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Vecchio 13-10-10, 22:12   #1 (permalink)
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Recupero TFR e stipendi arretrati da datore di lavoro inadempiente e furbo

Ciao a tutti,
la mia ragazza si trova in una situazione alquanto particolare: è assunta con contratto a tempo indeterminato presso una srl che naviga in cattive acque. La società deve 6 mensilità arretrate ai dipendenti, inoltre il datore di lavoro è stato pignorato per quel poco che aveva, infatti ha organizzato le cose in maniera da risultare nullatenente.

Una procedura fallimentare sarebbe quindi soltanto un ulteriore aggravamento economico, perchè ci sarebbero da pagare le spese dell'avvocato, che andrebbero sicuramente a colpire noi visto che il datore di lavoro risulta nullatenente.

Mi chiedo perciò, in caso di sue dimissioni per giusta causa:
1) C'è qualche possibilità, e quale, di ricevere le 6 mensilità arretrate?
2) Il TFR, che è di ben 6 anni, che fine fa? Si può recuperare? In che modo?

Grazie mille a tutti per la cortese attenzione.
godai non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-10-10, 08:28   #2 (permalink)
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Se la SRL non ha nulla e tantopiu' l'amministratore non ha niente (ma per poter "aggredire" l'amministratore di una SRL devono esserci i presupposti, di base c'e' solo il capitale/beni della SRL... appunto per quello "societa' a responsabilita' limitata"... si puo' "aggredire" l'amministratore solo se si dimostra un certo dolo da parte sua) non si andra' molto lontano.

I dipendenti (o creditori in generale) possono appunto chiedere istanza di fallimento, poi dopo lunghi tempi e varie ed eventuali l'INPS ridara' una parte delle mensitlita' arretrate e non ricordo bene se anche una parte del TFR... di certo non tutto (poi cose tipo rimborsi spese o simili invece proprio sono da scordare). Certo se non si fa l'istanza fallimentare l'INPS ovviamente non tornera' niente, quindi vuoi o no quella e l'unica strada per recuperare qualcosa (aspettati diversi anni di tempo pero').
Ovviamente questo discorso vale sia che lei sia ancora dipendente quando fa la richiesta di fallimento che se la richiesta di fallimento avviene mesi o anni dopo che se n'e' andata (rimane comunque una creditrice)

Insomma: pensare che si recuperi tutto se la SRL non ha molto e' impensabile. Con l'INPS poi qualcosa si recupera..... e paga pantalone! VIVA L'ITALIA!

Per il discorso avvocati: potresti provare con un sindacato in caso, almeno paghi poco visto che gia' si sa che non si va lontano... o se la situazione e' uguale a tutti i dipendenti chiedere l'istanza di fallimento tutti assieme...


Ciao!
makkapakka non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-10-10, 08:46   #3 (permalink)
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In casi simili i dipendenti potrebbero proporre di rilevare l'azienda a prezzi da saldo, lavorare sodo e portare in un arco di tempo di circa 3-5 anni l'azienda ad essere redditizia. Poi potranno rivendere il tutto o restare imprenditori. ovviamente ci sono molte variabile da valutare attentamente.

Altrimenti la vedo dura recuperare gli stipendi in questo caso.
J.Invest non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-10-10, 09:22   #4 (permalink)
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Originalmente inviato da godai Visualizza messaggio

Una procedura fallimentare sarebbe quindi soltanto un ulteriore aggravamento economico, perchè ci sarebbero da pagare le spese dell'avvocato, che andrebbero sicuramente a colpire noi visto che il datore di lavoro risulta nullatenente.

Mi chiedo perciò, in caso di sue dimissioni per giusta causa:
1) C'è qualche possibilità, e quale, di ricevere le 6 mensilità arretrate?
2) Il TFR, che è di ben 6 anni, che fine fa? Si può recuperare? In che modo?
La prima cosa da fare è recarsi all'Ispettorato del Lavoro della tua città.
Sul sito del Ministero trovi l'indirizzo della Direzione provinciale del Lavoro.
Andateci di lunedì (è preferibile), ma vanno bene anche gli altri giorni, e
chiedete di parlare con "l'ispettore di turno", al quale esporrete la cosa.

