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Data registrazione: Sep 2003
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Tassi Euribor/BCE
Buon pomeriggio a tutti,
Ho letto la notizia sottoriportata, ho cercato di interpretarla, non sò se nel modo giusto . LONDRA, 6 novembre (Reuters) - I futures sull'Euribor sulla curva 2009 hanno registrato un balzo dopo il taglio dall'inattesa portata effettuato dalla Banca d'Inghilterra. Sulla strip dei futures Euribor, già alti sulle attese di un taglio Bce, i contratti sono balzati e alle 13,20 circa la scadenza a dicembre sale di 0,335 a 96,600, quella a marzo di 0,320 a 97,10, quella a giugno di 0,295 a 97,35 e quella a settembre di 0,235 a 97,355. La difficoltà di reperire denaro porta le banche a scambiarsi denaro a tassi più alti, la notizia del taglio del tasso BCE è interpretata come una conferma di questa difficoltà, è per questo che i future sull'Euribor sono in rialzo. Da alcune settimane il tasso Euribor è in calo, mi sembra da quando le banche sono state garantite dalla copertura statale.(calo del rischio) Se così è ,dovremo rivedere scendere l'Euribor quando si prospetterà una situazione di normalità, con ripresa economica, con circolazione di denaro, il tasso BCE in salita e relativo allineamento all'Euribor. che dite, ho capito qualcosa, o non ho capito niente? grazie ciao P.s. potrebbe essere un argomento interessante per i possessori di titoli legati all'Euribor |
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Data registrazione: Aug 2007
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La notizia che hai postato riguarda il prezzo del future dell'euribor in rialzo. Prezzo in rialzo, significa tasso in calo.
Quindi vuol dire che l'euribor dovrebbe calare. Questo perchè, se le banche si finanzieranno dalla bce ad un costo più contenuto, potranno rifinanziarsi tra di loro ad un tasso più basso. |
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#3 (permalink) | |
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Data registrazione: Sep 2003
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Citazione:
![]() ciao |
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#4 (permalink) |
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Sei motivato Chuck ?
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Ad esser sincero a me sembra che le banche stiano ciurlando nel manico e lucrando alla grande sui mutui con la scusa della fiducia (guardate l'ammontare dei depositi alla BCE).
Questi oltre agli spread normali si stanno ciucciando un ulteriore 4.5-3,75%, quindi uno 0.8% di guadagno suppletivo alle spalle del retail che continua a pagare rate di mutuo indicizzate ad un euribor scandoloso. Persino draghi ha evidenziato l'anomalia ma tant'e'.. le banche si stanno rimpolpando e noi paghiamo ! Senza contare che con il calo (ancora troppo lento e incerto) dell'euribor sono spariti gli spread sotto l'1% (Mps, BNL, intesa e unicredit ormai veleggiano sull'1.2%). Spero che qualche banca abbia il coraggio di sfornare un prodotto finanziario sui mutui fondiari legato ai tassi bce e non piu' all'euribor. |
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#8 (permalink) |
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Data registrazione: Sep 2003
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Questo è un art.del 13 ottobre,
ieri ho letto altro, se lo trovo..... Interessi legati alle mosse Bce? È una speranza di Marco Liera commenti - | | 13 OTTOBRE 2008 L' «idraulica» del mercato interbancario sta giocando contro la discesa del costo dei mutui. L'imponente manovra di politica monetaria espansiva concertata a livello globale da Governi e banche centrali non è riuscita, almeno fino a giovedì sera, a sortire effetti sui tassi-guida sui quali sono calcolate le rate dei mutui a tasso variabile. L'ondata di liquidità che scende dall'alto non riesce ad arrivare a valle. Chi ha il cash se lo tiene ben stretto, anche se va oltre le sue ordinarie esigenze. E il prezzo della liquidità diventa quello di un bene prezioso, come purtroppo potranno verificare i titolari di mutuo a tasso variabile alla scadenza della prossima rata. Il divario tra tassi ufficiali (3,75% in