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#15 (permalink) |
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Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 142
Popolarità: 0 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Auspico che, prima che a fusioni, aumenti di capitale ed altre peripezie finanziarie, le prime due Banche del Bel Paese pensino a:
NON LASCIARE SOLI I LORO CLIENTI, BONDISTI LEHMAN, accogliendo senza riserve e nell'accezione più vasta gli inviti del Presidente del Consiglio e del Governatore della Banca d'Italia. Gli stessi inviti li facciamo nostri. Non vorremmo dover cambiare Banca per la loro insensibilità. E poi, se almeno fossero senza peccati ! |
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#16 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Sep 2007
Messaggi: 599
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Citazione:
![]() BANCHE Bankitalia diventa ''la soluzione'' Websim - 29/10/2008 18:07:57 Da prime della classe, le banche italiane sono finite ultime. Il nostro governo è l'unico, fra i grandi Paesi europei, a non avere ancora utilizzato il denaro pubblico per rafforzare il patrimonio degli istituti di credito. A differenza infatti delle colleghe europee le banche italiane, grazie a una gestione all'insegna della prudenza, non si sono cacciate nei guai come i loro concorrenti. Al contrario, gli istituti di credito stranieri hanno dovuto affrontare la crisi con operazioni talvolta drastiche:aumenti di capitale, emissioni di subordinati e salvataggi ad opera dei governi per aumentare la loro solidità patrimoniale. Il risultato oggi è una situazione opposta rispetto a qualche mese fa: mentre le banche inglesi, francesi e tedesche si sono rafforzate patrimonialmente, le nostre banche sono rimaste dove erano. In un report pubblicato stamattina, Citigroup sottolinea che a fine anno il Core Tier 1 medio delle banche italiane sarà al 6,7%, contro il 7,3% medio delle big europee. Secondo la banca d'affari americana, dunque, il taglio dei dividendi non basterà a portare ai livelli europei la solidità delle nostre banche. A questo bisognerà affiancare altre operazioni: dalla cessione di asset, ad aumento di capitali, fino al metodo francese: emissione di prodotti subordinati acquistati dallo Stato. Secondo indiscrezioni, banchieri e governo starebbero preparando una mossa a dire poco geniale per risolvere il problema: il ministero del Tesoro potrebbe acquistare dalle principali banche le quote che possiedono in Banca d'Italia. Finirebbe così l'anomalia tutta italiana di una banca centrale posseduta dalle banche commerciali, il controllore posseduto dai controllati. Ad oggi il primo azionista di Banca d'Italia è Intesa-SanPaolo con una quota del 44%, segue Unicredit con il 22%, poi piccole quote per Bnl (2,8%), Monte dei Paschi di Siena (2,5%), Banco Popolare (1,2%), Pop Milano (0,3%). Dai bilanci della Banca d'Italia gli analisti ricavano che il bookvalue (valore di libro) dell'istituzione si aggira attorno ai 18 miliardi di euro, mentre le quote sono iscritte nei bilanci delle banche azioniste a valori molto più bassi. Solo per Intesa-SanPaolo la cessione porterebbe una plusvalenza pari a 7,2 miliardi, per Unicredit sarebbe di 2,5 miliardi, Monte dei Paschi di Siena avrebbe un utile di 400 milioni di euro. Si tratta però di valori ipotetici: il Tesoro potrebbe limitarsi a comprare solo una parte delle quote. La soluzione italiana dunque potrebbe essere un misto di operazioni. Mentre dell'ipotesi Banca d'Italia oggi non si è avuta nessuna conferma, il premier Silvio Berlusconi ha prospettato un intervento sullo stile francese. Il premier ha dichiarato: "Il sistema bancario è molto solido ? ha detto - ma se le banche lo richiederanno, lo Stato potrà sottoscrivere obbligazioni, azioni di risparmio o obbligazioni convertibili". A parere di un analista "per lo Stato sarebbe più conveniente immettere capitale nelle banche sotto forma di subordinati che frutterebbero un rendimento del 9-10%, mentre l'investimento in Banca d'Italia renderebbe non più dell'1% all'anno". La soluzione dunque potrebbe essere intermedia: da una parte il Tesoro potrebbe venire incontro alle banche acquistando parte delle quote di Bankitalia,dall'altro gli istituti di creditopotrebbero emettere subordinati con rendimenti interessanti. |
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