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Vecchio 10-10-10, 12:40   #1 (permalink)
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Contributi INPS sono retroattivi?

Salve a tutti, primo post questo.
Non sono riuscito a trovare risposte certe in nessun posto.

In breve.
Dal Gennaio 2005 sono dipendente di una azienda estera europea che fino a metà 2008 ha versato i miei contributi (o dice di averlo fatto...) nel Paese estero di pertinenza.

Il punto è che da Gennaio 2007 sono stato trasferito in Italia dalla azienda stessa che ha fatto però la cosa con una certa leggerezza, senza ciò pensare agli aspetti previdenziali e fiscali della faccenda.
Immediatamente, già prima del trasferimento, ho fatto notare la cosa, sollecitando affinché la cosa venisse regolarizzata.

Nessuno si prese la briga di studiare i passi necessari, ho assistito ad un rimpallo di responsabilità tra almeno 7-8 persone, nel frattempo l'azienda è stata acquistata da un'altra (dello stesso Paese) il che ha reso il rimpallo di responsabilità ancora più accentuato.

In sostanza, dopo quasi 4 anni e mezzo dal mio primo sollecito di regolarizzazione sono riuscito con TANTA fatica a regolarizzare la mia posizione fiscale (e già non è poco), mentre resta da capire cosa fare per quella previdenziale.

A quanto so
1) i contributi dal Gennaio 2005 a metà 2008 sono stati versati nel Paese Estero.
Domanda: per questo basta quindi una riconversione?

2) i contributi da metà 2008 ad oggi non sono stati MAI versati in alcun Paese.
E questa è la cosa più delicata perché, domanda: come da titolo, i contributi possono essere retroattivi? L'azienda può aprire una posizione INPS oggi e versare quanto non versato in passato?


Quali sono le alternative possibili, fermo restando che vorrei evitare di fare lunghe e dolorose vertenze?

Grazie in anticipo
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Vecchio 10-10-10, 13:58   #2 (permalink)
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Salve a tutti, primo post questo.
Non sono riuscito a trovare risposte certe in nessun posto.

Grazie in anticipo

Ci sono cose che non capisco. Sostieni di "non essere riuscito
a trovare risposte certe in nessun posto". E questo mi rende
un pò perplesso. In quali "posti" sei stato? Uno solo conta.
La sede territoriale I.N.P.S. della tua residenza.
Ho lavorato tanti anni all'Istituto ed ancora mi stupisce di
quanto l'utenza vaghi a destra ed a sinistra alla ricerca di
informazioni che potrebbe ottenere con estrema semplicità.
Rivolgendosi alla propria sede. C'è un ufficio apposito, detto
"isola di consulenza" (adesso non so se ha cambiato nome) che
sta lì proprio per chiarire ogni eventuale dubbio dell'utenza.

Sulla questione della contribuzione estera non so bene. Mai
capitato un caso del genere. E sono fuori da troppo tempo
per riprendere in mano le circolari. Sulla seconda questione
la risposta è si. Il datore di lavoro può essere tenuto a
corrispondere i contributi omessi dell'ultimo quinquennio o,
in un dato caso, dell'ultimo decennio. In ogni caso, ti rammento,
che se li versa o meno la cosa a te non importa. Tu devi solo
esporre la situazione alla tua sede I.N.P.S. e la sede ti
accredita automaticamente i contributi. Il recupero degli
stessi sarà poi un problema tra la sede ed il tuo datore.
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Vecchio 10-10-10, 14:22   #3 (permalink)
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Originalmente inviato da Tello. Visualizza messaggio
In quali "posti" sei stato?
Posti virtuali, intendo, cioè Internet, oppure pareri a consulenti che ne dovrebbero sapere a spanne qualcosa.
Un consulente fiscale mi ha detto che andare all'INPS sarebbe poco utile, perché al massimo possono dirmi che non risultano versamenti, cosa che già so.

