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Revisioni di bilancio troppo facili?
24 agosto 2004
Vitale: «Revisioni facili, si faccia subito chiarezza su quei bilanci»
L’economista dice a F&M: «No agli allarmismi. Non è detto che i conti delle tre società siano inattendibili» La Gdf è al lavoro
«La disinvoltura nell’applicazione delle regole di revisione poste a tutela del mercato sono gravi. Questo non implica automaticamente che i bilanci siano inattendibili, ma la Consob deve fare chiarezza». Sullo scandalo delle revisioni facili, in cui sono risultate coinvolte tre società quotate, Marco Vitale - economista da sempre attento ai temi della corporate governance - respinge allarmismi e generalizzazioni.
«La Consob ha gli strumenti per verificare se la misapplicazione delle procedure ha comportato debolezze», ha dichiarato ieri a Finanza & Mercati il vicepresidente della Banca popolare di Milano. Mercoledì scorso, la pubblicazione della delibera della commissione presieduta da Lamberto Cardia, che disponeva la cancellazione di Italaudit (già Grant Thornton) dall’albo delle società di revisione, ha fatto cadere il velo su una situazione paradossale e allarmante. In tre casi su sei esaminati, gli ispettori Consob hanno rilevato che i revisori Grant Thornton non curavano di persona i riscontri esterni (presso banche, fornitori, clienti), ma di fatto delegavano la procedura alla stessa società da controllare. «Una irregolarità di particolare gravità», secondo la Consob. «Tecnicamente - ha detto Nicola Pecchiari, professore di revisione aziendale presso l’Università Bocconi - la procedura sta in piedi solo se le richieste di conferma mandate a banche, fornitori, clienti, etc., sono curate dai revisori, poiché solo in questo modo si ha certezza che le risposte non vengano alterate». È l’abc del mestiere, insomma, «sin da quando esiste la revisione, cioè dagli anni Trenta», ha aggiunto il docente, che concorda con Vitale affermando che «da qui a presumere che i bilanci non siano attendibili ne corre». Pur in assenza di conferma ufficiali, si può comunque «presumere che partirà un’indagine Consob sui bilanci delle società interessate, ammesso che non abbiano già i dati in mano», rileva Pecchiari. È comunque esclusa, per scadenza dei termini, la possibilità di un’impugnativa dei bilanci. In questo momento non è dato sapere se, al di là delle comunicazioni di rito della Consob alla magistratura, ci saranno dei risvolti penali. «Chi è preposto alla vigilanza - ha concluso Vitale - dovrà esaminare se accanto alla negligenza dei revisori, che è distinta dal dolo, c’è anche un disegno criminoso, ma questo allo stato attuale non è possibile dirlo».
Sul fronte giudiziario non sono ancora emerse novità di rilievo. Fonti milanesi della Guardia di Finanza ammettono che «da mesi è stato disposto un monitoraggio a fini fiscali sulle società revisionate da Grant Thornton», negando però che le Fiamme Gialle siano state allertate sul caso delle «revisioni facili».
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