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Data registrazione: Aug 2010
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Promotore finanziario- quali responsabilità?
Salve, mi sono appena iscritto al forum, poiché pur non essendo un “addetto ai lavori” spero di trovare una risposta esaustiva e chiarificatrice circa l’oggetto, risposta che fino ad oggi non ho avuto nemmeno confrontando vari legali, o meglio, i pareri fornitemi sono stati spesso discordanti tra loro.
Cercherò di essere più chiaro possibile e di scrivere l’essenziale, senza dar adito ad interpretazioni che potrebbero fuorviare dal problema. Un promotore finanziario che, nell’anno 2000 era titolare della gestione di fondi d’investimento per la finanziaria XY (come dichiarato dallo stesso per tramite del suo legale) ad oggi, nell’anno 2010 può essere ritenuto responsabile di NON aver “generalizzato” la persona che all’apertura di detto contratto risultava e risulterebbe ad oggi (da documentazione ufficiale in possesso della finanziaria) come seconda mandante? Quanto sopra deriva da riscontri oggettivi, dimostrabili al momento solo visivamente (confronto delle firme) ma se del caso previa perizia calligrafica ad hoc. Mia moglie, ovvero la parte in causa, a suo tempo aveva voluto tale condizione (prima mandante) per il fatto che anche se i fondi erano della madre, essendo la stessa già 65 enne ed in possesso di sola licenza elementare, NON sarebbe stata in grado di comprendere il rischio di eventuali finanziamenti spregiudicati a lei proposti. Nel 2005 mia moglie NON avendo mai ricevuto nessuna comunicazione dalla finanziaria, ma sincerandosi di tanto in tanto tramite la madre che nulla era stato modificato ed il tutto procedeva come consuetudine, insospettita si recava presso la finanziaria chiedendo lumi in merito e scoprendo che la gestione dei fondi era stata modificata senza essere informata e con una perdita svariate migliaia di Euro. A quel punto chiuse subito ogni rapporto con la finanziaria ma il danno ormai era fatto e dalla documentazione ufficiale fattasi consegnare, scoprì che il contratto da lei firmato NON esisteva più ma era stato sostituito da altro con analogo numero progressivo e data dove la madre era la prima mandante e la stessa seconda, ma la sua firma era palesemente apocrifa come erano apocrife altre firme su altra documentazione della finanziaria. In buona sostanza, molto candidamente a sua insaputa il promotore avrebbe “sostituito” il contratto originale con scuse di vario titolo (facilmente vendibili ad una persona 65 enne) facendone uno ex novo così da poter “indirizzare” la madre su investimenti probabilmente più redditizi (ma per lui!!) e soprattutto scavalcando volutamente la figlia che NON era al corrente della cosa NON avendo infatti mai firmato tale contratto. Preciso che mia moglie e la madre sono sempre state e sono tuttora in buonissimi rapporti, ma ciò nonostante, probabilmente per una sorta di vergogna quest’ultima non aveva ritenuto di informare la figlia di quanto le era stato prospettato, fidandosi ciecamente della “professionalità” del promotore finanziario. La causa intentata nel 2006 dal legale per una errata gestione della stessa (mancanza di fissazione udienza) veniva dichiarata estinta e quindi ad oggi siamo con un “pugno di mosche”. Oltre la beffa il danno!! In buona sostanza siccome a nostro avviso le maggiori responsabilità sono nel promotore finanziario (ad oggi dipendente della medesima finanziaria) responsabilità che ha sempre declinato dichiarando che per lui era tutto regolare in quanto mia suocera essendo la prima mandante poteva disporre dei fondi come meglio credeva, tralasciando l’informazione alla propensione al rischio, che è un opuscolo scritto in “burocratese” e NON certo adatto alla comprensione da parte di una persona 65 enne con licenza elementare che oltretutto riporta anche lo stesso firma apocrifa di mia moglie, volevo sapere se dette responsabilità (sulle quali credo converrete) possano per legge, ancora essere prese in considerazione oggi, a distanza di circa 10 anni? Si può denunciare in sede civile e se del caso anche penale per comportamento NON corrispondente al T.U.F. ed al Regolamento di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, concernente la disciplina degli intermediari dove sussisteva e sussiste tuttora (secondo le normative dell’epoca ed attuali) l’obbligo a carico del Promotore Finanziario stesso di “verificare l’identità del cliente o del potenziale cliente, prima di raccoglierne le sottoscrizioni o le disposizioni” (art. 108, comma 4 Regolamento sopra citato) ? Si può fargli “capire” che converrebbe allo stesso ad addivenire ad una transazione extragiudiziale atta a ripagare almeno in parte il danno patrimoniale subito da mia moglie altrimenti, se denunciato rischia la radiazione dall’albo? Nell’attesa di Vostre considerazioni in merito vi saluto cordialmente. |
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Data registrazione: Aug 2010
Messaggi: 927
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Uhm... per mandante intendi il sottoscrittore dei fondi? Se sì, prima e seconda mandante sono sullo stesso piano...
