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Parmalat: patteggiamento per i figli Tanzi, no per Tonna
Parmalat: patteggiamento per i figli Tanzi, no per Tonna
PARMA (Reuters) - All'udienza preliminare per il crack del colosso alimentare Parmalat in corso a Parma, che vede imputate 62 persone accusate di associazione a delinquere e bancarotta fraudolenta, sono state depositate oggi 17 richieste di patteggiamento per le quali già la procura ha espresso il proprio consenso, ed altre due che attendono ancora l'approvazione dei pm.
Per Fausto Tonna, ex direttore finanziario del gruppo, la richiesta avanzata dai suoi legali di un patteggiamento della pena di quattro anni e sei mesi è stata ritenuta invece non congrua dalla procura.
In base alle proposte di patteggiamento approvate dalla procura, anche i figli del patron di Parmalat Calisto Tanzi escono dal processo, nel caso in cui il patetggiamento sarà ratificato da un giudice, e in virtù dell'indulto e dell'affidamento ai servizi sociali, rilevano fonti legali, nessuno tornerà più in cella.
Le richieste di patteggiamento approvate dalla procura riguardano Francesca Tanzi (3 anni e 5 mesi), Stefano Tanzi (4 anni e 10 mesi), il nipote del patron, Paolo Tanzi (prosciolto per associazione a delinquere, patteggiamento di un anno e otto mesi per il resto).
Patteggiamento approvato anche per i contabili del gruppo, arrestati nella grande retata del 31 dicembre 2003, Gianfranco Bocchi e Claudio Pessina (3 anni e 5 mesi, 3 anni e 8 mesi rispettivamente).
Tra gli altri patteggiamenti, quelli di Mario Brughera (un anno e otto mesi) , Alberto Maurizio Ferraris, ex direttore finanziario del gruppo (4 anni) , Oreste Ferretti (un anno e otto mesi), Antonio Gherardi (due anni e sei mesi), Francesco Giuffredi, definito il mago della tecnologia (due anni e 4 mesi), Ettore Giugovaz (due anni e due mesi), Gianni Grisendi, ex proconsole di Tanzi in Sudamerica (tre anni), Francesco Maini (due anni), Adolfo Mamoli e Giuseppe Rovelli, ex revisori Deloite&Touche (che ha chiuso con una transazione la vertenza con Parmalat) a un anno e sei mesi, Giorgio Pedraneschi, ex presidente del Parma Calcio (due anni e due mesi), Roberto Tedesco, ex ad Parmatour (un anno e dieci mesi).
Le due richieste di patteggiamento che la procura ancora non ha approvato riguardano Piero Alberto Mistrangelo e Guido Gerboni (due anni).
Il giudice ha quindi fissato una udienza il prossimo 29 marzo per la decisione sui patteggiamenti, per la quale verrà delegato un nuovo gup.
Nel frattempo l'udienza preliminare è stata aggiornata al 27 febbraio.
Per Fausto Tonna, che aveva chiesto di patteggiare una pena di quattro anni e sei mesi ritenuta non congrua dalla procura, la difesa contava invece nell'approvazione in virtù dell'aiuto fornito negli interrogatori da Tonna agli inquirenti per ricostruire i complessi dettagli del grande crack finanziario . La proposta di patteggiamento resta aperta tuttavia e dopo il rinvio a giudizio potrebbe essere accolta dai giudici in fase di dibattimento.
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