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#1 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2000
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Financial Times: "Difficoltà per i bot " ....!!!!
Sul sito del corriere sparano così:
http://www.corriere.it/economia/08_m...ba99c667.shtml Che dire ?? Ciao e buona pasqua a tutti |
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#2 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2000
Messaggi: 1,390
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Sono d'accordo la stampa inglese ci butta addosso tutto l'impossibile di continuo.
Certo che sul mercato queste dichiarazioni hanno comunque il loro effetto che alla fine è quello che vogliono. Ciao |
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#3 (permalink) |
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greed is good
Data registrazione: Oct 2007
Messaggi: 8,316
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riguardo al comportamento degli inglesi nei nostri riguardi ho trovato un interessantiussimo e-book dal titolo "VERITA' SULLA FINANZA ITALIANA". edito nel 1957, ma molto interessante. Non credo si possa postare qui sopra, ma se volete leggerlo mandatemi un msg.
![]() questa è la prefazione. PREFAZIONE Questo libro lascerà perplessi molti lettori, ognuno dei quali, seguendo l'A. nelle sue argomentazioni, si chiederà: la scuola ortodossa è dunque tramontata? La dottrina che, per tanto tempo, ha ispirato i nostri economisti di rango elevatissimo e di fama internazionale, deve essere definitivamente seppellita, per far posto alle nuove teorie delle scuole moderne? E’ tutta negativa la posizione degli economisti del rango di Einaudi, ed è tutta positiva la posizione dell' A. di questo libro? Hanno ragione gli ortodossi, e torto gli innovatori, o viceversa? Una risposta non è facile, e la perplessità e gli interrogativi permangono, soprattutto nella mente del profano, il quale, tuttavia, non può non prescindere dalle considerazioni fondamentali che seguono. L'Italia è un paese con un elevato numero di disoccupati - due milioni - permanente, e con un rilevante numero di sottoccupati. Il reddito pro-capite è uno dei più bassi del mondo; la pressione fiscale una delle più alte, con un prelievo sul reddito che arriva al 37 per cento. Il costo del denaro è elevatissimo (negli Stati Uniti d'America il denaro costa non più del 3-4 per cento; in Italia, in media, il 10-12 per cento, e solo per il medio-credito si ha il 6,50 per cento); il credito a medio termine è limitatissimo, e gravato di pesanti garanzie; il credito di esercizio è insufficiente; il livello dei consumi e bassissimo; la bilancia commerciale in deficit pauroso; la circolazione cambiaria enorme; il numero ed il valore dei protesti spaventoso (un miliardo al giorno). A parte, quindi, i tradizionali motivi (densità di popolazione, carenza di materie prime, alti costi di produzione anche per l'incidenza di elevati oneri sociali, ecc.) è fuor di dubbio che nella nostra economia qualcosa non và. Gli ortodossi affermano: se abbandoniamo i principi tradizionali, - restrizione del credito, limitazione dei consumi, elevata riserva di liquidità imposta alle banche, - tutto il nostro sistema economico crolla. I modernisti proclamano: la salvezza sta nell'attuazione dei principi delle scuole moderne: dilatazione del credito, espansione dei consumi, politica del massimo impiego. E da qui, ovviamente, tutte le opposte impostazioni e conclusioni che ne discendono. Per gli uni il pareggio del bilancio e una meta; per gli altri è un atto trascurabile. Per i primi la lira va difesa con i sistemi tradizionali (niente inflazione, anzi, deflazione); per i secondi,. l'inflazione, attraverso la circolazione cambiaria, è in atto: quello che non fa lo Stato, si afferma, gli individui, - sotto la spinta delle urgenti necessità quotidiane, - lo fanno da sé. E’ una semplice posizione polemica, fra gli uni e gli altri, o ci troviamo, - in Italia, - dinnanzi ad una vera e propria crisi del sistema? E’ un episodio, nella lotta che si combatte, oppure, ci troviamo ad una svolta decisiva? Si afferma: le esperienze, - positive, - di altri paesi non ci dicono nulla, perché la situazione del nostro paese è, - sostanzialmente, - diversa. Non pare, al lume di quanta afferma e sostiene l'A. di questo libro, che l’obiezione abbia, oggi, un serio fondamento. E