Non è che la prima mandante ha più peso della seconda... il fatto di mettere come primo mandante quello più "ferrato" in materia, oppure il soggetto scelto come referente del promotore oppure quello che detiene i soldi, è solo una scelta del cliente... Ergo la differenza tra primo e secondo mandante è del tutto superflua... Quindi anche il secondo mandante può disporre dei soldi di tutti e 2 i mandanti senza rendere conto al primo... E' un po' come per i c/c cointestati... non è che il secondo cointestatario non può andare in banca e prelevare tutto ad insaputa del primo (ovviamente se il c/c è a firma disgiunta)... |
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#3 (permalink) |
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Data registrazione: Dec 2005
Messaggi: 798
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sicuramente non sono passati 10 anni come dici,
premetto che non sono un avvocato, però dal mio punto di vista l'illecito è stato scoperto nel 2005 (5 anni ad oggi), inoltre avete intentato una causa che a rigor di logica interrompe i termini di prescrizione fino alla pronuncia della sentenza (anche se non c'è stata si arriva al 2006) conseguentemente sono passati 4 anni, ma anche qui bisognerebbe capire effettivamente le azioni poste in essere e se le stesse possono considerarsi interruttive della prescrizione. L'altra cosa che non capisco se il promotore o un ignoto (che tanto ignoto non era) ha effettivamente apposto delle firme false di tua moglie su determinati documenti, per quali motivi non è partita la denuncia penale (anche contro ignoti andava bene) questi soggetti dovrebbero essere radiati dall'albo. Considera, inoltre, che sono uscite negli scorsi anni anche delle sentenze di un certo rilievo circa la responsabilità del mandante in questi casi particolari, l'altra cosa che non capisco perché non avete coinvolto anche l'intermediari per cui il promotore era mandatario. Nel tuo caso dovresti rivolgerti non ad un avvocato qualsiasi, ma a uno esperto in intermediari finanziari, cosa che molto probabilmente non hai fatto. Per l'eventuale denuncia penale dovresti vedere i termini di prescrizione previsti dal codice penale. |
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#4 (permalink) |
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Data registrazione: Aug 2010
Messaggi: 129
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Rispondo ad ambedue gli utenti che ringrazio, fornendo alcune precisazione per rendere più comprensiva la vicenda e per chiarire che probabilmente molte azioni non corrette o non fatte a seguito della scoperta delle firme false e della notevole perdita economica sono sia frutto dell'inesperienza sia dettate dal modus operandi dell'avvocato a cui ci eravamo rivolti, probabilmente inesperto pure lui.
D'altronde essendo una piccola città di provincia e non avendo mai avuto casi come Parmalat & C, Avvocati specializzati in diritto bancario e/o finanziario non ve ne sono o perlomeno non ne conosco e non ne conoscevamo all'epoca. Detto questo veniamo alle precisazioni: Prima o seconda mandante? Premesso che il contratto originale NON esiste più, e quello consegnato ha la firma falsa, negli appositi spazi su cui apporre le due firme, mia suocera risulta essere la prima a firmare mentre mia moglie, o meglio, chi ha firmato per lei la seconda. La Finanziaria nelle varie lettere inviate, così come il legale del promotore, hanno sempre affermato che mia suocera era quella che deteneva il potere e mia moglie quella che in pratica poteva solo versare e nulla più. Oltretutto la Finanziaria sostiene che le firme sono disgiunte, quindi non necessitano entrambe per eventuali operazioni, cosa difficile da appurare NOn esistendo il contratto. Altra cosa a mio avviso grave e che già di per se dovrebbe inificiare il tutto è che nell'opuscolo di propensione al rischio (poichè solo di opuscolo informativo trattasi) la firma di mia moglie è apocrifa e quindi NON possono certo affermare che la stessa sia stata informata dei rischi che i piani d'investimento avevano. Capite bene che NON esistendo ne il contratto ne le condizioni contrattuali che differenziano poteri/doveri tra i due soggetti, diventa difficile provare il contrario, anche