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Vecchio 20-09-08, 12:22   #1 (permalink)
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I T-bond manterranno la AAA?

Per salvare il sistema finanziario lo Stato americano si dovrà accollare molti debiti............ciò potrà minare in qualche modo la tranquillità delle emissioni governative?

Ieri, come riporta "Il Sole24ore" in America, mentre li listini azionari registravano un rally spettacolare i titoli di stato hanno subito una pesantissima ondata di vendite......... come vedete la situazione?
balcarlo non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20-09-08, 12:27   #2 (permalink)
a difesa del gregge
 
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le agenzie di rating devono anche mangiare
se america darà $ a agenzie il rating sarà sempre quello
anche se guardando la situazione reale sembra che debba accadere tutto il contrario
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Vecchio 20-09-08, 12:34   #3 (permalink)
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Per salvare il sistema finanziario lo Stato americano si dovrà accollare molti debiti............ciò potrà minare in qualche modo la tranquillità delle emissioni governative?

Ieri, come riporta "Il Sole24ore" in America, mentre li listini azionari registravano un rally spettacolare i titoli di stato hanno subito una pesantissima ondata di vendite......... come vedete la situazione?
Le vendite di ieri sono dovute semplicemente ad un ritorno della fiducia nei mercati. La situazione era talmente grave che per scadenze molto brevi per parcheggiare il denaro sui T-bond si doveva pagare, accettare cioè un TASSO NEGATIVO
kylix non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20-09-08, 12:58   #4 (permalink)
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Le vendite di ieri sono dovute semplicemente ad un ritorno della fiducia nei mercati. La situazione era talmente grave che per scadenze molto brevi per parcheggiare il denaro sui T-bond si doveva pagare, accettare cioè un TASSO NEGATIVO
Alcuni giorni fa infatti avevo letto che c'era una corsa ai titoli di Stato USA a breve scadenza tipo i ns BOT con rendimenti dello 0,02% perchè la gente non si fidava di tenere i soldi nei c/c.........
balcarlo non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20-09-08, 14:18   #5 (permalink)
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Ma c'e' ancora qualcuno che crede ai rating?