Come ti ha detto un utente in precedenza, sia le mensilità (solo le ultime
tre, però) e sia il T.F.R. (tutto), nel caso di insolvenza del datore di lavoro
sono coperte dal Fondo di Garanzia dell'I.N.P.S.

L'accesso al fondo è consentito a tutti i lavoratori dipendenti con modalità
differenti a seconda se il loro datore di lavoro inadempiente sia o non sia
soggetto a procedura fallimentare. Sono ad esempio esclusi i datori agricoli
e i piccoli datori, che si trovano in queste circostanze:

a) aver avuto, in ciascuno dei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila;
b) aver realizzato, in qualunque modo risulti, in ciascuno dei tre esercizi antecedenti la data di deposito dell'istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila;
c) avere un ammontare di debiti, anche non scaduti, non superiore ad euro cinquecentomila;
d) avere avuto in media negli ultimi tre anni non più di tre dipendenti.


Devi quindi prima capire (ma lo farà l'Ispettorato per conto tuo) in quale
categoria rientra il datore, perchè diverse sono le procedure da seguire:
- se il datore è soggetto a procedura concorsuale è necessario che sia
prodotta istanza in tal senso (attenzione! non per forza di fallimento,
va bene anche il mero concordato). La mera istanza da diritto all'accesso
alle prestazioni del fondo (non devi dunque aspettare la fine della procedura
concorsuale per avere il ristoro da parte dell'Istituto);
- se il datore non è soggetto, invece, basta la mera "diffida accertativa"
dell'Ispettorato del lavoro. Si tratta di un decreto ingiuntivo (gratuito e
senza necessità di avvocato) che l'ispettore del lavoro può emanare
sostituendosi al giudice (un potere che molti ritengono incostituzionale:
ma c'è e funziona fin dal 2004...).

Nessun problema per le dimissioni volontarie. Un tempo si doveva indagare
se le dimissioni, per quanto volontarie, fossero state in verità necessitate.
Oggi questo presupposto è stato superato dall'Istituto e l'unico requisito
è solo la "cessazione del rapporto di lavoro", comunque si sia verificata.


Ricapitolando,
vai con la tua ragazza all'Ispettorato del lavoro (se la cosa ti preoccupa,
considera che la cosa è completamente gratuita...) ed esponi la cosa.
Se puoi vai di lunedì, giorno nel quale tutti gli ispettori sono sempre dentro.

Facci sapere come è andata.

Tello.
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Vecchio 14-10-10, 14:56   #5 (permalink)
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Originalmente inviato da makkapakka Visualizza messaggio

I dipendenti (o creditori in generale) possono appunto chiedere istanza di fallimento, poi dopo lunghi tempi e varie ed eventuali l'INPS ridara' una parte delle mensitlita' arretrate e non ricordo bene se anche una parte del TFR... di certo non tutto (poi cose tipo rimborsi spese o simili invece proprio sono da scordare). Certo se non si fa l'istanza fallimentare l'INPS ovviamente non tornera' niente, quindi vuoi o no quella e l'unica strada per recuperare qualcosa (aspettati diversi anni di tempo pero').
Ovviamente questo discorso vale sia che lei sia ancora dipendente quando fa la richiesta di fallimento che se la richiesta di fallimento avviene mesi o anni dopo che se n'e' andata (rimane comunque una creditrice)

Insomma: pensare che si recuperi tutto se la SRL non ha molto e' impensabile. Con l'INPS poi qualcosa si recupera..... e paga pantalone! VIVA L'ITALIA!


Ciao!
Ciao, posso farti alcune domande di conferma ?
1) Le spese di procedura falilmentare, chi le paga? I dipendenti che richiedono l'istanza di fallimento? Può essere avviato il fallimento se solo un dipendente lo richiede?
2) La società ha attualmente capitale sociale 0, OK. Ma il TRF sui 6 anni lo rimborserebbe l'INPS, giusto? Che probabilità ci sono di riaverlo indietro?
3) Il fondo di garanzia INPS rimborsa le mensilità arretrate e il TRF sono in caso di fallimento? O può bastare l'inadempienza del datore di lavoro negli ultimi mesi?
4) Grazie davvero...
godai non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-10-10, 16:10   #6 (permalink)
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L'accesso al fondo è consentito a tutti i lavoratori dipendenti con modalità
differenti a seconda se il loro datore di lavoro inadempiente sia o non sia
soggetto a procedura fallimentare.

