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Vecchio 04-10-08, 02:35   #1 (permalink)
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BLONDET aveva visto giusto, e se ora toccasse alla bolla dei DERIVATI?

Il supercatastrofista cosmico Maurizio Blondet, aveva previsto la catastrofe in tempi non sospetti con largo anticipo.
Il seguente articolo, che ho riesumato in Rete, data 10 giugno 2008, e già preannunciava la grave situazione finanziaria in cui versava Lehmann Brothers:
"Le voci allarmistiche riguardano un’altra storica banca d’affari USA, la Lehmann Brothers, che ha dovuto farsi prestare d’urgenza cifre enormi dalla Federal Reserve (che lo nega), e probabilmente dovrà essere in qualche modo nazionalizzata."

Naturalmente fu deriso e sbeffeggiato (anche da alcuni "docenti" harvard-bocconiani che incrociano sul forum) e più volte definito "personaggiucolo da operetta privo di ogni cognizione economico-finanziaria di base" ....
L'epilogo della storia la conosciamo tutti...

Ma le sue agghiaccianti previsioni non finivano lì. Un immenso iceberg riempito di 596.000 miliardi di dollari di strumenti derivati - una dozzina di volte l’economia reale mondiale - vaga tra gli oceani finanziari del pianeta con il rischio di provocare immani disastri >>>>>

___________________

STA PER SCOPPIARE LA BOLLA DEI DERIVATI
di Maurizio Blondet
10 Giu, 2008

Triste spettacolo: Henry Paulson, il segretario al Tesoro USA, è andato per quattro giorni in Medio Oriente col cappello in mano, a bussare alla porta dei fondi sovrani petroliferi e ad implorarli: comprate pezzi di economia americana, i nostri meravigliosi istituti finanziari, le belle banche d’affari; il momento è opportuno, vengono via per poco.

Il ministro Paulson sta ipotecando l’America, scrive il Los Angeles Times (1). E si domanda: «Cosa significherà per gli americani il fatto che le decisioni sui nostri posti di lavoro, sui nostri mutui-casa, i mutui-scuola, eccetera, dipenderanno in ultima istanza da governi stranieri? Cosa significa cedere il controllo della nostra economia a creditori sovrani?». Domanda inutile.

Lo stesso Paulson, a novembre, finito il governo Bush, sarà un disoccupato. Probabilmente sta già cercandosi un lavoro a Wall Street; e nel momento in cui Wall Street sta per licenziare 25 mila strapagati genii della finanza, le sue prospettive d’assunzione non sono eccellenti. I fondi sovrani hanno già impegnato molto capitale nel salvataggio dell’America e della giostra finanziaria globale.

Citigroup è stata salvata (per il momento) da 20 miliardi di dollari forniti da un consorzio di fondi sovrani, Abu Dhabi (il più grosso, con in cassa 900 miliardi di dollari), Kuweit e Singapore. Merrill Lynch è stata salvata con 11 miliardi di dollari di Kuweit, Singapore e Sud Corea. Morgan Stanley da 5 miliardi forniti dal fondo sovrano della Cina. La UBS appartiene ormai a Singapore per il 9%. E’ improbabile che facciano di più.

I fondi sovrani hanno già perso 25 miliardi di dollari nei loro investimenti americani, ha rivelato David Rubenstein, il capintesta del Carlyle Group: è stato un cattivo affare per loro investire in banche e istituzioni finanziarie USA le cui azioni continuano a crollare perchè nascondono «enormi perdite non riconosciute» e «molte di loro non sopravviveranno come istituzioni indipendenti» (Rubenstein dixit) (2).

Ed ora, voci sempre più allarmate a Wall Street annunciano che sta per scoppiare la bolla dei derivati. Se la bolla dei mutui subprime è stata feroce per milioni di americani che hanno perso la casa, se il rincaro di greggio e grani ha colpito miliardi di persone nel mondo, non avete ancora visto niente. Il mercato dei derivati ha un valore nominale di 596 trilioni di dollari - una dozzina di volte l’economia reale mondiale, cento volte più di tutto il capitale di tutti i fondi sovrani messi insieme.

