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Stairway To Heaven
Data registrazione: Aug 2006
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Serio rischio Paese?
Molti, in questa tiepida domenica di inizio autunno dove le code di auto ritornano dalle più lontane località di vacanza, si saranno chiesti dove mai abiti questa crisi di cui tutti parlano.
Fanno bene a chiederselo, perché molto spesso prima che i nodi vengano al pettine, possono trascorrere molti anni, a volte alcuni decenni. E' opportuno ritornare ai primi anni '80, quando l'ingegneria finanziaria, allora agli albori nel nostro Paese, faceva i primi passi nell'amministrazione dello Stato e suggeriva come spendere quello che non si possiede attraverso la massiccia emissione di titoli. Sarà l'avvento dei cosiddetti Bot people, che per ripararsi dall'inflazione incalzante, prestavano il loro denaro allo Stato il quale altrettanto velocemente lo spendeva per poi emettere subito dopo altri titoli in sostituzione. Fu l'allora governo Craxi a dare inizio a questa infinita catena di Sant'Antonio che ancor oggi sembra non avere più fine. Solo 12 anni più tardi, nel 1992, durante una drammatica svalutazione della nostra debole valuta, apparivano le prime crepe dell'effimero sistema di finanziamento: nessuno più intendeva rinnovare la sottoscrizione dei nostri titoli di Stato che in quel drammatico settembre crollarono fino al 50% del loro valore: fummo ad un passo dal crack. Trascorsero altri anni ancora continuando ad accumulare debiti su debiti, i politici preferirono coprirsi sotto l'ombrello della valuta europea, l'Euro, e furono altri duri sacrifici, le retribuzioni falcidiate e i prezzi degli immobili e dei beni di primaria necessità rincarati fino al 30%. Nel frattempo il debito pubblico è esploso: circa 1.700 miliardi a carico dello Stato ed almeno altri 300 derivanti da tutti gli altri enti, una ecatombe che ci costa 220 milioni al giorno di interessi da pagare ai sottoscrittori, metà dei quali sono esteri. Incuranti di tutto ciò, come si diceva all'inizio, gli Italiani ad ogni occasione si mettono allegramente in coda alla volta di mari e monti, affollano pizzerie e ristoranti, contattano agenzie di viaggi e sempre più spesso fanno ricorso al credito al consumo, in pratica fanno altri debiti senza chiedersi da dove arrivi la benzina che immettono nelle loro macchinette, molto spesso assetati Suv, e quali siano le origini della carne e pesce che divorano festosamente a quattro mani (oltre il 50% è importata). Ovviamente continuano a pretendere nelle case e uffici i 20° gradi fissi inverno ed estate perché, come si sa, è un diritto acquisito. Molti di questi Italiani, almeno 12 milioni famiglie comprese, lavorano per lo Stato, hanno lo stipendio assicurato, ma lo Stato non ce la fa a retribuirli con le sole entrate poiché l'evasione fiscale è dilagante, si stima in almeno 200 miliardi di euro, ma non può perseguirla. Il premier, eletto dalla maggioranza del popolo, è un allegro e sempre sorridente impresario televisivo che ha promesso di non mettere le mani nelle tasche degli Italiani, soprattutto a quelli che come lui fanno l' impresario ed hanno massicciamente contribuito alla sua elezione. E quindi al povero Stato non rimane che emettere altri titoli ed ingrossare il già gigantesco debito in una fase congiunturale che, come tutti sanno, è di piena recessione. Per il momento continuano a percepire uno stipendio i 6-7.000 fuoriusciti di Alitalia, i 5 o 6.000 dipendenti Telecom, caricata di oltre 30 miliardi di debiti e con sempre un minor numero di canoni, i dipendenti di grandi industrie come Fiat in grave sofferenza, ma non si sa per quanto tempo ancora. Ormai il rating attribuito a qualsiasi soggetto economico non ha più alcun valore….A, AA o triplAAA potrebbe trasformarsi il giorno successivo in una bella D, quella di default, come abbiamo purtroppo visto troppe volte… Cosa succederebbe, mi chiedo, se un gruppo neppure tanto rilevante di investitori esteri nei nostri titoli di Stato si accorgesse che lo spread con altri titoli molto più solidi è ridicolo e decidesse di metterli sul mercato? Nel settembre 1992 molti di voi erano troppo giovani per aver provato il senso di vuoto che si scatena quando lo Stato tenta di vendere nuovi titoli che nessuno più vuol acquistare…. |
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alla seconda osservazione ti posso dire che io nel 92 ero nel pieno delle mie attività neuronico-finanziarie e quel gran problema non lo ricordo mentre la strizza di stasera ce la ricorderemo tutti
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