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Vecchio 17-03-09, 18:53   #1 (permalink)
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Certificazione delle plusvalenze

Ho un c/c che mi permette di avere anche depositi in valuta estera
(dollari, sterline o franchi svizzeri). La banca mi ha inviato una
comunicazione che spiega che la tassazione sulle plusvalenze incorre a
condizione che, nell'anno solare, la giacenza complessiva di tutti i
depositi e conti correnti in valuta intrattenuti sia superiore a 51.645,69
euro per almeno 7 giorni lavorativi continui (DPR 22/12/1986 n.917
art.67,comma 1 lett. c-ter e comma1-ter). Io so questo è il mio caso, cioè
ho avuto in deposito un importo superiore a quello specificato dalla legge
e per più di 7 giorni.
Il problema però per me è che la banca mi ha inviato una certificazione
completamente oscura, che non indica se c'è stata effettivamente una
plusvalenza e il suo eventuale importo. Infatti tale comunicazione inizia
così: "Si certificano di seguito gli estremi delle operazioni in strumenti
finanziari che potrebbero aver generato redditi diversi di natura
finanziaria di cui all'art. 67 comma 1 ter del D.P.R. 22/12/1986 n.917, in
applicazione delle disposizioni recate nell'art. 10 D.Lgs 21/11/1997 n.
461. ...."
La banca quindi dice "che potrebbero aver generato redditi diversi", non
attesta cioè se c'è stata o no una plusvalenza, poi riporta un elenco di
alcuni movimenti che però risulta completamente oscuro, da esso non si
evince se c'è stata una plusvalenza e il suo importo.
Ora io vi chiedo:
1)Per il mio c/c ho scelto il regime del risparmio amministrato, perché
non vi rientrano anche le eventuali plusvalenze del deposito in valuta?
Insomma, perché devo indicare le eventuali pluasvalenze in dichiarazione
dei redditi? Perché non è la banca ad effettuare una ritenuta sulle
plusvalenze come avviene per esempio per gli interessi percepiti da un
normale deposito in Euro sul c/c?
2) Se proprio devo indicare le eventuali plusvalenze nella dichiarazione
dei redditi, non ho diritto di ricevere dalla banca una certificazione che
mi indichi chiaramente: 1) se il deposito in valuta ha generato
plusvalenze; 2) l'importo di tali eventuali plusvalenze ?

Grazie a chi mi vorrà rispondere!
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Vecchio 18-03-09, 10:36   #2 (permalink)
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la certificazione dei redditi diversi di natura finanziaria deve contenere obbligatoriamente i dati identificativi dell'investitore e i dati delle operazioni effettuate tra cui la natura, oggetto, data operazione, controvalore, premi ecc...
l'emissione della certificazione nasce quando si registrano redditi diversi realizzati mediante la cessione a titolo oneroso di vari strumenti finanziari tra cui valute estere....tuttavia il rilascio di tale certificato non va effettuato quando sia stata effettuata l'opzione per l'applicazione dell'imposta sostitutiva su ciascuna plusvalenza o altro reddito diverso realizzato.
Sono assoggettate a tassazione solo le plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso delle valute di cui si sia acquisita o mantenuta la disponibilità per finalità di investimento, La finalità di investimento sussiste quando sono
rispettate queste condizioni:
1. Le valute sono depositate su depositi o conti correnti
2. Le valute vengono prelevate dal deposito e tale operazione viene equiparata alla cessione a titolo oneroso
La finalità di investimento non sussiste quando il deposito della valuta non si è prolungato più di 7 giorni lavorativi continui e non ha superato l’importo
di euro 51.645,69
ora se tu stai con intermediario italiano e in regime di risparmio amministrato l'imposta dovrebbe calcolarla e versarla il tuo intermediario....sei sicuro che la comunicazione che ti è giunta non sia da utilizzare per il monitoraggio valutario (c.d. modulo RW di Unico)??
Guglielmo78 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18-03-09, 11:12   #3 (permalink)
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Certificazione delle plusvalenze

Citazione:
la certificazione dei redditi diversi di natura finanziaria deve contenere obbligatoriamente i dati identificativi dell'investitore e i dati delle operazioni effettuate tra cui la natura, oggetto, data operazione, controvalore, premi ecc...
Più o meno è indicato quello che dici, tranne i premi e se esiste una plusvalenza.
Faccio un esempio dell'elenco dei movimenti riportato nel prospetto:
"Causale: cambio valuta Moneta: USD Data: 01/02/2008 Importo orig. 845,00 Controvalore: 572,40 Percentuale: 50"
Poi nell'elenco segue un altro movimento (con causale Giacenza) datato 03/03/2008 e poi tanti altri movimenti.
Secondo me questi dati non permettono di sapere se c'è stata o no una plusvalenza perché non si riesce a capire se dall'operazione di cambio io ho guadagnato oppure rimesso denaro, non viene indicato con quale tasso di cambio avevo io originariamente cambiato da Euro in dollari e nemmeno io posso stabilirlo perché il movimento indicato si riferisce solamente a una parte dei dollari presenti nel deposito, dollari risultanti da più operazioni di cambio da euro (quindi a tassi di cambio diversi), non da una sola. In più non riesco a capire cosa possa voler dire l'ultima voce (Percentuale: 50), tu ne sai qualcosa?

