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Vecchio 25-09-06, 11:00   #1 (permalink)
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BOT chi li batte piu'

Per battere i BOT l'unica via è correre più rischi: ecco come si misurano
La guida è la distanza in "basis points" dal rendimento dei bond a "rischio zero"
22/9/2006

I rendimenti degli investimenti sono, dicono i manuali di finanza ed anche il sito della Consob ( www.consob.it ) nella sua interessante sezione dedicata all'educazione dei risparmiatori, variabili in funzione del rischio. Nel capitolo dedicato ai bond, si legge che "quanto maggiore è la rischiosità percepita dell'emittente tanto maggiore è il tasso d'interesse che l'emittente dovrà corrispondere all'investitore". La variabilità così descritta, però, è termine corretto quanto generico. Per dare un'idea più concreta della relazione, nei prodotti d'investimento, tra il loro rischio e il loro ritorno, si deve partire dal riferimento di base, il cosiddetto rischio zero (anche se l'assoluta assenza di rischio, per la verità, non esiste) che è quello incorporato nei titoli di stato del tesoro americano, che vantano il massimo rating (AAA) e la massima liquidabilità, grazie al colossale mercato internazionale che li assorbe alle aste e poi li scambia costantemente. Se si prende il rendimento dei titoli Usa quotati alla Borsa americana come piattaforma di riferimento e lo si confronta con i rendimenti degli altri benchmark, le differenze costituiscono l'esatta misura del rischio che i risparmiatori corrono perseguendo un rendimento più elevato.

Come esempio illustrativo (lo abbiamo tratto dalla tabella dei confronti pubblicata sul Wall Street Journal il 18 settembre su dati Ryan, Reuters, DJIndexes, ML,Lehman, JPMorgan), a fronte del bond a 30 anni del Tesoro Usa che dava il 4,919% annuo, la media dei bond corporate a 30 anni era al 6,311%: la differenza, pari all'1,392%, è il compenso accettato dagli investitori in dollari per correre quel "rischio in più" che è insito in un corporate bond rispetto ad un bond federale USA. Nel gergo finanziario, la differenza si descrive più comunemente in basis points (bp), o punti base, che non sono altro che i centesimi: cento basis points fanno un punto percentuale, ossia l'1%; un basis point è lo 0,01%. Dallo stesso elenco dei raffronti tra i bond Usa a rischio zero delle diverse scadenze e gli altri investimenti, ecco qui di seguito una selezione di altre "famiglie" di titoli, con l'ultimo rendimento rilevato e la differenza (o spread) in basis points (tra parentesi) rispetto al benchmark. Sempre tra i corporate bonds, quelli a due anni danno il 5,311% (45 basis points), a 5 anni il 5,590% (83,5 bp), a 10 anni il 5,806% (100,9 bp).

Se passiamo ai bond high yield, ossia ad alto rischio, lo spread si allarga, cioè chi investe incassa di più per il pericolo che affronta: in media, i titoli "spazzatura" a due anni danno il 7,780% (291,9 bp), quelli a cinque anni l'8,290% (353,5 bp), quelli a dieci anni l'8,290% (362,3 bp), quelli a 30 anni l'8,300% (338,1 bp). Intorno al punto secco è la differenza con le obbligazioni emesse dalle tre maggiori società di mutui-casa para-pubbliche degli Stati Uniti, che sono conosciute anche in Italia poichè da anni fanno collocamenti per il pubblico europeo, sia in dollari sia in euro. Per i bond (in dollari) di Fannie Mae, il rendimento è del 5,748%, pari a 98 basis points; per Freddie Mac è del 5,780%, pari a 102,6 bp; per Ginnie Mae è del 5,748%, pari a 98 bp.

Per gli investitori italiani in euro, la base del rischio è il BOT annuale, e la scalettatura, a differenza che per il pubblico americano con i suoi bond federali a rischio zero, non va solo nella direzione del "maggior rischio maggior rendimento": essendo il rating dell'Italia AA-, chi investe in corporate bond in euro a rating peggiore potrebbe avere rendimenti più alti, ma chi investe in BUND tedeschi, che hanno un rating migliore dell'Italia (AAA contro AA-) avrà un ritorno inferiore. Nelle ultime rilevazioni, lo spread tra il decennale tedesco e il BTP decennale è stato attorno ai 30 bp, ossia allo 0,30%.
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