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Vecchio 10-02-08, 16:51   #41 (permalink)
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Gaudente, ma se Unicredit ( e quindi presumibilmente le banche europee ) stanno messe come si legge dall' articolo pubblicato sul fol ... le banche americane stanno messe come si legge piu' sopra riguardo a Merrill- Lynch , come è possibile che si realizzino le opinioni/speranze di s8audi e negusneg riguardo al fatto che le banche (per definizione) ''non possono fallire'' semmai essere assorbite??
Sarebbe illuminante un' opinione dei suddetti esponenti del Fol
Grazie
Premesso che il mio post sul fallimento di Countrywide a Bank of America era giusto una battuta , la tua domanda mi pare piu' di carattere filosofico che finanziario.
Vuoi sapere se e' impossibile che una grossa banca fallisca ? Nulla e' impossibile , ma al momento per quello che ne sappiamo appare improbabile.
Difficilmente si arrivera' al fallimento vero e proprio, cio' non toglie pero' che il valore nominale delle azioni di una banca in difficolta' possa essere svalutato a zero e annullato da una successiva ricapitalizzazione ad opera di un pool di banche "salvatrici". In quel caso anche senza un fallimento i vecchi azionisti perderebbero tutto. Anche la posizione degli obbligazionisti subordinati sarebbe assai vulnerabile, in quanto si potrebbe costringerli ad accettare una "ristrutturazione" penalizzante sotto la minaccia che in caso di rifiuto si lasci fallire la banca con conseguente perdita della totalita' del capitale.
Gaudente non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 10-02-08, 18:54   #42 (permalink)
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Una discussione interessante, grazie a tutti voi...

Direi che tenere d'occhio Northern Rock sarà utile per capire "What the future will bring us" in termini di possibile fallimento delle banche...

Il mio punto di vista è quello di S8audi e di Gaudente, che non dicono cose molto diverse... che una banca possa vedere azzerato il proprio valore azionario è possibile, che gli obbligazionisti subordinati possano subire conseguenze lo vedo già molto più improbabile (occhio a Northern Rock, ancora una volta, ed ai suoi perpetuals)...

Ma fondamentale è che i correntisti non vadano a perderci un centesimo.

Aggiungo una cosa: meglio sarebbe una legge che sancisca lo status particolare delle banche come istuìtuzioni finanziarie, ponga limiti alla loro operatività e preveda sempre e comunque il salvataggio dei correntisti, piuttosto che una normativa che contempli la possibilità di aiutare "di nascosto", in condizioni di nessuna trasparenza, le banche in difficoltà...
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Vecchio 10-02-08, 19:26   #43 (permalink)
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Parli del diavolo, spuntano le corna... pare che Brown ce l'abbia fatta ad ottenere un progetto di salvataggio alternativo... mi stupisce che Citi sia ancorà lì pronta a partecipare... evidentemente ci deve essere del buono nei mortgage loans di NR, nonostante tutto...

AFX News Limited
RBOS, Barclays & Citigroup make alternative Northern Rock rescue offer - report
02.10.08, 10:27 AM ET

LONDON (Thomson Financial) - Royal Bank of Scotland, Barclays and Citigroup have offered to securitise half the Bank of England's 25 bln stg emergency loan to Northern Rock PLC to cut the public's exposure to the embattled mortgage bank, a report claimed.

The three banks approached the UK Treasury in the past few days offering to securitise 12.5 bln stg of Northern Rock's mortgage assets in the market, the Sunday Telegraph reported. Thomson Financial News understands that Citigroup first suggested the idea in October.

The plan is designed as an alternative to a scheme devised by the government's adviser, Goldman Sachs Group Inc, to turn all the emergency loans to the Newcastle-based lender into bonds to be sold to investors, the newspaper said.

The banks have discussed the idea at 'a very senior level' and now await the reaction of Chancellor Alistair Darling when he returns from G7 meetings in Tokyo, it said. No-one from RBOS, Barclays was available to comment.

Meanwhile, the Sunday Times reported growing disquiet among investors in Northern Rock about the terms of the Virgin Group-led consortium's bid to take over the bank.

