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Data registrazione: Aug 2010
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Onorario dell'Avvocato- quesiti
Salve, circa due anni fa avevo affidato ad un legale la causa ai sensi della Legge Pinto (lungaggini processuali) avverso il Ministero di Giustizia presso la Corte d’Appello di Torino.
Per tale prestazione il legale chiese circa 300 Euro d’anticipo affermando che il resto dell’onorario sarebbe stato liquidato dal M.d.G. nel caso la causa andasse a buon fine ed anche l’esito fosse stato negativo non avrebbe chiesto ulteriori somme (si precisa che tale causa è consistita nel presentare un singolo atto e nel presenziare ad una sola udienza). Tale sentenza fu favorevole al sottoscritto ed oltre stabilire un indennizzo di circa 4000 Euro, sanciva il pagamento delle spese legali per circa 1600,00 Euro a favore del mio legale (anno 2008). A quel punto il legale mi disse che si trattava solo di aspettare la liquidazione di quanto disposto dal Giudice da parte del M.d.G. A fine 2009 non avendo ancora ricevuto nulla dal M.d.G. facevo una semplicissima telefonata all’Ufficio preposto al pagamento presso la Corte d’Appello di Torino, scoprendo che i finanziamenti su quel capitolo erano ridicoli rispetto a quanto effettivamente le Corti dovrebbero pagare ai ricorrenti (tutti generalmente vincenti) e quindi nel caso di specie, essendo ancora fermi alle sentenze più datate, nella migliore delle ipotesi ci volevano anni. In quel contesto mi venne anche consigliato di chiedere al mio legale “copia esecutiva” di tale sentenza per procedere in maniera diversa avendo quindi una strada privilegiata nel pagamento. Per me, quanto sopra era “arabo” e quindi riportati il tutto tramite mail al legale il quale mi disse che avrebbe provveduto in merito. Naturalmente non mi parlò né di eventuali ulteriori spese a mio carico, né in che cosa consistesse la procedura di cui sopra, né di fattibilità, tempistica e quant’altro, ovvero tutto quanto a mio avviso dovrebbe conoscere doverosamente l’ignaro cliente. Arriviamo alla primavera 2010 senza ovviamente né ricevere nessun pagamento e nessuna ulteriore comunicazione dal legale, apprendendo nel frattempo curiosando sul web (in sedi come questa o molto simili) che già dal 2007 con la finanziaria ma poi ribadito da una legge del 2008, tutti i beni dello Stato, dei Ministeri, ecc. quindi anche quelli del Ministero di Giustizia interessato, NON sono più pignorabili e pertanto qualsiasi azione esecutiva in tal senso NON può avere soddisfazione. Ebbene, ennesima mail al legale per sapere se vi fossero novità in merito ed ennesima risposta di tre righe nella quale asseriva che stava valutando, menzionando appunto difficoltà ed impedimenti messi in atto dal Governo a tal proposito. Concludeva dicendomi che non appena aveva novità positive mi avrebbe fatto sapere, NON facendo ovviamente riferimento ad eventuali novità negative. Sempre tramite ricerche sul web vengo casualmente in contatto con uno studio legale di Roma che nella home page pubblicizza proprio questo tipo di recupero crediti ed a seguito di mail di informazioni mi contatta spiegandomi per filo e per segno la procedura, la fattibilità, la tempistica, i costi a mio carico (solo un anticipo di poche centinaia di Euro ed il resto SOLO se si avrà ragione della richiesta ed in percentuale) ed altro ancora. Mi viene spiegato, come del resto già accennato sopra che allo stato attuale l’unica prassi per ottenere tramite pignoramento i crediti vantati dallo Stato è una ben precisa opera di pignoramento tramite la Banca d’Italia di Roma che va ad intaccare conti correnti ben definiti e null’altro. Mi veniva anche detto che gli Avvocati dovrebbero sapere questo e quindi o agiscono in tal senso od altrimenti sarebbe tempo perso. Per far questo occorre avere appunto “copia esecutiva” della sentenza, atto unico ed irripetibile che aveva il legale che aveva seguito la pratica dall’inizio e che non mi aveva più comunicato nulla da mesi. Ebbene, molto spontaneamente nei giorni scorsi contatto il legale tramite fax approfittando per sapere