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Vecchio 12-06-08, 15:40   #1 (permalink)
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Situazione generale Titoli di Stato e Obbligazioni

Buongiorno a tutti,
è da un po' che desidero scrivere sul forum, ho letto molti argomenti interessanti e ora vorrei condividerne uno con voi.

Ho notato nel mondo obbligazionario le seguenti situazioni:

I BOT annuali appena emessi sfiorano rendimenti lordi pari al 4,60%, è arrivato il tanto annunciato aumento dei tassi o fra 6 mesi torneremo ai vecchi 3,50% netti?

L'euribor vola e un titolo come merrill lync TV 2011 (EUR 3M +0.35 94.50) tocca rendimenti prossimi al 7%.

Le General Electric TF (AAA 2009 - 2010) che a fatica arrivavano al 3,9% ora sono ai minimi storici e con rendimenti pari al 4,50%

Due mesi fa sembrava che i CCT fossero ai minimi ma ora sono scesi tutti sottocento e con un bot semestrale di prossima emissione si arriverà a un 4.20% netto annuale.

Personalmente in portafoglio possiedo cct luglio/agosto/ottobre '09, tutti acquistati sopra cento, i CCT agosto al momento hanno cedola pari al 2,05, i luglio 2,10 e gli ottobre 2,20. Rimpiango di averli comprati un mese fa e non ora (visto che sono scesi tutti di uno 0,5 e quotano tutti sottocento) ma un mese fa sembravano già bassi!
Contando sull'aumento dei bot almeno i cct luglio dovrebbero adeguarsi a (si spera) un 2,25/2.30 lordo e saranno i primi del mio portafoglio a ricevere la nuova cedola.
Avendo ancora un po' di somme da investire, è il caso di integrare con altri bot o cct sapendo che al momento sono molto bassi e offrono rendimenti sopra il 4%?

Un pensiero alle bancarie: Personalmente ho avuto qualche soddisfazione con le Zero coupon Merrill Lynch ma vedendo le AAA (ad es. General Electric 2010 @ 4,50%) non capisco ancora come mai la differenza di rating e la crisi bancaria non comporti una differenza sostanziale sui rendimenti.
Perchè general electric è scesa ai minimi storici in un mese?
se guardiamo le citigroup 2010 TF rendono un 4.65 (AA-) contro un 4,50 della GE (AAA).

I rendimenti netti al 3.6-3.8% che si ricercavano qualche mese fa sono diventati spazzatura in così poco tempo? Sembra che ora un 4.30% sia ottenibile da tutti con una propensione al rischio quasi pari a "zero".

Cosa succede? Lasciamo correre o ci buttiamo nella mischia?
Daniel.z non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-06-08, 16:35   #2 (permalink)
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L'avatar di negusneg
 
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Buongiorno a tutti,
è da un po' che desidero scrivere sul forum, ho letto molti argomenti interessanti e ora vorrei condividerne uno con voi.

Ho notato nel mondo obbligazionario le seguenti situazioni:

I BOT annuali appena emessi sfiorano rendimenti lordi pari al 4,60%, è arrivato il tanto annunciato aumento dei tassi o fra 6 mesi torneremo ai vecchi 3,50% netti?

L'euribor vola e un titolo come merrill lync TV 2011 (EUR 3M +0.35 94.50) tocca rendimenti prossimi al 7%.

Le General Electric TF (AAA 2009 - 2010) che a fatica arrivavano al 3,9% ora sono ai minimi storici e con rendimenti pari al 4,50%

Due mesi fa sembrava che i CCT fossero ai minimi ma ora sono scesi tutti sottocento e con un bot semestrale di prossima emissione si arriverà a un 4.20% netto annuale.