...

Devi quindi prima capire (ma lo farà l'Ispettorato per conto tuo) in quale
categoria rientra il datore, perchè diverse sono le procedure da seguire:
- se il datore è soggetto a procedura concorsuale è necessario che sia
prodotta istanza in tal senso (attenzione! non per forza di fallimento,
va bene anche il mero concordato). La mera istanza da diritto all'accesso
alle prestazioni del fondo (non devi dunque aspettare la fine della procedura
concorsuale per avere il ristoro da parte dell'Istituto);
...


Tello.

Grazie, sentirò l'ispettore del lavoro, ma io credo si tratti di una società che può essere tranquillamente sottoposta a fallimento. Una domanda: in quali modi può essere avviata l'istanza di procedura fallimentare? Può partire dall'ispettorato del lavoro, in qualità di ufficiale di Polizia Giudiziaria?

Grazie per il tuo contributo.
godai non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-10-10, 16:15   #7 (permalink)
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Ciao, posso farti alcune domande di conferma ?
1) Le spese di procedura falilmentare, chi le paga? I dipendenti che richiedono l'istanza di fallimento? Può essere avviato il fallimento se solo un dipendente lo richiede?
2) La società ha attualmente capitale sociale 0, OK. Ma il TRF sui 6 anni lo rimborserebbe l'INPS, giusto? Che probabilità ci sono di riaverlo indietro?
3) Il fondo di garanzia INPS rimborsa le mensilità arretrate e il TRF sono in caso di fallimento? O può bastare l'inadempienza del datore di lavoro negli ultimi mesi?
4) Grazie davvero...
Scusa, non ho capito bene.
A chi stai chiedendo? E a chi stai ringraziando?
A makkapakka?

Se makkapakka mi perdona, ti rispondo ancora io.

4) partendo dall'ultimo, prego per conto di makkapakka.
3) No, nella mia (evidentemente inutile, se raffrontata
evidentemente all'intervento di makkapakka...) risposta ti
esponevo che non sempre è necessario il fallimento ma che
il Fondo interviene anche in caso di concordato e dunque,
vista la recente riforma, anche nei soli casi di stato di crisi e
cioè, copiando dalla norma: "stato di crisi si intende anche
lo stato di insolvenza
".
2) Sebbene makkapakka sostenga che l'Istituto rimborsi
solo "una parte" del TFR, sommessamente (se vuoi anche
la mia opinione, oltre a quella di makkapakka al quale rivolgi
i tuoi ringraziamenti...) credo il contrario. Tutto il TFR è
rimborsato. E la percentuale che l'Istituto proceda è pari
al 100%. L'Istituto è una delle poche cose serie rimaste in
Italia. Ed io mi fregio di averci lavorato per i primi cinque anni
della mia vita lavorativa;
1) Non tutti i datori di lavoro sono soggetti a procedure
concorsuali. Se il tuo non lo fosse (e da quanto leggo è
probabile che non lo sia) allora non devi si deve aprire
alcuna procedura. Basta una "diffida accertativa" emanata
dall'Ispettorato del Lavoro (ho lavorato anche lì. Un anno e
qualcosa. Il migliore periodo di tutta la mia vita). E la diffida
è completamente gratuita (come ti direbbe anche makkapakka...).
Se invece è soggetto a fallimento, previa diffida accertativa
(sempre gratuita) è necessario esperire procedura concorsuale
che può essere accettata o anche rifiutata dal Tribunale.
In caso di rifiuto di apertura della procedura è necessario
altresì un tentativo di pignoramento. Le spese di un avvocato,
in tal caso, sono comunque sempre una frazione rispetto ai
valori in gioco (6 anni di tfr e tre mensilità) e poi, come tutte
le spese legali, credo che seguano la soccombenza e siano poi
dunque poste in testa all'esecutato.

Comunque sia non è il caso di disturbare makkapakka.
Segui il mio consiglio. Esci di casa. Internet è bello ma
è anche il regno delle frottole. Per avere informazioni
corrette non hai che da rivolgerti all'Ispettorato del Lavoro
a te più vicino. Se puoi di lunedì.

Tello.