se credo analoga cosa valga per la Finanziaria. Esiste un contratto tipo da consultare? Interruzione della prescrizione dopo sentenza di "estinzione della causa"? Probabilmente è proprio così... ma ciò vale anche per una eventuale denuncia penale a carico del promotore mai fatta, nonostante le ripetute sollecitazioni al legale all'epoca dei fatti, poichè lo stesso asseriva che fosse del tutto superflua e che nulla aveva a che vedere con un eventuale risarcimento del danno patito? Perchè NON intentare altra causa contro la finanziaria? Perchè dopo averne fatto già una durata anni, NON persa, ma nemmeno vinta in quanto ESTINTA per mero errore dichiarato del legale, ed aver speso altro denaro inutilmente, diventa difficile avere il "coraggio" di ricominciare avendo poco o nulla in mano contro di essa. Mentre "l'anello debole" ma forse più colpevole di tutti è proprio il Promotore che NON si è attenuto ai doveri imposti dal regolamento e NON ha accertato che chi apponeva la seconda firma era mia moglie...probabilmente qualche firma l'ha messa la madre a suo nome, ma sempre falsa era...sbaglio? Saluti Ultima modifica di firefox90 : 03-09-10 alle ore 19:42 |
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Data registrazione: Aug 2010
Messaggi: 927
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Scusa una curiosità... ma l'avvocato che hai "ingaggiato" per difenderti ha, come prima cosa, inviato una raccomandata alla banca/finanziaria in cui denunciava l'accaduto e menzionava la presenza di firme false sui contratti, minacciando di rivolgersi alla CONSOB per far valere i tuoi diritti?
Se l'ha fatto, che cosa ha risposto la banca/finanziaria? Se non l'ha fatto, quale era il suo progetto messo in atto per difendere i tuoi diritti? Scusa se la domanda non è strettamente contingente al tuo problema (e magari anche inutile, visto che son passati diversi anni e indietro non si torna)... |
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Data registrazione: Dec 2005
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Il contratto originario lo dovete avere per forza, infatti una copia è della banca/finanziaria ed una è per il cliente e in questi casi vale la copia in possesso del cliente (ci sono a volte delle difformità fra contratto della banca e il contratto del cliente soprattutto nelle clausole vessatorie, ovviamente per opera dello Spirito Santo).
Il punto è che se non volete ulteriormente agire il promotore non ha nulla da perdere e i vostri soldi non li rivedrete di certo. Effettivamente l'errore iniziale è stato quello di scegliere un avvocato incompetente in materia, me ne rammarico perché i professionisti con i propri clienti dovrebbero essere più onesti. |
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Data registrazione: Aug 2010
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Citazione:
Firefox90 parla di "causa ESTINTA per mero errore dichiarato del legale"... bè, spero che lo sconto sulla propria parcella sia stato consistente, dato che ha preso atto lui stesso del proprio errore... Oltretutto Firefox90 parla di inesperienza dell'avvocato... ergo, un buon avvocato che voglia operare in maniera professionale dovrebbe dire già da subito al cliente di essere di fronte per la prima volta ad un caso del genere, di non avere esperiente pregresse in materia e quindi dei rischi di perdita (di tempo innanzitutto) a cui si incorrerebbe affidando a lui la difesa... Invece, come spesso accade, probabilmente avrà sorvolato riguardo alla propria incompetenza in questo ambito, intravedendo pure la possibilità di fare esperienza in materia, accettando questo caso... esperienza non gratuita, ma addirittura pagata dal cliente (e rivendibile in caso di successivi casi analoghi in futuro)... Mi scuso con l'autore del thread per questa (sicuramente inutile) digressione... |
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#8 (permalink) |
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Data registrazione: Aug 2010
Messaggi: 129
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Intanto di nuovo grazie e nessuna scusa da parte di nessuno poichè tutti i vostri consigli anche se affondano il coltello nella piaga sono ben accetti...altrimenti non avrei postato qua.