Eurolandia) e Euribor (5,39% il 9 ottobre) è la conseguenza del malfunzionamento dell'" idraulica" del mercato. Sul «Sole-24 Ore» di giovedì, Lorenzo Bini Smaghi, membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea, ha dichiarato che è necessario, «per via legislativa o attraverso accordi privati », legare il costo sui mutui casa al tasso Bce piuttosto che all'Euribor. M a come raggiungere questo obiettivo? Bini Smaghi non lo dice, ma le banche potrebbero essere messe nelle condizioni di erogare mutui a «tasso Bce più spread» con un cambiamento radicale nelle modalità di funzionamento del mercato del credito. Per esempio, bisognerebbe rendere possibile l'uso dei mutui residenziali come collaterale del rifinanziamento degli intermediari creditizi presso la banca centrale. Se poi lo scopo è quello di ridurre il corridoio tra tassi ufficiali e interbancari, la stessa Banca centrale potrebbe diventare stanza di compensazione, eliminando il rischio controparte per i partecipanti al mercato. Sfortunatamente, negli ultimi anni i mercati finanziari hanno seguito una strada opposta a questa. Le investment bank anglosassoni, le stesse che ora sono salvate dal dissesto con denari pubblici o fallite, hanno spinto per la moltiplicazione dei mercati e dei rischi, al fine di rendersi mediatrici indispensabili delle transazioni e di creare zone di opacità. La fine dell'obbligo di concentrazione degli scambi di titoli introdotta dalla direttiva Mifid è una delle concessioni fatte dal legislatore europeo a questa lobby ora in ginocchio. Una soluzione per i mutui che vada al di là delle facilitazioni per il cambiamento delle condizioni (rinegoziazione, surroga o sostituzione) è comunque necessaria, come sostiene Bini Smaghi. La congiuntura attuale sta mettendo in difficoltà un numero crescente di famiglie della classe media, come si legge a pag. 4. Colpiti sono anche quei privati che, facendo affidamento sui rendimenti tipicamente ottenibili dalle attività rischiose nel lungo periodo, avevano deciso di non dedicare tutti i risparmi all'acquisto della casa, aumentando l'indebitamento, e senza fissare un tetto al suo costo. Questo numero imprecisato di mutuatari è chiuso in una doppia morsa, dovendo pagare rate più pesanti da una parte, e subendo una feroce svalutazione degli attivi finanziari dall'altra. Se le rate che essi debbono corrispondere sono ancora sostenibili rispetto al reddito (magari ricorrendo a rinegoziazioni o rifinanziamenti), devono solo stringere i denti e aspettare il famoso «lungo periodo» (d'altra parte l'ammortamento di un mutuo è spesso altrettanto lungo!). Per il momento dovrebbe essere scongiurato il rischio peggiore, quello di perdere la casa, con effetto a valanga sulle quotazioni del mattone. Sono tempi duri, ma in epoca non troppo lontana, nel settembre 1992, per i mutuatari era forse ancora peggio. |
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#9 (permalink) |
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Data registrazione: Sep 2003
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Bpm lancia un mutuo indicizzato ai tassi Bce
commenti - | | 06 novembre 2008 Era stato il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, nel suo recente intervento alla Giornata mondiale del risparmio, a proporre alle banche di indicizzare i mutui ai tassi della Bce e non all'Euribor, rilanciando la proposta di Lorenzo Bini Smaghi, membro italiano del board della Bce. La Banca Popolare di Milano è stata la prima a mettere in pratica la proposta, lanciando Euromutuo, il primo mutuo con un tasso di interesse agganciato a quello ufficiale Bce e non all'Euribor. Il prodotto sarà offerto dal gruppo Bipiemme (oltre alla capogruppo partecipano anche Banca di Legnano e Cassa di Risparmio di Alessandria) per dare alle famiglie il vantaggio di un tasso che, «essendo agganciato a quello ufficiale di riferimento della Bce e non più a quello interbancario, ha una maggiore trasparenza e una maggiore stabilità». I primi prestiti, spiega una nota, potranno essere sottoscritti in filiale a partire da lunedì e prevedono uno spread di 150 punti base sul tasso Bce con durata massima di 30 anni. |
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