Investors thought to include Legal & General and Schroders, as well as hedge funds RAB Capital and SRM Global, have become increasingly concerned about the consortium's claim that Virgin Money -- which will be injected into Northern Rock as part of Virgin's rescue plan -- is worth 250 mln stg, the newspaper said.

Virgin reportedly plans to release figures in the next few weeks showing strong growth at Virgin Money in an attempt to support the valuation. In 2006, Virgin Money made a 9 mln stg profit, the newspaper said.

However, shareholders have made it clear they will vote the Virgin offer down unless Sir Richard Branson's group improves it.

The surprise withdrawal on Monday of private equity group Olivant from the battle to take over Northern Rock narrowed the field of possible candidates to just two -- a consortium led by Virgin and an in-house team led by Northern Rock board member and former Resolution chief executive Paul Thompson.

Olivant pulled out of the running hours before the expiry of a government-imposed deadline for interested parties to submit their proposals.

Northern Rock hit problems last year due to the subprime mortgage crisis in the US and the ensuing credit crunch.
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Vecchio 10-02-08, 22:39   #44 (permalink)
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Non posso controllare tutti i post degli ultimi sei mesi ma penso di non aver mai detto che le grosse banche non possono fallire. E se l'ho detto ve ne chiedo scusa ma in ogni caso non lo penso.

Mai dire mai in finanza

Però penso che non sia per niente probabile, per gli stessi motivi sottolineati da i98mark, s8audi, Gaudente e tanti altri. Stiamo combattendo contro la prospettiva di una crisi sistemica, che potrebbe fare impallidire il '29 al confronto. Ma questa crisi non c'è e non ci sarà mai. Anche se qualche sciagurato/sfi.gato vuole fare finta di crederci, per fare sensazione, creare allarme, farsi pubblicità, sembrare originale...

Facciamo un passo indietro. Quando Josè ha passato la frontiera pensava solo di essere uno dei milioni di immigrati clandestini che entravano negli Usa, non immaginava che avrebbe creato uno scompiglio che neanche l'antrace nel 2001-02.

Josè ha trovato un lavoro precario e, spinto da un "consulente", ha stipulato un mutuo per comprare un bilocale alla periferia di San Diego. Passato il primo anno di rate agevolate (grazie ai famigerati "tassi civetta") si è ritrovato con una rata a regime che gli assorbe più di metà dello stipendio (basso, ovviamente). Messo alle strette smette di pagare le rate e...

...fallisce la Merrill Lynch

Detta così sembra una barzelletta, e infatti è una barzelletta, che peraltro non fa ridere

Sento sparare le cifre più diverse da quando è scoppiata questa crisi. Le stime più attendibili (provenienti da esponenti delle banche centrali, che di solito hanno maggiormente il polso della situazione) parlano comunque di 4-500 mld. $, destinati ad aggravarsi ovviamente se gli Usa dovessero entrare in recessione.

Pur essendo oggettivamente una cifra enorme, la stima mi sembra plausibile, ma non tale da mandare l'intero sistema in default.

Le banche venivano da un periodo di straordinari guadagni e fortunatamente sono arrivate a questo (triste) appuntamento nella migliore forma possibile, con la botte piena e la moglie ubriaca. Attingendo alla botte (alienando parte del patrimonio) e lesinando il vino alla moglie (tagliando i dividendi) sono in grado generalmente di fare fronte alla crisi.

Nei casi peggiori potrebbero essere anche costrette a cedere parte della proprietà, facendo entrare nuovi soci che fortunatamente hanno riserve di liquidità quasi illimitate, tali da poter ripianare qualsiasi writedown.

Quelle messe proprio male, alla canna del gas, finiranno per essere oggetto di take over, da parte di quelle che invece sono relativamente più sane o che addirittura si sono rafforzate (e ce ne sono).

Come se non bastasse, la FED ha dato l'impressione di credere alla possibilità di una crisi di sistema, tagliando i tassi ben oltre quel che la situazione avrebbe richiesto, fornendo così un potente sostegno agli utili bancari, che possono lucrare la differenza fra tassi a breve bassi e tassi agli impieghi più alti. E il Congresso sta intervenendo con una legge bipartisan a sostegno dell'economia che verrà varata in tempi record.

