L'incidente era una truffa
condannate due persone
17/12/2010 06:49
RIVA - Il danno di per sé sarebbe poca cosa. Ma proprio per questo il reato commesso da un giovane assicuratore arcense fa ancora più rabbia. Tradire il proprio mandato per recuperare 850 euro alle spalle di un immigrato extracomunitario, significa non avere affatto a cuore il proprio lavoro e il concetto stesso di onestà.
La vicenda che ha visto sul banco degli imputati il broker assicurativo arcense Roberto Bommartini si è conclusa, almeno per ora, ieri mattina di fronte al gup Riccardo Dies. Il magistrato ha infatti concluso il processo a carico dell'assicuratore con due sentenze: 10 mesi patteggiati per Bommartini ed 8 mesi per M.V., la donna di 45 anni, anche lei arcense, proprietaria dell'auto danneggiata e per risarcire la quale Bommartini si sarebbe inventato il raggiro ai danni di un inconsapevole assicurato di origine indiana.
Entrambe le pene sono state sospese per la condizionale. Questo almeno fin qui, cioè fino alla sentenza di ieri. La vicenda è diventata di pubblico dominio nell'ottobre scorso, dopo un'indagine portata avanti dagli uomini del Commissariato di Riva e coordinata dal procuratore capo di Rovereto Rodrigo Merlo. Bommartini, contando sulla propria esperienza di assicuratore ed avento a disposizione i dati anagrafici, fiscali ed assicurativi di un suo ex cliente (il cittadino indiano) avrebbe scaricato sulla sua polizza il danno da 850 euro subito dall'auto di V.M., cioè una fiancata e uno specchietto retrovisore da rifare. Il problema è che l'ignaro cittadino indiano quell'auto non l'aveva neppure vista da lontano.
(Articolo completo sull'Adige cartaceo)
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