Personalmente in portafoglio possiedo cct luglio/agosto/ottobre '09, tutti acquistati sopra cento, i CCT agosto al momento hanno cedola pari al 2,05, i luglio 2,10 e gli ottobre 2,20. Rimpiango di averli comprati un mese fa e non ora (visto che sono scesi tutti di uno 0,5 e quotano tutti sottocento) ma un mese fa sembravano già bassi!
Contando sull'aumento dei bot almeno i cct luglio dovrebbero adeguarsi a (si spera) un 2,25/2.30 lordo e saranno i primi del mio portafoglio a ricevere la nuova cedola.
Avendo ancora un po' di somme da investire, è il caso di integrare con altri bot o cct sapendo che al momento sono molto bassi e offrono rendimenti sopra il 4%?

Un pensiero alle bancarie: Personalmente ho avuto qualche soddisfazione con le Zero coupon Merrill Lynch ma vedendo le AAA (ad es. General Electric 2010 @ 4,50%) non capisco ancora come mai la differenza di rating e la crisi bancaria non comporti una differenza sostanziale sui rendimenti.
Perchè general electric è scesa ai minimi storici in un mese?
se guardiamo le citigroup 2010 TF rendono un 4.65 (AA-) contro un 4,50 della GE (AAA).

I rendimenti netti al 3.6-3.8% che si ricercavano qualche mese fa sono diventati spazzatura in così poco tempo? Sembra che ora un 4.30% sia ottenibile da tutti con una propensione al rischio quasi pari a "zero".

Cosa succede? Lasciamo correre o ci buttiamo nella mischia?
Ciao daniel, benvenuto in sezione

Poni un sacco di temi interessanti, qui vorrei sottolinearne due.

Rispetto a qualche mese fa sono cambiate molte cose. Nel giro di pochi mesi l'inflazione è passata dal 2% al 3,6% (alla faccia di chi pronosticava che, essendo "taroccata", sarebbe rimasta al 2% per sempre) ed ovviamente le obbligazioni a tasso fisso (ma non solo loro) ne anno risentito. Vista la fase di incertezza sconsiglio di prendere posizioni aggressive sul tasso fisso. Meglio privilegiare obbligazioni indicizzate, all'euribor o all'inflazione.

La mischia su cui buttarsi, secondo me, è piuttosto quella di alcune obbligazioni corporate che offrono uno spread di tutto rispetto. Penso alle banche americane (per i più coraggiosi) o alle General Electric. In entrambi i casi, però, sto privilegiando quelle indicizzate e di lunga durata in modo da minimizzare il possibile effetto sfavorevole di un aumento dei tassi ma al tempo stesso massimizzare un possibile ritorno degli spread alla normalità.

Sempre con cautela però, la fase di incertezza è destinata a durare ed è bene conservare munizioni che potrebbero rivelarsi preziose in futuro.
negusneg non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-06-08, 17:01   #3 (permalink)
Madoff forever !
 
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Buongiorno a tutti,
è da un po' che desidero scrivere sul forum, ho letto molti argomenti interessanti e ora vorrei condividerne uno con voi.

Ho notato nel mondo obbligazionario le seguenti situazioni:

I BOT annuali appena emessi sfiorano rendimenti lordi pari al 4,60%, è arrivato il tanto annunciato aumento dei tassi o fra 6 mesi torneremo ai vecchi 3,50% netti?

L'euribor vola e un titolo come merrill lync TV 2011 (EUR 3M +0.35 94.50) tocca rendimenti prossimi al 7%.

Le General Electric TF (AAA 2009 - 2010) che a fatica arrivavano al 3,9% ora sono ai minimi storici e con rendimenti pari al 4,50%

Due mesi fa sembrava che i CCT fossero ai minimi ma ora sono scesi tutti sottocento e con un bot semestrale di prossima emissione si arriverà a un 4.20% netto annuale.

