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Lehman in CH11
Lehman Announces Bankruptcy Filing For Holding Company
Posted by John Carney, Sep 15, 2008, 12:32am Lehman Brothers has officially announced that its top-level parent company, Lehman Brothers Holdings Inc, will file for Chapter 11 bankruptcy protection. None of its subsidiaries will be included in the filing and will continue to operate, according to the press release Lehman issued. non ho parole. |
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Breaking News...Lehman Bros files for Chapter 11 Bankruptcy India Infoline News Service / Mumbai Sep 15, 2008 10:08 No other Lehman Brothers’ U.S. subsidiaries or affiliates, including its broker-dealer and investment management subsidiaries, are included in the filing. Lehman Brothers Holdings Inc. (“LBHI”) announced today that it intends to file a petition under Chapter 11 of the U.S. Bankruptcy Code with the United States Bankruptcy Court for the Southern District of New York. None of the broker-dealer subsidiaries or other subsidiaries of LBHI will be included in the Chapter 11 filing and all of the broker-dealers will continue to operate. Customers of Lehman Brothers, including customers of its wholly owned subsidiary, Neuberger Berman Holdings, LLC, may continue to trade or take other actions with respect to their accounts. The Board of Directors of LBHI authorized the filing of the Chapter 11 petition in order to protect its assets and maximize value. In conjunction with the filing, LBHI intends to file a variety of first day motions that will allow it to continue to manage operations in the ordinary course. Those motions include requests to make wage and salary payments and continue other benefits to its employees. LBHI is exploring the sale of its broker-dealer operations and, as previously announced, is in advanced discussions with a number of potential purchasers to sell its Investment Management Division (“IMD”). LBHI intends to pursue those discussions as well as a number of other strategic alternatives. Neuberger Berman, LLC and Lehman Brothers Asset Management will continue to conduct business as usual and will not be subject to the bankruptcy case of its parent, and its portfolio management, research and operating functions remain intact. In addition, fully paid securities of customers of Neuberger Berman are segregated from the assets of Lehman Brothers and are not subject to the claims of Lehman Brothers Holdings’ creditors. |
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Lehman Brothers has filed for Chapter 11 bankruptcy after Barclays and Bank of America abandoned talks to buy the company.
Lehman said that no broker-dealer subsidiaries will be included in bankruptcy filing. It added that it is exploring sale of its broker-dealer operations. It further said that it is in advanced talks with potential buyers for investment management division. Lehman added that the customers of the company may continue to trade/take action with respect to their accounts. |
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Che sono in bancarotta protetta. Cercheranno di riorganizzarsi vendendo assett e facendo pulizia della***** tossica che hanno dentro per vedere se riescono ad uscirne.
Per chi ha i bond ci sono ancora speranze in quanto l'emittente magari non li taglia troppo di vaolore nominale. Per chi ha azioni invece ha perso. Meglio comunque al momento un ch11 di un ch7 che portava alla liquidiazione completa della società. |
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Il crac della Lehman
e lo schiaffo al Tesoro Usa E' una disperata corsa contro il tempo per limitare i fallimenti a catena tra i colossi bancari americani. Nel giro di poche ore ieri sera i convulsi negoziati tra il governo, la banca centrale e i big di Wall Street hanno prodotto due sorprese. Un drammatico fiasco, e un potenziale colpo di scena positivo. Da una parte la merchant bank Lehman Brothers non ha trovato acquirenti e sembra condannata alla liquidazione fallimentare. Dall'altra Bank of America sarebbe disposta a salvare, acquistandola, un'altra gloriosa istituzione sull'orlo del crac: Merrill Lynch. La crisi attuale è talmente grave che l'ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan la definisce "un evento che si verifica una sola volta in un secolo". Mentre i suoi successori si affannavano senza successo al capezzale della Lehman Brothers, lui lanciava una previsione sinistra: "Altre banche falliranno". Bill Gross, fondatore e presidente di Pimco, uno dei maggiori fondi d'investimento del mondo, parla di uno "tsunami finanziario" e rivela che tutti i colossi bancari sono fragili: "Ormai solo il Tesoro può ancora mobilitare dei capitali". Ma il Tesoro degli Stati Uniti, nella persona di Henry Paulson, ieri sera viveva una prova durissima. Erano le ultime ore utili per affrontare il crac annunciato della Lehman Brothers, quarta banca d'investimento di Wall Street con 25.000 dipendenti. Arrivato al terzo giorno di consultazioni tese e frenetiche con tutti i maggiori banchieri d'America, più alcuni europei e asiatici, Paulson ha dovuto incassare un'umiliazione. La Barclays, terza banca britannica, si è chiamata fuori dopo essere stata per tutto il weekend la candidata più gettonata per comprarsi almeno il "pezzo sano" di Lehman. "Non ci sono sufficienti garanzie per proteggerci da ulteriori perdite nascoste nei bilanci della Lehman", è stato il pesante verdetto dei dirigenti Barclays prima di eclissarsi. Quel no inglese ha fatto vacillare il delicato edificio che il segretario al Tesoro aveva tentato di costruire durante tutto il weekend, con l'appoggio della Federal Reserve e della Sec (l'autorità di vigilanza sui mercati). L'ipotesi di lavoro fino a quel momento era stata la divisione in due del "cadavere" Lehman Brothers. Da una parte quel poco di attività ancora sane e redditizie, da