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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Jan 2008
Messaggi: 806
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Recupero TFR e stipendi arretrati da datore di lavoro inadempiente e furbo
Ciao a tutti,
la mia ragazza si trova in una situazione alquanto particolare: è assunta con contratto a tempo indeterminato presso una srl che naviga in cattive acque. La società deve 6 mensilità arretrate ai dipendenti, inoltre il datore di lavoro è stato pignorato per quel poco che aveva, infatti ha organizzato le cose in maniera da risultare nullatenente. Una procedura fallimentare sarebbe quindi soltanto un ulteriore aggravamento economico, perchè ci sarebbero da pagare le spese dell'avvocato, che andrebbero sicuramente a colpire noi visto che il datore di lavoro risulta nullatenente. Mi chiedo perciò, in caso di sue dimissioni per giusta causa: 1) C'è qualche possibilità, e quale, di ricevere le 6 mensilità arretrate? 2) Il TFR, che è di ben 6 anni, che fine fa? Si può recuperare? In che modo? Grazie mille a tutti per la cortese attenzione. |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Sep 2009
Messaggi: 114
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Se la SRL non ha nulla e tantopiu' l'amministratore non ha niente (ma per poter "aggredire" l'amministratore di una SRL devono esserci i presupposti, di base c'e' solo il capitale/beni della SRL... appunto per quello "societa' a responsabilita' limitata"... si puo' "aggredire" l'amministratore solo se si dimostra un certo dolo da parte sua) non si andra' molto lontano.
I dipendenti (o creditori in generale) possono appunto chiedere istanza di fallimento, poi dopo lunghi tempi e varie ed eventuali l'INPS ridara' una parte delle mensitlita' arretrate e non ricordo bene se anche una parte del TFR... di certo non tutto (poi cose tipo rimborsi spese o simili invece proprio sono da scordare). Certo se non si fa l'istanza fallimentare l'INPS ovviamente non tornera' niente, quindi vuoi o no quella e l'unica strada per recuperare qualcosa (aspettati diversi anni di tempo pero'). Ovviamente questo discorso vale sia che lei sia ancora dipendente quando fa la richiesta di fallimento che se la richiesta di fallimento avviene mesi o anni dopo che se n'e' andata (rimane comunque una creditrice) Insomma: pensare che si recuperi tutto se la SRL non ha molto e' impensabile. Con l'INPS poi qualcosa si recupera..... e paga pantalone! VIVA L'ITALIA! Per il discorso avvocati: potresti provare con un sindacato in caso, almeno paghi poco visto che gia' si sa che non si va lontano... o se la situazione e' uguale a tutti i dipendenti chiedere l'istanza di fallimento tutti assieme... Ciao! |
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#3 (permalink) |
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Data registrazione: Jun 2004
Messaggi: 6,722
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In casi simili i dipendenti potrebbero proporre di rilevare l'azienda a prezzi da saldo, lavorare sodo e portare in un arco di tempo di circa 3-5 anni l'azienda ad essere redditizia. Poi potranno rivendere il tutto o restare imprenditori. ovviamente ci sono molte variabile da valutare attentamente.
Altrimenti la vedo dura recuperare gli stipendi in questo caso. |
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#4 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Jun 2008
Messaggi: 408
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Citazione:
Sul sito del Ministero trovi l'indirizzo della Direzione provinciale del Lavoro. Andateci di lunedì (è preferibile), ma vanno bene anche gli altri giorni, e chiedete di parlare con "l'ispettore di turno", al quale esporrete la cosa. Come ti ha detto un utente in precedenza, sia le mensilità (solo le ultime tre, però) e sia il T.F.R. (tutto), nel caso di insolvenza del datore di lavoro sono coperte dal Fondo di Garanzia dell'I.N.P.S. L'accesso al fondo è consentito a tutti i lavoratori dipendenti con modalità differenti a seconda se il loro datore di lavoro inadempiente sia o non sia soggetto a procedura fallimentare. Sono ad esempio esclusi i datori agricoli e i piccoli datori, che si trovano in queste circostanze: a) aver avuto, in ciascuno dei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila; b) aver realizzato, in qualunque modo risulti, in ciascuno dei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila; c) avere un ammontare di debiti, anche non scaduti, non superiore ad euro cinquecentomila; d) avere avuto in media negli ultimi tre anni non più di tre dipendenti. Devi quindi prima capire (ma lo farà l'Ispettorato per conto tuo) in quale categoria rientra il datore, perchè diverse sono le procedure da seguire: - se il datore è soggetto a procedura concorsuale è necessario che sia prodotta istanza in tal senso (attenzione! non per forza di fallimento, va bene anche il mero concordato). La mera istanza da diritto all'accesso alle prestazioni del fondo (non devi dunque aspettare la fine della procedura concorsuale per avere il ristoro da parte dell'Istituto); - se il datore non è soggetto, invece, basta la mera "diffida accertativa" dell'Ispettorato del lavoro. Si tratta di un decreto ingiuntivo (gratuito e senza necessità di avvocato) che l'ispettore del lavoro può emanare sostituendosi al giudice (un potere che molti ritengono incostituzionale: ma c'è e funziona fin dal 2004...). Nessun problema per le dimissioni volontarie. Un tempo si doveva indagare se le dimissioni, per quanto volontarie, fossero state in verità necessitate. Oggi questo presupposto è stato superato dall'Istituto e l'unico requisito è solo la "cessazione del rapporto di lavoro", comunque si sia verificata. Ricapitolando, vai con la tua ragazza all'Ispettorato del lavoro (se la cosa ti preoccupa, considera che la cosa è completamente gratuita...) ed esponi la cosa. Se puoi vai di lunedì, giorno nel quale tutti gli ispettori sono sempre dentro. Facci sapere come è andata. Tello. |