lasciano perplesse, infine, le considerazioni che l'A. fa sul sabotaggio dell'economia italiana. Ho sempre sostenuto, personalmente, che l'Italia non ha perduto l'ultima guerra, bensì una « campagna ». Che la guerra continua. E continua perché essa aveva origini di natura strettamente economica, cioè, di natura strategica in funzione di predominio economico. (Non aveva, infatti, nessun motivo ideologico: basti pensare all' alleanza fra Inghilterra, Stati Uniti e Russia per convincersene). L'idea del sabotaggio, quindi, non e tanto lantana dalla realtà, anche se bisogna porla come un interrogativo, uno dei tanti interrogativi ai quali le argomentazioni dell' A. inducono il lettore. Sella di Monteluce ed io veniamo da due esperienze diverse, e non si può dire che le nostre reciproche posizioni ammettessero ieri la possibilità di un compromesso sul piano concettuale, né su quello dell'attivismo politico. Ma io ritengo che, oggi, dinnanzi alle incognite che incombono sulla vita e sull' avvenire del nostro paese, possa e debba prevalere, - sulle diverse concezioni e posizioni personali, - lo sconfinato amore che nutriamo per la nostra Patria, nel cui nome ogni contrasto può e deve essere superato. Se questo libro riuscirà a dare, - come vuole dare, - un serio contributo alla ricerca di una nuova linea economica che segni l’avvento di una nuova e più prospera era per la nostra Italia, l’A. potrà essere soddisfatto, al di là di ogni interpretazione polemica, della fatica compiuta. Alla quale queste poche righe di presentazione intendono dare, non il suggello di una autorevole voce di pensiero e di dottrina, - il che sarebbe mera presunzione, - ma il conforto di chi, avendo sempre creduto nelle maggiori fortune della Patria, e per esse avendo sempre operata, considera anche queste pagine come un atto di fede nelle capacita e nelle risorse inesauribili, - sia di azione che di pensiero, - del popolo italiano. ANSELMO VACCARI |
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#4 (permalink) | |
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Data registrazione: Apr 2007
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Citazione:
![]() basta guardare alla strategia usata con Bear Sterns: grazie al run on the bank causato dagli allarmi e dalle voci, la banca degli "Illuminati Banchieri" Rockefeller, la JPMorganChase, è riuscita a comprarsela per un tozzo di pane. http://en.wikipedia.org/wiki/JPMorgan_Chase |
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#6 (permalink) |
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Data registrazione: Feb 2000
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Resta il fatto che comunque la notizia dello differenza di tasso sul decennale sui bond/btp e queste dichiarazioni avranno il loro impatto sulle prox aste che dovranno per forza pagare quel qualcosina in più.
Ciao |
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#7 (permalink) |
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Difficoltà pure per i T-Bond USA
il tesoro USA abbassa il lotto minimo a 100$ per far acquistare i loro titoli a più individui possibile.
Treasury Cuts Minimum Purchase for Securities to Broaden Market By Viola Gienger March 22 (Bloomberg) -- The U.S. government lowered the minimum amount for buying Treasury securities to $100 from $1,000 in a plan to broaden the market to more individuals. Treasury bills, notes, bonds and inflation-protected securities will be available to purchase in $100 increments beginning next month, the Treasury Department said yesterday in a statement. The minimum had been set at $1,000 since August 1998. ``The new, lower minimum Treasury amount will put marketable securities within reach of more savers and investors in the United States and around the world,'' Anthony Ryan, the assistant Treasury secretary for financial markets, said in the statement. The change, which begins with the April 7 auctions of 13- week and 26-week bills, also adds flexibility, Ryan said. All the securities outstanding also may be transferred in multiples of $100 starting April 7, the department said. Investors can purchase Treasury securities directly at http://www.treasurydirect.gov or by opening a Legacy Treasury Direct account. http://www.bloomberg.com/apps/news?p...d=aHtZxjsFhn58 |
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La notizia è un segnale pesante.
