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#82 (permalink) |
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Madoff forever !
Data registrazione: Nov 2005
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Oltre alle vicende delle fusioni ed acquisizioni che hanno recentemente dominato il comparto, un altro elemento che consente - in chiave prospettica - di seguirne l'evoluzione è quello delle normative e degli atti di indirizzo politico adottandi in sede UE.
Al centro dell'attenzione, due problematiche: 1) la rimozione degli ostacoli alla liberalizzazione del mercato energetico comunitario; 2) la politica energetica da perseguire in ottica comunitaria nei prossimi anni, in vista del conseguimento di una serie di obiettivi: dalla maggiore efficienza nell'utilizzo dell'energia (a propria volta mirata ad un contenimento dei consumi e delle emissioni di Co2) alla differenziazione delle fonti di approvvigionamento ed al favore verso le energie rinnovabili (così da contenere la dipendenza energetica da paesi ad alto rischio geopolitico, a partire dalla Russia). Segnalo a tutti un interessante articolo del Sole 24 ore di ieri sabato 6 settembre circa il piano di settore della UE che dovrebbe essere presentato ad inizio novembre e che cercheremo di seguire tramite i commenti sulla stampa onde comprenderne i ricaschi sul business delle utilities. Sul profilo della liberalizzazione, posto qui una Reuters di un paio di giorni fa che fa il punto sullo stato dell'arte, traendo spunto da un report dell'IEA (International Energy Agency) sul mercato energetico europeo. Si rammenta come la Commissione Europa abbia proposto lo scorporo (unbundling) della proprietà delle reti di trasmissione dell'elettricità e del gas dalle attività dei produttori di energia, appunto con l'intento di liberalizzare l'accesso ai mercati e di conseguire per tale via riduzioni nei prezzi. Mentre alcuni paesi (segnatamente l'Italia e il Regno Unito) hanno già per certi versi seguito questa strada (e da noi abbiamo società come Terna o Snam Rete Gas), forti resistenze sono state espresse da Francia e Germania al summit dei ministri nazionali responsabili per le politiche energetiche tenutosi nel giugno scorso. In realtà, vi è dibattito circa l'ottenimento di risultati significativi per tramite di una tale politica, giacché i costi energetici in Italia ed in UK sono superiori rispetto a quelli di Francia e Germania (sebbene il discorso dovrebbe ampliarsi ad interessare altri elementi del quadro, quali ad es. quello del regime tariffario esistente, libero o piuttosto regolamentato). Il Parlamento Europeo, nel recepire la posizione della Commissione, la ha già stemperata, confermando l'orientamento a favore dell'unbundling delle reti elettriche, ma non delle reti di distribuzione del gas, sul quale ha espresso disponibilità a reperire soluzioni di compromesso. La posizione di Francia e Germania è di contrarietà allo scorporo della proprietà delle reti, e favorevole semmai ad una distinzione funzionale dell'attività di gestione delle reti distributive da quella di produzione dell'energia, con la gestione delle reti che andrebbe sottoposta ad una stretta supervisione da parte di autorithy pubbliche, ma senza che la proprietà delle reti sia separata da quella delle attività di produzione, costringendosi le utility nazionali a procedere allo scorporo. In realtà questa posizione negoziale si è indebolita in seguito alle decisioni della Commissione Europea in sede di Antitrust Comunitaria che hanno costretto le tedesche E.On e RWE a cedere parti delle loro reti di trasmissione, così affermando indirettamente l'esigenza di scorporare la proprietà delle reti per ovviare a problemi di tipo concentrativo. In ogni caso, francesi e tedeschi continuano ad opporsi e nei prossimi mesi incominceranno le trattative fra il Parlamento Europeo e gli stati nazionali in merito ad un accordo finale che sfocerà in una nuova normativa comunitaria circa le misure per la liberalizzazione del comparto. La Reuters UPDATE 1-EU should pursue full energy liberalisation - IEA Thu Sep 4, 2008 9:42am EDT Adds IEA quotes) By Pete Harrison BRUSSELS, Sept 4 (Reuters) - The European Union should fully liberalise its electricity and gas markets, pursuing a controversial goal set by its executive last year, according to a report on Thursday by the International Energy Agency (IEA). The EU's executive European Commission proposed dividing ownership of gas and electricity supply from pipelines and grids in a drive to help new market entrants and force down prices. But European Union energy ministers yielded to pressure from France and Germany at a June summit, giving giant energy companies easier alternatives to being broken up. The European Parliament, which has powers of co-decision alongside the energy ministers, stuck firm to the Commission's initial preference for full ownership unbundling of electricity networks but agreed to compromise on gas. "We are concerned about the resistance against what we think is the right proposal by the Commission for full ownership unbundling," Nobuo Tanaka, the executive director of the IEA, told reporters. France and Germany have spearheaded opposition to any forced breakup of national energy champions and proposed a "third way" allowing vertically integrated utilities to keep ownership of transmission networks under strict supervision by a regulator. "While regulation can achieve much of the same outcome, it will always be a second-best solution," said Tanaka. "It (unbundling) is critical for stimulating competition and it is also critical for achieving overall integration of the European grid." The hand of Paris and Berlin appeared to be weakened in negotiations when German utilities RWE (RWEG.DE: Quote, Profile, Research, Stock Buzz) and E.ON EONG.DE were forced to sell parts of their transmission networks to settle antitrust cases brought by the Commission. But Germany has stuck to its guns, and France has since taken over the rotating EU presidency and has stated its reluctance to advance the issue. The European Parliament and member states are expected to enter negotiations in coming months to reach a final agreement on liberalisation. "We encourage the Commission to pursue its original preferred option in debates with the other institutions," said Tanaka. (Reporting by Pete Harrison; editing by Toby Chopra) |
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#83 (permalink) |
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Madoff forever !
