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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Oct 2007
Messaggi: 978
Popolarità: 42949677 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
BTPi ... un po di cultura Vol. 2
Veniamo da qui:
http://www.finanzaonline.com/forum/s...8#post19034338 |
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#2 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Oct 2007
Messaggi: 978
Popolarità: 42949677 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Citazione:
http://www.aft.gouv.fr/IMG/xls/0810_icph_coeff.xls vedi proprio che il CdI è sceso solo due mesi dopo i periodi di deflazione del 2008 indicati da Mr.Noob, e cioè gennaio, luglio e agosto. L'indice è lo stesso dei BTPei e dei DBRei. |
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#3 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 820
Popolarità: 40734027 ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() |
Intervengo in merito ad alcuni punti che mi sembrano ancora poco chiari, mi scuso se alcune cose saranno ripetute (e per eventuali errori).
Andamento indici: L’ultimo valore pubblicato è relativo a settembre 2008 ed è pari a 108,42, ed è in aumento rispetto ad agosto 2008 (108,22), e rispetto a luglio 2008 (108,38), ma in diminuzione rispetto a giugno 2008 (108,54). Confrontando settembre 2008 con settembre 2007 la variazione è del 3,66%; confrontando agosto 2008 con agosto 2007 la variazione è del 3,87%. Nella prima tabella ho riportato le variazioni mensili e annuali, così definite, a partire da gennaio 2007; al di là delle variazioni mensili, che in qualche caso sono negative, il dato annuale è in aumento dall’ 1,8% circa dei primi mesi del 2007 al 3,60% - 3,80% di questi ultimi mesi. *** Il valore di settembre serve per determinare i coefficienti alla data del primo dicembre 2008, quello di agosto alla data del primo novembre 2008 e così via. Utilizzando il file excel del tesoro francese http://www.borsaitaliana.it/frame/to...d_rubrique=257 , si possono, con facili calcoli, ricavare i coefficienti giornalieri a partire da qualsiasi data. Come dice giustamente alobar l’indice è lo stesso per tutti i titoli governativi indicizzati all’inflazione europea, ma sul sito del tesoro francese sono pubblicati in formato excel, mentre nei siti italiano e tedesco sono in formato PDF. Il coefficiente di indicizzazione, oltre che nelle compravendite, serve per determinare la rivalutazione sulla quale calcolare la cedola, quindi, in presenza di inflazione, le cedole saranno calcolate su un capitale nominale tendenzialmente crescente. Il controvalore indicato nelle varie procedure titoli delle banche invece risente anche (ovviamente) del prezzo di mercato che in caso di rialzo tassi (ad esempio) tende a scendere (ma il prezzo è influenzato anche da altri fattori). *** Poiché il sito del tesoro francese, come già detto, mette a disposizione i dati in formato excel, ho fatto una seconda tabella che mostra le variazioni mensili dall’ottobre 2000 al settembre 2008. Si vede che le variazioni negative mensili sono statisticamente concentrate nei mesi di gennaio, luglio e, in misura minore, novembre. Mentre le variazioni positive più alte sono nei mesi di marzo e aprile. Queste variazioni si riflettono sui coefficienti con il solito ritardo che ho indicato all’ inizio del paragrafo precedente. Una considerazione: se si guarda l’inflazione mensile, si potrebbe giungere alla conclusione che sia meglio acquistare in alcuni periodi dell’anno piuttosto che in altri; ma, come già detto, si deve tener conto anche del prezzo, che è influenzato da molti altri fattori. |
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#5 (permalink) |
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Data registrazione: Jan 2002
Messaggi: 454
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Un'analisi sul mercato azionario italiano di Mediobanca, fa nuovamente cadere il teorema secondo il quale le azioni battono le obbligazioni nel lungo periodo. Va considerato che siamo in uno dei momenti peggiori per l'azionario, tuttavia è ormai qualche anno che la tendenza si rafforza nella direzione delle obbligazioni.
" dal sole24ore online 2008-ottobre-21 Dalla consueta analisi dell'ufficio studi di Mediobanca su "Indici e dati relativi ad investimenti quotati" emerge che nell'ultimo decennio l'indice sul totale dei titoli quotati in Borsa ha avuto un rendimento reale medio annuo che oscilla tra il -1,9% per chi ha comprato nel gennaio 2004 al -49,4% per chi ha acquistato a inizio 2008, a ridosso del crollo dei listini. Solo chi è entrato nel 2003 è riuscito a non perdere (+0,8%). Il rendimento medio annuo dell'indice generale Mediobanca sull'azionario italiano e aggiornato a venerdì scorso dice che, a partire da gennaio 1999, investire sul listino milanese in un'ottica di lungo termine ha prodotto una perdita al netto dell'inflazione. I rendimenti total return (considerando il reinvestimento dei dividendi) segnano infatti -0,2% medio annuo dal gennaio 1999 all'ottobre 2008 (-2,5% considerano anche l'inflazione), -2,1% dal 2000 (-4,4%), -3,2% dal 2001 (-5,4%), -0,2% dal 2002 (-2,4%). |
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Data registrazione: Mar 2008
Messaggi: 820
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Citazione:
e per l'inflazione EU dal 1997 http://www.rivaluta.it/serie-inflazi...sp?t=eu&y=1996 Più interessante (per l'Italia) il sito dell'istat con, tra le altre cose, una tabella di rivalutazione monetaria dal 1861 in poi, da cui si deduce che qualche periodo di deflazione in Italia c'è stato fino al 1940; mentre dal 1940 in poi gli unici due anni di ribasso prezzi sono il 1950 e il 1959 http://www.istat.it/prezzi/precon/ri...neta_2007.html la tabella serve per tradurre valori monetari dei periodi indicati in valori del 2007 e quindi pone per il 2007 il valore 1 Ultima modifica di Bragadin : 22-10-08 alle ore 12:04 |
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Data registrazione: Aug 2008
Messaggi: 2,051
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Data registrazione: Jan 2002
Messaggi: 454
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La prima immagine è la variazione annuale istat italia. Per businessman
![]() LA seconda immagine proviene dall'ufficio statistica svedese. Riguarda l'inflazione nei paesi che generano HICP in ago e sett 2008. alcune considerazioni, apertissime al contributo di tutti. Dal grafico si deduce che i nuovi paesi entrati nella comunità europea hanno un tasso inflattivo più elevato dei paesi storici. I paesi storici ger, ita, fra hanno un peso maggiore nell'indice. TUttavia è probabile che questi nuovi paesi in sviluppo contribuiranno a mantenere una tasso inflattivo superiore anche in presenza di recessione nei paesi "storici". L'effetto deflattivo sull'intero indice HICP, ad ora, sembra poco probabile; anche in presenza di recessione in paesi quali ad es.l'italia che può avere dei fenomeni locali di deflazione Ultima modifica di link : 22-10-08 alle ore 14:47 |
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