Le voci allarmistiche riguardano un’altra storica banca d’affari USA, la Lehmann Brothers, che ha dovuto farsi prestare d’urgenza cifre enormi dalla Federal Reserve (e lo nega), e probabilmente dovrà essere in qualche modo nazionalizzata.
Ora appare chiaro il motivo per cui la JP Morgan, qualche settimana fa, ha salvato in tutta fretta la Bear Stearns, comprandola coi soldi della FED: la JP Morgan era la controparte dei contratti derivati nascosti nella pancia di Bear Stearns, e se quella fosse crollata, anche la Morgan sarebbe andata nella spazzatura. Con l’acquisto, i contratti derivati tra le due banche sono stati silenziosamente cancellati. Ma quante volte potrà ripetersi il trucco?

Secondo Paul Volcker, ex governatore della Federal Reserve al tempo di Reagan, il guaio è che oggi l’intero sistema finanziario è fondato sui derivati: sono il modo nuovo con cui la speculazione ha creato moneta (pseudo-capitale) al di fuori dalle regole bancarie, che impongono una proporzione tra capitale e creazione di liquidità. Sono infinite promesse e impegni di pagamento (sofisticatissime cambiali) che sono state rifilate dalla fantasia finanziaria americana a infinite banche, fondi (anche fondi-pensione), grossi investitori privati ed altri coglòni in giro per il mondo. Questi contratti non sono mai scritti nei bilanci di nessuna entità, sono privi di ogni regolazione, e sono stati per lo più comprati a credito.
Un mostruoso mercato nero di «valori» che nessuno capisce (anche Warren Buffett, l’uomo più ricco del pianeta, lo ha confessato) e che la finanza ha accettato come «valori veri», sui quali espandere il credito o chiedendo o facendo prestiti. Ora queste «cose» sono nelle pance di infiniti enti, e non sono negoziabili perchè il mercato assegna oggi loro valore zero (3).

Si noti che la bolla dei subprime e quella dei derivati sono intimamente collegate; e così i derivati sono anche la causa del rincaro di greggio e granaglie.

«Questa emergenza sul cibo», ha scritto il giornale inglese New Statesman, «è cresciuta in un lampo... La ragione della cosiddetta ‘penuria alimentare’ è la speculazione sui futures sulle materie prime dovuta al collasso del mercato dei derivati. Gestori e amministratori, disperatamente alla ricerca di rapidi profitti, stanno sottraendo trilioni di dollari dalle azioni e dalle obbligazioni sui mutui e le gettano a comprare futures sui grani e sulle materie prime. Si chiama a Wall Street ‘superciclo delle materie prime’, e porterà la fame su scala epica».

Sono 580 trilioni di «valori» che stanno per scomparire. Per farsi un’idea: l’intero patrimonio immobiliare del mondo è valutabile a 75 trilioni; il prodotto interno lordo di tutto il pianeta non supera i 50 trilioni. Dunque i derivati emessi sono dieci volte l’economia reale del mondo intero.

Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali, si tratta di un valore «nominale». Ma se questa bolla esplode, sottrae all’economia reale 11 trilioni di dollari, circa come l’intero prodotto lordo USA (4).

Ecco perchè Warren Buffett ha chiamato i derivati «la vera arma di distruzione di massa». E pensare che la cercavano in Iraq.

http://www.nexusedizioni.it/apri/Arg...rizio-Blondet/
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Vecchio 04-10-08, 11:03   #2 (permalink)
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Vecchio 04-10-08, 11:11   #3 (permalink)
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forse,ma prima di criticare

quanto valgono i derivati in giro per il mondo???

hai cifre diverse???
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Vecchio 04-10-08, 11:45   #4 (permalink)
La C.onsob?? Ah, ah!
 