Citazione:
l'emissione della certificazione nasce quando si registrano redditi diversi realizzati mediante la cessione a titolo oneroso di vari strumenti finanziari tra cui valute estere....
Però la banca non certifica che io ho realizzato redditi diversi, lo lascia nel dubbio, infatti dice: "Si certificano di seguito gli estremi delle operazioni in strumenti finanziari che potrebbero aver generato redditi diversi di natura finanziaria"
Cioè io ho effettuato cambi tra le varie valute estere e euro all'interno del mio c/c, però non è detto che ci ho guadagnato, anzi la maggior parte delle volte ci ho perso, questo lo posso stabilire in base al capitale totale che avevo inizialmente e a quello che ho attualmente.

Citazione:
La finalità di investimento sussiste quando sono rispettate queste condizioni:
Nel mio caso la finalità di investimento c'è, il problema è stabilire se esiste una plusvalenza e qual'è il suo importo.

Citazione:
ora se tu stai con intermediario italiano e in regime di risparmio amministrato l'imposta dovrebbe calcolarla e versarla il tuo intermediario....sei sicuro che la comunicazione che ti è giunta non sia da utilizzare per il monitoraggio valutario (c.d. modulo RW di Unico)??
A questo punto lo dico: ho il c/c su Fineco con la funzione Multicurrency e sono in regime di risparmio amministrato. Ho cercato chiarimenti con il loro call center, ma mi rispondono che questo genere di plusvalenze non rientra nel risparmio amministrato, non capisco perché....
Non penso che la comunicazione sia giunta per il monitoraggio valutario, non parla mai di questo né del modulo RW.
tiptap non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19-03-09, 17:10   #4 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da Guglielmo78 Visualizza messaggio
ora se tu stai con intermediario italiano e in regime di risparmio amministrato l'imposta dovrebbe calcolarla e versarla il tuo intermediario....sei sicuro che la comunicazione che ti è giunta non sia da utilizzare per il monitoraggio valutario (c.d. modulo RW di Unico)??
No le operazioni di valuta di prelievo da C/C o deposito sono escluse dal regime del risparmio amministrato. Si deve calcolare il contribuente le plusvalenze e metterle nella dichiarazione dei redditi.
mojtaba non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19-03-09, 17:38   #5 (permalink)
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Citazione:
No le operazioni di valuta di prelievo da C/C o deposito sono escluse dal regime del risparmio amministrato. Si deve calcolare il contribuente le plusvalenze e metterle nella dichiarazione dei redditi.
Sei sicuro? Potresti indicarmi il riferimento di legge dove si dice questo?
Ma cosa dovrei mettere in dichiarazione dei redditi per documentare le plusvalenze, visto che la certificazione della banca non le indica? Allego forse la stampa del foglio di calcolo Excel in cui ho fatto io i conti?
In più c'è da dire che per me sarebbe oltremodo complicato calcolare tali plusvalenze, perché i movimenti sono parecchi e non riguardano l'intero importo del deposito, ma importi parziali sempre di entità diversa. C'è qualcuno che può darmi qualche suggerimento per tale calcolo?
Grazie!
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Vecchio 19-03-09, 18:25   #6 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da tiptap Visualizza messaggio
Sei sicuro? Potresti indicarmi il riferimento di legge dove si dice questo?
Ma cosa dovrei mettere in dichiarazione dei redditi per documentare le plusvalenze, visto che la certificazione della banca non le indica? Allego forse la stampa del foglio di calcolo Excel in cui ho fatto io i conti?
In più c'è da dire che per me sarebbe oltremodo complicato calcolare tali plusvalenze, perché i movimenti sono parecchi e non riguardano l'intero importo del deposito, ma importi parziali sempre di entità diversa. C'è qualcuno che può darmi qualche suggerimento per tale calcolo?
Grazie!

"1. Il contribuente ha facolta' di optare per l'applicazione dell'imposta
sostitutiva di cui all'articolo 5 su ciascuna delle plusvalenze realizzate ai
sensi delle lettere c-bis) e c-ter) del comma 1 dell'articolo 81 del testo
unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dall'articolo 3, comma 1,
con esclusione di quelle relative a depositi in valuta, a condizione che i
titoli, quote o certificati siano in custodia o in amministrazione presso
banche e societa' di intermediazione mobiliare e altri soggetti individuati in
appositi decreti del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, di concerto con il Ministro delle finanze. Per le plusvalenze
realizzate mediante cessione a termine di valute estere ai sensi della
predetta lettera c-ter) del comma 1 dell'articolo 81 del testo unico n. 917
del 1986, nonche' per i differenziali positivi e gli altri proventi realizzati
mediante i rapporti di cui alla lettera c-quater) del citato comma 1
dell'articolo 81 o i rapporti e le cessioni di cui alla lettera c-quinquies)
dello stesso comma 1, l'opzione puo' essere esercitata sempreche' intervengano
nei predetti rapporti o cessioni, come intermediari professionali o come
controparti, i soggetti indicati nel precedente periodo del presente comma,
con cui siano intrattenuti rapporti di custodia, amministrazione, deposito. "

Art. 6 d lgs 461/97

Almeno così leggo, se vuoi una conferma chiedi pure alla banca.

