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Vecchio 06-04-11, 22:53   #1 (permalink)
gmb
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finanziarie?

Avrei una domanda di natura diciamo giuridica, sicuramente qualcuno di voi mi sa rispondere.

Ho sentito al TG di quel caso dove parecchi investitori facoltosi, hanno investito soldi in una "finanziaria" gestite da persone che non si sa bene chi siano e sono rimasti fregati. Come sempre al TG non si scende in dettagli e vorrei capire.

Prima di tutto che sono ste "finanziarie"? (al TG le hanno chiamate semplicemente cosi).
Dovrei saperne qualcosa di intermediari finanziari ma i conti non mi tornano.

Adesso, per quello che mi risulta, per le gestioni patrimoniali ci si può affidare a banche o SIM o anche SGR, poi ci sono società di consulenza (e/o consulenti indipendenti) che non sono configurabili come intermediari finanziari danno solo consulenza poi si passa sempre per la banca o filiale o fai da te via internet banking. I soldi non li puoi dare in mano a consulenti e/o società di consulenza per investire devi sempre in qualche modo avere a che fare con una banca, l'unica che può fisicamente (in senso lato ovviamente) prendere in mano e tenere in cassa i tuoi soldi. Per la gestione in monte poi solo SGR.

La parola finanziaria io la associo a società del tipo (Musso Finanziaria, Pitagora, Agos,...) che fanno cose del tipo: prestiti personali, cessione del quinto, sono controparte di catene commerciali per il credito al consumo, poi si sono allargati ai mutui e cosi via. Ma stanno sempre dalla parte del finanziamento (per questo finanziarie si chiamano no?), non aprono c/c
non offrono servizi di pagamento (assegni, carte,..) e soprattutto NON PROPONGONO INVESTIMENTI.

Ma allora ufficialmente che sono ste finanziarie che fanno sparire i soldi?

O si tratta di circuiti totalmente illegali da cui......
ma la cosa non mi ha convinto quando ho sentito un consulente parlare, allo stesso TG, di "consapevolezza del rischio" da parte degli investitori, il che mi fa pensare al rischio di mercato e non ad una truffa.

Mi sapete spiegare?
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Vecchio 06-04-11, 23:29   #2 (permalink)
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Avrei una domanda di natura diciamo giuridica, sicuramente qualcuno di voi mi sa rispondere.

Ho sentito al TG di quel caso dove parecchi investitori facoltosi, hanno investito soldi in una "finanziaria" gestite da persone che non si sa bene chi siano e sono rimasti fregati. Come sempre al TG non si scende in dettagli e vorrei capire.

Prima di tutto che sono ste "finanziarie"? (al TG le hanno chiamate semplicemente cosi).
Dovrei saperne qualcosa di intermediari finanziari ma i conti non mi tornano.

Adesso, per quello che mi risulta, per le gestioni patrimoniali ci si può affidare a banche o SIM o anche SGR, poi ci sono società di consulenza (e/o consulenti indipendenti) che non sono configurabili come intermediari finanziari danno solo consulenza poi si passa sempre per la banca o filiale o fai da te via internet banking. I soldi non li puoi dare in mano a consulenti e/o società di consulenza per investire devi sempre in qualche modo avere a che fare con una banca, l'unica che può fisicamente (in senso lato ovviamente) prendere in mano e tenere in cassa i tuoi soldi. Per la gestione in monte poi solo SGR.

La parola finanziaria io la associo a società del tipo (Musso Finanziaria, Pitagora, Agos,...) che fanno cose del tipo: prestiti personali, cessione del quinto, sono controparte di catene commerciali per il credito al consumo, poi si sono allargati ai mutui e cosi via. Ma stanno sempre dalla parte del finanziamento (per questo finanziarie si chiamano no?), non aprono c/c
non offrono servizi di pagamento (assegni, carte,..) e soprattutto NON PROPONGONO INVESTIMENTI.

Ma allora ufficialmente che sono ste finanziarie che fanno sparire i soldi?

O si tratta di circuiti totalmente illegali da cui......
ma la cosa non mi ha convinto quando ho sentito un consulente parlare, allo stesso TG, di "consapevolezza del rischio" da parte degli investitori, il che mi fa pensare al rischio di mercato e non ad una truffa.

