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Vecchio 08-01-07, 23:26   #1 (permalink)
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Nuova Tassazione Di Luglio

Come vi comportereste se dovreste comprare cct e bot in ottica della nuova tassazione ventilata dal 12,50 % al 20% :
1 state a 6 mesi quindi bot in corsa
2 comprate lo stesso cct che quadro ne risultera' ?
GRAZIE CIAO
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Vecchio 09-01-07, 00:23   #2 (permalink)
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Se aumentassero l' aliquota credo che bot e cct non soffrirebbero molto. E comunque non ci sarebbe alternativa al pagamento del 20%.

Se oltre ad aumentare l' aliquota si passasse dal regime del realizzato a quello del maturato bisognerebbe stare attenti a dosare nel portafoglio strumenti ad accumulazione e strumenti che "scaricano" le cedole, i proventi, ecc. oppure in alternativa avere una buona dose di liquidità.

Se vuoi comprare CCT non credo cambi molto farlo ora o a luglio. Se lo compri ora credo che ti becchi la cedola del primo semestre tassata al 12,5% e poi al 20%.

C' è solo una cosa peggiore dell' aumento delle tasse: una lunga incertezza sulle precise modalità con cui avverrà l' aumento.
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Vecchio 09-01-07, 00:40   #3 (permalink)
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Originalmente inviato da m.a.s.
Se aumentassero l' aliquota credo che bot e cct non soffrirebbero molto. E comunque non ci sarebbe alternativa al pagamento del 20%.

Se oltre ad aumentare l' aliquota si passasse dal regime del realizzato a quello del maturato bisognerebbe stare attenti a dosare nel portafoglio strumenti ad accumulazione e strumenti che "scaricano" le cedole, i proventi, ecc. oppure in alternativa avere una buona dose di liquidità.

Se vuoi comprare CCT non credo cambi molto farlo ora o a luglio. Se lo compri ora credo che ti becchi la cedola del primo semestre tassata al 12,5% e poi al 20%.

C' è solo una cosa peggiore dell' aumento delle tasse: una lunga incertezza sulle precise modalità con cui avverrà l' aumento.
Ben scritto
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Vecchio 09-01-07, 09:21   #4 (permalink)
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Ieri al Tg economia dicevano che i fondi italiani nel 2006 hanno subito fortissime vendite... il motivo sarebbe che il trattamento fiscale dei fondi in Italia è troppo oneroso rispetto agli altri paesi...
ma... se a luglio aumentano, il problema peggiorerebbe ulteriormente... no?
Encadenado non  è collegato   Rispondi citando
Vecchio 09-01-07, 09:34   #5 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da Encadenado
Ieri al Tg economia dicevano che i fondi italiani nel 2006 hanno subito fortissime vendite... il motivo sarebbe che il trattamento fiscale dei fondi in Italia è troppo oneroso rispetto agli altri paesi...
ma... se a luglio aumentano, il problema peggiorerebbe ulteriormente... no?
Attualmente i fondi di diritto italiano subiscono una tassazione a monte (cioè in capo al fondo) mentre con i fondi esteri è il risparmiatore ad essere tassato (a valle) al realizzo.
Questa differenza rende poco attraenti i fondi italiani presso risparmiatori esteri, mentre i fondi (e sicav) estere hanno molto appeal in Italia.

Una parte dei denari che escono dai fondi italiani finisce per confluire in fondi esteri che fanno capo a banche italiane (fondi esterovestiti).

Siccome tassare il maturato in capo ai fondi italiani può risultare distorsivo, stanno pensando bene di tassare il maturato in capo ai risparmiatori italiani.

Questo al di là dell' aliquota.

Ciao
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Vecchio 09-01-07, 09:53   #6 (permalink)
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Io personalmente ritengo poco probabile che la soluzione che sceglieranno sarà di tassare il maturato in capo ai risparmiatori italiani, perché è un sistema che non trova riscontri in altri paesi europei, almeno che io sappia.

Io per esempio conosco bene il sistema di tassazione francese, che è molto più complicato del nostro perché molto basato sui "piani di risparmio" ma in sostanza anche li le modalità di tassazione dei redditi finanziari sono due: o una ritenuta come quella italiana (prélèvement libératoire) oppure il cumulo con gli altri redditi e l'imposizione sul reddito complessivo in base all'aliquota progressiva.