Per questo non credo che nessuno dei grandi istituti fallirà: la rete di protezione è ramificata e strutturata su troppi livelli perchè un pesce grosso possa infilarvisi prima che scattino gli interventi di sostegno.

Diverso è il caso delle banche medio-piccole, ed in effetti è qui che fino ad ora si sono avuti i più grossi spaventi (IKB, Northern Rock, Countrywide, etc.). Ma tutti questi casi si sono risolti, o si stanno per risolvere, per qualche intervento più o meno sollecitato dalle autorità pubbliche. Anche se in questo momento i maggiori rischi, per i bondholders, stanno proprio in queste banche.

Ma torniamo alle perdite stimate. Il fatto è che dopo otto mesi non esiste un bilancio preciso di queste perdite, ma soprattutto non si sa come alla fine verranno distribuite fra i vari attori. E questo sta creando un'incertezza tale che ha minato profondamente la fiducia di tutti, fino addirittura a fare andare nel pallone la FED...

Resta il fatto che 4-500 mld $ SONO SOLO UNA MINIMA PARTE DI QUEL CHE IL MERCATO AZIONARIO HA PERSO IN TERMINI DI CAPITALIZZAZIONE. E se nel conto mettiamo anche le perdite delle obbligazioni ci rendiamo facilmente conto che il mercato teme che alla fine il buco possa essere di svariate migliaia di miliardi di euro, cioè di almeno dieci volte superiore a quel che sembra plausibile.

I casi sono due: o il mercato ha ragione, e allora finiremo tutti travolti da questa apocalisse biblica, oppure ha torto, e allora questi prezzi dovranno per forza ritornare a livelli più ragionevoli.

Io, come i fondi sovrani, Warren Buffett e pochi altri , sono per la seconda ipotesi, e da agosto ho cominciato (e sto continuando) ad accumulare titoli ed obbligazioni bancarie, nella convinzione che parecchi siano stati bastonati oltre al dovuto.

Capisco che l'incertezza sia la peggior nemica del mercato, ma che un giorno avrei visto una situazione in cui il Presidente della Fed ed i tesorieri delle maggiori banche del mondo si fanno prendere dal panico non l'avrei mai creduto possibile.

Ma in questo sbagliavo io, perchè stanno rivelando il loro vero volto di persone normali, con le loro paure e le loro incertezze, che non sono diverse da quelle di tanti piccoli risparmiatori impauriti.

Piuttosto, finita la buriana, penso anche io che sarà di importanza vitale riscrivere da capo le regole del sistema. Il mito dell'autoregolamentazione è giustamente finito in mille pezzi, come quello della certificazione "indipendente", e mi auguro che le sacrosante considerazioni di Draghi vengano prese nella dovuta attenzione per evitare che la crisi di fiducia si protragga nel tempo più di quel che sia necessario...
negusneg non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-02-08, 10:56   #45 (permalink)
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Grazie , a nome dei lettori del Fol, a s8Audi, Gaudente, i98mark e negugneg per aver puntualizzato su un argomento che interessa Tutti
6massimo non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-02-08, 11:32   #46 (permalink)
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Vi leggo da tempo ..... e sbaglio meno nei miei investimenti. Ho più di mezzo secolo e il mio lavoro nulla c'entra con la finanza. Siete stati e siete insieme maestri e consulenti.. non sono in grado di essere a mia volta di aiuto, almeno per ora, poi vedremo .. spero.
Intanto continuerò a leggervi con piacere e interesse (in ogni senso) grazie di tutto a tutti
trovatore non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-02-08, 13:04   #47 (permalink)
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Concordo con l'analisi di negusneg relativa alle banche e al mondo finanziario (situazione attuale e prezzi) e, finalmente, si inizia ad affrontare il tema de : "Chi controlla i controllori "
un poco polemicamente avevo aperto un thread andato deserto sulla governance all'interno di una Spa definita public company :

Governance e Public Company : fallimento ?

ma non è di questo che volevo parlare. semplicemente volevo sottolineare che, attualmente, l'asimmetria informativa che denota un gap enorme tra conoscenze dell'alto management di (ad esempio9 una banca, rispetto alle informazioni in mano al mercato ed agli azionisti, va assolutamente colmato. Magari con nuove regole (come si augura Negusneg) ma a me le nrome in eccesso piacciono poco, magari con poteri minori ai ceo e maggiori agli azionisti (passatemela come una trovata più liberale e rispettosa del mercato).