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#5 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Jan 2008
Messaggi: 806
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Citazione:
1) Le spese di procedura falilmentare, chi le paga? I dipendenti che richiedono l'istanza di fallimento? Può essere avviato il fallimento se solo un dipendente lo richiede? 2) La società ha attualmente capitale sociale 0, OK. Ma il TRF sui 6 anni lo rimborserebbe l'INPS, giusto? Che probabilità ci sono di riaverlo indietro? 3) Il fondo di garanzia INPS rimborsa le mensilità arretrate e il TRF sono in caso di fallimento? O può bastare l'inadempienza del datore di lavoro negli ultimi mesi? 4) Grazie davvero... |
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Member
Data registrazione: Jan 2008
Messaggi: 806
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Citazione:
Grazie, sentirò l'ispettore del lavoro, ma io credo si tratti di una società che può essere tranquillamente sottoposta a fallimento. Una domanda: in quali modi può essere avviata l'istanza di procedura fallimentare? Può partire dall'ispettorato del lavoro, in qualità di ufficiale di Polizia Giudiziaria? Grazie per il tuo contributo. |
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#7 (permalink) | |
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Data registrazione: Jun 2008
Messaggi: 408
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Citazione:
A chi stai chiedendo? E a chi stai ringraziando? A makkapakka? Se makkapakka mi perdona, ti rispondo ancora io. 4) partendo dall'ultimo, prego per conto di makkapakka. 3) No, nella mia (evidentemente inutile, se raffrontata evidentemente all'intervento di makkapakka...) risposta ti esponevo che non sempre è necessario il fallimento ma che il Fondo interviene anche in caso di concordato e dunque, vista la recente riforma, anche nei soli casi di stato di crisi e cioè, copiando dalla norma: "stato di crisi si intende anche lo stato di insolvenza". 2) Sebbene makkapakka sostenga che l'Istituto rimborsi solo "una parte" del TFR, sommessamente (se vuoi anche la mia opinione, oltre a quella di makkapakka al quale rivolgi i tuoi ringraziamenti...) credo il contrario. Tutto il TFR è rimborsato. E la percentuale che l'Istituto proceda è pari al 100%. L'Istituto è una delle poche cose serie rimaste in Italia. Ed io mi fregio di averci lavorato per i primi cinque anni della mia vita lavorativa; 1) Non tutti i datori di lavoro sono soggetti a procedure concorsuali. Se il tuo non lo fosse (e da quanto leggo è probabile che non lo sia) allora non devi si deve aprire alcuna procedura. Basta una "diffida accertativa" emanata dall'Ispettorato del Lavoro (ho lavorato anche lì. Un anno e qualcosa. Il migliore periodo di tutta la mia vita). E la diffida è completamente gratuita (come ti direbbe anche makkapakka...). Se invece è soggetto a fallimento, previa diffida accertativa (sempre gratuita) è necessario esperire procedura concorsuale che può essere accettata o anche rifiutata dal Tribunale. In caso di rifiuto di apertura della procedura è necessario altresì un tentativo di pignoramento. Le spese di un avvocato, in tal caso, sono comunque sempre una frazione rispetto ai valori in gioco (6 anni di tfr e tre mensilità) e poi, come tutte le spese legali, credo che seguano la soccombenza e siano poi dunque poste in testa all'esecutato. Comunque sia non è il caso di disturbare makkapakka. Segui il mio consiglio. Esci di casa. Internet è bello ma è anche il regno delle frottole. Per avere informazioni corrette non hai che da rivolgerti all'Ispettorato del Lavoro a te più vicino. Se puoi di lunedì. Tello. Ps: ed è così che credi di cavartela con makkapakka? Se lo vuoi ringraziare davvero per le preziose informazioni dateti dovresti votarlo (il secondo pulsante con l'icona della bilancia nella colonna dove c'è il nick). |
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Data registrazione: Jan 2008
Messaggi: 806
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Citazione:
Quello che volevo dire io, è: lo stato di insolvenza deve essere certificato in qualche modo mediante processo, oppure può bastare la dichiarazione che non si sono avuti gli stipendi degli ultimi 6 mesi?. Altro punto oscuro: l'INPS risarcirebbe tutto il TFR al dipendente, e poi si rivarrebbe sul datore di lavoro. Ma se non ottiene nulla da quest'ultimo, quindi ci rimette il fondo INPS? Citazione:
Quindi, quello che dovrei fare è: 1) Diffida accertativa gratuita, a cura dell'ispettorato del lavoro 2) Rivolgermi ad un avvocato Il pignoramento però è stato già fatto da altri creditori dell'azienda, ed è stato pignorato tutto il pignorabile. Lui non ha piu NULLA. Quello che sto cercando di capire è se rischio di non avere nulla indietro, e in piu ci rimetto pure le spese processuali. Onestamente non riesco a capire perchè citi continuamente l'utente makkapakka. Ho scritto due post, uno per te e uno per lui, ho ringraziato te (2 volte) e lui. Tu hai risposto al post dove citavo lui, ma non a quello dove citavo te Inoltre spero di non aver dato troppo disturbo a nessuno, quando c'è qualcuno che ha bisogno di un aiuto su un campo su cui sono esperto mi faccio volentieri avanti, credo che sia questo lo spirito giusto in un forum. Citazione:
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