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#1 (permalink) |
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Member
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IPOTESI "EURO-CRACK": implicazioni e cavilli legali per i nostri C/C
Apro questa discussione (e la apro in questa sezione) perché credo sia necessario fare un po' di chiarezza e darla su un thread dedicato, dove il focus sia sugli aspetti legali.
Premessa: molti di noi temono che l'Euro possa collassare e/o che l'Italia possa uscire dalla moneta comune, con conseguente ritorno alla Lira. Cosa si teme: 1) che i propri risparmi presso le banche italiane vengano convertiti automaticamente nella Nuova Lira, ad un cambio assolutamente sfavorevole (tipo 1 Euro=1 Nuova Lira) che, unito alla prevedibilissima immediata svalutazione della Nuova Lira contro Euro/altre neo-valute europee, polverizzerebbe il nostro potere d'acquisto; 2) che, contemporaneamente al problema 1, vi sia un blocco dei C/C, per evitare la fuga dei capitali, magari condito da una qualche forma di prelievo forzoso; 3) che ovviamente anche il proprio dossier titoli ed i propri investimenti in fondi, ETF, etc. siano valorizzati in Nuova Lira, con gli stessi problemi del punto 1. Quali soluzioni sono proposte: A) tenere i soldi in banche italiane, ma aprendo un C/C denominato in valuta estera (ad esempio tramite Multicurrency Fineco); B) aprire dall'Italia C/C o libretti di deposito presso banche di Paesi extra-Euro o che comunque non si troverebbero ad avere una moneta svalutata, in caso di distruzione dell'Euro (ad esempio Poste Finance, in Svizzera); C) aprire all'estero (nei Paesi di cui al puntoB) direttamente un C/C, recandovisi di persona (ad esempio l'olandese Robobank); D) "parcheggiare" la propria liquidità presso alcuni intermediari, che normalmente sono utilizzati per fare trading e che si appoggiano a C/C in Paesi esteri (come ad esempio Bullion Vault per l'acquisto di oro fisico, presso cui i clienti detengono dei conti, che confluiscono ai Lloyds di Londra). Mi piacerebbe confrontarmi in modo anche tecnico sulla validità delle soluzioni fin qui emerse, per rispondere ai problemi che ho esposto. Temo infatti che alcune proposte possano in realtà rivelarsi un boomerang od essere inefficaci: per fare un esempio, temo che aprire un Multicurrency Fineco potrebbe non essere sufficiente. Voi dell'Officina Giuridica cosa mi dite?
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#2 (permalink) | |
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Data registrazione: Feb 2000
Messaggi: 5,288
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Citazione:
Alla luce di questo, PER ME, se si vuole tentare di cautelarsi da certi problemi o più realisticamente tentare di ridurre i danni, occorre piazzare l'asticella molto alta, cioè i capitali non devono essere nelle disponibilità di operatori finanziari che ricevono ordini più o meno diretti e sottostanno a normative dello Stato (e UE). Riassumendo, più che un problema giuridico, lo vedo come un problema "assicurativo", cioè a che livello mi voglio cautelare. |
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#4 (permalink) | |
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eterno rimpianto
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Citazione:
Ultima modifica di incenso : 04-12-11 alle ore 17:01 |
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: Feb 2000
Messaggi: 5,288
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Citazione:
Intendo dire che, in modo più neutro possibile, che il livello di protezione è tanto maggiore quanto più lontano (non geograficamente ma funzionalmente) il capitale. Esempio A - gli immobili possono essere tassati senza problemi. Al di là della proprietà, non scappano ed a limite possono essere confiscati se qualcuno non paga. - Capitale mooolto vicino all'esattore. Esempio B - liquidi in banca italiana (o comunque in Italia) - Vedi Amato - Esempio C - Filiale estera di banca italiana - Anche se fosse di diritto straniero, sostanzialmente lo Stato italiano può fare "pressioni" e fare inmodo che la capofila italiana diventi sostituto d'imposta per capitali esteri (soluzione "forte" ma dipende sempre l'asticella dov'è piazzata). Esempio D - Banca di ... Singapore a Singapore - vedo un po' più di difficoltà per lo Stato italiano a chiedere soldi. Oddio, a chiederli le difficoltà sono poche. Forse sono un po' di più quelle per farseli dare. Esempio E - Lingotto d'oro murato nella casa. Esempio F - .... Tutto qua, nessuna valutazione politica su questi, su quelli che c'erano prima, su quelli che c'erano ancora ecc. ecc. |
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#6 (permalink) |
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Data registrazione: Mar 2007
Messaggi: 1,208
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io sto pensando di aprire un conto in Australia in AUD. Tassi al 5,5% e paghi il 10% di tasse sugli interessi. Trasferisco i soldi con HIFX per pagare poco di commissioni.
Paesi più solidi al mondo dell' Australia ce ne sono pochi: basso debito, gente onesta, moneta che si rivaluta di anno in anno e da poco si son pure beccati la Tripla A. Di contro c'è che almeno una volta in Australia ci devi andare. |
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#7 (permalink) | |
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Citazione:
: credo che si fosse capita bene la mia paura, ovvero l'ipotetica conversione forzosa in Nuova Lira, con potere d'acquisto nemmeno lontanamente paragonabile agli ex Euro o alle altre Neo Valute europee.Tu, restando in topic, quale soluzione pensi sia la più "sicura"? |
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#8 (permalink) | |
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Citazione:
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#9 (permalink) | |
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Data registrazione: Feb 2000
Messaggi: 5,288
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Citazione:
Parlando di me, non me la sento di dare consigli su cose che non conosco ed in materie che conosco poco. Tanto più che parliamo di comportamenti da tenersi in previsione di ipotetici scenari. Riassumendo, si fa una profilassi preventiva tanto più forte in funzione della virulenza dell'ipotetica malattia che si ipotizza di beccare. Tornado a parlare in termini giuridici, credo che difficilmente si possano dare ricette "sicure", se non cose estreme, tipo "saluto-la-compagnia-e-vado-in-brasile" ... poi non sono neanche sicuro che non vi siano comunque implicazioni. |
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