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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Sep 2008
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UBS notizie fresche
corriere del ticino,oggi
LO POSTO PERCHE`IN CH,DAVVERO,SON DURI A RASSEGNARSI ........................................ ............................ Ma la festa dovrebbe essere finita Alfonso Tuor Il nuovo modello di remunerazione presentato da UBS presta il fianco ad alcune critiche. Esso cade alla vigilia della discussione parlamentare sul piano di salvataggio della banca. Questo piano prevede lo stanziamento di 6 miliardi di franchi dei contribuenti (per il quale la banca pagherà il 12,5% di interessi) per permettere ad UBS di creare un fondo spazzatura, che riceverà un prestito di 54 miliardi di dollari dalla Banca Nazionale Svizzera a tassi di assoluto favore (il Libor più 250 punti base), equiparabile quindi ad un sussidio statale a fondo perso. Il modello presentato ieri rafforza il timore che il settore finanziario non abbia ancora compreso che la «festa è finita». Conferma che i responsabili di questa gravissima crisi pretendono di attingere alle casse dello Stato senza fare grandi sacrifici. E induce a sospettare che intendono continuare a perseguire la politica degli ultimi anni che in nome dello «Shareholder Value» ha dilapidato il patrimonio degli azionisti e di tutti i lavoratori svizzeri che, consapevoli o inconsapevoli, possiedono le azioni di UBS tramite le loro casse pensioni. UBS chiuderà quest’anno con una forte perdita e gli azionisti di UBS con pesanti minusvalenze. Di fronte a un disastro di queste proporzioni il Consiglio di Amministrazione poteva (meglio, doveva) proporre una radicale decurtazione delle compensazioni variabili, stabilendo pure che esse non dovevano superare il milione di franchi, che per il normale cittadino rappresenta già una cifra stratosferica. In questo modo UBS avrebbe risparmiato dal 70 all’80% dei 7 miliardi di bonus per i dipendenti. Invece UBS ha dichiarato che ridurrà i bonus, ma senza specificare di quanto. Vi è anche da sottolineare che gran parte di questi bonus finiscono ai dipendenti americani che sono all’origine delle perdite della banca. Vi è una ragione forte a sostegno della decurtazione dei bonus: un’azienda che perde riduce i premi ai propri dipendenti e li mantiene parzialmente solo per quei settori che hanno ancora generato utili, come il commerciale, il retail banking ed il private banking. I costi diminuirebbero e le perdite di UBS sarebbero inferiori a tutto vantaggio del mantenimento dei posti di lavoro e in prospettiva dei detentori delle azioni della banca. Il modello prersentasto ieri fa pensare che UBS, come le altre banche, stenta a prendere atto che il periodo della cuccagna è finito. Ciò diventa discutibile quando nel contempo si chiede il salvataggio dello Stato e quindi si scarica gran parte delle perdite sull’intera collettività. Vi sono motivi per porsi alcune domande. Il sistema dei bonus non riguarda solo il top management, ma coinvolge pressoché tutta la banca. Il sistema delle stock options giunge, ad esempio, almeno fino al livello di vicedirettore. L’esercizio di queste opzioni è già ora nella maggior parte dei casi bloccato per alcuni anni e quindi UBS non ha fatto alcuna innovazione. Il sistema del bonus-malus è l’unica vera grande novità. Esso dovrebbe riguardare non solo il top management, ma i due terzi dei dirigenti della banca. Esso rappresenta sicuramente un passo nella direzione di privilegiare gli obiettivi a lungo termine dell’istituto . UBS è anche da lodare per il tentativo di farsi restituire i bonus elargiti ai top manager negli anni dei grandi utili, che però erano al contempo gli anni in cui si sono accumulati quei titoli tossici che oggi l’hanno fatta sprofondare nelle cifre rosse. All’appello ha risposto finora solo Peter Wuffli che ha rinunciato al bonus di 12 milioni di franchi relativo al 2007. Il gesto dell’ex presidente della Direzione generale di UBS è forse meno disinteressato di quanto possa apparire a prima vista, perché era consapevole che avrebbe dovuto in ogni caso restituire gran parte di questo bonus, poiché ha lavorato per la banca solo quattro dei dodici mesi del 2007 . Peter Wuffli, ossia insieme a Marcel Ospel il maggiore responsabile della disastrosa avventura di UBS nel mercato dei subprime americani, avrebbe dimostrato un maggiore senso di responsabilità se avesse rinunciato anche ai bonus degli anni precedenti, ossia a quelli maturati negli anni in cui è stata fatta ed implementata questa scelta strategica. La maggiore banca svizzera sembra non tirare adeguatamente le conseguenze dell’entità dei danni che sta arrecando non solo a se stessa, ma all’intera Svizzera. Sembra pure non voler prendere atto che i tempi sono cambiati e che non è più possibile continuare ad elargire retribuzioni stratosferiche. Questo problema non riguarda solo UBS, ma l’intero settore finanziario. Si tira la giacca ai governi per farsi salvare, si chiedono e si ottengono miliardi di fondi pubblici che dovranno poi essere pagati dai contribuenti, ma, mentre si chiedono sacrifici agli altri, non si è disposti a compiere grandi sacrifici. Questo comportamento dovrebbe essere al centro della discussione parlamentare, per evitare che il beneplacito del Consiglio federale e delle due Camere rafforzi l’impressione che proprio chi è stato responsabile della crisi che attanaglia l’intera economia mondiale non abbia voglia di prendere atto delle proprie responsabilità. 17/11/2008 18:54 |
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#2 (permalink) |
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Povero ma Bello
Data registrazione: Nov 2008
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Bellissimo articolo!
Il fatto é che in Svizzera ci son sempre meno uomini di affari che lavorano "alla tedesca", e sempre più che adottano la mentalità anglosassone: arrivano, tagliano, prepensionano, aumentano i profitti, prendono il bonus e via, dopo un anno si licenziano, prendono la buona uscita e si fanno assumere da uno dei diretti concorrenti! C'é tanta di questa gente from USA & UK, e non parlo solo delle banche, ma ad esempio dei manager nelle multinazionali farmaceutiche, che bada solo al premio di produzione e poi sbaracca con il seguito di amici e collaboratori, senza preoccuparsi dei casini che magari hanno lasciato nell'azienda... La patata bollente se la ritrova il successore... ... E questa storia va avanti almeno dalla fine degli Anni 1990, prima o poi i nodi vengono al pettine... Speriamo si diano una regolata!! |
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#4 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Jan 2005
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Citazione:
Aggiungo che si sta' creando attorno ai paradisi fiscali una certa "intolleranza" da parte di tutti i governi Europei e non solo. Ultimamente la stessa UBS e' stata costretta a invitare alcuni suoi clienti americani a togliere il disturbo, la Merckel coninua a lamentarsi di vedersi sottratti milioni di euro di evasione fiscale cosi come la Francia e l'Italia. Nel 2011 si aprira' una finestra di discussione in merito alla tassazione sulle plusvalenze prodotte in Svizzera, che gia' oggi sono piu' alte di quelle di qualche anno fa, non e' detto che in quell'occasione si creino maggiori restrizioni. Insomma gli svizzeri nel giro di pochi anni li vedo a dover far conto solo sul settore farmaceutico e la cioccolata. |
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#8 (permalink) | |
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Madoff forever !
Data registrazione: Nov 2005
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Citazione:
![]() E li ha spediti alla filiale di Singapore, dove non gli rompe le pelotas nessuno...
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