(ANSA) - ROMA, 21 MAG - Con una cedola reale annua del 2,35% é stato collocato oggi dal ministero dell'Economia il nuovo BTPeuroi a 10 anni, con scadenza 15 settembre 2019. Hanno partecipato all'operazione - spiega il Tesoro in un comunicato - oltre 100 investitori per una domanda complessiva superiore a 6 miliardi di euro. Le banche si sono aggiudicate circa il 44% dell'emissione, i fondi di investimento hanno sottoscritto circa il 25%, mentre assicurazioni e fondi pensione si sono aggiudicati circa l'11% dell'emissione. Alle banche centrali è stata assegnata una quota superiore al 4% dell'importo collocato. La quota sottoscritta dagli hedge funds é stata pari a circa il 16%. Dal punto di vista della distribuzione geografica, oltre alla partecipazione degli investitori italiani, che hanno sottoscritto oltre il 17% dell'importo emesso, "il collocamento - spiega il Tesoro - è stato caratterizzato da una buona diversificazione": Gran Bretagna e Irlanda (45%), Francia (10%), Paesi Scandinavi (7%), Germania, Austria e Svizzera (7%), Spagna (5%). "Buono - conclude la nota - anche l'interesse da parte di investitori non europei, con una quota superiore al 4% sottoscritta da investitori del Nord America e al 2% da investitori asiatici". (ANSA).
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Sul fronte delle nuove emissioni governative, vale la pena di parlare del nuovo Btp italiano indicizzato all'inflazione, collocato il 21 maggio attraverso un consorzio di operatori, fuori dai consueti meccanismi di asta pubblica. La scadenza è posta al 15 settembre 2019 e la cedola reale è pari al 2,35% (visto lo sconto in emissione di 21 centesimi sul nominale, il rendimento reale è leggermente superiore). L'indice di riferimento è l'inflazione al consumo della Zona Euro (ex-tabacco), denominato ICAP o HICP ex tabacco. Il bond avrà un fattore di capitalizzazione legato all'inflazione misurata dal momento dell'emissione e vedrà anche la cedola del 2,35% crescere per tale fattore inflativo. L'ultima rilevazione del tasso di inflazione è stata del 3,3%.
A prima vista, si tratta di una buona possibilità di diversificare gli investimenti in titoli di stato, specialmente se l'investitore oggi detiene solo tassi fissi o variabili.
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