vendere al migliore offerente. Dall'altra una "bad bank" da costituire infilandoci dentro tutto il patrimonio a rischio: dagli investimenti immobiliari ai famigerati "credit default swaps", contratti di assicurazione contro il fallimento, titoli altamente speculativi che sono l'epicentro di un nuovo collasso finanziario. In questa "cattiva banca" andrebbero stipati degli attivi finanziari dal valore così dubbio che gli esperti li definiscono "toxic assets", un termine più adatto a descrivere una discarica di rifiuti contaminati dalla diossina. La "cattiva banca", nelle speranze del Tesoro, dovrebbe essere salvata con l'intervento di tutti i principali attori di Wall Street. Proprio quelli convocati nella sede della Federal Reserve di New York per tre interminabili giornate di trattative, da venerdì sera a ieri sera: Citigroup, JP Morgan Chase, Morgan Stanley e altri. Un vertice interminabile e convulso, che fino a tarda sera non ha trovato alternative a una liquidazione fallimentare. E dietro il crac di Lehman già si profilano all'orizzonte altre possibili bancarotte: il disastro dei "credit default swaps" ha fatto crollare del 30% in una sola seduta di Borsa il valore del colosso assicurativo Aig; nel campo bancario le prossime vittime potrebbero essere la cassa di risparmio Washington Mutual e la Merrill Lynch. Ma è proprio per Merrill Lynch che a sorpresa nella tarda serata di ieri è spuntato il "cavaliere bianco", nelle vesti di Bank of America. Seconda banca americana, con una vastissima rete commerciale, molto insediata nelle attività tradizionali, e apparentemente un po' meno martoriata dalle perdite sui mutui e sulle attività speculative. Bank of America ha improvvisamente rivelato la sua disponibilità a trattare l'acquisto di Merrill Lynch, arginando almeno in parte l'effetto-domino che minacciava di travolgere una dietro l'altra le principali merchant bank di Wall Street. Il ministro del Tesoro dopo i salvataggi di Bear Stearns e la nazionalizzazione di Fannie e Freddie è in serie difficoltà. Lo si accusa di scaricare sul bilancio pubblico oneri che verranno pagati dagli americani per generazioni. Inoltre Paulson deve vedersela con le richieste di salvataggi che non vengono da Wall Street bensì da Detroit: i tre colossi agonizzanti dell'industria automobilistica (General Motors, Ford e Chrysler) hanno chiesto al Congresso gigantesche sovvenzioni per scongiurare il fallimento. I colletti blu dell'industria automobilistica sono un elettorato in bilico fra McCain e Obama. Dire sì alle richieste di aiuti dei banchieri di Wall Street, e negare la ciambella di salvataggio a Detroit, potrebbe avere conseguenze cruciali nel voto del 4 novembre. |
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Lehman a un passo dal fallimento
Wall Street si prepara al terremoto NEW YORK - Si annuncia come uno dei lunedì più difficili di tutta la sua storia quello che si appresta a vivere oggi Wall Street. Mano a mano che la crisi della Lehman Brothers appare sempre più inevitabile, il sistema finanziario americano (e di conseguenza quello mondiale) si appresta a fare i conti con le sconvolgenti ripercussioni che l'ennesima vittima eccellente della crisi dei mutui facili inevitabilmente produrrà. La Lehman Brothers, la più piccola delle banche d'affari statunitense, sembra infatti ormai destinata alla bancarotta o alla liquidazione, dopo l'abbandono delle trattative per il salvataggio da parte di Barclays e di Bank of America. In mancanza di un appoggio da parte delle autorità tutti i papabili acquirenti si sono tutti tirati indietro e la richiesta di bancarotta sembra ormai imminente. Un precipitare degli eventi che non ha fatto cambiare posizione né al Tesoro Usa né alla Fed, entrambe ferme nella scelta di non mettere in campo questa volta un salvataggio sullo stile Bear Stearns o, tanto meno, sulla scia di quanto deciso per Fannie Mae e Freddie Mac. Le autorità americane si sono limitate piuttosto a mettere in campo a sostegno dei mercati misure di natura tecnica in grado di allentare i timori e ad aumentare la liquidità. La Fed, con l'esplicito appoggio del Tesoro, ha infatti annunciato l'ampliamento della gamma di garanzie accettate per prestiti dalle banche di investimento che, ora, potranno presentare a garanzia anche titoli spazzatura. Visto il nuovo atteggiamento delle autorità pubbliche, le banche (almeno quelle ancora in grado di farlo) si sono viste costrette a correre ai ripari, realizzando una sorta di fondo anti-fallimento: dieci istituti, non solo americani, hanno dato così vita a un fondo da 70 miliardi con il quale si assicurano liquidità aggiuntiva a sufficienza. Le risorse del fondo possono anche aumentare se altre istituzioni decidessero di aderire all'iniziativa di Bank of America, Citibank, Barclays, Credit Suisse, Ubs, JpMorgan, Merrill Lynch, Goldman Sachs, Deutsche Bank e Morgan Stanley. Il futuro di Lehman, ormai a un passo dalla bancarotta, si è complicato nelle ultime ore: prima Bank of America, poi Barclays hanno abbandonato le trattative in quanto, a loro avviso, recuperare la situazione senza un aiuto del governo era impossibile. Bank Of America, però non si è lasciata spaventare e anzi, nelle ultime ore ha lavorato intensamente per accaparrarsi quella che per gli operatori sarebbe, in caso di collasso di Lehman, il nuovo bersaglio del mercato: Merrill Lynch. L'acquisizione, alla quale mancherebbe solo la firma, dovrebbe avvenire per una cifra che si aggira sui 44 miliardi di dollari, cioè 29 dollari per azione, con un premio del 70% rispetto alla chiusura di Merrill di venerdì. A rendere ancora più esplosiva una situazione già molto difficile, si aggiungono le difficoltà della Aig. Il colosso assicurativo svelerà domani un piano di ristrutturazione ed è alla ricerca di un prestito ponte da 40 miliardi da parte della Fed. |
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