Contano qualcosa?
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Vecchio 20-09-08, 14:49   #6 (permalink)
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rating AAA e perchè dovrebbero perderlo?
possono stampare tutta la carta che vogliono... il problema al max sarà una eventuale svalutazione del $
l'argentina è fallita perchè non poteva più stampare carta, non valeva un ficosecco!
in questi giorni il $ avrebbe dovuto scendere contro tutti... invece è salito......
alegu non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20-09-08, 16:57   #7 (permalink)
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rating AAA e perchè dovrebbero perderlo?
possono stampare tutta la carta che vogliono... il problema al max sarà una eventuale svalutazione del $
l'argentina è fallita perchè non poteva più stampare carta, non valeva un ficosecco!
in questi giorni il $ avrebbe dovuto scendere contro tutti... invece è salito......
Secondo il mio avviso, la domanda di balcarlo è LA domanda; e il rialzo del dollaro in questi giorni è un contraccolpo di breve durata, dovuto al sollievo generale degli investitori in seguito all'intervento governativo, che ha prevenuto il meltdown del sistema finanziario privato USA.
Il piano di salvataggio del governo USA si riassume in un trasferimento del rischio di meltdown dal settore privato al settore pubblico USA.
Ora, la differenza principale fra settore privato e pubblico è che il settore privato non dispone DIRETTAMENTE del Pentagono (ci sono diverse mediazioni in più).
Cioè a dire: a questo punto, il governo americano ci mette la faccia.
Non sarà facile per nessuno dirgli, come sarebbe logico, "Guarda che hai una faccia impresentabile".
Eppure, gli USA non possono serenamente imporre a tutto il mondo, dietro minaccia di ritorsione militare, l'acquisto dei loro titoli di stato, anche se oggi dietro un titolo di stato USA c'è un oceano di spazzatura, e una accertata incapacità di far fronte a un debito fuori controllo: non sarà facile neanche per loro, piazzare un assegno scoperto di queste dimensioni a tutti noi.
Il governo cinese, con un intervento sul quotidiano semiufficiale, ha già fatto presente agli USA che bisogna cambiare musica, e che la Cina non è più disposta a finanziare senza condizioni il debito americano.
La BCE, a ottobre, dovrà (o almeno spero) registrare le pressioni francesi, italiane e tedesche, e non potrà (sempre speranza mia) sottoscrivere alla cieca il megacambialone americano: altrimenti, addio controllo dell'inflazione.
Il dollaro, secondo me, non potrà non registrare la situazione di fatto, prima o poi; e la situazione di fatto è che sarà sempre più inflazionato, sempre più svalutato, e sempr più gravato da un debito che è un pozzo senza fondo. Il problema è che il dollaro è anche la valuta internazionale, e dunque l'inflazione americana si incisterà in tutte le principali valute, elevandone il valore relativo, ma provocando fiammate inflazionistiche che resteranno incontrollabili fino a quando non si sarà steso un cordone sanitario intorno al dollaro malato. Solo che questo non si può fare come se gli USA fossero l'Argentina, perchè non sono l'Argentina, ma la potenza egemone mondiale.
monostatos non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20-09-08, 17:23   #8 (permalink)
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Originalmente inviato da monostatos Visualizza messaggio
Secondo il mio avviso, la domanda di balcarlo è LA domanda; e il rialzo del dollaro in questi giorni è un contraccolpo di breve durata, dovuto al sollievo generale degli investitori in seguito all'intervento governativo, che ha prevenuto il meltdown del sistema finanziario privato USA.
Il piano di salvataggio del governo USA si riassume in un trasferimento del rischio di meltdown dal settore privato al settore pubblico USA.
Ora, la differenza principale fra settore privato e pubblico è che il settore privato non dispone DIRETTAMENTE del Pentagono (ci sono diverse mediazioni in più).
Cioè a dire: a questo punto, il governo americano ci mette la faccia.
Non sarà facile per nessuno dirgli, come sarebbe logico, "Guarda che hai una faccia impresentabile".
Eppure, gli USA non possono serenamente imporre a tutto il mondo, dietro minaccia di ritorsione militare, l'acquisto dei loro titoli di stato, anche se oggi dietro un titolo di stato USA c'è un oceano di spazzatura, e una accertata incapacità di far fronte a un debito fuori controllo: non sarà facile neanche per loro, piazzare un assegno scoperto di queste dimensioni a tutti noi.
Il governo cinese, con un intervento sul quotidiano semiufficiale, ha già fatto presente agli USA che bisogna cambiare musica, e che la Cina non è più disposta a finanziare senza condizioni il debito americano.
La BCE, a ottobre, dovrà (o almeno spero) registrare le pressioni francesi, italiane e tedesche, e non potrà (sempre speranza mia) sottoscrivere alla cieca il megacambialone americano: altrimenti, addio controllo dell'inflazione.
Il dollaro, secondo me, non potrà non registrare la situazione di fatto, prima o poi; e la situazione di fatto è che sarà sempre più inflazionato, sempre più svalutato, e sempr più gravato da un debito che è un pozzo senza fondo. Il problema è che il dollaro è anche la valuta internazionale, e dunque l'inflazione americana si incisterà in tutte le principali valute, elevandone il valore relativo, ma provocando fiammate inflazionistiche che resteranno incontrollabili fino a quando non si sarà steso un cordone sanitario intorno al dollaro malato. Solo che questo non si può fare come se gli USA fossero l'Argentina, perchè non sono l'Argentina, ma la potenza egemone mondiale.
Concordo.

Per quanto riguarda il rating sarà sicuramente mantenuto AAA ma avrà un valore puramente simbolico (come il valore del rating A per Lehman e BBB- per Parmalat) non rispecchierà la situazione veritiera degli Stati Uniti che, a mio giudizio, stanno entrando in un tunnel economico-finanziario senza precedenti.

Oggi salvano il loro sistema finanziario ma al prezzo di sacrificare il futuro del dollaro e della loro economia.

