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Inflazione: Bce; oltre 3% in 08, lieve moderazione in 09
ROMA (MF-DJ)--Il tasso di inflazione di Eurolandia si manterra' a livelli superiori al 3% per un "certo periodo, registrando solo una graduale moderazione nel corso del 2009. L'area dell'euro attraversa infatti una prolungata fase di elevata inflazione, che probabilmente risulterta' piu' persistente di quanto previsto". Lo scrive la Bce nel bollettino mensile sottolineando come persistono pressioni al rialzo riconducibili principalmente a ulteriori rincari del petrolio e beni alimentari e a spinte inflazionistiche nel settore dei servizi. "E' quindi indispensabile - continua la Bce - assicurare che le aspettative di inflazione a medio-lungo termine restino saldamente ancorate su livelli in linea con la stabilita' dei prezzi. Tutte le parti coinvolte devono mostrare senso di responsabilita'". Occorre "evitare - ribadisce la Banca - che il processo di formazione dei salari e dei prezzi risenta di effetti di secondo impatto generalizzati connessi al rincaro dei prodotti energetici e alimentari". vs (END) Dow Jones Newswires June 12, 2008 05:00 ET (09:00 GMT) Copyright (c) 2008 MF-Dow Jones News Srl. |
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BCE: INFLAZIONE SOPRA 3% IN 2008, RESTANO RISCHI RIALZO (2)
(ANSA) - ROMA, 12 GIU - Fra i motivi di maggiore preoccupazione per la Bce resta l'andamento dei prezzi di prodotti energetici e alimentari. Non e' un caso che la crescita delle previsioni sull'inflazione formulate dagli esperti dell'Eurosistema per 2008 e 2009 siano ''riconducibili principalmente a ulteriori rincari del petrolio e dei beni alimentari, nonche' a crescenti spinte inflazionistiche nel settore dei servizi''. Alla base delle previsioni degli esperti, infatti, ci sono i futures su tali beni, che indicano rialzi consistenti per il prossimo futuro. ''Le quotazioni delle materie prime minerali non energetiche - si legge sul bollettino - dovrebbero mediamente salire del 13,8% nel 2008 e del 6,2% nell'anno seguente. I prezzi internazionali degli alimentari aumenterebbero rispettivamente del 44% e del 6,1% nei due anni considerati''. E' sulla base di tali previsioni che la Bce ribadisce di trovarsi ''in uno stato di maggiore allerta'', di seguire ''tutti gli sviluppi con grande attenzione'' e promette di intervenire ''con tempestivita' e fermezza'' per ''evitare che si concretizzino effetti di secondo impatto e rischi per la stabilita' dei prezzi nel medio termine''. Ancora una volta, a preoccupare in modo particolare Francoforte, e' ''il processo di formazione dei salari e dei prezzi'', perche' ''potrebbe risultare superiore alle attese correnti il potere delle imprese nel determinare i prezzi'' e si ''potrebbe registrare una crescita salariale maggiore del previsto''. Per questo motivo, suggerisce che nella determinazione dei salari ''incrementi moderati del costo del lavoro sono particolarmente necessari nei paesi che hanno perso competitivita' di prezzo negli ultimi anni''.(ANSA). |
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Conero Trading & C.
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Bollettino Bce: «Inflazione alta più a lungo del previsto»
Il caro-carburanti e l'aumento delle quotazioni delle materie prime manterranno alti i prezzi più a lungo del previsto. È la previsione formulata dalla Bce nel bollettino di giugno. I rischi inflazionistici nell'area dell'euro stanno peggiorando e la Banca centrale europea si trova «in uno stato di maggiore allerta», pronta ad intervenire «con tempestività e fermezza» per assicurare stabilità dei prezzi sul medio termine, come previsto dal suo mandato istituzionale. «L'inflazione dell'area euro resterà ampiamente sopra il 3% per tutto il 2008» per poi registrare «una graduale moderazione nel corso del 2009». Una valutazione che conferma le stime diffuse dalla banca centrale dopo la riunione di giovedì 5 giugno (inflazione tra il 3,2% e il 3,6% nel 2008 e tra l'1,8% e il 3% nel 2009). Rispetto a marzo, spiegano gli esperti, «l'inflazione nel 2008 e nel 2009 evidenzia un netto spostamento verso l'alto». A maggio si è registrato un +3,6% riconducibile in larga misura ai bruschi rincari dei prodotti energetici e alimentari osservati nei mesi scorso a livello mondiale». Alla base delle previsioni degli esperti, infatti, ci sono i futures su tali beni, che indicano rialzi consistenti per il prossimo futuro. «Le quotazioni delle materie prime minerali non energetiche - si legge sul bollettino - dovrebbero mediamente salire del 13,8% nel 2008 e del 6,2% nell'anno seguente. I prezzi internazionali degli alimentari aumenterebbero rispettivamente del 44% e del 6,1% nei due anni considerati». E sotto la lente d'ingrandimento dei banchieri centrali ci sono anche i salari, per i quali si prevede una «forte accelerazione» per tutto il 2008. «La crescita delle retribuzioni contrattuali si è collocata al 2,7% nel primo trimestre dell'anno - si legge - rispetto al 2,2% nella media del 2007». Da mesi l'istituzione monetaria mette in guardia dall'insorgere di possibili spirali inflazione-buste paga, che rischierebbero di destabilizzare i prezzi in maniera prolungata. «Tale accelerazione riflette probabilmente il protrarsi delle condizioni di tensione sul mercato del lavoro», dove l'indice di disoccupazione medio è calato ai minimi degli ultimi 25 anni. Ma oltre a questo la Bce teme «l'esaurirsi della passata moderazione salariale in alcuni paesi o settori, in particolare quello pubblico, e o il venir meno delle misure tese a ridurre i contributi previdenziali». |
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sembra proprio che le provisioni per l'inflazione nel 2008-2009 sia state sbagliate... quindi le prospettive per i titoli legati all'inflazione dovrebbero sensibilmente migliorare.....