Un ultimo appunto sui prezzi (non necessariamente valida per le banche coinvolte nei scandali in quanto già oggetto di panic selling). i prezzi possono ancora scendere a causa delle continue revisioni degli utili stimati in futuro. il rallentamento economico dovuto alla crisi "credit crunch" causerà problemi non solo nel terziario.

Saluti

Pierluigi
piergj non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 11-02-08, 14:08   #48 (permalink)
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beh, io registro che un mesetto fa dire 500 miliardi di dollari faceva ridere, ora no ...
in quel thread provocatorio si riportavano alcune difficoltà presenti oggi ...
1. Riduzione drastica dei redditi delle banche che operano negli Stati Uniti
2. Crollo accelerato del valore degli attivi detenuti da queste stesse banche sotto l'effetto della nuova regolamentazione bancaria US (FASB regulation 157)
3. Fragilità crescente degli assicuratori obbligazionari
4. Recessione economica negli Stati Uniti
il punto 4, almeno a giudicare l'ultimo dato sulla produzione industriale, sembra riguardi anche noi ... poi chi vuole può sottilizzare sui due trimestri ...
io i due post di Roubini sul suo blog li ho letti (i dodici e gli otto punti) ... basta iscriversi ... e leggere le opinioni (con i relativi motivi) di chi la pensa diversamente è sempre meglio che limitarsi agli amici di fede ...

'Piuttosto, finita la buriana, penso anche io che sarà di importanza vitale riscrivere da capo le regole del sistema. Il mito dell'autoregolamentazione è giustamente finito in mille pezzi, come quello della certificazione "indipendente", e mi auguro che le sacrosante considerazioni di Draghi vengano prese nella dovuta attenzione per evitare che la crisi di fiducia si protragga nel tempo più di quel che sia necessario...' diceva Negusneg ... totalmente d'accordo ovviamente ... la cosa che mi lascia perplesso è che le valutazioni di Draghi sono state considerate morbide, semplici tiratine d'orecchie .. a me non è sembrato

Ultima modifica di stockuccio : 11-02-08 alle ore 14:27
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Vecchio 11-02-08, 15:49   #49 (permalink)
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Mai dire mai in finanza

Però penso che non sia per niente probabile, per gli stessi motivi sottolineati da i98mark, s8audi, Gaudente e tanti altri. Stiamo combattendo contro la prospettiva di una crisi sistemica, che potrebbe fare impallidire il '29 al confronto. Ma questa crisi non c'è e non ci sarà mai. Anche se qualche sciagurato/sfi.gato vuole fare finta di crederci, per fare sensazione, creare allarme, farsi pubblicità, sembrare originale...

Facciamo un passo indietro. Quando Josè ha passato la frontiera pensava solo di essere uno dei milioni di immigrati clandestini che entravano negli Usa, non immaginava che avrebbe creato uno scompiglio che neanche l'antrace nel 2001-02.

Josè ha trovato un lavoro precario e, spinto da un "consulente", ha stipulato un mutuo per comprare un bilocale alla periferia di San Diego. Passato il primo anno di rate agevolate (grazie ai famigerati "tassi civetta") si è ritrovato con una rata a regime che gli assorbe più di metà dello stipendio (basso, ovviamente). Messo alle strette smette di pagare le rate e...

...fallisce la Merrill Lynch

Detta così sembra una barzelletta, e infatti è una barzelletta, che peraltro non fa ridere

Sento sparare le cifre più diverse da quando è scoppiata questa crisi. Le stime più attendibili (provenienti da esponenti delle banche centrali, che di solito hanno maggiormente il polso della situazione) parlano comunque di 4-500 mld. $, destinati ad aggravarsi ovviamente se gli Usa dovessero entrare in recessione.

