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#1 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Apr 2007
Messaggi: 417
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abete (bnl) a porta a porta sui btp...
alla seguente domanda di un telespettatore "se la banca fallisce i miei btp sono garantiti?"
Abete risponde "dipende dal tipo di conto titoli che ha aperto" e glissa su un altro argomento.... che significa? mi risulta che a garantire i titoli di stato sia appunto lo stato e non la banca. Non mi è chiaro se possono essere imposti dei limiti di garanzia dal contratto di apertura del conto deposito titoli.... chi lo sa? |
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#3 (permalink) | |
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Topabonds 100%
Data registrazione: May 2008
Messaggi: 2,297
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Citazione:
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#4 (permalink) |
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Data registrazione: Jun 2007
Messaggi: 109
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http://www.milanofinanza.it/news/det...hkAgenzie=TMFI
Mi sà tanto che anche coloro che dovrebbero sapere hanno delle carenze spaventose... Ci hanno ripetuto che il fondo di garanzia copre i depositi in CC fino a 103 mila euro e poi leggiamo su MF cose diverse... ![]() Bah! Se tutto si stà sfasciando ci deve pur essere una ragione ( ignoranza, malafede, delinquenza mascherata o solo pochezza mentale dei conduttori di queste farse ripetitive). Comunque per i BTP et similia il garante è lo stato italiano; fino a quando riesce a galleggiare non dovremmo affondare neanche noi. |
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#5 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Sep 2008
Messaggi: 1,590
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si anch`io non ho capito
(sudava come una bestia) la cosa pelosa sarebbe se in titoli fossero in scadenza nei giorni del casino: scadono,vengoni rimborsati e finiscono sul c/c e incidono sul massimale dei famosi 103 ![]() ![]() :confus ed:
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#6 (permalink) |
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Data registrazione: Jan 2002
Messaggi: 454
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riporto quanto ho già postato in altro altro thread
La Direttiva Europea 94/19 A livello comunitario, esiste una normativa che garantisce i risparmiatori, tramite una sorta di assicurazione che andrebbe a coprire eventuali default dell’Istituto di Credito. I vari paesi membri hanno la possibilità di adeguarsi a questa normativa per l’importo che ritengono più consono. La base di partenza era di un modesto 20.000 €. Per fortuna il nostro Bel Paese si è adeguato in maniera sicuramente più generosa, garantendo per un importo minimo di 103.281,38 €, alias i vecchi 200.000.00 di Lire del vecchio conio, senza franchigia alcuna (che invece poteva essere prevista… bella presa in giro altrimenti!). Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi E chi ci dà queste garanzie? In Italia esistono due fondi. Il primo è senza dubbio il più famoso, ovvero il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Oltre a questo c’è anche il Fondo di Garanzia dei depositanti del Credito Cooperativo. La cifra resta, appunto, la già menzionata 103.281,38 €, la quale cifra però, notate bene, è valida per ogni intestatario del rapporto. Quindi se il c/c è intestato a 3 persone, la cifra potrà coprire fino ad un importo triplo, ovvero 600.000.000 di Lire (per i nostalgici della Lira…) Il Dossier Titoli: stesso discorso? Se per il c/c abbiamo questo Fondo a garanzia, per i titoli invece come funziona? Innanzitutto non dimentichiamo mai che i titoli ed i nostri investimenti sono in deposito e quindi la banca non ne può disporre. Sarà quindi sufficiente trasferire questo deposito presso un altro istituto. Non dimentichiamo infatti che ormai i titoli non sono più materiali e quindi (tranne alcune eccezioni) trasferire dei titoli, significa trasferire banalmente dei flussi informatici, avendo come “base centrale” il Monte Titoli che funge da reale depositaria. |
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#7 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Jan 2002
Messaggi: 454
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come potete leggere in questi giorni parecchi paesi europei hanno innalzato i limiti delel garanzie sui depositi
Non ho segutio la trasmissione, ma se abete ha afferamto ciò in questi termini ha detto un 'enorme corbelleria. In questi giorni ne ho sentito di tutti i colori
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#9 (permalink) |
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Member
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abete è un ********
non è un quazzo vero quello che dice scrivete alla mail del FITD e vi confermerà o leggete le faq è per deposito e per banca anche oggi il sole24ore 8 OTTOBRE 2008 Sui conti correnti l'Italia fa scuola di Marco Lo Conte Qualcuno stenterà a crederlo, ma questa volta è l'Europa a livellarsi agli standard italiani. Almeno sulle garanzie per i correntisti bancari, in caso di insolvenza dell'istituto di credito. Ipotesi puramente teorica finora e relegata nei contesti accademici; che però ora, complice la crisi di liquidità dei mercati, viene considerata come uno scenario possibile: di cui conoscere ogni dettaglio. La tutela per i correntisti prevista dal Fondo interbancario di tutela dei depositi è il benchmark di riferimento cui guarda il Parlamento Europeo nella riforma della Direttiva 94/19/Ce relativa ai sistemi di garanzia dei depositi. Una riforma che dovrebbe arrivare in cantiere nel 2009; e che già prima delle recenti difficoltà del sistema del credito ha posto come obiettivi: 1) la riduzione a 30 giorni (presumibilmente) del tempo massimo previsto per i primi versamenti di liquidità ai titolari di c/c di banche in default; 2)l'abolizione della co-assurance, ossia della franchigia in capo al correntista, circa il 10%, di non garantito; 3) l'innalzamento del livello minimo di copertura, come deciso ieri dall'Ecofin. Misure che il sistema italiano ha già accolto con l'istituzione del Fondo interbancario di tutela dei depositi. Nato nel 1987, il Fitd è un consorzio obbligatorio di diritto privato, riconosciuto dalla Banca d'Italia,che nel '97 ha messo in pratica in modo stringente le indicazioni della Direttiva europea. A differenza di quanto accade in altri Paesi interviene dopo la crisi: al default conclamato di un istituto di credito, l'ufficio tesoreria del Fondo preleva automaticamente dai conti dei circa 300 istituti aderenti (le banche di credito cooperativo aderiscono al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo) le risorse necessarie da destinare ai clienti della banca fallita. Grazie alle moderne tecnologie ciò è possibile in poche ore. A essere garantito è il denaro giacente sui conti correnti al massimo per 103.291,38 euro. La somma riguarda ciascun cliente e, se si hanno conti su più banche, ciascuna banca. La garanzia scatta per ciascun depositario: se il conto è cointestato la garanzia si moltiplica per ciascun intestatario (moglie e marito sono garantiti per 206.582,76 euro). Il Fondo garantisce al massimo entro tre mesi (ma come visto i tempi possono essere molto più corti) 20mila euro a ciascun intestatario. La copertura del Fondo copre anche i certificati di deposito della banca e gli assegni nominali. È il caso di ricordare che gli istituti non comunitari autorizzati a operare in Italia devono aderire al Fondo, se non partecipino ad altro sistema equivalente; le banche comunitarie possono invece avvalersi anche solamente del sistema di garanzia dello Stato di appartenenza. Da segnalare che il Fondo tutela anche i conti correnti cifrati, eventualmente aperti presso un istituto estero da un titolare italiano che operi attraverso la filiale italiana di detta banca. In caso di default il Fondo garantisce: ma per incassare il denaro il titolare dovrà render nota la propria identità, secondo quanto previsto dalla normativa antiriciclaggio. E uscire così dall'anonimato che aveva cercato con il fondo cifrato. 8 OTTOBRE 2008 |
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