Che voi sappiate, il sistema di tassazione sul maturato è già applicato in qualche paese europeo ?


Citazione:
Originalmente inviato da m.a.s.
Attualmente i fondi di diritto italiano subiscono una tassazione a monte (cioè in capo al fondo) mentre con i fondi esteri è il risparmiatore ad essere tassato (a valle) al realizzo.
Questa differenza rende poco attraenti i fondi italiani presso risparmiatori esteri, mentre i fondi (e sicav) estere hanno molto appeal in Italia.

Una parte dei denari che escono dai fondi italiani finisce per confluire in fondi esteri che fanno capo a banche italiane (fondi esterovestiti).

Siccome tassare il maturato in capo ai fondi italiani può risultare distorsivo, stanno pensando bene di tassare il maturato in capo ai risparmiatori italiani.

Questo al di là dell' aliquota.

Ciao
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Vecchio 09-01-07, 10:02   #7 (permalink)
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Mah!

Citazione:
Originalmente inviato da Kleber
Io personalmente ritengo poco probabile che la soluzione che sceglieranno sarà di tassare il maturato in capo ai risparmiatori italiani, perché è un sistema che non trova riscontri in altri paesi europei, almeno che io sappia.

Io per esempio conosco bene il sistema di tassazione francese, che è molto più complicato del nostro perché molto basato sui "piani di risparmio" ma in sostanza anche li le modalità di tassazione dei redditi finanziari sono due: o una ritenuta come quella italiana (prélèvement libératoire) oppure il cumulo con gli altri redditi e l'imposizione sul reddito complessivo in base all'aliquota progressiva.

Che voi sappiate, il sistema di tassazione sul maturato è già applicato in qualche paese europeo ?

Premesso che stiamo parlando di indicazioni prodotte da una commissione di studio, l'indicazione del maturato 'me pare proprio 'na strun.zata', anche perche' si abbinerebbe (sempre si dice, anzi si indica) ad una ripartizione decennale delle minusvalenze.

Ne deriva che, se capisco bene, se nell'anno x accumulo 1000 di minus e se nell'anno x+1 ho 200 di plus, pago (nell'anno x+1) 200 - 1000/10 = 100: una boiata!

Quello che non mi convince, al di la' di ogni considerazione politica, e' la grandissima complessita' che ne deriverebbe e la conseguenza possibilita' di cercare/trovare furbesche scappatoie.

Spero vivamente che prevalga il buon senso!

Saluti

PS: non sono esperto di tassazione estera, ma dubito che non l'avrebbero citata, se esistesse. Penso sia proprio farina del sacco dei nostri esperti!

Ultima modifica di piccolassemblea : 09-01-07 alle ore 10:09
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Vecchio 09-01-07, 10:10   #8 (permalink)
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Articolo tratto da LaVoce.info. Pubblicato a marzo ma utile.
Come è la tassazione negli altri paesi europei?



Per quanto riguarda gli interessi il modello di tassazione prevalente nella Unione Europea non è più l’imposizione ordinaria (imposta personale e progressiva sul reddito), ma un insieme variegato di regimi sostitutivi e separati. Nell’Europa a 25, gli interessi rimangono assoggettati al regime ordinario di tassazione solo nel Regno Unito e Slovenia e, per opzione del contribuente, in Belgio, Francia e, in parte, in Germania.

I regimi di tassazione separata o sostitutiva prevedono generalmente una sola aliquota di tassazione (anche se in molti paesi, soprattutto fra i nuovi entranti, sono previste esenzioni per varie tipologie di interessi) il cui livello varia fra il 10 e il 35 per cento, ma è generalmente non inferiore al 15-20 per cento (ad esempio, 27 per cento in Francia, 31,65 per cento in Germania al di sopra di una soglia esente, dal 20 al 40 per cento nel Regno Unito, 28 per cento in Finlandia).

Nei paesi nordici, che applicano sistemi cosiddetti di dual income tax, l’aliquota sui redditi di capitale coincide con l’aliquota base dell’imposta personale progressiva sul reddito.


Fissare una aliquota superiore al 12,5 per cento può provocare una fuga di capitali?


