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Vecchio 01-03-06, 16:10   #1 (permalink)
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Che succede in Islanda?

Perche' gli hanno abbassato il rating? E' vero che i tassi sono gia' al 10% ?
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Vecchio 01-03-06, 19:18   #2 (permalink)
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Originalmente inviato da kbrain
Perche' gli hanno abbassato il rating? E' vero che i tassi sono gia' al 10% ?
Perchè c'è un forte indebitamento del settore privato (pari ad oltre il 200% del PIL) ed un forte deficit commerciale (pari al 15% del PIL), sebbene lo Stato sia più che virtuoso (Il debito pubblico è in calo nel 2005 al 25% del PIL).

I tassi li vedi tu stesso qui:

http://www.kaupthing.net/?PageID=1126
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Vecchio 01-03-06, 19:23   #3 (permalink)
va bene. muh,muh,..
 
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Islanda, situazione finanziaria non facile


24 febbraio 2006 - Nicola Pegoraro Soldionline

....
parlando delle vicende dell’Islanda, piccolo paese di 300 mila abitanti in mezzo all’Oceano Atlantico. Le obbligazioni sovrane e delle principali banche del paese sono sotto-pressione da qualche tempo sull’onda di report di agenzie di rating e di analisti che ritengono la situazione finanziaria e monetaria del paese troppo sbilanciata e precaria. In particolare, ci sono alcuni segni di deterioramento sul piano dell’inflazione (in netto aumento anche per quanto riguarda il mercato immobiliare) e del deficit dei conti con l’estero (vicino al 15% del PIL), nonché una situazione estrema per l’indebitamento di famiglie e imprese (rispettivamente pari al 100 e 160% del PIL). Ad aggravare l’instabilità monetaria del paese, le riserve in divisa sono molto limitate (con forte rischio di crollo del cambio) ed il debito delle imprese (banche in particolare) è sempre più in mano ad investitori esteri (gli ultimi dati riferiscono di un 43% del totale). E’ noto che una forte dipendenza dall’estero e un cambio instabile rendono molto veloci e devastanti le crisi finanziarie, poiché gli investitori esteri tendono a reagire molto rapidamente alle situazioni difficili e a lasciare il paese in difficoltà alla ricerca di lidi più sicuri (vedi le crisi monetarie dei paesi dell’America Latina negli anni 90 e 80). L’unico punto di relativa solidità del paese viene dalla buona situazione del debito pubblico che è pari al 25% del PIL. I bond in Euro delle banche islandesi (Islandsbanki, Landsbanki, Kaupthing Bank) sono stati venduti ampiamente in Europa (anche in Italia) e stanno risentendo di questa situazione, anche se il deprezzamento patito resta moderato, specie sulle brevi scadenze.
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Vecchio 01-03-06, 21:19   #4 (permalink)
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però sono alcuni giorni che la moneta si sta apprezzando rispetto all'euro
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Vecchio 01-03-06, 21:59   #5 (permalink)
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Ho comprato un bond Austria in ISK a novembre ora è meglio uscire per evitare perdite?
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Vecchio 02-03-06, 00:00   #6 (permalink)
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Purtoppo pare che il crash della corona islandese sia la conseguenza di un problema sistemico, molto più ampio del piccolo stato nordico: il cosiddetto "carry trade":

That rush to the exits has caused some short-term wobbles in several emerging markets currencies around the world, as accounts bailed out of some unrelated positions to cover Icelandic krona losses.

But many are urging calm.

There was "no market iceberg under the Icelandic krona," strategists at JP Morgan said in a note to clients Thursday. "We continue to find emerging market carry trades attractive despite recent volatility," the analysts said.


Appunto: banche e hedge fund si finanziano a breve a tassi irrisori (in JPY o CHF, ad esempio) ed investono più lunghi sugli emerging markets lucrando lo spread. Oppure senza rischio valuta direttamente sulla curva dei tassi (in USD, ad esempio), in una delle mille varianti che questo scellerato fenomeno assume.

I profitti sono enormi, ed i rischi molto ridotti (sono loro che controllano il mercato). E poi se qualcosa va storto, entra in gioco il "moral hazard".