Sappiamo che è in corso un grande deflusso di capitali dagli USA, anche degli americani stessi, che non si fidano più della FED e del loro sistema finanziario. Già adesso i loro T-bond vengono comprati dalle banche centrali (anche dalla BCE) per sostenere il dollaro, invece di agire sul forex. Il giorno che qualche asta del tesoro USA andrà in default, c'è da ridere. Sta a vedere che alla fine dei conti sono meglio i BOT della scassata e misera Italia, ma garantiti dal lavoro e dalle proprietà di 60 milioni di italiani, e soprattutto denominati in una moneta amministrata dalla BCE, piuttosto che la carta straccia degli USA e della FED. |
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#10 (permalink) |
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Data registrazione: Apr 2007
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Tremonti e la Nuova Bretton Woods
17 marzo 2008 – L’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti continua la sua campagna a favore della nuova Bretton Woods, ribadendo in quasi ogni discorso o intervista un concetto sostanzialmente identico a quello di Lyndon LaRouche. Come i nostri lettori sanno, il dialogo tra Tremonti e LaRouche è avviato da tempo ed è pubblico. Ora Tremonti ha innestato una marcia superiore, e creato una polarizzazione che attraversa tutti gli schieramenti politici. Questa polarizzazione non potrà che fare bene al paese, ed è già emersa come il tema discriminante della campagna elettorale. L’attacco di Tremonti alla globalizzazione ha trovato critici nel suo stesso partito e sostenitori nello schieramento avversario. Così, mentre i liberisti Brunetta e Martino si smarcavano, allineandosi con gli “illuminati” difensori della globalizzazione Mario Monti, Nicola Rossi, Linda Lanzillotta e Francesco Giavazzi, Fausto Bertinotti dichiarava a La Repubblica il 17 marzo di preferire un avversario intelligente come Tremonti a “lontani vicini” come Prodi. E un’apertura molto significativa giungeva dall’autore del programma del PD, Enrico Morando, che in una lettera inviata al quotidiano Il Riformista ha spiegato di sentirsi più vicino al libro di Tremonti che non al programma del PdL. Il 15 marzo, la senatrice Lidia Menapace, figura storica del femminismo italiano, ha rilasciato una dichiarazione all’EIR in cui appoggia la “nuova Bretton Woods promossa negli Stati Uniti dall’economista e leader democratico americano LaRouche” come unica via per non “soccombere a misure di austerità e guerre imposte da nuove forme di dittatura”. La sen. Menapace ha anche proposto un referendum sul trattato di Lisbona, una “minaccia alle conquiste dei lavoratori”. [L'appello della Menapace] Da parte sua Tremonti si diverte a canzonare i suoi oppositori. Il 16 marzo, a Cernobbio, ha chiesto ironicamente: “Ma Bernanke ha informato Giavazzi?”, riferendosi al salvataggio di Bear Sterns come ennesima, evidente prova del fallimento della globalizzazione. Questa settimana, Tremonti ha rilanciato la Nuova Bretton Woods in ogni intervista e discorso pubblico. In un’intervista al servizio Italyglobalnation di Adnkronos il 10 marzo, Tremonti aveva sottolineato che nel suo nuovo libro “la proposta forte è quella di una nuova Bretton Woods, cioè a dire un nuovo accordo globale sulle ragioni di cambio e di scambio. Questo è esattamente l’opposto dell’anti globalizzazione, è l’opposto di una catena di errori che porterebbe a una crisi e che io vorrei evitare con strumenti di governo della globalizzazione. Nel 1944 nel New Hampshire i responsabili della politica e dell’economia del mondo si accordano in ordine ad alcuni capitolati che hanno retto per mezzo secolo. Ecco, io questo credo che dobbiamo fare, capire che la crisi non è banale ma è fondamentale, non è congiunturale ma strutturale e gestirla con strumenti di quel tipo''. Il 15 marzo, al Forum della Confcommercio a Cernobbio, Tremonti ha ribadito: “E’ arrivato il tempo di sostituire il disordine con un nuovo accordo economico e politico globale, quello che serve è una nuova Bretton Woods”. E il 17 marzo, in un’intervista a La Repubblica, ha insistito: “Questa crisi è una crisi con la C maiuscola.. finora non c’è stato panico perché l’intervento pubblico non è venuto dopo i crac ma un momento prima. Se ne può uscire unicamente con una nuova Bretton Woods, riscrivendo le regole dell’ordine mondiale”. Non siamo alla fine del mondo, ma alla “fine del mondo mercatista, la bancarotta degli economisti che hanno legittimato o non hanno capito cosa si stava