Ps: ed è così che credi di cavartela con makkapakka?
Se lo vuoi ringraziare davvero per le preziose informazioni
dateti dovresti votarlo (il secondo pulsante con l'icona
della bilancia nella colonna dove c'è il nick).
Tello. non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 15-10-10, 00:22   #8 (permalink)
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Scusa, non ho capito bene.
A chi stai chiedendo? E a chi stai ringraziando?
A makkapakka?
Ciao, nella citazione c'è scritto che quotavo makkapakka, quindi era a lui che mi rivolgevo.

Citazione:
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3) No, nella mia (evidentemente inutile, se raffrontata
evidentemente all'intervento di makkapakka...) risposta ti
esponevo che non sempre è necessario il fallimento ma che
il Fondo interviene anche in caso di concordato e dunque,
vista la recente riforma, anche nei soli casi di stato di crisi e
cioè, copiando dalla norma: "stato di crisi si intende anche
lo stato di insolvenza
".
La tua risposta non è affatto inutile, anzi.
Quello che volevo dire io, è: lo stato di insolvenza deve essere certificato in qualche modo mediante processo, oppure può bastare la dichiarazione che non si sono avuti gli stipendi degli ultimi 6 mesi?.
Altro punto oscuro: l'INPS risarcirebbe tutto il TFR al dipendente, e poi si rivarrebbe sul datore di lavoro. Ma se non ottiene nulla da quest'ultimo, quindi ci rimette il fondo INPS?


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1) Non tutti i datori di lavoro sono soggetti a procedure
concorsuali. Se il tuo non lo fosse (e da quanto leggo è
probabile che non lo sia) allora non devi si deve aprire
alcuna procedura. Basta una "diffida accertativa" emanata
dall'Ispettorato del Lavoro (ho lavorato anche lì. Un anno e
qualcosa. Il migliore periodo di tutta la mia vita). E la diffida
è completamente gratuita (come ti direbbe anche makkapakka...).
Se invece è soggetto a fallimento, previa diffida accertativa
(sempre gratuita) è necessario esperire procedura concorsuale
che può essere accettata o anche rifiutata dal Tribunale.
In caso di rifiuto di apertura della procedura è necessario
altresì un tentativo di pignoramento. Le spese di un avvocato,
in tal caso, sono comunque sempre una frazione rispetto ai
valori in gioco (6 anni di tfr e tre mensilità) e poi, come tutte
le spese legali, credo che seguano la soccombenza e siano poi
dunque poste in testa all'esecutato.
Ho motivo di ritenere che questa srl sia soggetta a fallimento, perchè il datore di lavoro ha dichiarato che non ha intenzione di fallire se non costretto, poichè non gli converrebbe... lui spera che i dipendenti si licenzino.
Quindi, quello che dovrei fare è:
1) Diffida accertativa gratuita, a cura dell'ispettorato del lavoro
2) Rivolgermi ad un avvocato

Il pignoramento però è stato già fatto da altri creditori dell'azienda, ed è stato pignorato tutto il pignorabile. Lui non ha piu NULLA.
Quello che sto cercando di capire è se rischio di non avere nulla indietro, e in piu ci rimetto pure le spese processuali.

Citazione:
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Comunque sia non è il caso di disturbare makkapakka.
Onestamente non riesco a capire perchè citi continuamente l'utente makkapakka. Ho scritto due post, uno per te e uno per lui, ho ringraziato te (2 volte) e lui. Tu hai risposto al post dove citavo lui, ma non a quello dove citavo te
Inoltre spero di non aver dato troppo disturbo a nessuno, quando c'è qualcuno che ha bisogno di un aiuto su un campo su cui sono esperto mi faccio volentieri avanti, credo che sia questo lo spirito giusto in un forum.

Citazione:
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Segui il mio consiglio. Esci di casa. Internet è bello ma
è anche il regno delle frottole. Per avere informazioni
corrette non hai che da rivolgerti all'Ispettorato del Lavoro
a te più vicino. Se puoi di lunedì.
Internet sarà anche il regno delle frottole, ma stai pur certo che una persona scaltra e con una buona cultura di base sa come distinguere e validare delle informazioni corrette da delle baggianate. Stai pur certo che nonappena avrò la possibilità, farò una chiacchierata con un ispettore del lavoro della mia zona
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