Personalmente in portafoglio possiedo cct luglio/agosto/ottobre '09, tutti acquistati sopra cento, i CCT agosto al momento hanno cedola pari al 2,05, i luglio 2,10 e gli ottobre 2,20. Rimpiango di averli comprati un mese fa e non ora (visto che sono scesi tutti di uno 0,5 e quotano tutti sottocento) ma un mese fa sembravano già bassi!
Contando sull'aumento dei bot almeno i cct luglio dovrebbero adeguarsi a (si spera) un 2,25/2.30 lordo e saranno i primi del mio portafoglio a ricevere la nuova cedola.
Avendo ancora un po' di somme da investire, è il caso di integrare con altri bot o cct sapendo che al momento sono molto bassi e offrono rendimenti sopra il 4%?

Un pensiero alle bancarie: Personalmente ho avuto qualche soddisfazione con le Zero coupon Merrill Lynch ma vedendo le AAA (ad es. General Electric 2010 @ 4,50%) non capisco ancora come mai la differenza di rating e la crisi bancaria non comporti una differenza sostanziale sui rendimenti.
Perchè general electric è scesa ai minimi storici in un mese?
se guardiamo le citigroup 2010 TF rendono un 4.65 (AA-) contro un 4,50 della GE (AAA).

I rendimenti netti al 3.6-3.8% che si ricercavano qualche mese fa sono diventati spazzatura in così poco tempo? Sembra che ora un 4.30% sia ottenibile da tutti con una propensione al rischio quasi pari a "zero".

Cosa succede? Lasciamo correre o ci buttiamo nella mischia?
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Ciao daniel, benvenuto in sezione

Poni un sacco di temi interessanti, qui vorrei sottolinearne due.

.....

Sempre con cautela però, la fase di incertezza è destinata a durare ed è bene conservare munizioni che potrebbero rivelarsi preziose in futuro.
Mi unisco al benvenuto e quoto in particolare l'ultima parte del messaggio del Negus.

Un'opinione che ho espresso anch'io in più di una occasione.
i98mark non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-06-08, 22:49   #4 (permalink)
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La mischia su cui buttarsi, secondo me, è piuttosto quella di alcune obbligazioni corporate che offrono uno spread di tutto rispetto. Penso alle banche americane (per i più coraggiosi) o alle General Electric. In entrambi i casi, però, sto privilegiando quelle indicizzate e di lunga durata in modo da minimizzare il possibile effetto sfavorevole di un aumento dei tassi ma al tempo stesso massimizzare un possibile ritorno degli spread alla normalità.

.
Ciao Negus,
da quello che scrivi capisco che in caso di rialzo dei tassi, tra 2 bond a tv, quello che ne risentirebbe meno, (sul prezzo) è quello con scadenza più lunga.
Ma i tv non dovrebbero essere quasi immuni dall'andamento dei tassi?
E perchè quello a lunga durata ne risentirebbe meno, (il contrario di quanto accade per il tf).
dierre non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12-06-08, 23:07   #5 (permalink)
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Ciao daniel, benvenuto in sezione

Poni un sacco di temi interessanti, qui vorrei sottolinearne due.

Rispetto a qualche mese fa sono cambiate molte cose. Nel giro di pochi mesi l'inflazione è passata dal 2% al 3,6% (alla faccia di chi pronosticava che, essendo "taroccata", sarebbe rimasta al 2% per sempre) ed ovviamente le obbligazioni a tasso fisso (ma non solo loro) ne anno risentito. Vista la fase di incertezza sconsiglio di prendere posizioni aggressive sul tasso fisso. Meglio privilegiare obbligazioni indicizzate, all'euribor o all'inflazione.

La mischia su cui buttarsi, secondo me, è piuttosto quella di alcune obbligazioni corporate che offrono uno spread di tutto rispetto. Penso alle banche americane (per i più coraggiosi) o alle General Electric. In entrambi i casi, però, sto privilegiando quelle indicizzate e di lunga durata in modo da minimizzare il possibile effetto sfavorevole di un aumento dei tassi ma al tempo stesso massimizzare un possibile ritorno degli spread alla normalità.

