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#11 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Feb 2004
Messaggi: 772
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Re: Re: in USD
Citazione:
Per correttezza comunque voglio sappiate che ho una posizione aperta sul titolo. |
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#12 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Apr 2004
Messaggi: 30
Popolarità: 9 ![]() |
Re: Re: Re: in USD
Citazione:
Una formulina molto semplice è quella di moltiplicare la quotazione per il cambio del momento; per esempio: Data Prezzo Cambio Rapporto 7-giu-04 94,40 1,2331 76,555 7-giu-04 94,48 1,2322 76,676 8-giu-04 94,63 1,2342 76,673 8-giu-04 94,62 1,2300 76,927 9-giu-04 94,55 1,2228 77,323 9-giu-04 94,52 1,2184 77,577 10-giu-04 94,36 1,2057 78,262 11-giu-04 94,48 1,2011 78,661 11-giu-04 94,18 1,1996 78,510 14-giu-04 94,16 1,1971 78,657 14-giu-04 94,18 1,2014 78,392 Da qui capisci come negli ultimi giorni, sebbene la quotazione sia calata (e quindi il rendimento percentuale aumentato), essendo diminuito il cambio, il prezzo di acquisto in Euro sia aumentato. Tanto per farti vedere come sia un titolo complesso basta darti i rapporti a 2 date recenti: 14-gen-04 96,50 1,2845 75,127 23-mar-04 99,23 1,2390 80,089 Ciao Zamax |
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#13 (permalink) | |
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Member
Data registrazione: Apr 2004
Messaggi: 30
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Re: Re: Re: Re: in USD
Citazione:
Zamax |
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#14 (permalink) |
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Member
Data registrazione: Dec 2003
Messaggi: 1,217
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CLASS ACTION U.S.A. SUI TITOLI DI STATO ITALIANI
La Repubblica Italiana, insieme a una decina tra le maggiori banche mondiali, è stata fatta oggetto di un'azione legale ( Class Action ) negli U.S.A. L'azione, avviata la scorsa settimana, vede come convenuti oltre alla Repubblica Italiana, istituti del calibro di Lehman Brothers, Goldman Sachs International, Merryl Lynch International, Citigroup Global Markets Inc., UBS, Deutsche Bank, Credit Suisse First Boston, JP Morgan, Morgan Stanley, Nomura International, BNP Paribas. Oggetto della domanda è il risarcimento dei danni subiti da tutti coloro che hanno acquistato titoli di debito pubblico italiano in dollari statunitensi nel periodo compreso tra il 03 Settembre 2002 ed il 28 Aprile 2005 e che ancora li detengano o, avendoli rivenduti, abbiano avuto una perdita. Secondo la ricostruzione fornita dai legali che hanno avviato l'azione, le dichiarazioni rese dalla Repubblica Italiana sul proprio debito pubblico, poi rivelatesi inesatte, avrebbero infatti causato un artificioso incremento dei prezzi di mercato dei titoli, costringendo quindi di fatto gli investitori a pagare per detti titoli un prezzo non corrispondente al loro valore effettivo. I titoli attualmente coinvolti dall'azione sono i seguenti (tutti denominati in dollari U.S.A.) : 2002-2007 3,62% 2003-2006 2,50% 2003-2013 4,75% 2003-2033 5,375% 2003-2008 2,50% 2003-2006 2,75% 2004-2006 2,75% 2004-2009 3,25% 2004-2007 3,75% 2005-2015 4,50% Altri titoli potrebbero aggiungersi in prosieguo di causa, prima del deposito della richiesta di certificazione dell’azione come Class Action. Stando a quanto si legge nell'atto di citazione, il nostro Paese avrebbe rilasciato, all'interno delle registrazioni delle singole emissioni effettuate presso la SEC, dichiarazioni non veritiere sul reale deficit del Paese; l'offerta e la vendita dei titoli sui mercati U.S.A. costituirebbe, inoltre, una vera e propria attività "commerciale" dell'Italia, vanificando così l'immunità dalla giurisdizione altrimenti spettante agli Stati Sovrani. Ancora – secondo l'atto di citazione - la Repubblica Italiana non potrebbe neppure beneficiare della cosiddetta "safe-harbor defense", non avendo identificato nelle proprie registrazioni presso la SEC le dichiarazioni sul deficit come "forward-looking statements". In base al diritto statunitense, infatti, qualora una dichiarazione non sia chiaramente identificata come mera previsione ("forward-looking statement"), i terzi possono legittimamente fare affidamento sul contenuto della dichiarazione stessa e, laddove questa si riveli errata, invocare la responsabilità di chi l’abbia rilasciata per i danni che derivano dall’aver operato facendo affidamento sulla sua esattezza. Quanto agli istituti coinvolti, l'atto di citazione ne asserisce la responsabilità per avere (eventualmente) omesso di effettuare con la dovuta diligenza le verifiche sul contenuto delle dichiarazioni della Repubblica Italiana in ordine al proprio deficit pubblico. Incomberà sugli attori delineare meglio come tali istituti avrebbero potuto verificare le inesattezze nelle dichiarazioni che accompagnarono l’emissione dei titoli, e sugli istituti l'onere di dimostrare di avere comunque compiuto una "reasonable investigation" con la dovuta diligenza ed accuratezza sulla veridicità delle dichiarazioni rese dalla Repubblica Italiana all'atto dell'emissione dei titoli. L'azione è stata depositata la scorsa settimana: dalla data di deposito decorrono, come di consueto, 60 giorni entro i quali potranno aggregarsi all'azione tutti i soggetti (privati ed istituzionali) che abbiano acquistato i predetti titoli di debito pubblico italiano nel periodo compreso tra il 03 Settembre 2002 ed il 28 Aprile 2005 e che ancora li detengano o, avendoli rivenduti, abbiano subìto una perdita. Decorso tale termine, ed una volta effettuata la nomina del Lead Plaintiff, è presumibile che lo Studio Legale che verrà incaricato del caso ( “Lead Counsel” nella terminologia delle Class Actions) chieda ed ottenga di poter depositare il cosiddetto “Amended Complaint”, nel quale specificare ulteriormente le domande proposte per conto della Class ed integrare gli elementi di fatto e diritto che le sostengono; toccherà poi ai convenuti depositare le proprie difese, con un atto tecnicamente denominato “motion to dismiss” ( richiesta di dismissione o rigetto della domanda). Se l’azione dovesse sopravvivere a questa fase, il Tribunale stabilirà a quel punto una vera e propria “scaletta” temporale per la fase di “discovery” (raccolta delle prove, audizione dei testi e degli eventuali esperti, audizione delle parti,) e del successivo processo dibattimentale (“trial”). L'atto di citazione non specifica l'ammontare dei danni richiesti, nè quello della perdita di valore dei titoli conseguente alla scoperta sul reale deficit italiano, ed è quindi al momento impossibile indicare con precisione quale sia l'ammontare del risarcimento richiesto.E’ tuttavia possibile azzardare una stima. I titoli interessati dall’azione ammontano ad oltre 25 miliardi di dollari di valore e l’azione è stata avviata da una risparmiatrice che lamenta un danno pari a circa il 2,5% del proprio investimento; se tale percentuale fosse applicabile a tutti i titoli interessati, il valore della domanda potrebbe essere stimato in oltre 500.000.000 di Euro. Storicamente, ben poche Class Actions di questo tipo giungono a sentenza e la percentuale delle azioni che si chiudono con una transazione (che, per definizione, esclude la possibilità di un ristoro integrale) è infatti elevatissima; il trend tuttavia mostra segni di inversione e recentemente si assiste ad una più strenua difesa da parte dei soggetti convenuti, e ad un maggior numero di casi in cui i convenuti stessi decidono di combattere fino in fondo per le proprie ragioni, ed affrontano quindi il processo. Negli ultimi anni infatti, la globalizzazione della tutela giudiziale dei propri diritti ha portato sempre più investitori anche stranieri davanti ai Tribunali statunitensi nell’ambito delle Class Actions finanziarie e non; casi come Worldcom (che in questi giorni ha chiuso i termini per la presentazione delle domande di risarcimento, anche da parte degli investitori stranieri) ed Enron (nella cui azione, pure, dovrebbero essere ricompresi gli investitori stranieri i quali potranno quindi beneficiare dei relativi risarcimenti) hanno dimostrato l’attendibilità del sistema, ed i benefici che ne possono derivare, al di là delle possibili critiche ad un modello certamente perfettibile, ma comunque superiore agli strumenti attualmente disponibili nel nostro Paese. |
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