Detto questo, avendo volutamente evitato di scrivere un poema di più pagine all'inizio è normale che qualcosa mi è sfuggito e capisco che per chi legge la cosa appare NON chiara, quindi cerco di approfondire meglio il tutto. La causa iniziale che aveva come soggetti imputati sia la banca sia il promotore per una serie di viccisitudini (anche cambio di procedura in corso d'opera da rito ordinario a rito societario) è durata quasi 5 anni ma nè la banca nè il promotore, forse più scaltri dell'avvocato da noi scelto (ahime ormai il danno è stato fatto) ha mai menzionato le firme o messo in dubbio l'autenticità delle stesse, poichè nessuno glielo aveva chiesto....il tutto è stato incentrato su un contratto differente dall'originaro nel quale mia moglie doveva essere la mandante che poteva disporre in merito. La banca ha sempre e solo dichiarato che il contratto quello era e che mia moglie aveva solo un ruolo marginale, e quindi mia suocera poteva fare ciò che voleva..o meglio "qualcuno" poteva indirizzarla come meglio credeva. Il fatto che sia stata estinta ci avrebbe portato a pagare migliaia di Euro ad entrambi i soggetti coinvolti (banca e promotore) denaro pagato dall'assicurazione del legale. La parcella del legale non mi è stata rimborsata, ma tra diritti versati allo stato, forse gli saranno rimasti 500/600 Euro...oltretutto lo stesso sarebbe ancora oggi disposto ad iniziare un'altra causa a costo zero per noi ma chiaramente ormai è venuta meno la fiducia nello stesso, requisito indispensabile per continuare il rapporto. Il contratto originario mia suocera l'aveva riportato pari pari al promotore poichè a suo dire andava sostituito con altro "più consono" (quello che ad oggi ci ha consegnato la banca) dove la firma di mia moglie è falsa e dove non sono scritte le differenze tra primo e secondo mandante...devono esserci o sono regolate da altre norme? Probabilmente la banca è in buona fede e non sa che esisteva un altro contratto anche perchè tra la firma dello stesso e la firma di quello sostitutivo erano passati solo qualche decina di giorni e numero e data sono i medesimi. L'errore di mia suocera (smpre in buona fede) era stato quello di non informare subito la figlia di ciò che le era accaduto, ovvero che era stata invitata dal promotore a portargli in ufficio la documentazione in suo possesso (unica a conoscenza e firmata da mia moglie) per essere sostituita...ma ormai a tale errore non c'è rimedio. Noi oggi vogliamo assolutamente agire nelle sedi e nei modi opportuni (anche penali) contro il promotore e la richiesta di "aiuto" di cui al topic è proprio per avere più informazioni possibili in merito. Nell'attesa di altri consigli vi saluto. Ultima modifica di firefox90 : 04-09-10 alle ore 11:44 |
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Data registrazione: Aug 2010
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Citazione:
Poi alla vista della firma falsa, al solo minacciare di far trapelare la notizia sui quotidiani locali, la banca avrebbe probabilmente chiuso il tutto rimborsàndoti di tasca propria (e poi avrebbe lei stessa preso provvedimenti verso il PF)... Scusa se continuo a rigirare il coltello nella ferita, ma io resto sempre più allibito dal comportamento e dall'incompetenza dell'avvocato, più che dal comportamento del PF, la natura della cui categoria ahimè la si conosce bene... Qui anzichè buttarla sul rito ordinario o sul rito societario, bastava un minimo di buon senso... Pensavo che studiare anni e anni sui libri, servisse ad aprire la mente, non a rimanere imprigionati in quello che si è studiato... ![]() Detto questo, l'unico consiglio che mi sento di darti è quello di provare a fare ora quello che avresti dovuto fare prima... ossia richiedere un colloquio urgente con un vertice della banca, spiegargli la situazione di cui magari è già a conoscenza e dirgli esplicitamente che, se non otterrete nulla in cambio, cercherai di diffondere la notizia per lo meno tramite i quotidiani locali... |
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Data registrazione: Aug 2010
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[QUOTE=Ghè doma l'ABC;26414456]
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NON tutte, ma tra le varie firme false, almeno una (quella sul contratto) parrebbe essere stata apposta da mia suocera e pertanto a detta degli Avvocati, qualora la banca a seguito di controperizia calligrafica dimostasse ciò, potrebbe ritenere responsabile di una parte del danno subito da mia moglie, alla stessa (che ha firmato per suo conto) e quindi sarebbe come il "gatto che si morde la coda" ovvero riceviamo un indennizzo per il danno subito da una parte e poi dobbiamo magari restituirlo con gli interessi dall'altra. Infatti la banca rifacendosi su mia suocera, potrebbe richiedere alla stessa quanto dovuto sborsare alla figlia. Questa è una delle motivazioni che ci fa propendere per rivalersi solo sul Promotore (povero lui!) poichè indipendentemente da chi ha firmato lo stesso ha disatteso a precisi obblighi del regolamento, ovvero NON ha accertato la generalità di chi firmava. Saluti |
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