malefatte degli Agenti devono rispondere in solido anche le rispettive compagnie mandanti?
http://www2.assinews.it:8080/testi/hon212_020704pa.html

Trasparenza: meglio i prodotti finanziari o quelli assicurativi?
01/07/2004

A cura di Honny

Secondo la stampa finanziaria, i prodotti finanziari sono molto più trasparenti delle polizze vita unit e index linked. Lo si può leggere ricorrentemente, ad esempio, sulle pagine del Sole - 24 Ore.

La cosa ha evidentemente fortemente infastidito il Presidente dell'Isvap, Giancarlo Giannini, che nelle conclusioni della Relazione annuale dell'Istituto così scrive: "Il presunto svincolo dalle norme di trasparenza dei contratti assicurativi a maggior contenuto finanziario non corrisponde alla realtà: le regole ci sono, emanate nel tempo dall'Istituto, regole che, anzi, anche per questi prodotti hanno ben presente l'inscindibilità dei due aspetti: trasparenza e qualità; regole la cui applicazione viene con severità controllata pur con le limitazioni dettate dalla legislazione di derivazione comunitaria", per concludere che l'apparato dei controlli dell'Isvap è "unitario, sensibile alle specificità del settore ed alle attese degli utenti e garanzia di protezione dei sottoscrittori delle polizze".

Tutto vero. Ma basta veramente una nota informativa dettagliata a tutelare i clienti o basta soltanto essere meno peggio delle SIM e delle banche in genere? E non ci vuole poi molto per esserlo.
http://www2.assinews.it:8080/testi/hon211_010704pa.html
FaGal non  è collegato   Rispondi citando
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