L’enfasi posta su questa eventualità va sicuramente ridimensionata. In primo luogo, perché l’aggravio medio per il contribuente sarebbe limitato, in quanto l’aliquota sui depositi bancari e postali si riduce corrispondentemente. In secondo luogo, perché anche se si investe all’estero, occorre pagare le imposte in Italia, con le stesse aliquote applicate ai redditi di capitale interni. Se non lo si fa, è perché si evade. Ma vi sono strumenti crescenti di controllo e contrasto di questo tipo di evasione. Vi è un sistema di monitoraggio interno sui movimenti di capitale da e per l’estero. Dal luglio 2005 è poi in vigore una direttiva europea che prevede lo scambio di informazioni automatico fra paesi sul pagamento di interessi a contribuenti europei. I paesi che non vi hanno aderito, applicano una ritenuta alla fonte del 15 per cento, che aumenterà progressivamente fino al 35 per cento, con retrocessione del 75 per cento del gettito al paese di residenza del percettore. Anche importanti paesi, non appartenenti alla Unione, hanno aderito all’accordo e operano una ritenuta alla fonte ai livelli indicati (per esempio, Svizzera e Liechtenstein), o concorrono allo scambio di informazioni (come Monaco e San Marino). Certo, sfuggendo al monitoraggio e cioè utilizzando canali illegali, si può sempre andare alle Cayman o altro paradiso fiscale in cui la direttiva non si applica ma ci si va già adesso e, semmai, non solo per risparmiare il 12,5 per cento di imposta.
...continua

L' aliquota al 20% non fa piacere ma non la ritengo un acatastrofe.
Tassare il maturato è una cosa così controproducente che credo possano farla.
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Vecchio 09-01-07, 10:24   #9 (permalink)
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Grazie della rinfrescata!

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Articolo tratto da LaVoce.info. Pubblicato a marzo ma utile.

L' aliquota al 20% non fa piacere ma non la ritengo un acatastrofe.
Tassare il maturato è una cosa così controproducente che credo possano farla.
L' aliquota al 20% non fa piacere ma non la ritengo un acatastrofe.

Sottoscrivo, basta che le definiscano bene ed una volta per tutte, senza il palleggiamento folle che c'e' stato nella Finanziaria.

Tassare il maturato è una cosa così controproducente che credo possano farla.





Cinico ma non falso!

Saluti

PS: sorry, non ti posso bollinare ancora!
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Vecchio 09-01-07, 10:32   #10 (permalink)
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Grazie per l'articolo. Confermo che quello che dicono sulla Francia è giusto (a volte questi articoli-polpettone contengono errori grossolani).

Dato che siamo in argomento, vorrei fare un piccolo sondaggio. Come dicevo, la tassazione dei redditi finanziari in Francia è basata sui piani di risparmio ed in particolare sul PEA, il Plan d'Epargne en Actions, che funziona cosi:

è un deposito titoli abbinato ad un conto di liquidità non remunerato. Ci si possono versare solo liquidità fino ad un tetto massimo di 132.000 euro e con le liquidità si comprano AZIONI francesi o di paesi UE oppure SICAV investiti almeno al 75% in azioni francesi o UE. Gli ETF LYXOR, almeno per il momento, sono tutti accettati nel PEA, anche quello cinese, perché aggirano la normativa in quanto sono considerati come azioni francesi.

Ogni contribuente ha il diritto di aprirne uno ed uno soltanto presso una qualunque banca.

Il vantaggio è che le PLUSVALENZE ed i DIVIDENDI realizzati all'interno di un PEA su cui non si effettuano prelevamenti per almeno 5 anni sono DEFISCALIZZATI (si pagano solo le "CSG, contributions sociales générales" che pero sono parzialmente recuperabili)

In sostanza, serve a fare investire i risparmiatori in borsa (nelle borse di casa nostra) e a restarci per almeno 5 anni, perché se si vende tutto si resta con la liquidità a interessi zero.

CHE NE PENSATE ? Mi interesserebbe molto sapere la vostra opinione su questo tipo di intervento dello Stato (perché di questo si tratta) nelle scelte di investimento dei risparmiatori.

(dato che qui si parla di obbligazioni forse non è il luogo adatto di parlare di un piano di risparmio in azioni e me ne scuso)
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