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#1 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Feb 2004
Messaggi: 307
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Buoni Ordinari Comunali - Quanti comuni italiani rischiano il default?
http://www.corriere.it/cronache/08_s...4f02aabc.shtml
Il primo sembra essere Catania, ma molti altri comuni sono in condizioni simili per varie ragioni.. ad esempio per pessima gestione, incauto acquisto di prodotti derivati... etc etc quanti e quali comuni sono in condizioni simili? quali sono i comuni che hanno emesso I Buoni Ordinari Comunali? I BOC sono garantiti dalla regione o dallo stato? |
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#2 (permalink) | |
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Data registrazione: Nov 2005
Messaggi: 15
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Citazione:
avere un Boc equivale ad avere un titolo dello stato italiano? |
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#3 (permalink) |
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a difesa del gregge
Data registrazione: Feb 2007
Messaggi: 8,629
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ho trovato qualcosa online anche se forse non è molto aggiornato
I Buoni ordinari comunali (BOC) L’art.35 della legge n.724/1994 (legge finanziari 1995) ha sancito la nascita dei Buoni ordinari comunali, prevedendo che il Ministro del Tesoro determinasse le caratteristiche con apposito regolamento da emanarsi entro il 30 giugno 1995. Le norme attuattive per le emissioni dei prestiti obbligazionari degli enti locali sono state invece emanate con sette mesi di ritardo, difatti il Ministro del Tesoro Dini ha firmato ed emanato il testo del regolamento per l’emissione il 29 gennaio 1996. L’art.35 non fa alcun riferimento alle emissioni in valuta quindi il Tesoro ha richiesto il parere del Consiglio di Stato in merito a ciò; pertanto l’attuale regolamento fissa solo le disposizioni relative all’emissione di prestiti obbligazionari sul mercato interno in lire. Il termine BOC è un acronimo di origine giornalistica che sta per Buoni ordinari comunali; si tratta, in realtà, di titoli obbligazionari che possono essere emessi da tutti gli enti territoriali (regioni, province, comuni, unioni di comunità). Il regolamento emanato recentemente si applica agli enti locali che svolgono attività economica e imprenditoriale: si escludono quindi le regioni. I BOC sono destinati al finanziamento di investimenti che gli enti locali devono documentare nella delibera di emissione del prestito. E’ espressamente vietato utilizzare tali risorse per spese di parte corrente. Inoltre ci sono due vincoli all’emissione. Il primo riguarda lo stato di salute finanziaria dell’ente emittente: gli enti locali per potere emettere prestiti obbligazionari non devono trovarsi in condizioni di dissesto o in quella situazione strutturalmente deficitaria definita nell’art. 45 del decreto legislativo n.504/1992. Il secondo stabilisce che il prestito obbligazionario deve essere pari all’ammontare del valore del progetto esecutivo dell’opera a cui fa riferimento. Più in particolare la norma precisa che gli investimenti ai quali è finalizzato il prestito devono avere un valore attuale almeno pari all’ammontare del prestito. Il collocamento può avvenire tramite il canale privato "a fermo", o mediante "offerta al pubblico". I Buoni ordinari comunali possono essere emessi a tasso fisso o variabile, ma il loro rendimento effettivo al lordo d’imposta non deve essere superiore di un punto percentuale ai titoli di stato di pari durata o, in mancanza, con vita residua più vicina. L’art. 35 della legge n.724/1994 vieta espressamente ogni forma di garanzia a carico dello stato, in altre parole lo stato non fornirà garanzie alle emissioni di questi titoli. Inoltre per le emissioni disposte dagli enti locali minori è vietata anche ogni forma di garanzia a carico delle regioni. Per il rimborso è previsto che l’ente emittente rilasci al proprio tesoriere delle delegazioni di pagamento affinché parte delle entrate siano destinate a tale scopo. Gli enti locali non saranno sottoposti a controlli speciali da parte della Consob e della Banca d’Italia, saranno trattati come ogni altro ente emittente. L’emissione dei Buoni ordinari deve essere autorizzata dalla Banca d’Italia con un benestare preventivo; la Banca d’Italia bloccherà i BOC solo nel caso in cui la loro emissione possa destabilizzare il mercato e incidere negativamente sulla politica monetaria. La Banca d’Italia non valuta la solidità finanziaria dei comuni emittenti. La Consob invece deve controllare la veridicità e la trasparenza delle informazioni contenute nel prospetto informativo relativo all’offerta al pubblico dei titoli. Sicuramente la possibilità concessa agli enti locali di emettere questi titoli obbligazionari apre una strada all’autonomia degli enti locali, però non amplia la loro capacità di indebitamento. I BOC sono una forma alternativa (e non aggiuntiva) di indebitamento. Ai sensi dell’art.35 gli interessi sui prestiti obbligazionari concorrono a tutti gli effetti alla determinazione del limite di indebitamento stabilito dalla normativa vigente. |