Tuttavia quello che tu mi dici mi fa essere molto perplesso sulla preparazione di questo consulente fiscale, che, ok, non sarà consulente previdenziale, ma mi aspetto che certe cose le sappia.

Citazione:
Originalmente inviato da Tello. Visualizza messaggio
Ho lavorato tanti anni all'Istituto ed ancora mi stupisce di
quanto l'utenza vaghi a destra ed a sinistra alla ricerca di
informazioni che potrebbe ottenere con estrema semplicità.
Beh, non la farei così estrema.
Ci sono centinaia di esempi di informazioni chieste agli Istituti teoricamente giusti senza ottenere risposte adatte: la perdita di fiducia in Istituzioni e Istituti ufficiali non è cosa nuova, ma è un discorso a parte.
Diciamo solo che sono io a stupirmi del tuo stupore


Citazione:
Originalmente inviato da Tello. Visualizza messaggio
In ogni caso, ti rammento,
che se li versa o meno la cosa a te non importa. Tu devi solo
esporre la situazione alla tua sede I.N.P.S. e la sede ti
accredita automaticamente i contributi. Il recupero degli
stessi sarà poi un problema tra la sede ed il tuo datore.
Il punto è che il datore non sa come fare essendo estero.
La buona volontà, anche se ad intermittenza, ce la sta mettendo ma non sa come dialogare con la sede eventuale.

Quello che mi dici è molto utile e ti ringrazio

Ma temo non sia così semplice.
Immagino infatti che l'INPS richieda determinate informazioni per accreditare i contributi.
Ed io non ho, per esempio, un CUD o una busta paga italiana, ma degli F24 calcolati da uno Studio Legale Tributario anno per anno, per mettere a posto per lo meno la mia situazione fiscale.
Basterebbe questo all'INPS? Non credo, perché nei miei F24 non c'è una sezione INPS. A meno che l'INPS non possa dedurre il calcolo dai compensi lordi.

In ogni caso hai risposto alla mia domanda fondamentale che era quella sul coprire la retroattività.


Mi resta una serie di altri dubbi ed approfitto a tal proposito della tua/vostra pazienza

a) Il passo possibile è solo quello di recarsi all'INPS come hai detto tu?
b) Questo passo comporta multe per il datore di lavoro?
c) Se la risposta alla precedente è sì, esiste un modo di "conciliazione" in cui io ad esempio rinuncio agli X anni di previdenza mancanti in luogo di un indennizzo immediato + risarcimento eventuali danni?

L'idea è quella di trovare la via più semplice e rapida.
Lo scopo finale è quello di passare al più presto ad un contratto con la divisione italiana dell'azienda, cosa che può essere fatta solo sotto il vincolo (imposto dalla divisione italiana) di regolarizzare prima la mia posizione INPS.
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Vecchio 10-10-10, 15:51   #4 (permalink)
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Originalmente inviato da Alcares Visualizza messaggio

Immagino infatti che l'INPS richieda determinate informazioni per accreditare i contributi.
Ed io non ho, per esempio, un CUD o una busta paga italiana, ma degli F24 calcolati da uno Studio Legale Tributario anno per anno, per mettere a posto per lo meno la mia situazione fiscale.
Basterebbe questo all'INPS? Non credo, perché nei miei F24 non c'è una sezione INPS. A meno che l'INPS non possa dedurre il calcolo dai compensi lordi.

...

a) Il passo possibile è solo quello di recarsi all'INPS come hai detto tu?
b) Questo passo comporta multe per il datore di lavoro?
c) Se la risposta alla precedente è sì, esiste un modo di "conciliazione" in cui io ad esempio rinuncio agli X anni di previdenza mancanti in luogo di un indennizzo immediato + risarcimento eventuali danni?

Le due cose si compendiano l'una con l'altra. Sei perplesso per la
insussistenza di documentazione contabile e di buste paga e non
riesci dunque a capire come l'Istituto possa calcolare i contributi.

Posso sgomberare questa tua perplessità facendoti notare che se
l'assenza di documentazione fosse ostativa ad una regolarizzazione
contributiva i lavoratori in nero non potrebbero avere alcuna tutela...