Pur essendo oggettivamente una cifra enorme, la stima mi sembra plausibile, ma non tale da mandare l'intero sistema in default.

Le banche venivano da un periodo di straordinari guadagni e fortunatamente sono arrivate a questo (triste) appuntamento nella migliore forma possibile, con la botte piena e la moglie ubriaca. Attingendo alla botte (alienando parte del patrimonio) e lesinando il vino alla moglie (tagliando i dividendi) sono in grado generalmente di fare fronte alla crisi.

Nei casi peggiori potrebbero essere anche costrette a cedere parte della proprietà, facendo entrare nuovi soci che fortunatamente hanno riserve di liquidità quasi illimitate, tali da poter ripianare qualsiasi writedown.

Quelle messe proprio male, alla canna del gas, finiranno per essere oggetto di take over, da parte di quelle che invece sono relativamente più sane o che addirittura si sono rafforzate (e ce ne sono).

Come se non bastasse, la FED ha dato l'impressione di credere alla possibilità di una crisi di sistema, tagliando i tassi ben oltre quel che la situazione avrebbe richiesto, fornendo così un potente sostegno agli utili bancari, che possono lucrare la differenza fra tassi a breve bassi e tassi agli impieghi più alti. E il Congresso sta intervenendo con una legge bipartisan a sostegno dell'economia che verrà varata in tempi record.

Per questo non credo che nessuno dei grandi istituti fallirà: la rete di protezione è ramificata e strutturata su troppi livelli perchè un pesce grosso possa infilarvisi prima che scattino gli interventi di sostegno.

Diverso è il caso delle banche medio-piccole, ed in effetti è qui che fino ad ora si sono avuti i più grossi spaventi (IKB, Northern Rock, Countrywide, etc.). Ma tutti questi casi si sono risolti, o si stanno per risolvere, per qualche intervento più o meno sollecitato dalle autorità pubbliche. Anche se in questo momento i maggiori rischi, per i bondholders, stanno proprio in queste banche.

Ma torniamo alle perdite stimate. Il fatto è che dopo otto mesi non esiste un bilancio preciso di queste perdite, ma soprattutto non si sa come alla fine verranno distribuite fra i vari attori. E questo sta creando un'incertezza tale che ha minato profondamente la fiducia di tutti, fino addirittura a fare andare nel pallone la FED...

Resta il fatto che 4-500 mld $ SONO SOLO UNA MINIMA PARTE DI QUEL CHE IL MERCATO AZIONARIO HA PERSO IN TERMINI DI CAPITALIZZAZIONE. E se nel conto mettiamo anche le perdite delle obbligazioni ci rendiamo facilmente conto che il mercato teme che alla fine il buco possa essere di svariate migliaia di miliardi di euro, cioè di almeno dieci volte superiore a quel che sembra plausibile.

I casi sono due: o il mercato ha ragione, e allora finiremo tutti travolti da questa apocalisse biblica, oppure ha torto, e allora questi prezzi dovranno per forza ritornare a livelli più ragionevoli.

Io, come i fondi sovrani, Warren Buffett e pochi altri , sono per la seconda ipotesi, e da agosto ho cominciato (e sto continuando) ad accumulare titoli ed obbligazioni bancarie, nella convinzione che parecchi siano stati bastonati oltre al dovuto.

Capisco che l'incertezza sia la peggior nemica del mercato, ma che un giorno avrei visto una situazione in cui il Presidente della Fed ed i tesorieri delle maggiori banche del mondo si fanno prendere dal panico non l'avrei mai creduto possibile.

Ma in questo sbagliavo io, perchè stanno rivelando il loro vero volto di persone normali, con le loro paure e le loro incertezze, che non sono diverse da quelle di tanti piccoli risparmiatori impauriti.