se vi fossero novità ed informandolo delle mie intenzioni, precisando che sarebbe stato anche suo interesse venire in possesso di tale somma al fine della liquidazione del suo onorario. L’avvocato zelantemente dopo pochi giorni mi invia un fax, dove mi informa (per la prima volta) che l’esito del pignoramento non era andato a buon fine come da verbale del giugno u.s. ( e cosa aspettava a dirmelo??) e che per ricevere “copia esecutiva” di tale sentenza, avrei dovuto liquidargli quanto dovuto, ovvero, tolte le 300 Euro di anticipo già versate, altri 2100,00 Euro di cui circa 600,00 solo per l’opera di pignoramento da lui messa in atto. Concludeva asserendo che tale somma mi sarebbe comunque stata liquidata dal M.d.G. non appena il pignoramento eventualmente messo in atto dal nuovo legale avesse esito positivo. NON mi faceva desistere ad intraprendere altre azioni, magari affermando che tutto quanto era possibile l’aveva messo in pratica il sottoscritto in quanto mio legale di fiducia, ma quasi lasciava intendere che ben sapeva di aver tentato un’azione impossibile ed impedita per legge e quindi avrebbe fatto bene l’altro legale ad agire tramite la Banca d’Italia. Senza parole!! Fatta questa sintetica ma reale nei dettagli, cronologia degli eventi succedutesi dalla sentenza a me favorevole della Corte d’Appello di Torino ad oggi, vorrei porre alcune domande: E’ prassi, consuetudine, corretta deontologia professionale, ecc. che un legale proceda in una qualsiasi ulteriore azione (nello specifico decreto ingiuntivo) senza informare dei rischi delle probabilità di riuscita e soprattutto dei costi, il proprio cliente che, come da sua sintetica mail, era ancora in attesa di eventuali decisioni in merito…? Come può un pignoramento avere esito negativo se prima di procedere in tal senso, come riferito dal testo della mail di cui sotto, inviatami si stava provvedendo ad individuare dove attingere prima di agire? La difficoltà sta nel fatto che il governo negli ultimi mesi ha reso quasi tutti i conti ed i beni del Ministero non pignorabili e, quindi, allo stato anche con altri legali che sono nella nostra stessa situazione stiamo verificando cosa sia possibile pignorabile e dove trovare eventuali conti o beni da sottoporre a pignoramento. Appena avrò effettuato tale pignoramento con esito positivo sarà mia cura informarla immediatamente. Forse NON me lo aveva comunicato poichè nella mail diceva che lo avrebbe fatto solo in caso di esito positivo? Chiaramente le domande di cui sopra potrebbero sembrare banali e scontate per chi “mastica” la materia o per chi, come il sottoscritto avrebbe dovuto essere informato anche nei minimi dettagli di quello che stava avvenendo, ma purtroppo così non è stato. E’ un diritto del legale perseguibile eventualmente nelle sedi e nei modi opportuni (che sicuramente, in questo caso conoscerà bene) pretendere il pagamento di quanto disposto dal Giudice della Corte d’Appello di Torino, visto che tale eventualità NON era mai stata discussa né menzionata e sicuramente NON sarebbe venuta fuori se non comunicavo di rivolgermi ad altro legale? Come può il legale pretendere circa 600 Euro per un pignoramento che doveva essere mirato a beni/conti effettivamente pignorabili e pertanto con esito sicuramente favorevole? Premesso che non è mia intenzione NON pagare l’onorario al legale per l’opera da lui prestata, indipendentemente dalla mancata comunicazione in merito, come posso tutelarmi e liquidargli quanto dovuto nei modi e nei tempi che il sistema giudiziario italiano liquiderà il sottoscritto? In ultimo e concludo, può eventualmente il legale trattenersi documenti miei personali ed irripetibili “copia esecutiva” della sentenze, indispensabili per tentare il recupero di tali somme solo per una diatriba sul pagamento delle sue spettanze? Saluti |
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ALIVE
Data registrazione: Mar 2007
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Mi chiedo, però, come abbia fatto il tuo legale ad iniziare una procedura esecutiva senza che tu ne fossi informato visto che la stessa necessita di un mandato.
