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Data registrazione: Nov 2007
Messaggi: 905
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"Ho perso 6 milioni in una sola notte"
A Wall Street la disperazione degli ex Lehman: ora un altro lavoro
GLAUCO MAGGI NEW YORK «C’è un clima da pazzi lì dentro. Tutti pregano per il meglio ma aspettano il peggio». È lo sfogo di Michael, uno dei 25 mila dipendenti di Lehman Brothers, la banca d’affari americana che lunedì ha dichiarato bancarotta. L’inglese Barclays sembra intenzionata a comprarsi qualche pezzo buono della sua attività, da investitore «avvoltoio». Ma questo non consola molto chi in un weekend ha perso il lavoro, gran parte o tutti i risparmi - spesso in azioni della propria società - e prossimamente, se non riesce più a pagare le rate del mutuo, anche la casa. E la moglie, dicono le statistiche. «Il nostro amministratore delegato ha distrutto la banca», denuncia Mohamed, ex manager, mentre se ne va dagli uffici del quartier generale. Vicino a lui, un gruppo di colleghi fra il depresso e l’arrabbiato firma un cartellone con su una caricatura di Richard Fuld, il boss che ha guidato per tanti anni la banca e si è rifiutato fino all’ultimo di venderla, facendola così fallire. Fuld è stato anche il «Ceo» più pagato di Wall Street, fino a prima della crisi. E così Geoffrey scrive, sarcastico: «Spero che la sua villa sia sicura». Altri hanno invece un’aria di calma disperata e raccontano che dentro, negli uffici, i colleghi mangiano pizza e bevono birra o anche vodka. «Tutti da ieri stiamo cercando un nuovo impiego - dice Roseanne -. La parte più triste è stata vedere i miei compagni di lavoro far su la loro roba e portarsela via. A me hanno dato due mesi di salario e spero che anche gli altri abbiamo avuto lo stesso trattamento. Speriamo di cavarcela». «Ho perso il posto, e ho visto scendere a zero il valore del mio pacchetto di azioni della Lehman, che era di 85 mila dollari al suo massimo dell’anno scorso», impreca per strada un altro ex Lehman, John, trentacinquenne, che aveva creduto tanto alla propaganda dei dirigenti e non aveva diversificato i suoi impieghi. «Mi sono fidato di loro, perché avevano investito un sacco di soldi anche loro nel titolo». E mostra il New York Post, dove campeggia la foto di David Shorr, 49 anni, ex manager di Lehman ora «consulente di gestione della ricchezza» per Morgan Stanley. «Ho perso oltre 6 milioni di dollari in una notte», racconta Shorr al giornale. Spera di recuperare qualcosa? «No, è tutto andato, ho perso tutto», scuote la testa. L’atmosfera funebre di MidTown, dove ha, o meglio aveva sede Lehman, contagia anche gli uffici più vicini a Wall Street, a DownTown, dove la strada della Borsa dopo l’11 settembre è stata trasformata in un’area pedonale iperprotetta. Dai terroristi, sicuramente, ma non dagli uragani del mercato. Peter, sui 60 anni, lavora per una società di servizi esterni che faceva affari con la Lehman: «Venerdì scorso avevo parlato con un dirigente della banca, mi diceva che aveva ancora qualche speranza. Ieri, quando l’ho finalmente rintracciato sul cellulare, aveva la voce rotta. Balbettava. Ancora non si capacitava di essere a casa sua un lunedì di Borsa aperta». Già mesi fa, la coda dei primi licenziamenti alla Bear Stearns e nelle banche che iniziavano a chiudere divisioni e a perdere personale erano stati i drammi in famiglia. I broker e i trader che guadagnano sugli affari chiusi e i titoli piazzati non vivono solo di lauti stipendi mensili: i bonus milionari di fine anno, durante il boom dei bond misteriosi dal 2004 al 2006, avevano creato tanti nuovi ricchi, e consorti viziate. Negli ultimi mesi gli avvocati specializzati in cause familiari hanno già moltiplicato l’assistenza a mogli di manager che non accettano di abbassare il loro tenore di vita, entrano in tensione con il marito, e divorziano. Tra i 10 mila o quasi che la Lehman ha lasciato senza reddito, si può scommettere che si creerà un indotto non indifferente di crisi coniugali. Angela, sui 55 anni, cammina di fretta ma accetta di scambiare un commento: «Io e mio marito lavoriamo per una banca che, finora, sembra sicura. Incrociamo le dita, tocchiamo ferro. È triste soprattutto vedere i giovani che hanno da poco iniziato a lavorare in questo settore, appena usciti dal college, e ora devono affrontare un’emergenza simile. Dopo il crollo del 1987 - ricorda Angela che allora era ai suoi inizi - il settore non subì uno sconvolgimento simile a quello a cui assistiamo oggi. Chi perse il posto lo ritrovò senza uscire dal comparto finanziario. Questa volta, se ai 20 mila posti che sono stati bruciati dall’anno passato si dovessero aggiungere altri fallimenti nelle prossime settimane, il recupero sarà molto più arduo». |
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#2 (permalink) |
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greed is good
Data registrazione: Oct 2007
Messaggi: 8,316
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[QUOTE=mirkx;18576623]ex manager di Lehman ora «consulente di gestione della ricchezza» per Morgan Stanley. «Ho perso oltre 6 milioni di dollari in una notte», racconta Shorr al giornale. Spera di recuperare qualcosa? «No, è tutto andato, ho perso tutto», scuote la testa.
QUOTE] no comment... |
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#6 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Dec 2007
Messaggi: 131
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Io lavoro in banca come tanti di voi, e spero che i nostri amministratori siano almeno prudenti. Comunque mi auguro di non trovarmi mai in una situazione del genere e non lo auguro a nessuno del forum.
Speriamo che la lezione sia bastata. Perchè passata la bufera si dimentica, quindi sarà meglio fotografare e ricordarsi bene le sensazioni di queste persone che hanno perso il lavoro e dei clienti terrorizzati che vengono a chiedere informazioni. Correttezza. coscenza, trasparenza, umiltà e rispetto dele regole. Sono solo alcuni dei principi che dovrebbero guidare il nostro lavoro....... |
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fretta e pazienza
Data registrazione: Jul 2007
Messaggi: 5,073
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Citazione:
queste cose non passano mai.. perché ognuno si sente superiore e unico nel fregare gli altri manager e dirigenti onnipotenti con poteri enormi e senza controllo cose all'ordine del giorno..in molte aziende..molti settori... siamo tutti dell'idea che 'frego e per me va bene'..ma ci stiamo giocando il sistema |
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