Ovvero "per salvare i risparmiatori/il sistema/ecc" il prestatore di ultima istanza interviene stampando i soldi che mancano: come fece la FED nel caso LTCM, il famigerato hedge fund che forse voleva entrare nel guinness dei primati del carry trade. Tale fondo infatti si finanziò vendendo allo scoperto 400t d'oro (tasso < 1%) per acqusitare bond russi (rendimento > 10%) ... peccato che i russi non pagarono e che l'oro non si può stampare per rientrare dallo short ... la FED infatti dovette faticare non poco per tenere in piedi il baraccone cartaceo globale ...

Curiosità: da dove venivano quello 400t di metallo giallo prestate sull'unghia ?

Se andiamo a vedere quello che è successo nei paesi/mercati che hanno ricevuto queste iniezioni di liquidità troviamo sempre lo stesso scenario: boom economico - boom speculativo seguito da crash, deflazione e sovraindebitamento: America Latina anni 70, Giappone anni 80, Tigri Asiatiche anni 90.

I tassi manipolati al ribasso e la distorsione del mercato del credito operata dagli apprendisti stergoni delle varie banche centrali, e più in generale la assurda e scellerata teoria monetarista (che viene insegnata in tutte le scuole) sono la causa principale degli enormi squilibri finanziari esistenti. Se i tassi fossero decisi dal libero mercato, e se le banche/hedge fund rischiassero veramente il capitale proprio, tutto questo non succederebbe.

Concludo con un'allarmante osservazione di David Bloom, analista di HSBC (la prima banca europea):"The carry trade has pervaded every single instrument imaginable, credit spreads, bond spreads; everything is poisoned. It's going to come to an end later this year and it's going to be ugly, even if we haven't reached the shake-out just yet. People have a Panglossian belief in the march of global capitalism but that will change as soon as attention switches back to US financial imbalances."
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Vecchio 02-03-06, 00:20   #7 (permalink)
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Su Borsa & Finanza ho letto che si tratta di indebitamenti per la costruzione di impianti per la generazione di energia alternativa che dovrebbe liberare la nazione dalla forte dipendenza dalle forniture di gas e petrolio.
Questo in teoria dovrebbe portarli fuori dal tunnel tra 5-10 anni.
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Vecchio 02-03-06, 12:50   #8 (permalink)
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A me sembrava sopravvalutata quando la valutai per una eventuale differenziazione verso fine 2005.

Però pensavo sarebbero riusciti a far sgonfiare la bolla di liquidità attraverso la crescita dei tassi, per poi poterli stabilizzare o magari ridurre leggermente a lavoro compiuto, considerato anche che l'inflazione islandese sta al 4%.

Invece qui siamo all'innalzamento ulteriore dei tassi a breve per difendere il rapporto di cambio.

Cmq mi sembra una valuta eccessivamente manovrabile: espressione di una comunità di 300.000 persone con troppe, decisamente troppe attività finanziarie denominate in ISK
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Vecchio 03-03-06, 19:54   #9 (permalink)
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Originalmente inviato da overthecounter
...
il cosiddetto "carry trade":

That rush to the exits has caused some short-term wobbles in several emerging markets currencies around the world, as accounts bailed out of some unrelated positions to cover Icelandic krona losses.

But many are urging calm.

There was "no market iceberg under the Icelandic krona," strategists at JP Morgan said in a note to clients Thursday. "We continue to find emerging market carry trades attractive despite recent volatility," the analysts said.


Appunto: banche e hedge fund si finanziano a breve a tassi irrisori (in JPY o CHF, ad esempio) ed investono più lunghi sugli emerging markets lucrando lo spread. Oppure senza rischio valuta direttamente sulla curva dei tassi (in USD, ad esempio), in una delle mille varianti che questo scellerato fenomeno assume.

I profitti sono enormi, ed i rischi molto ridotti (sono loro che controllano il mercato). E poi se qualcosa va storto, entra in gioco il "moral hazard".