Ultima modifica di alegu : 12-06-08 alle ore 13:59 |
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TESORO: ANALISTI,SPINTA A BTP DA TASSI UE E DIFFICOLTA'BORSA
(ANSA) - MILANO, 12 GIU - L'atteso rialzo dei tassi Bce e le difficolta' del mercato borsistico sono due delle cause che hanno spinto ieri al rialzo i rendimenti dei Bot e oggi dei Btp. Cosi' gli analisti spiegano i decisi aumenti messi a segno dai titoli di Stato nelle ultime due aste organizzate dal ministero dell'Economia. L'attenzione degli investitori - secondo gli analisti - e' puntata su una crescita di 0,25 punti dei tassi europei preannunciato per luglio dal presidente della Bce Jean-Claude Trichet, che spinge in rialzo i rendimenti delle obbligazioni pubbliche. Ma i titoli di Stato rappresentano per i ''Bot people'' anche un approdo sicuro, dal momento che i timori legati alla crisi della liquidita' delle banche in scia alle nuove svalutazioni di Lehman Brothers pesano sul mercato azionario. Cosi', sui rendimenti le lancette sono tornate indietro di 8 anni, al 2000. In area euro, ha spiegato un analista, sul decennale abbiamo un rendimento medio al 4,58%, mentre in Italia il Btp rende lo 0,61% in piu' (al 5,19%) rispetto al tedesco che e' al 4,58 per cento: in pratica il differenziale con il bund e' di 61 punti base. Rendimenti superiori anche sui titoli annuali che in Italia e' al 4,55% e il tedesco e' al 4,45 per cento. ''In questo momento il mercato azionario non e' in grado di fornire certezze a causa delle prospettive che indicano la Fed e la Bce prossime ad una nuova stretta dei tassi per favorire la lotta all'inflazione'', ha commentato un analista valutario. Tuttavia, ha sottolineato che ''gli effetti dell'inflazione stanno penalizzando comunque il rendimento di tutti i mercati, anche dello stesso obbligazionario. Ci sono i timori di un periodo di stagflazione, ovvero una fase in cui si potrebbe verificare un rallentamento della crescita accompagnata da una forte pressione sui prezzi''. ''I timori dell'inflazione'', ha spiegato poi il responsabile market strategy di Mps capital services, Antonio Cesarano, ''sta provocando un effetto piu' amplificato sui paesi periferici, ovvero in quei paesi come l'Italia in cui i conti pubblici sono meno solidi rispetto alla Germania, rendendo cosi' il rendimento dell'obbligazionario piu' elevato. In particolare, questi paesi subiscono in modo amplificato la prospettiva di un trend rialzista dei tassi d'interesse determinato appunto dal rischio inflazione''. Secondo gli esperti la Fed entro la fine dell'anno tornera' ad alzare i tassi almeno tre volte, mentre la Bce dovrebbero rivedere all'insu' il costo del denaro gia' nel mese prossimo. (ANSA). ISIN:IT0001334587. |
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Age quod agis
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dove andremo a finire con l'inflazione ? che rendimenti chiederemo al mercato ? che rendimenti chiedono i mercati ai bond presenti nei ns portafogli....
Questi gli interrogativi che chi investe in obbligazioni si pone in questi giorni..... Negli anni settanta, sappiamo com'è andata... |
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