Citazione:
Originalmente inviato da 1Zit-Toni
Su un conto/corrente cointestato figlio (65a deceduto ) madre(92 aa vivente, ma interdetta) può la sorella del defunto, in qualità di amministratore di sostegno della madre eccepire alla divisione della somma depositata sul c/c spettante per il 50% a lei e per il 50 % agli eredi del fratello (deceduto), rivendicando a se l’intera somma perché, a suo dire, è derivata dalla pensione della madre e perchè va interamente vincolata in quanto soggetta ai controlli del giudice che verificherà se a fine anno le eventuali spese sono state fatte esclusivamente per l’anziana madre? In questo caso c'è tutela giuridica del diritto degli eredi del defunto (moglie e figlio)? Grazie 1Zit-Toni
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Per essere precisi nelle risposte, innanzi tutto ho bisogno di qualche chiarimento:
1) la madre è interdetta? Allora la figlia non è amministratore di sostegno ma tutore. La differenza, apparentemente solo terminologica, in realtà è sostanziale visto che le due figure sono diverse (in estrema sintesi, l'amministrazione di sostegno è molto meno invasiva)
2) La figlia deve aver fatto negli anni un "rendiconto" della propria funzione (amministratore o tutore) ed averlo depositato in Tribunale. Ne avete mai preso visione? Da quanti anni svolgeva il suo ufficio? Ad ogni modo il rendiconto di un amministratore di sostegno, con precisa istanza inoltrata al Tribunale da soggetto che dimostri un effettivo interesse (esempio parente), può essere visionato ed esaminato in profondità
3) Il conto è effettivamente cointestato oppure intestato solo ad uno dei due con firma per accesso a prelievi e versamenti dell'altro? Lo chiedo perchè in caso di "cointestazione" di un conto tale indicazione fa presumere, salvo prova contraria, che i denari ivi depositati siano in quota parte identica fra gli intestatari. Questo, in linea di principio, a prescindere da chi vi "immettesse" materialmente del denaro.