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#1 (permalink) | ||
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c'ho da fa'
Data registrazione: Feb 2010
Messaggi: 2,924
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Rivendita nel quinquennio, privilegio speciale e art 2772: annosa questione.
Propongo un tema, per me abbastanza chiaro ma sempre da approfondire:
si parla del deposito che una parte di notai si fanno lasciare a garanzia delle imposte e sanzioni a carico del venditore di un immobile acquistato con l'agevolazione prima casa, rivenduto nel quinquennio nel caso non ricomprasse nell'anno successivo. Riferimenti legislativi. Articolo 2772, comma 1, Codice civile: privilegio speciale immobiliare «i crediti dello Stato per ogni tributo indiretto» articolo 1, comma 4, nota II-bis, della Tariffa, parte prima, allegata al Dpr 26 aprile 1986 n. 131 articolo 56, comma 4, secondo periodo del Dpr n. 131/1986 Cassazione civile, 11 maggio 1978, n. 2294; Risoluzione del 31 marzo 1977, 251475 Leggo in un forum che a domanda all'AdE è stata data al seguente risposta. Citazione:
Notariato: Citazione:
Qualcuno può contribuire? Ultima modifica di ArPi : 04-05-11 alle ore 16:37 Motivo: Cambiato titolo |
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#3 (permalink) | |
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c'ho da fa'
Data registrazione: Feb 2010
Messaggi: 2,924
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Citazione:
Vediamo se qualche notaio ci può illuminare sulle due tesi. Ma al di la della "mera" questione di diritto, resta la questione pratica, in quanto può accadere che un venditore che vende nel quinquennio (anzi nel quadriennio + 1 giorno secondo la tesi del notaio che ho linkato sopra) trovi la sorpresa di un notaio che gli chiede deposito a garanzia della differenza di imposta e more e interessi, fino alla prova dl riacquisto entro l'anno. Il venditore si troverebbe quindi con una somma indisponibile e in caso di situazioni prima casa, con mutuo da estinguere ecc., dove magari la parte che gli resta liquida tolte le spese è esigua, con la possibilità di trovarsi in un impasse non indifferente che potrebbe pregiudicare anche la chiusura dell'affare, se non calcolata preventivamente... di sicuro, un acquirente che ha scelto un notaio per tutela, che si vedesse da questi avvertito del rischio (al di la della sua effettiva fondatezza) di doversi trovare addebitate sul suo bene immobile appena comprato le imposte del venditore non si tranquillizzerà facilmente e propenderà per averne garanzia solida. Molti miei colleghi, come al solito, minimizzano legandosi alle teorie più comode ("d'altronde se anche l'AdE dice che non c'è rischio, perchè dovrei preoccuparmene?") ma questo atteggiamento superficiale NON aiuta il venditore che si troverà in una situazione "imbarazzante", come giustamente qualcuno denunciava anche nel forum di cui sopra. Avendo due fonti ufficiali, una delle quali (l'ADE) si ferma alla normale enunciazione della legge e l'altra che disserta invece sulla fallacità complementarietà delle imposte da versare perchè sposta il momento della "inadempienza" al momento della vendita invece che alla scadenza di un anno (seguendo un filo logico nemmeno troppo discutibile e da molti notai condiviso, appunto) siamo nel regime di incertezza e prudenza vuole che nel regime di incertezza ci si premunisca dalla peggiore delle situazioni, non certo contare sul fatto che il caso "tocchi ad altri". |
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#4 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Dec 2005
Messaggi: 808
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a priscindere dalla questione tributaria, il venditore potrebbe presentare fidejussione a garanzia e si risolverebbe il problema della somma in ostaggio.
Entrando nel merito ricordo (vado a memoria) che il privilegio segue l'immobile non il proprietario quindi se il vecchio acquirente ora venditore perde i benefici delle agevolazioni, anche se il bene è di un terzo il privilegio è iscrivibile sull'immobile. Riguardo la prescizione della possibilità da parte dell'ADE di accertare l'imposta probabilmente l'iter logico seguito è questo: dalla vendita ho 1 anno per acquistare, conseguentemente solo al 366 giorno scatta la verifica e l'emissione dell'atto; se vendo il quarto anno + 1 g il procedimento scatterebbe il quinto anno + 1g quindi oltre il potere dell'ADE. Però parlando in soldoni c'è un problema di fondo se l'amministrazione emette un accertamento duori dai termini per annullarlo o si usa la strada dell'autotutela (non sempre percorribile) oppure si deve impugnare l'atto (ovviamente l'atto lo può impugnare solo il soggetto accertato, non un terzo). A mio avviso e se fossi l'acquirente, anche se la vendita fosse effettuata nel quinto anno, mi farei rilasciare garanzia, questo perché non potrei comunque ritenermi tutelato. Insomma la tutela effettiva la si ha solo al sesto anno in cui è matematico che non scatti nulla. Ad ogni modo prendi quello che ho scritto con le pinze perché non ho potuto verificare nulla e mi son basata su cose viste tipo due anni fa. notte |
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