Per il calcolo delle plusvalenze dal punto di vista azionario il fisco accetta il metodo del Lifo non dovrebbero esserci controindicazioni.
mojtaba non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19-03-09, 19:14   #7 (permalink)
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Citazione:
l'opzione puo' essere esercitata sempreche' intervengano
nei predetti rapporti o cessioni, come intermediari professionali o come
controparti, i soggetti indicati nel precedente periodo del presente comma,
con cui siano intrattenuti rapporti di custodia, amministrazione, deposito.
Ma questo passo che significa? Non vuol dire forse che posso esercitare l'opzione del risparmio amministrato?

Citazione:
Per il calcolo delle plusvalenze dal punto di vista azionario il fisco accetta il metodo del Lifo non dovrebbero esserci controindicazioni.
Potresti spiegarmi in modo semplice questo metodo Lifo, magari con qualche esempio? Non so veramente da che parte cominciare con i calcoli ...
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Vecchio 19-03-09, 23:13   #8 (permalink)
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Citazione:
Ma questo passo che significa? Non vuol dire forse che posso esercitare l'opzione del risparmio amministrato?
No in parole povere vuol dire che chi ti amministra il risparmio deve essere la banca e non un pinco pallino qualsiasi se no il regime non vale.

Citazione:
Potresti spiegarmi in modo semplice questo metodo Lifo, magari con qualche esempio? Non so veramente da che parte cominciare con i calcoli ...
Last in First Out, ovvero se acquisto 100 scaglionati 10 al prezzo 5 il 01/01, 40 al prezzo 7 il 01/02, 50 al prezzo di 6 al 01/03 e decidessi di vendere 70 al prezzo 8 il 01/04, considero ai fini della plusvalenza gli utlimi arrivati.
Pertanto considererò di questi 70, 50 al prezzo di acquisto 6 e 20 al prezzo di acquisto 7. Pertanto la plusvalenza sarà 50 * 2 e 20 * 1
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Vecchio 20-03-09, 17:38   #9 (permalink)
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Citazione:
No in parole povere vuol dire che chi ti amministra il risparmio deve essere la banca e non un pinco pallino qualsiasi se no il regime non vale.
In pratica mi stai dicendo che il regime amministrato vale solo se il risparmio è amministrato dalla banca? Ma allora questo è il mio caso! Ho un deposito in valuta estera presso la banca. Allora perché per queste eventuali plusvalenze devo ricorrere al regime dichiarativo?

Citazione:
Last in First Out, ovvero ...
Ti ringrazio per l'utile spiegazione, però i miei movimenti sono molti e per me non sarà comunque semplice fare un simile conteggio. Ora io mi chiedo: se la banca è tenuta a inviarmi una certificazione, perché non è tenuta a indicare in essa i dati rilevanti ai fini della dichiarazione dei redditi e cioè l'importo delle plusvalenze/minusvalenze? Altrimenti a che serve la certificazione invata dalla banca se comunque non contiene i dati più importanti e devo essere io a calcolarli?
Quale legge dice che la banca non è tenuta a indicare nella certificazione l'importo esatto delle plusvalenze/minusvalenze?
tiptap non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20-03-09, 21:07   #10 (permalink)
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Citazione:
In pratica mi stai dicendo che il regime amministrato vale solo se il risparmio è amministrato dalla banca? Ma allora questo è il mio caso! Ho un deposito in valuta estera presso la banca. Allora perché per queste eventuali plusvalenze devo ricorrere al regime dichiarativo?
Il pezzo incriminato è questo

Citazione:
u ciascuna delle plusvalenze realizzate ai
sensi delle lettere c-bis) e c-ter) del comma 1 dell'articolo 81 del testo
unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dall'articolo 3, comma 1,
con esclusione di quelle relative a depositi in valuta,
Pertanto non è applicato ai depositi in valuta.
Comunque chiedi conferma alla banca che i tuoi movimenti in valuta non rientrino nel regime di risparmio amministrato.




Citazione:
perché non è tenuta a indicare in essa i dati rilevanti ai fini della dichiarazione dei redditi e cioè l'importo delle plusvalenze/minusvalenze? Altrimenti a che serve la certificazione invata dalla banca se comunque non contiene i dati più importanti e devo essere io a calcolarli?
Alt la certificazione è un adempimento del sostituto d'imposta quando eroga redditi e spesso effettua ritenute fiscali.
Ora se ha il ruolo di intermediario (regime di risparmio amministrato), trattenendo le imposte e versandoti i redditi rimanenti è obbligata a certificarlo, ma se il conto corrente valutario non rientra nel regime di risparmio amministrato, la banca non entra come sostituto d'imposta nei guadagni sul C/C in valuta pertanto non è tenuta ad alcun adempimento di questo tipo.

Ultima modifica di mojtaba : 20-03-09 alle ore 21:36
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