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Tabelle monitoraggio prezzi e rendimenti (gruppo di lavoro: Alobar, Magallo, I98mark).
AVVERTENZE Numerose le avvertenze della settimana, in quanto ai bond che non hanno fatto prezzo sui mercati tedeschi e dei quali, sempre grazie all'apporto di Massimo S., è stato possibile reperire i prezzi sui mercati tedeschi, vanno aggiunti i bond Enel e Edison, per i quali il sito di BancaIMI non mi ha riportato, contrariamente alle settimane precedenti, i prezzi di chiusura dei bond sull'EuroTLX. Anche per questi bond i prezzi indicati non sono dunque quelli dell'EuroTLX, bensì quelli dell'ICMA, tranne per i due bond Enel i cui ISIN iniziano per IT, per i quali il mercato di riferimento è il MOT. Questi bond si aggiungono, questa settimana, al 5,875% Suez Belgelec 2009 al 4,25% Suez Belgelec 2010, al 5,5% Gie Suez 2012. Per tutti, i prezzi riportati sono quelli rilevati venerdì scorso in chiusura sull'ICMA, e non sui mercati tedeschi tramite il sito di OnVista. Per il secondo di questi bond, preciso che i prezzi senza scambi rilevati in apertura di mercato su Francoforte sono stati volutamenti trascurati in quanto assi divergenti da quelli rilevati su altri mercati (non solo l'ICMA, ma anche, ad es., mercati retail come lo svizzero SWX) e tali da determinare un andamento del tutto anaomalo della curva dei rendimenti di GDF Suez. Rammento a tutti come, per effetto del completamento della fusione fra Suez e Gaz de France, è nata un'unica società, Gdf Suez, alla quale fanno capo gli emittenti precedentemente collegati al gruppo Suez. Per tale ragione, nel grafico i bond delle società del gruppo Suez (Suez Belgelec e Gie Suez) sono stati integrati con quelli originariamente di Gaz de France (ora passati sotto denominazione Gdf Suez). ------------------------------ La settimana monitorata Ancora un settimana di calo per i rendimenti e di salita per i prezzi dei bond monitorati, aiutati sia dalla debolezza dell'equity, sia dal dato del tasso di disoccupazione USA e dalle richieste di sussidi settimanali rivelatisi, specie il primo, superiori alle attese. Il mercato azionario invero ha scelto di trascurare del tutto altri dati macro USA, pure superiori alle attese ma in positivo rispetto alle aspettative, portando chi scrive a sospettare che il deleverage legato alla chiusura settembrina delle trimestrali Q3/2008 di molte banche ed assicurazioni USA abbia avuto un ruolo nel generare un consistente flusso di vendite nell'azionario, insieme con i timori legati ai destini di alcuni protagonisti del comparto dei titoli finanziari statunitensi. In Europa, la decisione della BCE di introdurre criteri più restrittivi circa il collaterale da accettare a fronte dei repo accordati alle banche a partire da febbraio 2009, se da un lato è da leggere in positivo come segnale di possibile passaggio ad una fase di minore emergenza, dall'altro segnala anche l'esigenza di ridurre la liquidità circolante per evitare l'acuirsi della stagflazione in essere nonché l'urgenza - per chi fra banche ed assicurazioni europee ha da effettuare svalutazioni e ricapitalizzazioni - di procedere senza ulteriori indugi in tal senso di qui a fine anno. Personalmente, resto convinto che quelli attuali siano prezzi sui quali muoversi ancora con grande cautela in acquisto, specie sui bond lunghi ... Vi rammento infine che il file che contiene le tabelle sarà disponibile per il download sul sito Ventimaggio gestito da Maino nei prossimi giorni. http://digilander.libero.it/ventimag...i%20files.html La tabella riepilogativa dei prezzi è sdoppiata: questa la prima parte... Ultima modifica di i98mark : 08-09-08 alle ore 10:20 Motivo: inversione di termini nella prima frase: dovrei astenermi dallo scrivere a tarda sera... |
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#85 (permalink) |
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Madoff forever !
Data registrazione: Nov 2005
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La prima parte della tabella.
Rammento a tutti che il rendimento come calcolato dal file comprende l'imposta sulla cedola ma non quella sul capital gain. Tale circostanza ha di solito un'influenza contenuta sul rendimento netto evidenziato in tabella, ma può determinare problemi specie per quei bond che hanno cedola molto ridotta, come ad es. il cv Solon AG, e dunque un rendimento annuo espresso quasi interamente dal capital gain sui corsi correnti. Per questo bond in particolare si suggerisce di verificare i rendimenti netti sul foglio di Maino. Ultima modifica di i98mark : 08-09-08 alle ore 10:18 |
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Member
Data registrazione: Mar 2008
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Citazione:
ma non quella sul capital gain ? |
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