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Vecchio 23-11-08, 12:41   #11 (permalink)
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Chissà che cosa ne pensa un grande esperto e "cultore" del corporate come i98Mark

Ultima modifica di pmpm : 23-11-08 alle ore 12:49
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Vecchio 23-11-08, 12:43   #12 (permalink)
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64% Titoli stato italiani
8% BEI
28% corporate

80% tf, 20% tv

massima scadenza 2013
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Vecchio 23-11-08, 13:10   #13 (permalink)
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Chissà che cosa ne pensa un grande esperto e "cultore" del corporate come i98Mark
penso sia amante dei corporate di qualità... e ora ce ne son ben pochi e ce ne saran sempre meno...

e dovranno pagare bene con il credit crunch
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Vecchio 23-11-08, 14:38   #14 (permalink)
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Io ho praticamente tutto in titoli di stato, il 90%
Seguendo il forum ho cominciato ad acquistare altri titoli tra i più commentati sul forum, quindi GE, ML ma anche Medio Cred e qualche azione, ma tutto questo in parte come vedi decisamente minimale del mio portfolio.
1966 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 23-11-08, 17:11   #15 (permalink)
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L'avatar di negusneg
 
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Non posso che quotare le risposte di slowdown e balcarlo con cui sono completamente d'accordo, è impossibile determinare una quota "aurea" di titoli di stato senza prima definire obiettivi e caratteristiche dell'investitore.

Il portafoglio "medio" dei miei clienti in questo momento è suddiviso così:

Liquidità (c/c e PT): 7%
Obbligazioni: 75%
Azioni: 18%

Le obbligazioni ripartite per emittente sono:

Titoli di Stato italiani: 44% (due terzi circa CCT, un terzo BTPi)
Titoli di Stato esteri e sovranazionali (BEI, WB, etc.): 18%
Obbligazioni bancarie: 23%
Corporate: 15%

Infine, per quanto riguarda la tipologia, le obbligazioni a tasso fisso e durata superiore ad un anno sono circa un 20%, mentre quelle indicizzate o durata inferiore ad un anno sono l'80%.

Inutile specificare che questi sono dati "medi", le singole posizioni possono variare anche di molto, a seconda degli obiettivi e delle esigenze di ciascuno.

Inoltre la composizione varia nel tempo, solo un anno fa i TdS erano più del 50% dell'obbligazionario. Un mese fa, invece, erano meno del 40%. Negli ultimi giorni hanno ricominciato a salire (fino al 44% attuale) in concomitanza con il calo dei prezzi di CCT e BTPi.

Una cosa però voglio sottolineare perchè mi sembra degna di attenzione. In questi giorni mi capita spesso di esaminare portafogli che mi vengono sottoposti da persone preoccupate per la situazione.

Ebbene, anche se nella stragrande maggioranza dei casi i titoli di stato rappresentano una parte molto importante del portafoglio (come è giusto che sia, particolarmente in una fase così difficile ed incerta) quasi sempre sono inseriti all'interno di prodotti (GPM, GPF, unit linked, etc.) con una struttura di costi tale da azzerare il prevedibile flusso cedolare futuro, ed in alcuni casi addirittura di superarlo (penso a certe unit con TER del 3-4%).
negusneg non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-11-08, 09:10   #16 (permalink)
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L'avatar di piergj
 
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...i portafogli "zoo".....praticamente in Italia sono solamente così.

A parte i pochi fortunati gestiti da consolidati Consulenti (consolidati patrimonialmente e redditualmente) che lavorano come si dovrebbe.

Purtroppo fino a che la Banca avrà in mano il Business degli investimenti non potrà essere altrimenti. Fino a che i PF saranno mono-brand mono-marca, sarà così.

Abbiamo tutti visto esperimento Consulenti come sta andando avanti.

Tornando alla domanda posta dal forumista ?

Ti ha già risposto slowdown. In base al profilo di rischio e al grado di sopportazione delle perdite il portafoglio obbligazionario si disegna da solo. Devo essere sincero, se avessiamo lasciato fare tutto ad un software, e avessimo sempre risposto correttamente alle domande dei test sull'attitudine al rischio ed al grado di sopportazione delle perdite...ebbene io sono convinto che avremmo avuto, TUTTI, meno perdite e portafogli meglio diversificati.

Ad esempio ?

Minore peso Corporate per singolo emittente o stesso settore.

Maggiore utilizzo ETf anzichè acquisto di soli BTP o singoli Fixed Corporate.