Piuttosto, finita la buriana, penso anche io che sarà di importanza vitale riscrivere da capo le regole del sistema. Il mito dell'autoregolamentazione è giustamente finito in mille pezzi, come quello della certificazione "indipendente", e mi auguro che le sacrosante considerazioni di Draghi vengano prese nella dovuta attenzione per evitare che la crisi di fiducia si protragga nel tempo più di quel che sia necessario...

Scusa Negus

- Ma che le perdite di azionario e corporate-bonds in questi ultimi mesi eccedano di parecchio le perdite complessive stimate (c.a 500 miliardi di $), oltre che dovuto ad aspettative di perdite maggiori, non è semplicemente già dovuto al fatto che moltissimi investitori erano investiti pesantemente in leva ?
Chiaro che poi le perdite vengano amplificate esponenzialmente (con successive ricoperture, etc.). Tantopiù, se è vero, che in occidente min. 2/3 della massa degli investimenti gestiti sono tradati con sistemi quantitiativi ("le macchinette"), che amplificano questo meccanismo.

- Inoltre quello che ora un po' tutti danno per assodato, cioè stime di perdite complessive di c.a 500 miliardi di $, fin solo un paio di mesi fa sembrava un'esagerazione per moltissimi seri analisti (e se non ricordo male anche per te). Chi può dire ora che non ci sia altro ? Considerando anche la grana che sta arrivando sui Monoliners, che potrebbe venir coinvolto qualche fondo hedge, che poco si sa del destino dei SIV....


Dal mio piccolissimo, limitato (ed inesperto) osservatorio inoltre vedo il recente comportamento della FED più che dettato da un coinvolgimento esageratamente emotivo, piuttosto dovuto
- a forti preoccupazioni che hanno nella stanza dei bottoni circa i reali numeri della crisi finanziaria ed economica USA
- alle fortissime pressioni ed influenze dei giganteschi attori finanziari USA, nonchè di Poulson, nonchè della famosa ciclicità elettorale USA che insieme si stanno esercitando su Bernake.
Improbabile ?

Ovvio che ciò non implica che io creda in un collasso stile '29, che grosse banche falliscano, etc. Infatti osservo come evolvono i fatti proprio perchè ci vedo un interessantissimo rapporto guadagno/rischio; è che il momento non mi sembra quello propizio, almeno non prima dei consolidati 2007 e le prime trimestrali bancarie 2008.

Ultima modifica di giveme5 : 11-02-08 alle ore 16:20
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Vecchio 11-02-08, 15:53   #50 (permalink)
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Mai dire mai in finanza

Però penso che non sia per niente probabile, per gli stessi motivi sottolineati da i98mark, s8audi, Gaudente e tanti altri. Stiamo combattendo contro la prospettiva di una crisi sistemica, che potrebbe fare impallidire il '29 al confronto. Ma questa crisi non c'è e non ci sarà mai. Anche se qualche sciagurato/sfi.gato vuole fare finta di crederci, per fare sensazione, creare allarme, farsi pubblicità, sembrare originale...

Facciamo un passo indietro. Quando Josè ha passato la frontiera pensava solo di essere uno dei milioni di immigrati clandestini che entravano negli Usa, non immaginava che avrebbe creato uno scompiglio che neanche l'antrace nel 2001-02.

Josè ha trovato un lavoro precario e, spinto da un "consulente", ha stipulato un mutuo per comprare un bilocale alla periferia di San Diego. Passato il primo anno di rate agevolate (grazie ai famigerati "tassi civetta") si è ritrovato con una rata a regime che gli assorbe più di metà dello stipendio (basso, ovviamente). Messo alle strette smette di pagare le rate e...

...fallisce la Merrill Lynch

Detta così sembra una barzelletta, e infatti è una barzelletta, che peraltro non fa ridere

Sento sparare le cifre più diverse da quando è scoppiata questa crisi. Le stime più attendibili (provenienti da esponenti delle banche centrali, che di solito hanno maggiormente il polso della situazione) parlano comunque di 4-500 mld. $, destinati ad aggravarsi ovviamente se gli Usa dovessero entrare in recessione.

Pur essendo oggettivamente una cifra enorme, la stima mi sembra plausibile, ma non tale da mandare l'intero sistema in default.