Sempre con cautela però, la fase di incertezza è destinata a durare ed è bene conservare munizioni che potrebbero rivelarsi preziose in futuro.
Certo che noi poveri mortali siamo strani...fino a poco fa ci dicevano che l'inflazione era domata e noi via a comprare btp..a prezzi stratosferici. ora succede l'esatto opposto e noi via a comprare variabile...... con i btp sui minimi...fra poco ci ridiranno che è tutto ok e noi di corsa a comprare btp che probabilmente pagheremo molto di più.....
ronsard non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-06-08, 22:36   #6 (permalink)
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Ciao Negus,
da quello che scrivi capisco che in caso di rialzo dei tassi, tra 2 bond a tv, quello che ne risentirebbe meno, (sul prezzo) è quello con scadenza più lunga.
Ma i tv non dovrebbero essere quasi immuni dall'andamento dei tassi?
E perchè quello a lunga durata ne risentirebbe meno, (il contrario di quanto accade per il tf).

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dierre non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-06-08, 23:00   #7 (permalink)
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Certo che noi poveri mortali siamo strani...fino a poco fa ci dicevano che l'inflazione era domata e noi via a comprare btp..a prezzi stratosferici. ora succede l'esatto opposto e noi via a comprare variabile...... con i btp sui minimi...fra poco ci ridiranno che è tutto ok e noi di corsa a comprare btp che probabilmente pagheremo molto di più.....
Tranquillo, tanto poi arrivano le spiegazioni "ex post", e noi tutti diremo a noi stessi "ma che c.azzone che sono stato, come ho fatto a non capirlo prima".
ciao
sursum corda
sigmund1 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14-06-08, 23:44   #8 (permalink)
col senno di poi
 
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Certo che noi poveri mortali siamo strani...fino a poco fa ci dicevano che l'inflazione era domata e noi via a comprare btp..a prezzi stratosferici. ora succede l'esatto opposto e noi via a comprare variabile...... con i btp sui minimi...fra poco ci ridiranno che è tutto ok e noi di corsa a comprare btp che probabilmente pagheremo molto di più.....
Veramente mi pare che è da piu' di un anno che in questa sez del FOL si consiglia di acquistare tasso variabile e sul fisso di stare corti.

Forse hai visto qualche altro film
scoglio24 non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 15-06-08, 02:18   #9 (permalink)
nel blù ..
 
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Rispetto a qualche mese fa sono cambiate molte cose. Nel giro di pochi mesi l'inflazione è passata dal 2% al 3,6% (alla faccia di chi pronosticava che, essendo "taroccata", sarebbe rimasta al 2% per sempre) ed ovviamente le obbligazioni a tasso fisso (ma non solo loro) ne anno risentito. Vista la fase di incertezza sconsiglio di prendere posizioni aggressive sul tasso fisso. Meglio privilegiare obbligazioni indicizzate, all'euribor o all'inflazione.

La mischia su cui buttarsi, secondo me, è piuttosto quella di alcune obbligazioni corporate che offrono uno spread di tutto rispetto. Penso alle banche americane (per i più coraggiosi) o alle General Electric. In entrambi i casi, però, sto privilegiando quelle indicizzate e di lunga durata in modo da minimizzare il possibile effetto sfavorevole di un aumento dei tassi ma al tempo stesso massimizzare un possibile ritorno degli spread alla normalità.