Io ne rimango fuori, esposizione zero come ormai ho da ormai 8 anni, anni in cui o crollava la borsa o crollava il dollaro non ci sono mai state opportunità se non su singole società ma mai a livello di indici.

L'Europa è messa male ma cmq meglio degli USA, i veri protagonisti saranno nell'ordine Cina, India e Russia e gli altri paesi asiatici minori; se uno vuole investire in azioni vada lì.

Per l'obbligazionario meglio come valuta l'euro (anche perchè non trovo valuta migliore ora) e titoli di società che si conoscono come le banche nostrane che avranno tanti difetti ma intanto sono tra quelle che reggono meglio alla crisi.
Da Loss A Gain non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20-09-08, 18:17   #9 (permalink)
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Concordo.

Per quanto riguarda il rating sarà sicuramente mantenuto AAA ma avrà un valore puramente simbolico (come il valore del rating A per Lehman e BBB- per Parmalat) non rispecchierà la situazione veritiera degli Stati Uniti che, a mio giudizio, stanno entrando in un tunnel economico-finanziario senza precedenti.

Oggi salvano il loro sistema finanziario ma al prezzo di sacrificare il futuro del dollaro e della loro economia.

Io ne rimango fuori, esposizione zero come ormai ho da ormai 8 anni, anni in cui o crollava la borsa o crollava il dollaro non ci sono mai state opportunità se non su singole società ma mai a livello di indici.

L'Europa è messa male ma cmq meglio degli USA, i veri protagonisti saranno nell'ordine Cina, India e Russia e gli altri paesi asiatici minori; se uno vuole investire in azioni vada lì.

Per l'obbligazionario meglio come valuta l'euro (anche perchè non trovo valuta migliore ora) e titoli di società che si conoscono come le banche nostrane che avranno tanti difetti ma intanto sono tra quelle che reggono meglio alla crisi.
Il problema di fondo per noi è, credo, la limitazione del contagio. Il dollaro, in quanto moneta di riserva internazionale, si comporta come Alien: parassita gli ospiti, si sviluppa, e al momento buono, o meglio cattivo, ti salta fuori dalla pancia.
Per consolidare sul serio il dollaro, gli USA dovrebbero mettere in amministrazione controllata il loro sistema finanziario privato, e ristabilire, in una nuova Bretton Woods, un sistema di cambi internazionali fissi. Il Tesoro dovrebbe emettere DIRETTAMENTE una quantità enorme di greenbacks, avocando il potere di battere moneta alla FED, e dovrebbe contemporaneamente programmare crediti a lungo termine e tassi bassissimi per la ricostruzione delle infrastrutture e dell'economia manifatturiera (unico provedimento che potrebbe dare respiro, e capacità di pagamento, ai lavoratori USA), richiamando in patria le lavorazioni outsourced; nel frattempo, dovrebbe restringere il credito concesso dal settore privato rialzando brutalmente i tassi di sconto. Insomma, dovrebbe invertire la rotta economica di 180 gradi.
Perche avvenga qualcosa del genere, in USA dovrebbe scoppiare una specie di rivoluzione: magari ci arriveranno anche, ma certo non conviene scommetterci.
Nel frattempo, questi scaricano la maggior quota possibile della loro crisi economica su chi? Noi.
Saremo noi che ci beccheremo il rialzo dell'inflazione, la recessione strisciante, un nuovo rialzo dei tassi BCE, e via andare: mentre questo sarebbe (se l'Europa avesse una dimensione politica indipendente) il momento buono per contendere le quote di mercato USA, e proporre l'euro come valuta diriserva internazionale.
monostatos non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 20-09-08, 18:32   #10 (permalink)
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Non dimentichiamo che il petrolio continua ad essere pagato in dollari.
Concordo che questa rappresenta un' occasione per noi (area euro) di diventare punto di riferimento per l'economia globale, ma credo la "sottomissione" nei confronti degli USA sia ben lungi dal terminare... con dimentichiamo la forza militare e ciò che politicamente comporta.
ceni non  è collegato   Rispondi citando
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