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Gestori e amministratori, disperatamente alla ricerca di rapidi profitti, stanno sottraendo trilioni di dollari dalle azioni e dalle obbligazioni sui mutui e le gettano a comprare futures sui grani e sulle materie prime. Si chiama a Wall Street ‘superciclo delle materie prime’, e porterà la fame su scala epica».
mi sa tanto che il superciclo delle materie prime è già finito.
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Vecchio 04-10-08, 13:12   #5 (permalink)
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Per chi volesse approfondire



http://www.finanzaonline.com/forum/s...t#post15087954

http://www.finanzaonline.com/forum/s...t#post18041703
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Vecchio 04-10-08, 13:19   #6 (permalink)
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Se mi permetti un'osservazione di merito non è che denigrando una persona ne consegua implicitamente che le sue previsioni siano totalmente infondate .ne' vale il contrario che una persona coltissima e preparata faccia previsioni esatte .
Specie in una materia assai poco scientifica com'è l'economia .
Diciamo che ci sono anche i presupposti che la crisi si avviti su se stessa e produca una profonda recessione e un caos mondiale .
Probabilita' ?? Boh ? facciamo il 25 per cento .
Mi pare che in proposito anche le tue opinioni siano un po' cambiate rispetto a qualche tempo fa .Senza polemica ma per amore di verita' .
gherardino non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-10-08, 13:21   #7 (permalink)
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davvero,che barba...

adesso abbiamo sistemato (stiamo per...)

le ipoteche...se si sta un po`calmini si aggiusta anche il resto

certo che poi chi parlerà ancora di sta spazzatura
dovrebbe essere impalato agli incroci dove c`erano

le banche d`affari
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Vecchio 04-10-08, 13:52   #8 (permalink)
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Se mi permetti un'osservazione di merito non è che denigrando una persona ne consegua implicitamente che le sue previsioni siano totalmente infondate .ne' vale il contrario che una persona coltissima e preparata faccia previsioni esatte .
Specie in una materia assai poco scientifica com'è l'economia .
Diciamo che ci sono anche i presupposti che la crisi si avviti su se stessa e produca una profonda recessione e un caos mondiale .
Probabilita' ?? Boh ? facciamo il 25 per cento .
Mi pare che in proposito anche le tue opinioni siano un po' cambiate rispetto a qualche tempo fa .Senza polemica ma per amore di verita' .
Solo gli stolti non cambiano idea. Che la situazione e gli scenari siano cambiati è sotto gli occhi di tutti. E a breve approfondirò l'argomento.

Chi purtroppo non cambia mai è Blondet. La sua ideologia nazista, antiamericana e antisemita è una costante degli ultimi quaranta anni, basta fare un giro sul suo sito e vedere i libri che pubblica la sua casa editrice http://effedieffeshop.com/index.php

Libri che negano l'esistenza dell'olocausto.

Libri che sostengono la tesi che l'attacco alle torri gemelle sia il frutto di un complotto israeliano.

Farsi megafono di questi personaggi, oltre a tutto a scopo di piccole polemiche personali, è una pesante responsabilità.

Sull'argomento non ho proprio niente altro da aggiungere. Provo solo una grande tristezza. E rabbia.
negusneg non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 04-10-08, 14:08   #9 (permalink)
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Il supercatastrofista cosmico Maurizio Blondet, aveva previsto la catastrofe in tempi non sospetti con largo anticipo.
Il seguente articolo, che ho riesumato in Rete, data 10 giugno 2008, e già preannunciava la grave situazione finanziaria in cui versava Lehmann Brothers:
"Le voci allarmistiche riguardano un’altra storica banca d’affari USA, la Lehmann Brothers, che ha dovuto farsi prestare d’urgenza cifre enormi dalla Federal Reserve (che lo nega), e probabilmente dovrà essere in qualche modo nazionalizzata."

Naturalmente fu deriso e sbeffeggiato (anche da alcuni "docenti" harvard-bocconiani che incrociano sul forum) e più volte definito "personaggiucolo da operetta privo di ogni cognizione economico-finanziaria di base" ....
L'epilogo della storia la conosciamo tutti...