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#5 (permalink) | |
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Data registrazione: Jun 2006
Messaggi: 4,772
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Citazione:
se il comune è kaput il titolo è kaput |
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#6 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Feb 2004
Messaggi: 307
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Citazione:
sembra che molti comuni del abbiamo emesso un grande quantita di BOC "I buoni obbligazionari comunali costituiscono uno strumento innovativo di finanza per gli Enti Locali e si configurano giuridicamente come un prestito obbligazionario; uno strumento di finanziamento utilizzabile in alternativa o in accompagnamento a mutui della cassa depositi e prestiti o a finanziamenti bancari. I vantaggi maggiori sono riconducibili ad una riduzione del costo della raccolta rispetto alla Cassa Depositi e Prestiti, alla flessibilità operativa dell'operazione, alla disintermediazione del sistema bancario ed al contributo di cultura aziendale che lo strumento offre attraverso il collegamento tra fondi raccolti e progetti. Va ricordato inoltre, che nel caso di opere che comportano un ritorno economico, oltre che sociale, l'emissione di Boc può essere abbinata anche al project financing. L'emissione è possibile sia sul mercato interno che sul mercato estero; in quest'ultimo caso la raccolta di valuta deve essere coperta contro il rischio di cambio e va richiesta l'assegnazione di un rating da parte di società specializzate (es. Moody's, Standard & Poor's ecc.). Il Comune di Napoli è stata finora l'unica città ad avere emesso un prestito sui mercati internazionali con una emissione di Boc decennali per 195 miliardi in dollari collocati presso investitori istituzionali. Si ricorda d'altra parte che la collocazione sul mercato estero è penalizzata dal fatto che la normativa, allo stato attuale, non riconosce il recupero della ritenuta del 12,5% per i Boc detenuti dai non residenti; ciò comporta un aggravio del costo della raccolta che si stima nello 0,6-0,7%. Molti comuni hanno utilizzato questo nuovo strumento finanziario: in Emilia Romagna Forlì, Ravenna, Modena, Rimini, Parma e Reggio Emilia, ma anche in altre regioni come il comune di Roma, Siena, Brescia, Rovigo, ecc. Oltre ai BOC anche i BOR, buoni obbligazionari regionali, sono stati molto utilizzati, anzi negli ultimi anni, sono le regioni a fare da padroni su questa nuova modalità di finanziamento. Oltre alla Lombardia, come citavi tu, anche la regione Lazio, Umbria, Marche, Sicilia e Toscana hanno emesso BOR. Al contrario i BOP, buoni ordinari provinciali, si sono rivelati finora investimenti di raccolta di minor successo e hanno un volume di emissione di gran lunga inferiore rispetto ai Bor e ai Boc." ad esempio a Napoli con i BOC ci hanno comprato i tram che non hanno mai utilizzato http://www.decidiamoinsieme.it/su-va...ella-politica/ Repubblica - Napoli 23 ottobre 2007 Tram e bus mai utilizzati uno spreco da 22 milioni Dossier della Finanza alla Corte dei conti di Angelo Carotenuto e Irene De Arcangelis Trenta filobus fermi nei depositi e tre dei nuovissimi tram Sirio mai visti sui binari. Ventidue milioni di euro pubblici che sono andati sprecati, secondo la segnalazione della Guardia di finanza alla Procura della Corte dei conti. Le spese dell´Azienda napoletana mobilità (Anm) finiscono così sotto osservazione. Mezzi di trasporto acquistati con soldi pubblici, ma senza essere utilizzati, perché la rete elettrica non regge. Abbandonati nei depositi dell´Anm, mai ritirati dalle aziende produttrici o, peggio ancora, ritirati e rispediti indietro. Spreco da manuale, tanto eclatante da non sembrare possibile. Ventidue milioni di danno all´erario, e la storia di un parco mezzi su rotaie che i napoletani non hanno avuto la fortuna di utilizzare. La causa: un errore nel programma aziendale Anm datato metà anni Novanta, che ha deciso gli acquisti - esorbitanti rispetto al fabbisogno - senza valutare le reali possibilità del servizio. Un errore di cui tutti i consigli di amministrazione della partecipata non si sarebbero accorti da allora a oggi. È il nucleo di un´inchiesta della Guardia di finanza giunta alla conclusione con una lunga informativa alla Corte dei conti, sulla «inefficiente e inefficace gestione dei mezzi filotranviari». |
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Data registrazione: Jun 2008
Messaggi: 7,390
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qui non mi preoccuperei tanto ,sai quante tasse,multe, vendite di immobili del comune, proprieta', chiusure di asili, mense,ecc,comunque in tutti i casi meglio starne alla larga molto alla larga.
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