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#11 (permalink) |
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Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
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PRIMA dell’aumento del tasso
dell’euro al 2,5% di giovedì 2 marzo, la tendenza alla crescita dei rendimenti era già stata confermata con le emissioni di titoli di Stato a medio-lungo termine di lunedì scorso. Sia i variabili Cct a 7 anni, sia i fissi Btp a 3 e a 10 anni hanno infatti ritoccato all’insù il ritorno lordo rispetto al mese precedente. Cct a 7 anni. La domanda è stata più che doppia rispetto all'offerta, 3245 milioni di euro contro 1500 per il titolo con cedola dell'1,25%, assegnato al prezzo appena sopra la pari di 100,69. Ciò ha fatto del bond variabile agganciato al Bot semestrale il titolo più ambito del lotto delle aste settimanali. Il rendimento è salito dal 2,75% al 2,81%, e per trovare un tasso di fine febbraio più generoso bisogna retrocedere di 4 anni: un anno fa fu del 2,21%, due anni fa del 2,09%, tre anni fa del 2,40%. Nel febbraio del 2002, quando il Cct settennale aveva una cedola dell'1,70%, l'asta diede un tasso del 3,48%. BTP a 10 anni. L'obbligazione benchmark dei mercati internazionali del reddito fisso, scadenza 1/08/2016, ha avuto richieste per 6430 milioni di euro rispetto al bando di offerte per 4000, oltre una volta e mezza. Il prezzo di aggiudicazione è stato di 100,36, con un rendimento del 3,74% che è allineato quasi alla perfezione con la cedola del 3,75%. L'incremento dell'interesse sul mese passato è stato di soli 8 centesimi, il che non ha consentito di tornare neppure al 3,77% spuntato esattamente un anno fa. A ritroso negli anni, il bond aveva dato a febbraio sempre più di adesso: il 4,25% nel 2004, il 4% tondo nel 2003, il 5,21% nel 2002 e il 5,16% nel 2001. Un investitore cassettista che avesse sottoscritto un Btp a 10 anni nel 1996, ottiene il rimborso del capitale ma dice addio a cedole annue del 9,50%, per un rendimento lordo annuo nella decade che è stato del 10,53%, ossia quello spuntato all'emissione nel febbraio 1996. Btp a 3 anni. Richiesto per 4843 milioni di euro contro i 3000 dell'offerta, il bond con cedola 3% è stato piazzato al prezzo di 99,70, appena sotto la pari: il rendimento è stato del 3,13%, 5 centesimi più dell'asta di gennaio. Nel febbraio 2005 fu del 2,69%, nel febbraio 2004 del 2,59%, nel febbraio 2003 del 2,53%: un risparmiatore che avesse investito in un triennale 3 anni fa troverebbe dunque, se decidesse per un rinnovo sulla stessa scadenza, un ritorno lordo più elevato di allora. [GlaucoMaggi] tuttosoldi |
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#12 (permalink) | |
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Data registrazione: Feb 2006
Messaggi: 36
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Grazie
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Ringrazio innanzi tutto per i consigli che mi avete dato, ma se guardiamo i 'numeri' in questi ultimi anni il debito pubblico si è innalzato cosa che a mio parere è preoccupante, quindi varrebbe la pena a mio parere diversificare anche alla luce del fatto che i tassi in Europa sono sì forse più bassi ma l'emittente è più sicuro. Se il mercato è efficiente il premio per il rischio è incorporato nel prezzo del titolo ( nel caso tasso di interesse). In altre parole sono disposto a rinunciare a un po di interessi ma vorrei comunque diversificare l'emittente.Mi potete dire dove posso vedere le quotazioni dei titoli europei, se esiste un sito chiaramente non a pagamento. Saluti |
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#13 (permalink) | |
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Data registrazione: Dec 2002
Messaggi: 426
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#14 (permalink) |
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Data registrazione: Jul 2002
Messaggi: 21,553
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March 6, 2006
Bond Prices Fall By THE ASSOCIATED PRESS Filed at 10:29 a.m. ET NEW YORK (AP) -- After a brutal week for bonds, U.S. Treasurys were coming under renewed selling pressure Monday as the yield on the benchmark 10-year note briefly climbed to 4.73 percent, its highest point since June 2004. Traders said the move was not tied to any specific catalyst but appeared to more a ''continuation of selling from last week,'' said Scott Gewirtz, head of Treasury trading at Lehman Brothers in New York. ''It's Monday morning, conditions are very thin,'' he said. Some traders said it may be partly connected with moves by mortgage investors who are unwinding hedges put in place in the Treasurys market to prevent the duration of their portfolios from extending. Duration measures a portfolio's sensitivity to changes in interest rates. Monday morning, the 10-year note was down 7/32 to yield 4.71 percent. The 30-year bond was down 12/32, yielding 4.68 percent. The 2-year note slipped 1/32 to yield 4.76 percent. The bond market is bracing for what could be another tough week. After coming under steady selling pressure last week, partly sparked by weakness in European government bonds, investors are bracing for a healthy employment report for February and a re-opened 10-year note sale on Thursday. But Andrew Brenner, head of institutional fixed income at Investec in New York, said that ''the key to this week's trading is not the unemployment number but how the market trades at its year lows.'' Also key is a decision by the Bank of Japan on interest rates. The bank's policy board begins a two-day meeting Wednesday, and many are expecting it to lift interest rates from the near-zero levels that have prevailed over the past decade. The European Central Bank also lifted short-term rates last week and painted a positive view of the euro zone economy, while the Federal Reserve is expected to push the federal funds rate to at least 5 percent from its current 4.50 percent. Given that, ''we wonder who is going to buy the long end,'' Brenner said. |
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#15 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Dec 2002
Messaggi: 426
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Caro FaGal, sono lusingato di avere avuto gli stessi dubbi del sig. Brenner, che non è certo l'ultimo arrivato. Dunque il mio interrogativo è più che legittimo, ma a quanto pare nessuno sa dare una risposta. Potremo provarci noi, facendo -da profano per quanto mi riguarda- delle ipotesi.
Per esempio si potrebbe ritenere che vengano aumentati i tassi ufficiali per drenare l'immensa liquidità conseguente alla politica espansiva, e non per frenare una inesistente spinta inflattiva, nè tantomeno una robusta ripresa economica. Il mercato raramente sbaglia: questo basterebbe per seguirlo ed avere ragione anche noi. ma a me non basta, voglio darmi una spiegazione, voglio capire. Allora potremo pensare che i grandi investitori istituzionali stanno comprando lungo o lunghissimo perchè non ritengono possibile una imminente ripresa economica, quindi si mettono al sicuro garantendosi per 30 anni un ritorno annuo del 3-3,5% netto: se questo basta e soddisfa loro, vuol dire probabilmente che potremmo accontentarci anche noi, vuol dire che forse andando ancora avanti negli anni difficilmente si potrà spuntare di meglio. A lume di naso potrei dire:meglio un uovo oggi (il 2,3-2,4 dei bot) che una gallina domani (il 3-3,5% per 30 anni), ma se il mercato avesse ragione facendo due conti si arriva alla conclusione che se i tassi dovessero tornare a scendere potrei mangiarmi i gomiti ad aver rinunciato a garantirmi quel tasso per 30 anni e potrei dovermi accontentare di tornare allo 0,8-1% dei bot di due anni fa. Cosa ne pensi? |
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