Ma le sue agghiaccianti previsioni non finivano lì. Un immenso iceberg riempito di 596.000 miliardi di dollari di strumenti derivati - una dozzina di volte l’economia reale mondiale - vaga tra gli oceani finanziari del pianeta con il rischio di provocare immani disastri >>>>>

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[I][COLOR="DarkGreen"]STA PER SCOPPIARE LA BOLLA DEI DERIVATI
di Maurizio Blondet
10 Giu, 2008

/[/url]
per favore evita di citare quell'individuo, promuove il razzismo e l'antisemitismo

http://it.wikipedia.org/wiki/Maurizio_Blondet

Critiche ed aspetti controversi [modifica]
In merito agli scritti ed alle idee di Blondet sono state sollevati rilievi di antisemitismo e razzismo [4].

Ha suscitato stupore e contestazioni[senza fonte], in alcuni ambienti cattolici, la tesi formulata da Blondet su una presunta ascendenza ebraica di papa Woytyla, che Blondet ha commentato ricavando la notizia da uno studioso di genealogie ebraiche di Manchester[5] e che aveva già anticipato nel libro "Cronache dell'anticristo" alcuni anni prima.

In un suo articolo ha paragonato i Rom a "pidocchi umani": "(...)Siamo noi cittadini i sospetti razzisti, sospettabili per principio, non quei pidocchi umani che, abituati a succhiare il sangue del popolo rumeno, sono venuti a succhiare il nostro"[6].

Nel 1993 l'Anti-Defamation League includeva il suo nome in una lista di giornalisti "antisemiti", a causa di un articolo pubblicato da Blondet sul settimanale Il Sabato[7]; in altre occasioni è stato accusato di antisemitismo per aver «evidenziato nei suoi libri l'ebraicità di alcuni cospiratori... e l'apporto dell'ebraismo internazionale»[8]. Blondet si difende da queste accuse dichiarando di non essere antisemita[9] ma solo contrario alla politica di Israele[10].

questa e la lista dei suoi libri

Libri [modifica]
I nuovi barbari. Gli skinheads parlano (ediz. Effedieffe, 1993) ISBN 88-85223-11-7
I Fanatici dell'Apocalisse. L'ultimo assalto a Gerusalemme (ediz. Il Cerchio, 1993) ISBN 88-86583-07-9
Gli Adelphi della Dissoluzione. Strategie culturali del potere iniziatico (ediz. Ares, 1994) ISBN 88-8155-179-9
Elogio di Catilina e di Berlusconi (ediz. Il Cerchio, 1995) ISBN 88-86583-03-6
La Nazione invertebrata. L'Italia, l'Europa, democrazie fragili (Il Minotauro, 1999) ISBN 88-8073-057-6
Il Collasso. Democrazie, autocrazie, teocrazie di fine millennio (Il Minotauro, 1999) ISBN 88-8073-047-9
Cronache dell'Anticristo (Effedieffe, 2001) ISBN 88-85223-22-2
11 settembre Colpo di Stato in U.S.A. (Effedieffe, 2002) ISBN 88-85223-26-5
Chi comanda in America (Effedieffe, 2002) ISBN 88-85223-23-0
L'Uccellosauro ed altri animali. La catastrofe del darwinismo (Effedieffe, 2002) ISBN 88-85223-24-9
No Global: la formidabile ascesa dell'antagonismo anarchico (Ares, 2002) ISBN 88-8155-229-9
Complotti vecchi e nuovi (Il Minotauro, 2002) ISBN 88-8073-068-1
Osama Bin Mossad (Effedieffe, 2003) ISBN 88-85223-25-7
Schiavi delle banche (Effedieffe, 2004) ISBN 88-85223-49-3
La Strage dei genetisti (Effedieffe, 2004) ISBN 88-85223-50-9
Israele, USA, il terrorismo islamico (Effedieffe, 2005) ISBN 88-85223-46-2
Selvaggi con Telefonino (Effedieffe, 2006) ISBN 88-86614-03-9
Stare con Putin? (Effedieffe, 2007) ISBN 88-86614-04-7
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Vecchio 04-10-08, 14:11   #10 (permalink)
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negus

ti seguo al 100%

ma consentimi una battutaccia

che gli israeliani o loro correligionari

ben inseriti nel sistema fin. americano e non solo

ABBIANO UNA BELLA RESPONSABILITA`

nel casino attuale è innegabile
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