Le banche venivano da un periodo di straordinari guadagni e fortunatamente sono arrivate a questo (triste) appuntamento nella migliore forma possibile, con la botte piena e la moglie ubriaca. Attingendo alla botte (alienando parte del patrimonio) e lesinando il vino alla moglie (tagliando i dividendi) sono in grado generalmente di fare fronte alla crisi.

Nei casi peggiori potrebbero essere anche costrette a cedere parte della proprietà, facendo entrare nuovi soci che fortunatamente hanno riserve di liquidità quasi illimitate, tali da poter ripianare qualsiasi writedown.

Quelle messe proprio male, alla canna del gas, finiranno per essere oggetto di take over, da parte di quelle che invece sono relativamente più sane o che addirittura si sono rafforzate (e ce ne sono).

Come se non bastasse, la FED ha dato l'impressione di credere alla possibilità di una crisi di sistema, tagliando i tassi ben oltre quel che la situazione avrebbe richiesto, fornendo così un potente sostegno agli utili bancari, che possono lucrare la differenza fra tassi a breve bassi e tassi agli impieghi più alti. E il Congresso sta intervenendo con una legge bipartisan a sostegno dell'economia che verrà varata in tempi record.

Per questo non credo che nessuno dei grandi istituti fallirà: la rete di protezione è ramificata e strutturata su troppi livelli perchè un pesce grosso possa infilarvisi prima che scattino gli interventi di sostegno.

Diverso è il caso delle banche medio-piccole, ed in effetti è qui che fino ad ora si sono avuti i più grossi spaventi (IKB, Northern Rock, Countrywide, etc.). Ma tutti questi casi si sono risolti, o si stanno per risolvere, per qualche intervento più o meno sollecitato dalle autorità pubbliche. Anche se in questo momento i maggiori rischi, per i bondholders, stanno proprio in queste banche.

Ma torniamo alle perdite stimate. Il fatto è che dopo otto mesi non esiste un bilancio preciso di queste perdite, ma soprattutto non si sa come alla fine verranno distribuite fra i vari attori. E questo sta creando un'incertezza tale che ha minato profondamente la fiducia di tutti, fino addirittura a fare andare nel pallone la FED...

Resta il fatto che 4-500 mld $ SONO SOLO UNA MINIMA PARTE DI QUEL CHE IL MERCATO AZIONARIO HA PERSO IN TERMINI DI CAPITALIZZAZIONE. E se nel conto mettiamo anche le perdite delle obbligazioni ci rendiamo facilmente conto che il mercato teme che alla fine il buco possa essere di svariate migliaia di miliardi di euro, cioè di almeno dieci volte superiore a quel che sembra plausibile.

I casi sono due: o il mercato ha ragione, e allora finiremo tutti travolti da questa apocalisse biblica, oppure ha torto, e allora questi prezzi dovranno per forza ritornare a livelli più ragionevoli.

Io, come i fondi sovrani, Warren Buffett e pochi altri , sono per la seconda ipotesi, e da agosto ho cominciato (e sto continuando) ad accumulare titoli ed obbligazioni bancarie, nella convinzione che parecchi siano stati bastonati oltre al dovuto.

Capisco che l'incertezza sia la peggior nemica del mercato, ma che un giorno avrei visto una situazione in cui il Presidente della Fed ed i tesorieri delle maggiori banche del mondo si fanno prendere dal panico non l'avrei mai creduto possibile.

Ma in questo sbagliavo io, perchè stanno rivelando il loro vero volto di persone normali, con le loro paure e le loro incertezze, che non sono diverse da quelle di tanti piccoli risparmiatori impauriti.

Piuttosto, finita la buriana, penso anche io che sarà di importanza vitale riscrivere da capo le regole del sistema. Il mito dell'autoregolamentazione è giustamente finito in mille pezzi, come quello della certificazione "indipendente", e mi auguro che le sacrosante considerazioni di Draghi vengano prese nella dovuta attenzione per evitare che la crisi di fiducia si protragga nel tempo più di quel che sia necessario...
corfu non  è collegato   Rispondi citando
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