Ovvero "per salvare i risparmiatori/il sistema/ecc" il prestatore di ultima istanza interviene stampando i soldi che mancano: come fece la FED nel caso LTCM, il famigerato hedge fund che forse voleva entrare nel guinness dei primati del carry trade. Tale fondo infatti si finanziò vendendo allo scoperto 400t d'oro (tasso < 1%) per acqusitare bond russi (rendimento > 10%) ... peccato che i russi non pagarono e che l'oro non si può stampare per rientrare dallo short ... la FED infatti dovette faticare non poco per tenere in piedi il baraccone cartaceo globale ...

Curiosità: da dove venivano quello 400t di metallo giallo prestate sull'unghia ?

Se andiamo a vedere quello che è successo nei paesi/mercati che hanno ricevuto queste iniezioni di liquidità troviamo sempre lo stesso scenario: boom economico - boom speculativo seguito da crash, deflazione e sovraindebitamento: America Latina anni 70, Giappone anni 80, Tigri Asiatiche anni 90.

I tassi manipolati al ribasso e la distorsione del mercato del credito operata dagli apprendisti stergoni delle varie banche centrali, e più in generale la assurda e scellerata teoria monetarista (che viene insegnata in tutte le scuole) sono la causa principale degli enormi squilibri finanziari esistenti. Se i tassi fossero decisi dal libero mercato, e se le banche/hedge fund rischiassero veramente il capitale proprio, tutto questo non succederebbe.

Concludo con un'allarmante osservazione di David Bloom, analista di HSBC (la prima banca europea):"The carry trade has pervaded every single instrument imaginable, credit spreads, bond spreads; everything is poisoned. It's going to come to an end later this year and it's going to be ugly, even if we haven't reached the shake-out just yet. People have a Panglossian belief in the march of global capitalism but that will change as soon as attention switches back to US financial imbalances."
Mi permetto un'intromissione non troppo aderente con il thread.

Di recente ho avuto occasione di leggere alcune analisi in base alle quali una futura, possibile, forte rivalutazione dello yen, porterebbe i carry trader a smontare tutte le posizioni lunghe spingendo al ribasso contemporaneamente Equity, Bond e Materie Prime.
Ora, quello che vorrei conoscere, oltre ad un vostro commento, è qualche link (se possibile in italiano ... ma va bene anche in inglese) per approfondire l'argomento.
Inoltre, quali sarebbero gli Assets che uscirebbero vivi al verificarsi di una situazione come quella sopra descritta.

Allego un link di una delle varie letture che ho
trovato.
http://www.abaxbank.com/docs/Researc...site%20Rex.pdf

Grazie per eventuali interventi.

Bye!Y2K
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Vecchio 04-03-06, 01:34   #10 (permalink)
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Citazione:
Originalmente inviato da y2k
Mi permetto un'intromissione non troppo aderente con il thread.

Di recente ho avuto occasione di leggere alcune analisi in base alle quali una futura, possibile, forte rivalutazione dello yen, porterebbe i carry trader a smontare tutte le posizioni lunghe spingendo al ribasso contemporaneamente Equity, Bond e Materie Prime.
Ora, quello che vorrei conoscere, oltre ad un vostro commento, è qualche link (se possibile in italiano ... ma va bene anche in inglese) per approfondire l'argomento.
Inoltre, quali sarebbero gli Assets che uscirebbero vivi al verificarsi di una situazione come quella sopra descritta.

Allego un link di una delle varie letture che ho
trovato.
http://www.abaxbank.com/docs/Researc...site%20Rex.pdf

Grazie per eventuali interventi.

Bye!Y2K
Interessante ... ti riporto un recente articolo di Bloomberg:
"All liquidity starts in Japan, the world's largest creditor country,'' said Jesper Koll, chief economist for Japan at Merrill Lynch & Co. ``When rates go up here, rates go up everywhere.''

ed ancora:
Yet as the BOJ raises rates and more investors buy into Japan's revival, the yen is sure to rise, much to the chagrin of carry-trade aficionados. Realization the trade is moving against investors may send shockwaves through global markets.

http://quote.bloomberg.com/apps/news...d=a0gK4Vt__cBU

Penso che in un simile scenario la cosa migliore sia essere liqudi o investire a breve (i tassi salirebbero velocemente), e posizionarsi long con cautela sul metallo giallo.
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