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Modifica art. 10 bis del testo unico sulla sicurezza
20/04/09 Nelle modifiche del Testo unico una norma salva manager
Lo denuncia la Fiom. La modifica prevista da Sacconi è retroattiva e scagionerebbe i vertici aziendali. La responsabilità di gravi infortuni solo su lavoratori, medici e progettisti. Se passa la norma, a rischio i processi Thyssen e Umbria Olii
Tra le nuove norme per la sicurezza sul lavoro ce n’è anche una “salva manager” che mette a rischio il processo Thyssen. La norma è contenuta nelle modifiche al Testo unico sulla sicurezza approvate per decreto dal Consiglio dei ministri. A denunciarlo è la Fiom Cgil. “Se passa questa novità contenuta nell'articolo 10 bis – spiega il segretario nazionale Giorgio Cremaschi – i livelli alti dell'azienda non saranno più responsabili di gravi infortuni. È una norma 'ammazza processi', un lodo Alfano per i top manager”. “Le responsabilità - continua Cremaschi - ricadrebbero così sui lavoratori, medici, fornitori e progettisti”.
Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom, si appella alle Regioni che stanno valutando il Testo e al Capo dello Stato perché venga rimossa questa norma “vergognosa e che pone problemi di costituzionalità”. "Siamo di fronte a un'altra porcata che sta passando nel silenzio generale”, denuncia Rinaldini.
"Le aziende erano al corrente della modifica in arrivo: sappiamo di molti casi di lettere di assunzioni di responsabilità fatte firmare a sottocapi e capireparto" ha denunciato ancora Cremaschi.
Sono poi gli avvocati che seguono il processo Thyssen a Torino, Elena Poli e Sergio Bonetto, a spiegare come la nuova formulazione dell'art. 10 bis preveda “che la responsabilità del datore di lavoro sia (...) esclusa se l'evento è imputabile a preposti, medico competente, progettisti, fabbricanti e soprattutto ai lavoratori, per violazione delle norme previste dal Testo unico sulla sicurezza". La norma, spiegano sempre gli avvocati, è "retroattiva, per cui il primo effetto si avrà sui processi in corso”. Secondo Poli, “di fatto, si elimina la possibilità di accertare la responsabilità di chi sta più in alto, in molti casi top manager e amministratore”.
"I morti della Thyssen, della Umbria Olii, e in generale tutte le vittime di incidenti sul lavoro, vengono uccisi per la seconda volta da una norma che il governo ha inserito all'articolo 10 bis del decreto legislativo sulla sicurezza sul lavoro". Lo denuncia anche Paolo Brutti, responsabile delle Politiche del Lavoro dell'Italia dei Valori. "Nel decreto è stata introdotta una norma per cui, di fatto, i livelli più alti delle aziende non sono più responsabili di quanto accaduto in caso di incidente sul lavoro. (...) Bisogna opporsi in tutti i modi a questa norma barbara perché le responsabilità delle morti bianche non ricadano sulle stesse vittime".
fonte rassegna.it
Il Ministero ha risposto a questa presa di posizione con indignazione più gridata che convincente e con un' affermazione che nei fatti conferma la sostanza della denuncia della Fiom :"...sarà possibile rimuovere anche la più malevola e capziosa interpretazione, come ogni incertezza interpretativa, attraverso, se necessario, un'attenta riscrittura del testo". >
Adesso voglio vedere se le associazioni dei consumatori si muovono una volta tanto...
E voglio vedere se le norme europee valgono anche per l'Italia oppure se siamo un paese del terzo mondo...
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