La tua retribuzione è ricostruita, in sede di conciliazione o - alle brutte
in caso di mancata collaborazione del datore di lavoro, in sede ispettiva -
e in base alla stessa viene inviato al datore un modello Dm10/v.

Con il detto modello si imputano al datore i contributi omessi (se saranno
pagati o meno a te non interessa) e, ovviamente, le sanzioni previste
dalla legge. Sarebbe il 30%, ma da quanto leggo sussistono forse i
presupposti per chiedere la "riduzione della sanzione civile" all'importo
pari agli interessi legali di periodo.

Tu e il tuo datore dovreste rivolgervi alla vostra sede I.N.P.S. e chiedere
di parlare con il responsabile del processo "aziende", ed a lui autodenuciare
l'omesso versamento del contributo omesso. La sanzione, quantomeno nell'importo degli interessi legali (ma forse proprio al 30%) è inevitabile.
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Vecchio 10-10-10, 16:15   #5 (permalink)
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Sei stato spaventosamente utile e seguiró il tuo consiglio al più presto.

Grazie mille.
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Vecchio 10-10-10, 20:28   #6 (permalink)
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Ed io non ho, per esempio, un CUD o una busta paga italiana, ma degli F24 calcolati da uno Studio Legale Tributario anno per anno, per mettere a posto per lo meno la mia situazione fiscale.
Basterebbe questo all'INPS? Non credo, perché nei miei F24 non c'è una sezione INPS. A meno che l'INPS non possa dedurre il calcolo dai compensi lordi.
Sarebbe interessante sapere cosa sia stato saldato attraverso il pagamento degli F24 ed il relativo reddito imponibile.

Gli oneri previdenziali a tuo carico (sempre che ti siano stati addebitati o nell'evenienza in cui ti saranno addebitati in futuro) sono deducibili ed avrebbero dovuto ridurre il reddito imponibile.
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Vecchio 10-10-10, 20:46   #7 (permalink)
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Originalmente inviato da Nicola Santilli Visualizza messaggio
Sarebbe interessante sapere cosa sia stato saldato attraverso il pagamento degli F24 ed il relativo reddito imponibile.

Gli oneri previdenziali a tuo carico (sempre che ti siano stati addebitati o nell'evenienza in cui ti saranno addebitati in futuro) sono deducibili ed avrebbero dovuto ridurre il reddito imponibile.
Grazie della puntualizzazione.

Questa parte è certamente da investigare in quanto in questi ultimi 4 anni l'azienda, non sapendo di preciso a quanto ammontassero contributi e tasse, mi ha trattenuto mi pare un 35% su ogni stipendio come tasse stimate.

Al calcolo delle tasse annuale, mi inviava un bonifico pari pari all'imponibile calcolato ed io pagavo le tasse in banca.
Metodo bizzarro e sbagliato, ma che ho temporaneamente accettato dato che l'alternativa era essere evasore!

Ora devono seriamente calcolare l'imponibile vero e proprio anno per anno, considerando i contributi previdenziali.

Sicuramente mi hanno tolto di più (o di meno?)
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Vecchio 11-10-10, 00:36   #8 (permalink)
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Originalmente inviato da Alcares Visualizza messaggio
Grazie della puntualizzazione.

Questa parte è certamente da investigare in quanto in questi ultimi 4 anni l'azienda, non sapendo di preciso a quanto ammontassero contributi e tasse, mi ha trattenuto mi pare un 35% su ogni stipendio come tasse stimate.

Al calcolo delle tasse annuale, mi inviava un bonifico pari pari all'imponibile calcolato ed io pagavo le tasse in banca.
Metodo bizzarro e sbagliato, ma che ho temporaneamente accettato dato che l'alternativa era essere evasore!

Ora devono seriamente calcolare l'imponibile vero e proprio anno per anno, considerando i contributi previdenziali.

