"Il segreto sta in un cavillo scritto in caratteri piccolissimi che nessuno legge". "Alcune banche hanno versato sui conti 2 mila euro per risarcire i malcapitati"
Hanno venduto prodotti subito, nell´immediato, senza guardare e pensare al futuro di chi avevano davanti. Anche se questo era un pensionato che non aveva altro patrimonio che la liquidazione appena ricevuta, o una giovane coppia che voleva garantirsi un periodo di sicurezza. «L´obiettivo non è vendere il prodotto migliore, ma ottenere il risultato»: è il motto, sempre lo stesso, che circola tra buona parte di promotori e mediatori finanziari. Che lavorino per il grande gruppo bancario o per la piccola società che cambia nome di anno in anno poco importa, perché i loro guadagni sono sempre legati agli importi dei prodotti che vendono. Si va dal 3 per cento della somma investita all´80 per cento. Ma adesso che il crollo delle borse internazionali ha messo a nudo la fragilità di certi investimenti (come prodotti strutturati fatti di obbligazioni con la Lehman Brothers, con banche islandesi oggi fallite o con la Morgan Stanley) e i primi siciliani hanno toccato con mano cosa significa «crac dei titoli finanziari», alcuni di quei promotori finanziari più spavaldi sono pentiti: anche perché in questi giorni di magra i loro guadagni sono pari allo zero.
A partire da Giuseppe, agente di un importante gruppo bancario presente in Sicilia, che dietro la scrivania della filiale dove lavora racconta, senza giri di parole: «I nostri clienti sono stati solo sfiorati dal crollo delle borse, anche perché la mia banca ha già provveduto in alcuni casi a ripianare le perdite di qualche piccolo investitore - dice - In che modo? Semplice: su 20 mila euro d´investimenti del singolo risparmiatore tutti sapevano, compreso a volte il cliente, che 2 mila euro erano di prodotti spazzatura ad alto rischio. Bene, una volta persi questi soldi la banca stessa ha provveduto a versare nel conto corrente di qualche malcapitato, non tutti, i 2 mila euro andati in fumo e tutto è stato rimesso a posto».
Ma perché sono stati piazzati questi prodotti spazzatura? E, soprattutto, perché nonostante la tanto invocata trasparenza tra banche e consumatori, alla fine i risparmiatori non sanno in realtà che i loro soldi sono a rischio? «Il segreto sta in una clausola, scritta in caratteri minuscoli quasi illeggibili, che c´è in tutti i contratti e che recita: "L´emittente non garantisce l´emissione in caso d´insolvenza" - racconta il promotore di una delle più grande società finanziarie legate a un gruppo bancario tra i più forti nell´Isola - Grazie a questo trucco ho piazzato io stesso polizze assicurative legate ad obbligazioni di banche finite nel crac, e ci ho guadagnato il 2 per cento dell´importo. Il problema è sempre lo stesso: è sbagliato legare i nostri budget, e quelli della struttura dove lavoriamo, all´importo dei prodotti che si piazzano al cliente».
Francesco lavora in un noto gruppo finanziario di Milano che ha una filiale anche a Palermo, ed è obbligato per contratto a piazzare 16 polizze assicurative all´anno per poter poi incassare tutta la provvigione. Il risultato? «Ho venduto polizze a rischio anche a miei parenti che non avevano altri soldi che la liquidazione - racconta - Oggi non ho il coraggio di guardarli in faccia».
Il meccanismo della provvigione legata al risultato, in un intermediario finanziario di una piccola società o di una banca che vende prodotti fatti in casa (come gli istituti di credito cooperativo o le Poste) rischia di diventare un incentivo tutto a danno del risparmiatore. «Ho venduto un prodotto cosiddetto "strutturato", fatto cioè di obbligazioni e derivati con alto tasso di rischio - dice un giovane intermediario che lavora soprattutto nella provincia di Palermo - Non avendo la mia società alcun accordo con grandi gruppi internazionali non so nemmeno io cosa c´è dentro questi prodotti, perché fatti in casa. Li vendo e basta: teoricamente questi prodotti dovrebbero costituire solo una parte delle somme che ha a disposizione un risparmiatore, ma per guadagnare non ho assolutamente diversificato l´investimento e adesso i miei clienti hanno in mano solo un foglio di carta che dice "che al momento la quotazione è sospesa", cioè che tutti i loro soldi messi da parte anche nell´arco di una vita potrebbero essere risucchiati per sempre dal crollo delle borse».
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