Sempre con cautela però, la fase di incertezza è destinata a durare ed è bene conservare munizioni che potrebbero rivelarsi preziose in futuro.
Stanno succedendo cose strane. Titoli di aziende sicurissime (almeno a giudicare dal rating) come la GE citata da negusneg, offrono rendimenti sul tv superiori ai cct per l'effetto combinato della maggior remunerazione offerta dall'euribor rispetto ai bot ed alla minor quotazione (titoli a tv Ge quotano ampiamente sotto la pari). Anche le banche/finanziarie americane non rispecchiano nelle quotazioni i rispettivi rating, incorporando un rischio implicito nei possibili aggiustamenti di bilancio necessari a recuperare le non ancora esattamente quantificabili perdite da prodotti derivati. Verrebbe da pensare che qualcuno dispone di informazioni più attendibili dei soliti S&P, Moody's e C. come già successe in passato. Ultimamente i cct, a lungo neanche minimamente scalfiti da quello che succedeva in US, hanno preso una china chiaramente negativa, seppure con movimenti contenuti. Ora non si capisce esattamente se questo movimento sia dovuto, come si dice, ad una maggiore sensibilità al rischio paese (allargamento degli spread rispetto a paesi più affidabili all'interno dell'euro), o ad un tardivo deprezzamento in relazione ai maggiori rendimenti offerti da bond con indicizzazioni migliori e/o migliori rating.
Certo le dinamiche macroeconomiche sono in questa fase difficilmente prevedibili, anche perché strettamente intrecciate allo sviluppo delle tensioni in medio-oriente, oltre che alla rapida evoluzione delle economie emergenti e agli strascichi non ancora quantificabili del settore immobiliare/derivati. Concordo pienamente sull'opportunità di restare su una duration breve del portafoglio, ma aggiungo con una buona diversificazione a livello di emittenti. Per quanto si possa escludere a priori un uscita dall'euro, non sottovaluterei alcuni segnali di insofferenza nei confronti dei timori da inflazione che possiamo riscontrare in articoli (tutti da verificare) come questo:
http://www.telegraph.co.uk/money/mai.../cneuro113.xml
che riportano alla luce uno dei più tremendi tabù dell'inconscio (nemmeno troppo inconscio però) collettivo teutonico.
Ricordo comunque che nel medio lungo-periodo, l'azionario è uno degli investimenti che preserva meglio dall'inflazione per quanto nelle fasi acute ne risenta particolarmente(vale la pena eventualmente considerare piccole puntate, magari nei momenti di maggiore panico). Poi sicuramente l'immobiliare (anche se partiamo da prezzi relativamente alti, non sarebbe sbagliato investirvi una quota del proprio patrimonio, e per chi non avesse la prima casa pensare di acquistarla eventualmente con finanziamento a tf). Investimenti su materie prime e preziosi li valuterei solo in chiave residuale di diversificazione del portafoglio, poiché a mio avviso molto rischiosi, visti i livelli attuali.

Ultima modifica di Volante 1 : 15-06-08 alle ore 02:22
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Vecchio 15-06-08, 07:24   #10 (permalink)
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Ciao Negus,
da quello che scrivi capisco che in caso di rialzo dei tassi, tra 2 bond a tv, quello che ne risentirebbe meno, (sul prezzo) è quello con scadenza più lunga.
Ma i tv non dovrebbero essere quasi immuni dall'andamento dei tassi?
E perchè quello a lunga durata ne risentirebbe meno, (il contrario di quanto accade per il tf).
Provo ad approfondire il concetto.

I titoli indicizzati risentono poco di un aumento dei tassi, soprattutto se la cedola è trimestrale. Quindi lunghi o corti che siano non dovrebbero risentire di ulteriori aumenti: con "minimizzare il possibile effetto sfavorevole di un aumento dei tassi" mi riferivo alla scelta di acquistare obbligazioni a cedola variabile piuttosto che fissa, a prescindere dalla durata.

Quello che invece ha penalizzato il prezzo dei titoli più lunghi, anche di quelli indicizzati, è l'aumento degli spread di rendimento dovuto alla maggior percezione di un rischio emittente. Quanto più i titoli sono lunghi, tanto più ne è calato il prezzo. Quindi con "massimizzare un possibile ritorno degli spread alla normalità" intendevo la scelta di comprare le obbligazioni (indicizzate) di durata più lunga. In caso di ritorno alla normalità sono quelle che dovrebbero aumentare più di prezzo.
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