Mi sapete spiegare?
Beh un conto sono le gestioni patrimoniali, un conto è la raccolta del risparmio e un conto è la raccolta del risparmio presso il pubblico.
Prima di tutto è da specificare che l'attività di raccolta del risparmio presso il pubblico e l'esercizio del credito sono riservati alle banche, in altri termini solo le banche possono da un lato raccogliere il risparmio presso il pubblico e dall'altro lato erogare credito ai soggetti che necessitano di un finanziamento.
Alle banche non è proprio concesso tutto, infatti ci sono attività eclusivamente di altri soggetti come ad esempio quella delle SGR da te citatate.
C'è da dire inoltre che esistono delle eccezioni al divieto di raccolta del risparmio presso il pubblico, vedi ad esempio le società (possono emettere obbligazioni ad esempio) oppure gli stati sovrani, ecc..
Ora, detto ciò, esistono tutta una serie di livelli intermedi nei quali si posizionano le società volgarmente denominate finanziarie, che altro non sono intermediari ex art 107 e 106 tub, ai quaili è concesso l'esercizio di alcune attività secondo quanto previsto dalla normativa.
Sinceramente non è che abbia seguito la vicenda e quindi non saprei dirti se c'è stato o meno abusivismo o se questa fantomatica "finanziaria" fosse correttamente iscritta a uno dei vari albi previsti e, soprattutto, che tipo di operazione avevan messo su.
L'ipotesi più corretta (ed è forse per questo che non ti spieghi la vicenda) è che ci sia stato abusivismo e come correttamente hai fatto notare te le operazioni poste in essere non potevano essere fatte (da lì l'illecito).
Magari mi faccio un giro in rete per capire come avevan montato l'operazione e ti saprò dire meglio.
Notte
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Vecchio 07-04-11, 12:35   #3 (permalink)
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Ho cercato di documentarmi e faccio riferimento a quanto trovato qui

Banca d'Italia - Disposizioni di Vigilanza per gli Intermediari ex art. 107 T.U.B.

Se o ben capito, a patto di rispettare certi requisiti anche abbastanza blandi in realtà, tutte le società che in sostanza "di fatto" svolgono ruolo di intermediazione finanziaria possono chiedere l'iscrizione.

Possono concedere finanzimenti sotto quasiasi forma, e qui lo sapevo e va bene, ma possono anche possono avere partecipazioni industriali a breve termine tipo merchant bank, ed anche qui va bene, le holding fanno questo.

Però ho anche visto che possono anche OFFRIRE AL PUBBLICO:
1) intermediare in cambi
2) gestire strumenti di pagamento
3) OFFRIRE SERVIZI D'INVESTIMENTO, facendo sottoscrivere tutti gli strumenti.

quindi tutto no?

e senza essere ne SIM ne SGR ne tantomeno banche se ho ben capito,
ma spero di aver capito male

Se invece ho capito bene la cosa mi sconforta, diventa chiaro che, nei fatti, tutto può accadere perché diventa troppo sottile il confine tra cosa è lecito/autorizzato e cosa no. Diventa solo materia per legali.

io pensavo che si trattasse di dare soldi in mano, sulla sola fiducia, a sedicenti esperti totalmente abusivi che al più conoscevi tramite qualche finaziaria o soggetto legato per fini commerciali (cosi come alcuni ti fanno conoscere un'allibratore del totonero)

ma se la cosa è lecita anche solo parzialmente, fidatevi
BRUTTA STORIA
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Vecchio 07-04-11, 19:38   #4 (permalink)
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Ho cercato di documentarmi e faccio riferimento a quanto trovato qui

Banca d'Italia - Disposizioni di Vigilanza per gli Intermediari ex art. 107 T.U.B.

Se o ben capito, a patto di rispettare certi requisiti anche abbastanza blandi in realtà, tutte le società che in sostanza "di fatto" svolgono ruolo di intermediazione finanziaria possono chiedere l'iscrizione.

Possono concedere finanzimenti sotto quasiasi forma, e qui lo sapevo e va bene, ma possono anche possono avere partecipazioni industriali a breve termine tipo merchant bank, ed anche qui va bene, le holding fanno questo.