Vi immaginate ? Applicando le elementari-meccaniche-risapute regolette della diversificazione, e d utilizzando gli ETF...oggi staremmo tutti molto più sereni.

Invece no. Ci abbiamo voluto mettere di nostro, mediamo la YYY, investiamo a breve su XXX che rende bene tanto non fallisce, secondo me i tassi vanno ****** per cui se investiamo sulle Inflation Linked o che ne sò tutto sui BTP o tutto sui CCT. Insomma il fai da tè, ha dimostrato che non è un buon approccio agli investimenti (ma già la bolla dot-com ci doveva essere bastata come lezione)

Saluti

Pierluigi
piergj non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-11-08, 09:12   #17 (permalink)
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Originalmente inviato da negusneg Visualizza messaggio
Non posso che quotare le risposte di slowdown e balcarlo con cui sono completamente d'accordo, è impossibile determinare una quota "aurea" di titoli di stato senza prima definire obiettivi e caratteristiche dell'investitore.

Il portafoglio "medio" dei miei clienti in questo momento è suddiviso così:

Liquidità (c/c e PT): 7%
Obbligazioni: 75%
Azioni: 18%

Le obbligazioni ripartite per emittente sono:

Titoli di Stato italiani: 44% (due terzi circa CCT, un terzo BTPi)
Titoli di Stato esteri e sovranazionali (BEI, WB, etc.): 18%
Obbligazioni bancarie: 23%
Corporate: 15%

Infine, per quanto riguarda la tipologia, le obbligazioni a tasso fisso e durata superiore ad un anno sono circa un 20%, mentre quelle indicizzate o durata inferiore ad un anno sono l'80%.

Inutile specificare che questi sono dati "medi", le singole posizioni possono variare anche di molto, a seconda degli obiettivi e delle esigenze di ciascuno.

Inoltre la composizione varia nel tempo, solo un anno fa i TdS erano più del 50% dell'obbligazionario. Un mese fa, invece, erano meno del 40%. Negli ultimi giorni hanno ricominciato a salire (fino al 44% attuale) in concomitanza con il calo dei prezzi di CCT e BTPi.

Una cosa però voglio sottolineare perchè mi sembra degna di attenzione. In questi giorni mi capita spesso di esaminare portafogli che mi vengono sottoposti da persone preoccupate per la situazione.

Ebbene, anche se nella stragrande maggioranza dei casi i titoli di stato rappresentano una parte molto importante del portafoglio (come è giusto che sia, particolarmente in una fase così difficile ed incerta) quasi sempre sono inseriti all'interno di prodotti (GPM, GPF, unit linked, etc.) con una struttura di costi tale da azzerare il prevedibile flusso cedolare futuro, ed in alcuni casi addirittura di superarlo (penso a certe unit con TER del 3-4%).
poveri clienti se hanno il 18% di azionario
businessman non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-11-08, 10:07   #18 (permalink)
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L'avatar di piergj
 
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Come dato è alto in assoluto solamente se si tratta di clienti con basso profilo di rischio e con orizzonte temporale medio-breve.

Non lo è se sono clienti Private con grossi capitali, diversificati per settori anche non finanziari e con elevata propensione al rischio.

Poi, magari, i prezzi di carico sò pure bassi ! :-)

Saluti

Pierluigi
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Vecchio 24-11-08, 10:07   #19 (permalink)
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Ciao, il mio portafoglio è
60% cct 2014
40% btp 2010
Mooooolto prudente, ma lo sono di natura. La mia scelta è sempre stata "mantenere il capitale iniziale, e se rende poco è lo stesso". Li porto entrambi a termine, nella speranza che non finisca il mondo (21/12/2012) . Scherzi a parte... sono contento della mia scelta anche se tutti dicono che i CCT ora scendono di brutto, ma alla scadenza rimborsano cmq a 100 ed io non faccio trading sui titoli di stato.
Ciao
sergio1971 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24-11-08, 10:11   #20 (permalink)
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40-20-15-15

La suddivisione per specie di titolo è ottimale. Peccato l'eccesso di 2014. Ti impedisce di muoverti, ora, che i prezzi tra le diverse scadenze dei CCT iniziavano ad essere allettanti.

Io possiedo più 2010 che 2014 (come CCT) ma la mia suddivisione include oltre un 15% in bond bancari...

I numeri non sono le misure di mia moglie , ma

40 cct
20 btp
15 bond bancari
15 btp in scadenza vicinissima e liquidità

Saluti

Pierluigi
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