creando. Templari furibondi che ora urlano sotto le rovine del loro tempio mentale... serve una discontinuità concreta e simbolica: una nuova Bretton Woods. Nel ’44 si fondò un nuovo ordine economico mondiale, è arrivato il tempo per sostituire al disordine globale un nuovo ordine globale, Prima si convoca una Bretton Woods, prima finisce la crisi”. LaRouche su Tremonti Durante la teleconferenza del 12 marzo è stato chiesto a LaRouche: “Sicuramente lei saprà che l’ex ministro delle finanze italiano Giulio Tremonti ha scritto un libro sulla fine della globalizzazione e sulla necessità di una nuova Bretton Woods. Purtroppo Tremonti è parte di un movimento politico, quello di Berlusconi, di cui fanno parte molti elementi reduci della vecchia P2. Il loro programma contiene inoltre elementi di razzismo, xenofobia, e altre cose deplorevoli. Che si può fare di fronte ad una contraddizione del genere? Proprio trent’anni fa questi ambienti della P2 fecero rapire e assassinare Aldo Moro.” LaRouche: “Suppongo che Tremonti sia un professionista che sa che cosa sta dicendo, sa che cosa sta proponendo, e ci crede. Si trova però in un paese, l’Italia, in cui da tempo non è possibile avere un governo controllato dagli italiani, perché è controllato da potenze straniere. I fili sono tirati dall’esterno, soprattutto da Londra. E’ stato menzionato il caso Moro. Chi ne ha colpa? Provi a chiedere ad Henry Kissinger, perché di certo ne sa qualcosa. Ma non è stato Kissinger, piuttosto è stata Londra. Il controllo di Londra sull’Italia si è rafforzato ulteriormente da quando lo yacht Britannia, al largo delle coste italiane, caricò un gruppo di persone per impartire una certa linea politica. Allora per capire come stanno le cose in Italia, non basta guardare a questo o quel governo. Si deve guardare al fatto che al paese non piace essere controllato dall’esterno, ma che purtroppo sottosta a tale controllo. Il paese è dominato dagli americani e dagli inglesi da varie località, come Bellagio, dove i Rockefeller hanno il quartier generale per l’Italia. Altre cose del genere si trovano in altre città. Dunque le persone come Tremonti cercano di operare in una struttura sociale che è diventata immorale. In effetti, nel periodo post-sovietico, gli inglesi hanno schiacciato i partiti italiani per ridurli in uno stato tale per cui non sono più in grado di esercitare nessun controllo su sé stessi. Se un governo italiano cerca di fare qualcosa di utile che cosa fanno gli inglesi, con l’assistenza degli americani? Fanno cadere il governo! Fanno in modo che nessun partito sia abbastanza forte per poter governare. Chiaro no? “Il problema delle nazioni europee è che sono state private dei propri diritti politici reali, e questo colpisce generalmente tutti i paesi europei fino al confine della Russia. ... [il fenomeno risale all’epoca del primo ministro britannico] Thatcher, attraverso la quale fu imposta una politica, resa ufficiale con il trattato di Maastricht, soprattutto sulla Germania, che è molto simile a quella che i Britannici imposero negli anni Venti con il Trattato di Versailles. La stessa sostanza politica. Alla Germania fu detto che le condizioni per la sua riunificazione erano la distruzione delle sue capacità industriali e agricole. Soprattutto il suo potenziale scientifico doveva essere distrutto su ordine e con il sostegno degli Stati Uniti! E una cosa simile è stata imposta anche all’Italia e alla Francia, dove non è però riuscita fino in fondo. Tutti i paesi europei sono stati privati della propria sovranità effettiva e completa. Adesso c’è una possibilità, anche grazie alla campagna iniziata da mia moglie Helga, di ribaltare tutto ciò respingendo la ratifica del Trattato di Lisbona. L’Europa può recuperare parte della sua sovranità respingendo tale imposizione. Altrimenti nessuna nazione dell’Europa occidentale e centrale ha una sovranità effettiva. Pertanto Tremonti si trova ad operare in una situazione in cui all’Italia non è concesso di esercitare i propri poteri sovrani. Dunque si cerca di far passare certe idee, si cerca di influire sui processi, i processi intellettuali, di allestire una qualche difesa, ma senza il nostro intervento sulla scena mondiale, dagli Stati Uniti in particolare, con la cooperazione della Russia, della Cina e dell’India, l’Europa occidentale continentale non sarà libera. Resterà quello che è già oggi: una semplice colonia britannica. http://movisol.org/08news062.htm |
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