Però ho anche visto che possono anche OFFRIRE AL PUBBLICO:
1) intermediare in cambi
2) gestire strumenti di pagamento
3) OFFRIRE SERVIZI D'INVESTIMENTO, facendo sottoscrivere tutti gli strumenti.

quindi tutto no?

e senza essere ne SIM ne SGR ne tantomeno banche se ho ben capito,
ma spero di aver capito male

Se invece ho capito bene la cosa mi sconforta, diventa chiaro che, nei fatti, tutto può accadere perché diventa troppo sottile il confine tra cosa è lecito/autorizzato e cosa no. Diventa solo materia per legali.

io pensavo che si trattasse di dare soldi in mano, sulla sola fiducia, a sedicenti esperti totalmente abusivi che al più conoscevi tramite qualche finaziaria o soggetto legato per fini commerciali (cosi come alcuni ti fanno conoscere un'allibratore del totonero)

ma se la cosa è lecita anche solo parzialmente, fidatevi
BRUTTA STORIA
Beh posso dirti che alle 107 la BdI fa pelo e contropelo, non direi proprio che è una semplice e blanda autorizzazione.
Svolgere di fatto intermediazione finanziaria non è proprio quello che sosterrei, una cosa è quello che fa la Fiat ad esempio una cosa la Agos, rispondo a normative diverse e vivono su equilibri economico finanziari differenti.
Comunque, tornando alla faccienda, i giornalisti sbagliano a chiamare finanziaria la società del tipo, o meglio, andando in giro nel web da quello che ho capito la società era una sim di diritto francese con una filiale italiana a sua volta controllata da una lussemburgherse, la quale controllava un gruppo di altre fantomatiche società residenti anche in paradisi fiscali (sembra la favola della rapa o cose simili a catena...).
Il "botto", sempre da quel che ho capito, è partito dall'estero e a cascata ha coinvolto anche l'Italia.
A meno che le info reperite non siano sbagliate, alla fine chi si è occupato della faccianda l'ha fatto sotto l'abito di una SIM non di una finanziaria come i giornalisti dicono (forse son stati tratti in inganno dal fatto che uno dei reati ipotizzati è esercizio abusivo di attività finanziaria).
Quello che non posso dirti è che tipologia di controlli ha effettuato la consob e perché, fintanto che il giochino girava, le autorità (dico tutte anche quelle francesi e lussemburghesi) non han sentito puzza di bruciato.
Magari domani continuo ad approfondire,
ciao
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Vecchio 07-04-11, 20:51   #5 (permalink)
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Grazie della risposta.
Il problema in queste cose è che quando si sente parlare in giro la totale mancanza di competenza rende difficile la comprensione.

Comunque la questione (quella della truffa) si complica un po, tanto per cominciare si deve valutare se chiamarla truffa o meno. Se per "botto" si intendono operazioni finanziarie rivelatesi pessime, be questo è rischio finanziario legittimo da dare e da assumere (se si informa il cliente sulla tipologia d'investimento).
Io per truffa non intendo la sottile diatriba sugli obblighi informativi e sulla profilatura del cliente,.., fino al rapporto di fiducia... ma intendo uno che prende i soldi e sparisce.
Se quella in causa era una SIM abilitata ad operare sul territorio italiano la truffa la vedo difficile, e torna utile quel consulente che avevo sentito nel TG dire che gli investitori sapevano del rischio (era proprio la parola finanziaria a creare confusione).
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Vecchio 07-04-11, 21:03   #6 (permalink)
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Beh posso dirti che alle 107 la BdI fa pelo e contropelo, non direi proprio che è una semplice e blanda autorizzazione.
Svolgere di fatto intermediazione finanziaria non è proprio quello che sosterrei, una cosa è quello che fa la Fiat ad esempio una cosa la Agos, rispondo a normative diverse e vivono su equilibri economico finanziari differenti.
ciao
Per quanto riguarda questo rimango pessimista, sarà anche vero che la Banca d'Italia ha preso tutte la cautele del caso nel redigere le procedure di autorizzazione ma questo, al più, offre solo un quadro normativo teoricamente valido.

Ci sarebbe parecchio da dire, ma dico solo che siamo in Italia.
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