Sicuramente mi hanno tolto di più (o di meno?)
Scusa non ho ben capito come si siano comportati: il tuo datore di lavoro ti bonificava il 65% della retribuzione lorda e versava il resto al fisco del Paese estero? E tu a fine dell'anno, sull'importo "netto frontiera" facevi calcolare le imposte italiane e le pagavi tramite F24?

Per quanto io ne sappia, se non sei iscritto all'associazione degli italiani residenti all'estero o se comunque si abbia ragione di ritenere che la tua residenza fiscale sia in Italia (mantenendo nel paese centri di interesse sociali, familiari e patrimoniali) tu avresti dovuto pagare le imposte nel paese estero (se lo stesso non prevede un'esenzione per chi è residente fiscalmente in altro Paese) e poi fare altrettanto nel nostro Paese, detraendo dall'imposta (calcolata secondo i soliti criteri di progressività e detrazioni lavoro dipendente dell'IRPEF) quanto già pagato ex art. 165 TUIR.

A prescindere dalla questione fiscale è necessario sapere se l'azienda ha versato contributi al sistema previdenziale estero e se è possibile effettuare un ricongiungimento degli stessi presso l'INPS.

Se invece è necessario effettuare la contribuzione presso l'INPS per il periodo in cui eri all'estero (sempre che sia possibile e lo dubito) nel caso in cui l'azienda decidesse di addebitarti i contributi a carico del dipendente (circa il 10% per il CCNL commercio) avresti lo svantaggio fiscale di non aver potuto calcolare le imposte sul reddito su un imponibile al netto di questi oneri; stessa situazione per il periodo lavorato nel territorio italiano sempre per la società di diritto estero.
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Vecchio 11-10-10, 02:38   #9 (permalink)
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Scusa non ho ben capito come si siano comportati: il tuo datore di lavoro ti bonificava il 65% della retribuzione lorda e versava il resto al fisco del Paese estero? E tu a fine dell'anno, sull'importo "netto frontiera" facevi calcolare le imposte italiane e le pagavi tramite F24?
Per un periodo hanno pagato allo stato estero sebbene io vivessi in Italia.
Poi qualcuno in azienda s'è degnato di leggere le mie decine di email a riguardo ed hanno

1) chiesto rimborso al Paese Estero
2) smesso di pagare tasse a chicchessia. A fine anno, F24, calcolo e loro pagamento a me, con io che subito andavo in banca a pagare.

Secondo lo studio legale tributario che si occupa della faccenda, tornato in Italia io devo pagare le tasse nel Paese di residenza che poi è il Paese dove lavoro e produco reddito.

Per il periodo in cui ero all'estero, i contributi sono stati pagati regolarmente.
Per quelli faró ricongiungimento.

Per i contributi pagati erroneamente all'estero quando ero già qui, problema loro.
A me basta che mi regolarizzino, poi vedranno loro come recuperarli.
Se non riescono a recuperarli, diciamo che sono quasi contento! Sono 4 anni che mi avveleno e passo notti insonni per questa cosa e nessuno mi ha dato ascolto.
Per lungo tempo sono stato lasciato solo a parlare coi muri, tanto nessuno rispondeva alle email. Se ci rimettono qualche soldo se lo sono cercato!
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Vecchio 11-10-10, 02:45   #10 (permalink)
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Originalmente inviato da Nicola Santilli Visualizza messaggio
...a carico del dipendente (circa il 10% per il CCNL commercio) avresti lo svantaggio fiscale di non aver potuto calcolare le imposte sul reddito su un imponibile al netto di questi oneri; stessa situazione per il periodo lavorato nel territorio italiano sempre per la società di diritto estero.
Se decidessero di farmi pagare questa parte, si beccano una bella vertenza.

Non vi ho detto tutta la storia per non tediarvi, ma ne hanno fatte di tutti i colori per auto-cacciarsi nei guai.

Già con il non pagare i contributi credo siano esposti ad una mia facile azione legale.

Correggetemi se sbaglio.
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