Nuovo colpo inferto ai principi contabili dell’Unione Europea.
I nuovi principi contabili dell’Unione Europea sono di nuovo a rischio, in seguito alla discussione avvenuta tra i membri dell’Unione sui derivati, che ha provocato il fallimento dell’accordo tra la Commissione dell’Unione Europea e l’International Accounting Standards Board (IASB).
Il regolamento sui derivati, comunemente conosciuto come IAS39 - che obbligherebbe gli operatori finanziari a rendere noti i valori di mercato dell’investimento in derivati - ha visto Francia, Belgio, Italia e Spagna ostacolare un possibile accordo. Gli oppositori del regolamento hanno evidenziato come esso possa incrementare la volatilità del sistema finanziario.
La questione è urgente, dal momento che è previsto che gli standard di convergenza dell’Unione Europea con gli Stati Uniti siano attuati il primo gennaio 2005, per lasciare all’Unione Europea un po’ di tempo per concludere un accordo. Secondo un articolo del Financial Times, ciò significa anche che, a meno che non si arrivi ad un accordo nell’Unione Europea, gli Stati Uniti potrebbero essere molto meno propensi a considerare i principi europei come alternativa realistica a quelle in uso al proprio interno, che sono i GAAP.
Ken Wild, global leader per i principi contabili internazionali alla Deloitte & Touche a Londra, ha messo in luce alcune delle differenze esistenti tra i paesi dell’Unione Europea sull’argomento, dovute alle profonde diversità culturali: “In Europa la cultura contabile è basata sul sistema di tassazione e la contabilità di controllo, che deve soddisfare alcune misure. La cultura che stiamo tentando di diffondere, invece, è basata sul mercato, con un’elevata trasparenza nei confronti degli azionisti. Proprio questa differenza di cultura sta rendendo le cose difficili tra i Paesi Europei. Ciò che abbiamo ottenuto con la costituzione dell’International Accounting Standards Board – ha continuato Ken Wild – è un ente che si occupi di stabilire uno standard unico. Dobbiamo fare in modo che si smetta di utilizzare i principi locali, ma gli Stati Uniti, nel breve periodo, non hanno intenzione di rinunciare ai propri”.
Nel lungo periodo si spera che emergano dei nuovi principi contabili – un’unione tra quelli statunitensi del Financial Accounting Standards Board (FASB) e quelli dello IASB. I due enti stanno lavorando a stretto contatto, sebbene i critici – ha detto Wild – sostengano che il FASB sia tuttora maggiormente orientato verso le regole esistenti negli Stati Uniti”.
http://www.investor-relations.it/I_R....htm#IASB-FASB