Il tuo legale deve darti gli atti che richiedi, nella specie la sentenza della corte d'appello. Ad ogni modo è sempre possibile richiedere altra copia esecutiva nella cancelleria della corte previa apposita autorizzazione. |
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: Aug 2010
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Una sorta di spiegazione me l'ha fornita l'altro legale, ovvero quello che dovrebbe occuparsi del pignoramento tramite C.C. presso la Banca d'Italia, asserendo che generalmente il mandato iniziale (quello con la mia firma in calce per la causa Pinto) dovrebbe includere anche una dicitura del tipo: conferisco mandato al legale anche per eventuale recupero coattivo delle somme vantate....o qualcosa di molto simile. Chiaramente io NON ho copia di tale atto e pertanto NON escludo che potesse contenere tale dicitura. La copia della sentenza della Corte d'Appello di Torino in versione integrale la posseggo già da tempo in quanto richiesta alla cancelleria previo pagamento di alcuni diritti...se aspettavo il legale dovevo leggerla ancora adesso!! Il problema è che, contrariamente a quello che affermi tu, lo studio legale che si occuperà della cosa, specializzato in tali recuperi crediti ed in cause presso la CEDU (già avviata anche quella per il ritardo nel pagamento) sostiene che NON vi è altra possibilità di ottenere copia della "copia esecutiva" originale, in quanto unica ed irripetibile. Sinceramente NON voglio mettere in discussione ciò che dici, ma credo che se fosse come sostieni tu (tra l'altro richiestogli anche dal sottoscritto) mi avrebbe paventato tale possibilità. Se sei convinto di ciò che affermi, cosa che il legale potrebbe NON sapere, gradirei mi confermassi ciò ed anche modalità per ottenerla, ovvero se mi dovrei recare a Torino di persona oppure sia sufficiente un contatto telefonico, mail, posta, ecc. Saluti |
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Data registrazione: Feb 2010
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: Aug 2010
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Ma sul resto, ovvero sulle oltre 1000 Euro che giustamente vanta e che sono state disposte dalla Corte d'Appello di Torino, considerato che NON avevamo mai pattuito che le dovessi anticipare io, ora che le chiede, cosa posso fare? Se dispone un decreto ingiuntivo verso la mia persona è legittimato a farlo? Saluti |
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#6 (permalink) | |
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Data registrazione: Feb 2010
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: Aug 2010
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Citazione:
- NON ho mai detto che NON voglio pagare l'onorario relativo alla vittoriosa causa presso la Corte d'Appello di Torino, ma considerato che ad oggi tale indennizzo (comprensivo dell'onorario) per le ragioni già spiegate NON mi è stato elargito e che vi era un tacito accordo che l'Avvocato avrebbe soddisfatto il suo credito (infatti sino a qualche giorno fa nonostante la sentenza ha 2 anni NON mi aveva mai chiesto nulla) solo alla liquidazione di quanto dovutomi,[volevo sapere se è un suo diritto pretendere ciò da me, oltretutto in unica soluzione senza avermi mai paventato tale volontà prima d'ora, oppure deve aspettare i tempi della giustizia italiana. - per l'onorario relativo al decreto ingiuntivo, fatto di sua iniziativa e nella forma NON consentita dalle attuali leggi (basta girovagare sul web lo capirebbe anche uno s...) che è un altro discorso, da affrontare disgiuntamente da quello sopra, ovviamente sono convinto anch'io (almeno spero) che dovrebbe dimostrare quantomeno chi l'ha formalmente autorizzato ad agire in tale maniera, cosa che ovviamente NON può fare. Per Sensitive: ho telefonato stamani alla Cancelleria della Corte dove mi hanno confermato che la copia esecutiva di una sentenza è atto irripetibile ed unico necessario per procedere a decreto ingiuntivo. Saluti |
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#8 (permalink) |
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Data registrazione: Jan 2007
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Mettiamo ordine.
Tu dai mandato ad un legale di agire in giudizio per tuo conto; stipulate un accordo (si suppone verbale) per cui al legale viene riconosciute all'inizio del mandato un importo di 300 € (fondo spese) e che lui non avrà altro da pretendere da te qualora l'esito del giudizio fosse a te sfavorevole; in caso contrario (esito positivo) lui avrebbe percepito quanto riconosciutogli dal giudice in sentenza. Giudizio con esito positivo ed il giudice liquida, oltre a quanto dovuto a te, 1600 € per spese legali (non precisi se con distrazione o meno e cioè se il tuo avvocato può pretendere direttamente dalla controparte queste somme oppure queste somme ti devono essere liquidate e da te corrisposte al tuo legale). Il finanziamento del capitolo di bilancio per il pagamento dei risarcimenti conseguenti ai ricorsi ex legge Pinto è irrisorio (stante la mole di condanne che gravano sullo Stato) per cui, dopo aver assunte 'informazioni', tu solleciti il tuo avvocato ad agire esecutivamente e lui provvede di conseguenza (precetto e pignoramento). Poichè non ricevi comunicazioni, ti informi 'in giro' e qualche collega del tuo avvocato ti fa pensare che seguendo 'altre strade' lui è in grado di farti realizzare sollecitamente il tuo credito; ha però bisogno del titolo esecutivo (oltre che del mandato) che devi richiedere al tuo avvocato il quale l'ha richiesto per dar corso all'esecuzione da te sollecitata (per inciso il codice di procedura civile non parla di 'irripetibilità' bensì di rilascio di un solo titolo esecutivo salvo 'giusto motivo' per il rilascio di altra copia). Quando tu prospetti la situazione al tuo vecchio legale, questi, molto correttamente, poichè il rapporto tra professionista e cliente è un rapporto 'fiduciario' che in qualsiasi momento può essere revocato (art. 85 c.p.c.), ti chiede di liquidargli i suoi onorari per l'opera sino a quel punto prestata. Il comportamento del tuo vecchio legale è di una correttezza e linearità esemplari; molto scorretto mi sembra per contro il comportamento del nuovo legale il quale prima di accettare il mandato, per correttezza sia nei tuoi confronti ma soprattutto nei confronti del collega, avrebbe dovuto lui farti presente che dovevi saldare tutte le spettanze dell'avvocato precedentemente incaricato. |
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Data registrazione: Aug 2010
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[QUOTE=Saturalanx;26956210]
Citazione:
Condanna il Ministero di G iustizia,in personad et Ministro pro tempore,a pagare alla ricorrente le spese processuali del presente procedimento che liquida in € 2,50 per esposti € 300,00 per diritti ed € 900,00 per onoràri; oltre al rimborso forfetario, lva e cassa di previdenza come per legge Citazione:
Citazione:
NON cerco in giro "altre strade" ma leggo semplicemente che dal 2007 (molto prima di quando il mio legale asserisce di aver tentato tale pignoramento) la Legge preclude tale procedura e quindi, considerato che l'ultima mail dell'Avvocato lasciava intendere ciò, immaginavo che "stiamo valutando assieme ad altri legali interessati...." significasse che prima di procedere verificava la fattibilità della cosa. Per fare un esempio banalissimo è come una banda dedita a rapine in banca che prima di scassinare quella X banca si accerta se vi sia il denaro. L'Avvocato precedente NON mi farebbe soddisfare il mio credito in maniera meno sollecita, ma NON farebbe più nulla, (era da giugno che aveva in mano il verbale di mancato pignoramento e se NON gli inviavo io un fax una settimana fa NON mi avrebbe detto nulla). Che l'unica strada percorrobile sia un pignoramento tramite Banca d'Italia o NON lo sapeva o NON me lo avrebbe mai detto e comunque avrebbe potuto consigliarmi di desistere o di agire per suo tramite. Ma stranamente NON l'ha fatto. Citazione:
E' questo che intendi? Perchè NON mi ha paventato la possibilità di agire lui verso la Banca d'Italia? Citazione:
Supponiamo (ma NON è questo il caso) che l'Avvocato mi abbia fatto perdere una causa per sua palese negligenza e superficialità (tutta dimostrabile oggettivamente), secondo te, io prima da andare da altro legale, dovrei anche saldare l'onorario dell'Avvocato che mi ha creato solo danni? Oltre il danno la beffa!! Saluti Ultima modifica di firefox90 : 27-10-10 alle ore 22:13 |
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Data registrazione: Feb 2010
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[QUOTE=firefox90;26957187]
Citazione:
Può essere in buona fede,ecco gli è sfuggito..come ad un medico..capita di sbagliare diagnosi e magari è un luminare.. |
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